Rédaction

Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 24 mai 2017 - 19:02

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

Conseil de la Vallée24 Mai 2017 - 18:56

Le «non» de l’Union Valdôtaine au Plan de réorganisation du Casinò Le «non» de l’Union Valdôtaine au Plan de réorganisation du Casinò Au débat sur le Plan de réorganisation du Casinò, duquel nous avons dit dans un autre article, avec une mise à jour constante, ont suivi - après l’examen, de la part du Conseil, de quatre ordres du jour - les déclarations de voix des différents Groupes de l’Assemblée. Pour l’Union Valdôtaine, le Chef de Groupe Ego Perron a annoncé le "non” de notre Mouvement, en affirmant que «le repliche del Governo non ci hanno convinto: clericale quella del Presidente Marquis, ridondante quella dell'Assessore Catrian che ripete sempre quello che si è detto prima. Il dibattito, che abbiamo affrontato con spirito costruttivo, non ha fugato le perplessità: i declamati consulenti e l'Amministratore unico non hanno fornito un prodotto convincente; non è chiaro ed è raffazzonato il percorso che si sta intraprendendo. È un Piano debole nelle politiche di rilancio, di marketing, del gioco e dell'hotel. Debole nella politica del rapporto con il territorio, debole nella gestione del personale e della sua riorganizzazione e degli eventuali benefici che ne potranno conseguire. Un Piano che non da sicurezze sul ritiro della procedura di licenziamento collettivo e che non affronta un tema per noi cruciale: il regolamento dei rapporti finanziari tra proprietà e società che ha fatto investimenti al posto della proprietà. Il quadro è per noi sconsolante, il lavoro fatto modesto e, soprattutto, il fatto che nella premessa vi sia scritto che non vi è alcuna assicurazione che i valori determinati siano raggiunti parzialmente o totalmente, ci convince sulla necessità di votare contro questo Piano». Le Groupe de l’Union Valdôtaine, lors de la votation du Plan, et du projet de loi s’y rattachant, s’est exprimé donc contrairement.

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Conseil de la Vallée23 Mai 2017 - 19:09

Le plan du Casinò au Conseil de la Vallée: les perplexités de l’Union Valdôtaine Le plan du Casinò au Conseil de la Vallée: les perplexités de l’Union Valdôtaine Le Conseil de la Vallée a commencé, dans l’après-midi, l’examen du Plan proposé par la majorité à propos de relance du Casinò de Saint-Vincent. Suite aux allocution du rapporteur nommé par la Commission et de l’Assesseur aux Finances, le Chef de groupe de l’Union Valdôtaine, Ego Perron, a pris la parole pour articuler le jugement négatif que notre force porte vis-à-vis du Plan et des solutions qu’il propose. «L'Assessore Chatrian ha bruciato i tempi, - a-t-il dit - soprattutto per quei Consiglieri che, non facendo parte delle Commissioni, hanno avuto solo pochissimi giorni per studiare questo Piano, in cui rileviamo che non c'è stata la tanto annunciata discontinuità rispetto a quanto fatto prima per quanto attiene l'Amministratore unico, né tantomeno la valorizzazione dei professionisti valdostani nella scelta dei numerosi consulenti. Grave il fatto che questo pool non dia assicurazione del raggiungimento dei valori, anche solo parzialmente. La costante di questo documento è ripetere che qualunque risultato non potrà mai prescindere da una ristrutturazione dei costi del personale: questa spada di Damocle è ingiusta. Il cuore delle proposte consiste in ovvietà, come il rilancio dell'area giochi, e mancano ragionamenti sui mercati limitrofi e sul rilancio della clientela. La filosofia del Piano è che viene progressivamente abbandonato uno dei pilastri caratterizzanti la Casa da gioco di Saint-Vincent: l'area dei giochi lavorati. Il tema del finanziamento regionale è stato utilizzato come clivage politique; l'Assessore Chatrian ha gridato allo scandalo per anni, inculcando nella comunità un messaggio negativo nei confronti del Casinò e oggi dimostra la sua incoerenza politica. La parte saliente del Piano non fa che riprodurre pedissequamente il ragionamento che abbiamo condotto noi. Non siamo convinti delle modalità con cui è stato messo in piedi un intervento finanziario non risolutivo. Occorreva più coraggio, senza timore del consenso elettorale. È un Piano dall'impostazione debole, non pone sguardi al privato, non dà soluzione ai problemi». Le conseiller Augusto Rollandin a donc affirmé, à son tour: «se si vuole dare una lettura corretta della vicenda, la vera soluzione c'era già e l'avevamo proposta: il finanziamento della Casinò de la Vallée a titolo di rimborso dei crediti contratti dalla società nei confronti della Regione per le opere di ristrutturazione, la cui legittimità è stata confermata dal parere pro veritate richiesto a febbraio 2017 e inviato a maggio. Il Governo oggi fa finta di non riconoscere questi fondi che servirebbero per superare il problema dell'azienda: perché non si vogliono dare? Per una questione di principio? Di sicuro con l'operazione di finanziamento proposta dalla nuova Giunta è sicuro che non facciamo altro che continuare a indebitare la Casa da gioco, mentre potremmo restituire le risorse dovute. Noi chiediamo che si riconosca quanto detto nel parere, proprio per dare tranquillità al Casinò». En entrant dans le fonds du plan, le conseiller Rollandin a ensuite observé: «è difficile immaginare che con questo Piano si risolvano i problemi ben conosciuti del Casinò: le proposte contenute potranno magari aiutare, ma non aggiungono nulla a quanto già scritto in precedenti Piani industriali. Nessuno si aspettava dei miracoli, però la Giunta non può nemmeno venderci come qualcosa di innovativo un prodotto che di nuovo non ha niente. Altrimenti creiamo delle illusioni che saranno disattese e ci ritroveremo a breve a discutere delle stesse problematiche. La questione principale resta quella del personale: bisogna prendere in considerazione di togliere la procedura di licenziamento collettivo e prevedere una riorganizzazione graduale e funzionale della Casa da gioco».  Le débat a ensuite été alimenté par le conseiller Aurelio Marguerettaz, qui a remarqué: «ho avuto modo di constatare che più di un esponente della maggioranza è convinto di essere un superuomo, dati i termini altisonanti utilizzati. I bluff della Giunta Marquis sono numerosi: in primis la trasparenza, come nel caso della negata comunicazione sul compenso dei professionisti. Nella redazione del Piano, ogni consulente esperto ha svolto un compitino per la propria parte di competenza. Abbiamo diversi dubbi in merito, come quando si definisce punto di debolezza la cosiddetta lontananza da Milano e Torino o quando non si tiene in debito conto per la parte alberghiera del dualismo tra la clientela del Casinò e quella ordinaria; per non parlare della minaccia individuata dalla presenza in zona di una struttura termale. Capiamo la prudenza sulle previsioni di crescita, ma non sui costi, in cui i tagli per il personale superano abbondantemente i dieci milioni. Tutti concordiamo che il Casinò sia una risorsa, oggi però date otto milioni al buio, perché il Piano non entra nel merito di nulla. È un documento che ha la stessa funzione della foglia di fico, serve solo a lavarvi la coscienza. Oltre al taglio del personale, gli unici argomenti sono il gioco online e quello virtuale: un business rischioso in cui possiamo entrare come Cenerentola. C'è un futuro per la Casa da gioco, ma non con questi metodi di finanziamento e senza un'adeguata concertazione con i Sindacati». Après avoir terminé ses travaux dans la soirée de hier, le débat a repris aujourd'hui, mercredi 24 mai. Le conseiller Luca Bianchi a pris la parole, pour souligner qui le Casinò est «una società che deve essere salvata. E lo dimostra la legge regionale approvata a febbraio. Questo è il Piano dell'Assessore Chatrian, è un documento pieno soltanto di banalità. Il Presidente Marquis ha cercato di mettere una pezza chiamando tutti al senso della responsabilità. Non è così che si lavora, soprattutto in un'ottica di condivisione. L'Assessore ha fatto un quadro sconfortante dei dipendenti che, ben lungi dal ritenersi privilegiati, con un referendum hanno approvato dei tagli, a testimonianza del loro attaccamento all'azienda. Licenziando 264 impiegati, la Casa da gioco non potrebbe operare: si sta conducendo un'operazione davvero meschina. Prendiamo atto che l'incoerenza è il cavallo di battaglia dell'Assessore Chatrian, che oggi presenta una legge di tre articoli, con già cinque emendamenti, aggiungendo ben sette milioni di euro. Abbiamo perso solo del tempo. La minoranza non vuole che il Piano fallisca ed è proprio per questo motivo che il nostro voto è contrario. Questo non è un Piano, non dà nessun futuro e caricherà tutti i lavori di ristrutturazione sulle spalle dei dipendenti». Lors de la discussion, le conseiller Paolo Contoz a également participé, en soulignant l’existence de deux minorités, «la nostra, che non ha i numeri, e quella di governo, che sta attaccata con la colla. Il tema del Casinò è stato il pretesto per far cadere il Presidente Rollandin, ma il Piano che stiamo discutendo è molto simile a quello presentato dalla vecchia maggioranza. Un Piano che non risolve il problema, lo posticipa. Oggi ho un problema di coscienza: rischiamo di far stare a casa 260 persone con famiglie a carico senza parlare degli esodati che non percepiscono lo stipendio da quasi un anno. Mi sono posto il problema di come votare, ma vista la grave e delicata situazione ho deciso di ascoltare i consigli di chi è più esperto di me e di allinearmi al gruppo di cui faccio parte, sicuro che ha a cuore i problemi dei lavoratori. I continui battibecchi non fanno bene alla politica e alla Valle d'Aosta: un teatrino di cui i cittadini sono stufi. Per il bene della Valle d'Aosta, dopo l'operazione Casinò, bisognerà mettere mano alla legge elettorale per dare tranquillità di governo alle forze politiche che saranno elette e, soprattutto, andare a votare subito perché il popolo Valdostano lo vuole. In questa confusione politica non si può andare avanti».  Des conseillers ont donc effectué une deuxième intervention, surtout en guise de réplication aux déclarations des composants de la majorité. Parei ceux-ci, le conseiller Marguerettaz, qui a conseillé «grande prudenza. Se è vero ciò che dite, cioè che la Casinò dal 2019 avrà degli utili, le imposte anticipate le rimetterete. Nessuno tifa contro il Casinò, ma questo piano ci costa quasi 3000 euro a pagina, lo stipendio importante di una persona di livello per un mese. Qualcuno dice ‘c’è fretta’. Io vi chiedo, ‘chi ve lo ha fatto fare’? C’era un percorso, giusto o sbagliato che fosse, e voi vi siete presi la responsabilità di interromperlo, di fare un ribaltone. Io non accetto che oggi si dica che non c’è tempo. Siete voi che avete preso la responsabilità e ve la portate. Non chiedete, con un approccio doroteo, la responsabilità. Presidente Marquis, se la prenda lei. Rispetto a questo piano abbiamo il diritto, Di Matteo permettendo, di fare le nostre osservazioni. Dopodiché, faremo di tutto perché il Casinò funzioni». Deuxième intervention également pour le conseiller Ego Perron, afin de souligner que «l’atteggiamento che il nostro gruppo ha tentato di avere su questo dossier, nel breve tempo concessoci (ma i tempi li avete dettati voi, dopo aver scardinato un certo percorso), è serio, quello di chi studia un dossier, così da esprimere opinioni su una questione. Ci sia concesso dire che abbiamo un’opinione diversa. L’UV non auspica il fallimento né del piano, né dell’azienda. Nessuno tifa perché una proposta vada a finire male. Ci sono però delle visioni diverse. Rivendichiamo, in capo al nostro movimento, alla nostra maggioranza dell’epoca, la volontà di aver investito su quest’azienda. Di averlo fatto non per manie di grandezza, ma perché - dopo essere tornati in possesso dell’hotel, dopo aver rotto l’accerchiamento - ci sembrava opportuno investire su un bene regionale, sul quale non si investiva da tempo. Dopodiché, oggi si fanno le morali dopo che, per anni, alcuni, hanno condiviso tutti gli interventi a favore del Casinò. I 60 milioni non sono stati buttati, ma sono serviti a non chiudere la società. Ci assumiamo anche la responsabilità delle nostre azioni. Fare 13 il lunedì, peraltro, è molto facile. Questo piano non ha convinto. Avevamo una visione diversa: secondo noi occorreva un’impostazione diversa. Abbiamo il timore che, con questa impostazione, altri 15/20 milioni di euro andranno a gravare sui conti della società. Dal punto di vista del gioco ci aspettavamo qualcosa in più. Non è molto chiaro cosa succederà sull’hotel. Lei, assessore Chatrian, non ha le idee chiare su cosa fare, prova ne è che arriva in aula e ci cala un emendamento che vale 7,2 milioni di euro. Ci permetterete quindi di avere una posizione non favorevole e ci permetterete di dire ugualmente che l’UV è convinta di dover fare di più per un’azienda che, dal 1970 al 2015, ha versato nelle casse della Regione un miliardo e 870 milioni». Avant de la fermentare du débat, le conseiller Augusto Rollandin a également tenu sa deuxième allocution. «Non parliamo di tifo. - a-t-il dit - A me ha fatto un po’ specie sentire qui che qualcuno tifa per il successo, dopo che sono passati sei mesi in cui, sulla Casinò, non solo non c’era il tifo, ma c’era il boicottaggio. Il provvedimento che avevamo proposto, se andava avanti anziché essere boicottato, avrebbe potuto ricevere un minimo di attenzione. Era una vergogna. Ed oggi, anziché ai 43 milioni previsti, siamo a 42,7. Capite che qualche perplessità sorge. E mi limito alla parte finanziaria. Sul personale, la parte che non si capisce, è perché non si toglie la clausola posta dall’amministratore uscente, non avendo potuto avere, nella legge, il finanziamento specifico. Questo ha obbligato l’amministratore a fare il provvedimento di licenziamento collettivo e la riduzione di capitale. Su questo, credo bisognerebbe essere onesti e fare chiarezza. Se venivano dati questi soldi, metà della discussione di oggi era largamente superata. Non c’era bisogno di riduzioni di capitale e l’amministratore non avrebbe dovuto invocare la 223. E oggi non si vuole togliere questo capestro dalla trattativa. Io concordo sul fatto che bisognerà intervenire sull’organizzazione del lavoro, ma non possiamo dimenticare che il piano del 2010 già lo prevedeva, ma se non è stato attuato è per una serie di ragioni. Non si tratta di dire che il piano di oggi non vada bene. Si tratta del fatto che nulla di questo piano va nella direzione che voi pensate possa risolvere i problemi del Casinò. Si gioca tutto sulla riduzione del costo del personale. Altri ricavi non ci sono. Il triste di questo dibattito è che si è insistito a dire ‘la differenza è che con questo piano ci sarà il controllo’. Il controllo si faceva, ma nel tempo sono cambiati atteggiamenti anche legislativi, che hanno indebolito i piani che si facevano. Se l’obiettivo finale è quello di tornare ai soldi del 2015, la dice lunga. Potete capire che ci riesce difficile giustificare non solo che questo sia un piano, ma che sia un piano in grado di dare dei risultati. Questi arriverebbero se ci fossero novità, se ci fossero investimenti. Noi certamente tifiamo perché il casinò possa continuare, ma tifiamo perché si tolga quella volontà di condizionare l’accordo sindacale con i licenziamenti e si vada con un ragionamento che, siamo convinti, sia necessario. Aspettiamo sempre che si dia una risposta su come dare i soldi che erano già della Casinò». La discussion générale sur le plan s'est terminée. A présent, le débat continue avec les déclarations de voix, après que le Conseil a examiné quatre ordres du jour présentés par rapport au Plan.

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Idées 23 Mai 2017 - 15:54

Riflessioni sul polo scolastico di Tzambarlet Riflessioni sul polo scolastico di Tzambarlet E partita la campagna per tentare di evitare lo spostamento delle scuole superiori dal centro della città alla grande scuola in regione Tzambarlet. Mantenere le scuole ad Aosta, dicono coloro che ne avversano lo spostamento, è necessario per una numerosa serie di ragioni. Tutte negative a parer loro. Per ora nessuno ha ancora provato a evidenziare gli aspetti positivi derivanti dallo spostamento. Eppure questi sono numerosi e soprattutto concreti, rispetto ad improbabili ed incerte ipotesi che prefigurano future sistemazioni in edifici da recuperare e ristrutturare, con infinite incertezze di tempi e di costi, che i referendari si guardano bene di ipotizzare. La nuova area ha grandi potenzialità a partire da una collocazione ottimale in prossimità di tutte le principali strutture sportive della città e limitrofe: palaghiaccio, piscine, palazzetto dello sport indoor, campo di atletica, campo di rugby, bocciodromo, vicinanza della pista ciclabile, campi di calcio aree verdi e parcheggi. Solitamente guardiamo con una certa invidia alle strutture scolastiche di quei paesi che offrono ai loro studenti ottime strutture sportive. Pare invece che gli oppositori della nuova realizzazione siano per una collocazione più urbana e meno orientata alla teoria del "mens sans in copore sano”. Forse essi considerano che gli spostamenti stagionali degli alunni, nelle ore consacrate alle attività motorie, dalle attuali scuole per raggiungere "pedibus calcantibus” le strutture sportive sopra citate, contribuiscano ad elevarne il livello educativo consentendo loro di approfondire, durante il tragitto, l’educazione stradale indispensabile districarsi tra incroci e strade. Fantasiosa l’idea che essi esprimono sostenendo che aggregare il tutto in un’unica struttura, peraltro energeticamente performante, possa aggravare i costi di gestione. Risulta difficile comprendere quale sia il vantaggio economico che i fautori dello "status quo”, intravedono nel mantenere in funzione più strutture separate, con impiantistiche e personale moltiplicati, rispetto all’economicità di una gestione unica centralizzata. La mobilità è poi evocata con toni da tregenda. Vengono espresse preoccupazioni di vario genere facendo riferimento al vigente piano di trasporti che, come loro sanno bene, è stato definito in base alle attuali esigenze dell’utenza. Si guardano bene dal dire che, come sempre è accaduto e come sempre accadrà, esso non avrà problemi ad essere tarato e variato in base alle nuove esigenze. Non si vede quindi che senso abbia parlare di cambiamento "delle abitudini, a cominciare dal 60% di coloro che vengono da fuori Aosta” come qualcuno dei referendari ha fatto. Ma la frottola più colossale viene sparata quando si afferma che "molti si troverebbero a dover partire un’ora prima per raggiungere le scuole con notevoli conseguenze anche sul rendimento scolastico”. Trattasi di una balla aprioristica che, come già accaduto in altri percorsi referendari, messi in opera sempre soliti noti, cerca di impressionare i cittadini con bugie in libertà. Si capisce bene che per sostenere le proprie tesi i futuri referendari non abbiano esitazioni nel fare ricorso agli argomenti più improbabili. Per loro conta scatenate la bagarre e creare incertezze per conseguire il successo. Il benessere, il confort, la riduzione degli oneri, non sono al centro della loro attenzione. D’altronde questo è il loro modo di agire: essere contro a priori, senza mai fare neppure il minimo sforzo per cercare di intravedere qualche elemento positivo in ciò che propongono altri.

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Conseil de la Vallée23 Mai 2017 - 11:48

Lorsque la majorité n’assure pas le numéro légal… Lorsque la majorité n’assure pas le numéro légal… Le Conseil de la Vallée a eu une heure de suspension, pendant la matinée. Lors de l’illustration d’une interpellation, l’opposition a réalisé que des conseillers de majorité étaient absents. La vérification du numéro légal a donc été demandée et les membres de notre groupe, avec EPAV et PD-SVdA, ont abandonné la salle en même temps. L’appel des présents a mis en évidence que dans la salle il n’y avait que 17 conseillers. En application du règlement du Conseil, les travaux ont donc été suspendus temporairement. Le jugement du Chef de groupe Ego Perron sur ce qui s’est passé est net: "voler governare significa essere dotati dei numeri per farlo. Ne deriva l’obbligo di essere in grado di assicurare il numero legale, in occasione dei lavori del Consiglio. Stamattina non solo abbiamo dimostrato che la maggioranza Marquis non lo è, ma se pensiamo al fatto che, al rientro in aula dopo la pausa disposta dal Presidente del Consiglio, la seduta è potuta riprendere grazie alla presenza dei consiglieri del PD-SVdA Guichardaz e Crétier, possiamo concludere anche che questo Governo e le forze che lo sostengono non sono in grado di capire la gravità dei loro comportamenti”. "Non essere in aula con la dovuta attenzione, non assicurare il numero legale durante una seduta in cui verranno posti in discussione atti riguardanti dossier sensibili, come il Casinò, - a conclu le conseiller Perron - non solo smentisce qualsiasi rivendicazione di nuovo metodo, ma costituisce anche un comportamento superficiale e irresponsabile, che i valdostani non meritano in un momento tanto delicato. Così come non meritano una Giunta del genere”.

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Conseil de la Vallée23 Mai 2017 - 09:30

Le Conseil ouvre ses travaux en commémorant l’anniversaire de l’attentat de Capaci Le Conseil ouvre ses travaux en commémorant l’anniversaire de l’attentat de Capaci Les travaux du Conseil de la Vallée se sont ouverts, ce matin, avec la commémoration du vingt-cinquième anniversaire de l’attentat de Capaci, dans lequel périrent le juge Giovanni Falcone, sa femme Francesca Morvillo et les agents Vito Schifani, Rocco Dicillo et Antonio Montinaro. A ce sujet, le Chef de groupe de l’Union Valdotaine, Ego Perron, a pris la parole, en soulignant que "a distanza di venticinque anni dai tragici fatti di Capaci, disponiamo di tutti gli elementi utili a dirlo: l’attentato rientrò in una strategia di guerra, dichiarata da ‘Cosa Nostra’ allo Stato”. "L’atto di guerra non era casuale, - a ajouté le conseiller Perron - perché serviva a mirare dritto al cuore dello Stato, a metterne in dubbio l’esistenza, colpendo coloro che erano in prima linea contro la mafia, come il giudice Falcone, o che si erano dedicati a far crescere nell’opinione pubblica gli anticorpi per estirparla dal contesto sociale”. "Una guerra che lo Stato non ha ancora vinto definitivamente, ma in cui ha segnato punti importanti. - a dit le Chef de groupe de l’UV - Il ‘capo dei capi’ è oggi in carcere e molti altri latitanti storici sono stati assicurati alla giustizia, anche ancora recentemente. Lo Stato, però, non può dire esaustiva la sua azione se agli arresti e alle inchieste non si affianca un’azione mirata a far sviluppare dalla popolazione il senso della legalità”. "Un risultato - a continue Perron - al quale le Amministrazioni regionali sono ugualmente chiamate a concorrere. In Valle d’Aosta, numerosi sono stati i passi mossi in questa direzione. Molti hanno riguardato le generazioni più giovani, affinché potessero ricevere, nello sviluppo della loro personalità, valori corretti ed esempi positivi. Penso quindi al "Memorial Day”, in onore di tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità, organizzato con il sostegno di quest’Amministrazione ed articolato in più iniziative”. "Penso inoltre - a dia le conseiller Ego Perron - alla norma di cui, grazie a questo Consiglio, la Regione Valle d’Aosta si è dotata nel 2010, che prevede anche dei contributi, ad enti ed associazioni operanti nella regione, per la promozione della legalità e della sicurezza”. "Ritengo che alle forze politiche spetti adoperarsi per rafforzare sempre più trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione - a conclu le Chef de groupe - e questo tipo di contributo non è mai mancato, da parte del gruppo che ho l’onore di rappresentare, e non verrà certo meno in futuro. La legalità, se si vuole davvero che pagine scure come quella dell’inizio anni novanta non abbiano a ripetersi, deve diventare patrimonio comune, il più condiviso possibile”. Le Conseil de la Vallée a donc exprimé son deuil, ainsi que sa condamnation, pour les faits ayant frappé Manchester, au Royaume Uni, dans la soirée de hier.

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Vie de l'Union22 Mai 2017 - 15:18

Rendez-vous Valdôtain à Runaz d’Avise: un beau après-midi unioniste Rendez-vous Valdôtain à Runaz d’Avise: un beau après-midi unioniste Samedi 20 mai dernier, l'aire à Runaz d'Avise a accueilli le Rendez-vous Valdôtain, qui s'est déroulé pour la première fois en haute Vallée. Un beau après-midi unioniste, bâti sur un programme de culture (la visite guidée à l’hameau et à la Maison de Mosse), tradition (le défilé de nos drapeaux, largement présents), histoire (une conférence par Joseph Rivolin, directeur des archives historiques régionales), politique (le débat auquel ont participé Denise Alleyson des sections de la zone, Vittorio Anglesio en tant que représentant des administrateurs locaux, Etienne Merlet pour la Jeunesse Valdôtaine, le sénateur Albert Lanièce, le chef du groupe de l’UV au Conseil de la Vallée, Ego Perron, et le conseiller Augusto Rollandin, ainsi que le président du Mouvement, Ennio Pastoret) et envie de rester ensemble et de s'amuser (le dîner et la soirée dansante), dressé par les Sections des Unités des Communes "Grand Paradis" et "Valdigne". En vous renvoyant à la page Facebook du Mouvement pour un album photo complet de l’après-midi , nous publions de suite l’allocution de bienvenue prononcée à Runaz par Denise Alleyson, présidente d’Arvier et représentant des Sections ayant promu l’initiative, qui raconte le chemin parcouru pour arriver à accueillir la communauté unioniste, samedi dernier. La chronique d’un succès. * * *   Chers amis unionistes, je vous souhaite la bienvenue. Je suis vraiment heureuse de voir tous ces drapeaux qui représentent nos sections et le peuple tout entier de l’ Union valdotaine. Et je suis encore plus heureuse de pouvoir représenter, lors de ces salutations initiales, toutes les sections des Unités des Communes "Grand Paradis” et "Valdigne Mont Blanc”. Notre rencontre d’aujourd’hui est liée à plusieurs moments de notre histoire et je veux en souligner quelques-uns. C’est la première fois, aujourd’hui, que tout le peuple unioniste de la haute Vallée se retrouve sous un drapeau commun, qui est notre "Rendez vous”. J’espère, nous espérons, que ce moment est le début d’un parcours profitable et significatif. C’est la première fois aussi que, après les évènements politiques récents du mois de mars, nous nous retrouvons si nombreux, pour nous parler, pour débattre et pour comprendre, ensemble, quel parcours nous devons entreprendre. Nous avons choisi Avise-Runaz, pour une raison logistique avant tout, mais aussi pour nous rassembler dans une commune qui, autrefois, avait une forte empreinte liée à l’Union Valdotaine, pour être aux cotés de tous ceux qui désirent, aujourd’hui à nouveau, faire ensemble un bout de chemin. ……Il était août 2016 et on commençait, parmi nous les présidents des Sections, à dresser des projets en commun. L’arrivée de la saison estivale, avec de nombreux engagements pour tous, ainsi que les temps raccourcis de l’organisation, nous portèrent à renvoyer à la fin de l’année le projet, en décidant de se revoir et d’en parler plus concrètement. C’est ainsi qu’au mois d’octobre on se retrouva, tous les dix-huit présidents, avec le président Pastoret, dans la « Tor d’Auveuse » pour « uenna mordua » et parler de Rendez-vous. Voilà l’idée qui fut partagée par tous : un Rendez-vous en haute Vallée, le premier. Avec enthousiasme, on s’est réunis périodiquement pour donner corps à l’initiative qu’aujourd’hui nous permet de nous rassembler, de rassembler nos Sections, nos élus locaux, nos conseillers régionaux. Au fur et à mesure où l’organisation progressait, les Sections étaient concernées et le consensus augmentait. De même, l’entente parmi nous croissait. Je ne vous cache pas que de l’anxiété s’empara de nous tous lorsque les premières adhésions tardaient à arriver, mais chacun de nous, dans son cœur, n’a pas perdu l’esprit et il a tenu bon. Une détermination qui a été primée, car aujourd’hui il n’existe personne plus heureuse de nous. Aujourd’hui, ici, nous sommes plus de 250 personnes : on fêtera, on parlera de politique, on dansera. Tout cela, à l’intérieur de cette merveilleuse structure de Runaz… Aujourd’hui, c’est une fête, un jour que nous, les unionistes, aimons vivre ensemble pour partager nos opinions et pour rappeler notre passé, mais surtout pour regarder vers l’avenir, pour apprendre à bien gérer ce qui nous attend, qui est forcément nouveau et différent de ce qui a été. Et aujourd’hui est un jour de fête pour les amis et pour ces citoyens qui ont une vision politique différente de la notre; qu’ils soient les bienvenus, afin que tous puissent apporter leur contribution au bien être et au développement de notre Vallée et de notre Autonomie. Nous tenons à remercier tous ceux qui nous ont supportés jusqu’à présent : l’Union et son Président, la Commune d’Avise et le Comité d’Avise pour la précieuse collaboration, l’AVAS et Madame Quattrocchio qui nous permettent de connaître Avise et son musée des télécommunications. Bref, tous ceux qui, de quelque façon, ont permis ce moment, qui nous est particulièrement cher. Merci a tous pour votre présence et pour votre contribution à cette belle journée.

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Vie de l'Union18 Mai 2017 - 11:10

Emile CHANOUX 18 mai 1944 – 18 mai 2017 Emile CHANOUX 18 mai 1944 – 18 mai 2017 Soixante-treize ans se sont écoulés depuis le martyre et la mort d’Emile Chanoux. Soixante-treize ans depuis lesquels la Vallée d’Aoste a énormément changé, avec un développement progressif de la vie de ses citoyens. Aujourd’hui on a peut-être trop perdu la mémoire des difficultés auxquelles la Communauté valdôtaine a été confrontée dans différentes époques de son histoire. Des combats acharnés, des succès importants et des déceptions brûlantes se sont alternés tout au long de ces soixante-treize ans. Le Peuple Valdôtain a toujours su réagir à tout ça. Il était conscient qu’un message important lui avait été légué et que l’on ne pouvait pas l’ignorer. C’était celui qu’Emile Chanoux avait transmis au Valdôtains, par ses idées, par son exemple, par son sacrifice, au nom de la cohérence et du respect de ses idées. Pendant son histoire récente la Vallée d’Aoste a maintenu éveillées sa conscience fédéraliste et autonomiste et notre société a connu d’importants moments de cohésion et a su éveiller le respect et la sauvegarde de ses langues et de ses cultures. Maintenant, après si tant de temps, nos mémoires deviennent plus labiles. Les souvenirs sont flous, les messages arrivent avec plus de difficulté dans une société davantage hétérogène. Aujourd’hui, se souvenir de Chanoux ne devrait pas se limiter au rappel de son sacrifice. Si l’on veut honorer sa mémoire il nous revient de partager et de transmettre son message, si nous voulons que la Vallée d’Aoste continue à être consciente de sa culture Autonomiste, selon ce qu’Emile Chanoux a essayé de faire avec les idées pour lesquelles il a sacrifié sa vie.

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Vie de l'Union Chanoux: le message des Syndics de la Table La Table des Syndics de l’Union Valdôtaine, à l’occasion du 73ème anniversaire de la disparition d’Emile Chanoux, s’associe au Mouvement dans le souvenir de l’exemple et du message du personnage qui a gravé son nom à jamais dans l’histoire de la Vallée d’Aoste. Notamment, en raison des fonctions administratives que les Syndics remplissent, nous ne pouvons pas nous passer de rappeler la façon dont Chanoux fut le premier théoricien de l’autonomie communale dans notre région. A cet égard, ses idées étaient tout à fait claires et le portèrent à développer une vision, remise à ses écrits, d’après laquelle la Commune représentait « après la famille, le premier organisme social qui lie l’homme à l’homme et qui lui fait sentir sa nature d’être sociable ». Une fonction clé qui, de nos jours encore, est le pivot du système des Autonomies en Vallée d’Aoste. Un système dans lequel le niveau plus proche aux citoyens, les Communes en fait, répondent aux exigences de la communauté, tandis qu’à l’échelon supérieur, celui représenté par l’Administration régionale, reviennent la programmation et le contrôle. Un système visant non seulement à garantir le bien-être de la population valdôtaine, par l’unité d’intentions de ses différents niveaux et acteurs, mais aussi à perpétuer un modèle dont les racines historiques sont si importantes que son actualité sur le plan institutionnel. Un système dans lequel l’Union Valdôtaine a investi, par l’attention de ses élus, par des processus de réforme visant à le rendre toujours plus moderne et en ligne avec les défis de l’époque contemporaine, ainsi que par des dotations économiques à la hauteur de la situation. Un système dans lequel les Syndics de l’Union Valdôtaine continuent à croire, en restant sur le territoire et en assurant leur engagement quotidien, car cela également signifie appliquer l’enseignement de Chanoux, sans se limiter à une célébration périodique côté purement théorique. Un système qui, cependant, pourra survivre seulement si également l’autre niveau le composant, à savoir la Région, fera épreuve de sérieux et d’engagement concret, par l’attribution des ressources nécessaire à le faire fonctionner convenablement, ainsi que par une assomption de responsabilité par rapport à la révision de règles et modèles, dans une logique partagée et d’efficacité. Le maintien de ce propos demeure le principal souhait des Syndics de la Table dans cette journée, afin qu’on contribue collectivement à l’épanouissement du modèle théorisé par Emile Chanoux. Economie Casinò: a proposito delle dichiarazioni dell'Amministratore unico... Union Valdôtaine, Partito Democratico-Sinistra VdA ed Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano - preso atto dei contenuti di un’intervista rilasciata dall’amministratore unico del Casinò de la Vallée, Giulio Di Matteo, e pubblicata l’altro ieri da una piattaforma online di settore – tengono a sottolineare di non nutrire alcun timore nel lasciar lavorare il manager incaricato, ma di essere piuttosto preoccupati dalle sue discutibili dichiarazioni. Ricordiamo infatti, al dottor Di Matteo per primo, che egli è incaricato di fare un lavoro da parte di un’Amministrazione pubblica, con un mandato politico rispetto al quale tutti i rappresentanti dell’Amministrazione hanno il diritto di esprimere le loro opinioni, senza dover chiedere al diretto interessato eventuali autorizzazioni. Ci permettiamo altresì ricordare all’Amministratore unico che la qualifica di incaricato da parte di un socio a capitale pubblico presuppone un’attitudine istituzionale che diventa difficile riconoscere nel paragone tra la situazione della Casa da gioco ed il « caso Alitalia », oppure nell’affermare orgogliosamente di non votare in Valle d’Aosta. Riteniamo infatti che, riguardo alla situazione del Casinò, la parola d’ordine di qualsiasi attore coinvolto nella stessa debba essere « responsabilità », senza la quale diventa difficile anche solo intravedere una via d’uscita. Quanto ai « sorrisetti dei consiglieri di minoranza », volendo utilizzare una visione analoga a quella sviluppata dall’Amministratore unico nell’intervista, potremmo limitarci ad affermare che ad ogni reazione corrisponde un’azione e che, pertanto, i contenuti del Piano ritenuti da Di Matteo prudenti e seri non devono esserlo sembrato poi troppo ai commissari dei gruppi emanazione delle nostre forze politiche. Chissà però se possiamo permetterci una tale affermazione, dal momento che non ci è chiaro se rientriamo tra i portatori della « Politica con la P maiuscola, quella che rappresenta un grande principio di civilità », per restare sempre alle parole di Di Matteo. Agriculture Danni da gelo: iniziata la discussione in III Commissione Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 17 maggio, il consigliere Renzo Testolin ha illustrato ai colleghi della III Commissione consiliare "Assetto del territorio”, il progetto di legge depositato da Union Valdôtaine, Partito Democratico – Sinistra VdA ed Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, in materia di aiuti agli imprenditori agricoli danneggiati dalle calamità naturali dello scorso aprile. La proposta depositata da Union Valdôtaine, Partito Democratico – Sinistra VdA ed Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano poggia, sostanzialmente, su cinque diversi cardini, nella logica di un’azione complessiva rispetto al problema delle calamità dello scorso aprile e di un’azione conseguente che tenga conto non solo dei danni, ma anche della condizione degli imprenditori agricoli colpiti. Il primo asse è rappresentato dalla concessione di aiuti, a fondo perduto, quale indennizzo per le perdite di produzione nei settori della viticoltura, dell’ortofrutta, del settore apistico, della foraggicoltura e cerealicolo. In questo caso, l’ammontare del danno ammesso è calcolato sul valore di mancata produzione, determinato rapportando la produzione 2017 ai dati di produzione media dell’impianto degli ultimi tre anni precedenti, ad un valore medio del prodotto nello stesso periodo. Contributi a fondo perduto sono previsti anche per la seconda misura prevista, rappresentata dalla possibilità di ammettere ad aiuto i costi specifici sostenuti dall’imprenditore agricolo finalizzati al ripristino del potenziale produttivo precedente all’evento calamitoso e conseguenti allo stesso. La terza misura è costituita dal finanziamento – che presuppone la realizzazione di un apposito piano, appositamente concordato con le associazioni e/o i rappresentanti delle categorie interessate – di apposite attività di informazione e promozione, da svolgersi dall’anno in corso al 2019. L’obiettivo è informare i mercati in merito alla mancata produzione dovuta agli eventi atmosferici e a promuovere e sostenere i prodotti colpiti, in modo da attenuare gli eventuali effetti commerciali negativi, dovuti alle difficoltà di approvvigionamento. In quarta battuta, la proposta di legge stabilisce che la Regione possa concedere finanziamenti agevolati, a tasso zero, alle aziende agricole, nell’ottica di garantire loro liquidità, a medio termine, a fronte dei mancati o minori incassi dettati dalla mancanza di prodotto da vendere. L’articolato fissa anche i termini per la restituzione dei prestiti. Infine, il testo depositato da UV, PD-SVdA ed EPAV guarda anche al futuro, con la previsione di costituire un fondo di riserva straordinario a favore dell’agricoltura, finalizzato a mitigare prossime situazioni di criticità del comparto derivanti da improvvise avversità atmosferiche. L’idea è di intervenire così per l’indennizzo della mancata produzione e per il ripristino delle perdite di piante, animali, attrezzature ed infrastrutture. Tale fondo è alimentato, nell’ipotesi contenuta nel progetto di legge, dal 50 per cento dei proventi derivanti dai risparmi conseguenti all’abbassamento volontario delle indennità dei Consiglieri regionali, oltre che con appositi fondi destinati annualmente dal bilancio della Regione. Durante la riunione, i componenti della Commissione (considerato il deposito di due disegni di legge: oltre a quello dei gruppi di opposizione, uno di emanazione della Giunta) hanno manifestato la volontà di giungere ad un unico testo, sintesi dei due depositati, nell’interesse collettivo del mondo agricolo. Un elemento di cui si prende atto con soddisfazione, condizionata ovviamente all’esito finale dell’operazione di aggregazione in un unico articolato. Nel corso della riunione, la Commissione ha inoltre stabilito l’audizione di una serie di rappresentanti degli agricoltori e delle associazioni di categoria, in modo da verificare, dai diretti interessati, le esigenze del comparto, rispetto alla problematica che lo ha coinvolto. Conseil de la Vallée Le prochain Conseil de la Vallée: nos initiatives Mardi 23 et mercredi 24 mai prochains, avec début à 9h chaque jour, le Conseil de la Vallée se réunira en séance ordonnaire. L’ordre du jour, se composant en ce moment de vingt objets, comprend différentes initiatives du Groupe de l’Union Valdôtaine. Parmi les interrogations, deux ont été présentées conjointement aux groupes PD-SinistraVdA et Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, afin de demander des renseignement sur les procédés concernant la cotation en bourse de la Compagnie Valdotaine des Eaux, ainsi que les financements et le chronoprogramme des travaux de batiment du nouveau pole scolaire de Tzamberlet et de réaménagement de l’ancien Lycée "Maria Adelaide” d’Aoste. Une autre interrogation a été déposée conjointement au groupe PD-SVdA et porte sur les temps du déplacement des bureaux de l’Assessorat des activités productives du lieu-dit Grand Chemin à Saint-Christophe, à place de la République, Aoste. Notre groupe a donc posé aussi une interrogation sur la gestion correcte des ordures à l’occasion des manifestations organisées par les Pro loco et d’autres associations. Deux interpellations, avec les collègues de l’Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, concernent: le partage de l’orientation politique de réalisation de l’école au lieu-dit Tzamberlet, dans la commune d’Aoste; les modalités d’application des indications formulées par les experts dans l’avis "pro veritate” sur le financement prévu pour la Maison de jeu de Saint-Vincent. Enfin, à l’attention du Conseil il y a une initiative conjointe avec PD-SVdA et EPAV sur les visites des spécialistes pour le renouveau du permis de conduire dans des temps brefs et certains. Les travaux de l’Assemblée seront diffusés en direct sur le site du Conseil de la Vallée (www.consiglio.vda.it), ou sur le compte YouTube du Conseil (www.youtube.it/user/consvda), ainsi que sur la chaine "TV Vallée” (numéro 15 du numérique terrestre).
2 X mille

Vie de l'Union12 Mai 2017 - 12:29

A propos du recours au TAR… A propos du recours au TAR… Lors du Conseil fédéral réuni à Saint-Christophe hier soir, jeudi 12 mai, une des communications du président de l’Union Valdôtaine Ennio Pastoret a concerné le recours présenté au TAR, par notre groupe d’élus au Conseil de la Vallée, sur les actes administratifs de la séance de l’Assemblée du 10 mars dernier (et conséquents). A ce sujet, lors de la soirée se sont exprimés tant le chef de groupe UV au Conseil, Ego Perron (ayant remarqué une fois de plus que le "président du Conseil doit sauvegarder les droits de tous et il ne s’est pas porté ainsi, à cette occasion”), que le conseiller Augusto Rollandin (qui a défini "naturel le recours, vu que la même situation, dans deux jours a porté à deux conduites différentes” de la Présidence du Conseil). De suite vous trouvez la communication du président Pastoret. Le 20 mars 2017 l’UV avait porté plainte contre la décision de Président du Conseil de considérer valide la séance du Conseil du 10 mars 2017 en l’absence du nombre légal des Conseiller présents. Le sens du recours était celui de défendre le bien fondé de nos convictions puisque nous restons convaincu qu’il ne faut jamais renoncer à faire valoir ses droits. Mais, surtout, à la base du recours il y avait l’obligation d’exiger le respect des règles qui sont à la base de la vie, de l’histoire et de la démocratie de la VDA. La loi Severino, à laquelle a fait référence la Présidence du Conseil affirme « nel periodo di sospensione i soggetti sospesi, fatte salve le diverse specifiche regionali, non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata.” Nous avons soutenu et nous soutenons, qu’en ce qui nous concernes, ces dispositions ne s’appliquent pas puisque l’art. 21 du Statut Spécial dit : "Le deliberazioni del Consiglio Valle non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti…..” La question est claire. Le Statut de la Vallée d’Aoste est une loi constitutionnelle et donc de rang supérieur au DLGS Severino qui ne peut pas modifier ou dépasser les lois constitutionnelles. Celle –ci, au de la des sentiments personnels ou d’opportunité, que quelqu’un cite inopportunément, est la véritable raison qui nous a obligé à faire recours. Pour l’UV il s’agissait de défendre un principe qui est irrévocable si on se veut autonomistes et si on prétend défendre le principe sur lequel se fonde notre Statut d’Autonomie. Oublier cela signifiera perdre notre mémoire et oublier toutes les luttes menées jusqu’à présent par ceux qui ont défendu dans le temps ce principes contre les tentatives centralisatrices. En considérant valide la séance du 10 mars la Présidence du Conseil a accompli un acte qui va au de la d’un simple abus. Il a soumis une disposition statutaire à une loi ordinaire violant un principe que notre Région a toujours défendu avec acharnement. Le Président Rosset, avant d’établir, dans les faits, que la loi Severino devait s’appliquer indépendamment des dispositions statutaires il aurait du se poser la question suivante : est-ce-que une loi ordinaire peut intervenir et dépasser une disposition constitutionnelle comme le Statut ? La réponse, simple et univoque, ne pouvait qu’être NON. Voilà donc qu’au de la de toutes les considérations sur les raisons et les torts, sur les opportunités ou les non opportunités l’UV a été obligée à porter recours. Elle ne l’a pas fait tout simplement pour empêcher à une autre majorité de s’installer, mais parce qu’elle avait le devoir de défendre un principe qui est à la base de son existence de Mouvement Autonomiste qui veut défendre l’Autonomie de notre Région. Or les aspects juridiques feront l’objet d’une évaluation et d’un jugement dans le mérite le 12 septembre. Cependant on ne peut pas passer sous silence le fait qu’il y a qui vient de se réjouir pour ce renvoi et par certaines affirmations du TAR. Il faut faire attention parce que celle que l’on considère une victoire porte en elle un venin mortel pour notre système d’autogouvernement. Il est intéressant d’observer comme à l’occasion du référendum du 4 décembre une large partie de soi-disant autonomiste avait invité à voter NON en portant comme prétexte la close de SUPREMATIE qui aurait porté à des chevauchement de nos compétences statutaires. Et voilà que ce danger si tant évoqué alors est devenu réel. La reforme a été boulée et elle n’a pas introduit la close de suprématie, mais les effets de la décision prise par la Présidence du Conseil, ont été exactement les mêmes, lorsque on a établi que la loi Severino avait SUPREMATIE sur les dispositions du Statut. Maintenant nous attendrons avec confiance l’avis du TAR. Mais en tout cas, pour nous, celle-ci est une question dont la gravité institutionnelle et juridique nous obligera à défendre et à porter jusqu’au but nos raisons. N’importe quels seront les temps et les énergies que nous y devrons mettre. Nous ne le ferons certainement pas avec un esprit de revanche, ni pour délégitimer quelqu’un, mais pour l’obligation que nous avons, depuis toujours, de défendre notre Pays et ses institutions, même, comme dans ce cas, ce sont elles mêmes qui s’infligent des blessures graves.

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