Rédaction

Mise à jour 10 mar 2020 - 13:09

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

Politique14 Février 2020 - 14:00

Communiqué de presse Communiqué de presse L’Union Valdôtaine, au cours d’une réunion du Conseil Fédéral débattue et participée, avec  un débat ouvert à toute confrontation et à toute analyse, a confirmé sa position par rapport à la  résolution de la crise régionale. Bien que quelqu’un veuille faire passer le message d’une  décisionprise à la hâte, impulsive ou, pire encore, fruit d’un règlement de comptes interne, la position du  Mouvement vient plutôt d’une attitude cohérente et d’une analyse concrète et réelle de la situation  politique Valdôtaine. La ligne actuelle de l’Union Valdôtaine surgit de l’analyse d’une période très tourmenté. Sans  aller trop loin, il suffit de rappeler la naissance du gouvernement Fosson en décembre 2018, qui  avait été objet d’une confrontation serrée à l’intérieur des organes du Mouvement et qui  avait eule feu vert avec difficulté. Le Mouvement avait des doutes légitimes sur l’efficacité d’une énième  majorité à 18 conseillers. Finalement, le successif soi-disant « accord administratif » avec Rete Civica  de l’été 2019, avec l’immobilisme mal dissimulé conséquent, avait déjà fait mûrir la position actuelle  de l’Union Valdôtaine. Comme on a souligné plusieurs fois pendant les dernières semaines, c’est dégoutant de voir  que dans la politique actuelle la cohérence semble presque une cause à expier. En tout état de cause  évidemment notre Mouvement ne vit pas sur des positions préconçues et on est à même d’analyser  les situations et, le cas échéant ou les situations évoluent, de changer d’avis sur les décisions prises.  Hélas la situation politique n’est pas allée vers des directions de stabilité nécessaires pour gouvernernotre Région. D’autres tentatives pour des nouvelles majorités, qui n’ont d’ailleurs eu aucun résultat  pendant plus d’une année, n’auraient porté à rien d’autre que prolonger l’immobilisme et retarder  les réponses concrètes que tout le monde attend. L’Union Valdôtaine se penche, marchant la tête haute et avec confiance, vers les prochaines  élections communales et régionales, avec l’objectif de mettre en œuvre le mandat du dernier  Congrès, en particulier d’arrêter l’avancée de la Lega de Salvini en Vallée d’Aoste.

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Sénat 13 Février 2020 - 17:30

FRANA DI QUINCINETTO, APPELLO DI LANIÈCE AL MINISTRO DE MICHELI: UNO STATO D’EMERGENZA PER L’A5 FRANA DI QUINCINETTO, APPELLO DI LANIÈCE AL MINISTRO DE MICHELI: UNO STATO D’EMERGENZA PER L’A5 Nel Question Time di giovedì 13 febbraio in Senato il senatore Albert Lanièce si è rivolto direttamente alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli per valutare seriamente la dichiarazione dello stato d’emergenza per fronteggiare il gravissimo problema della frana e della messa in sicurezza della A5 ad altezza Quincinetto.  La risposta all'interrogazione è stata positiva: la Ministra De Micheli ha annunciato l’avvio dei lavori per un sistema paramassi nel tratto della A5 ad altezza Quincinetto interessato dal problema della frana, ma anche che è in corso la valutazione per dichiarare lo stato d’emergenza, al fine di velocizzare le opere di messa in sicurezza autostradale. Per Albert Lanièce, "Da parte delle amministrazioni regionali di Valle d’Aosta e Piemonte e soprattutto da parte del Sindaco di Quincinetto c’è grande attenzione sul problema, ma il punto vero è che le istituzioni nazionali devono capire che si tratta di una questione non urgente, ma urgentissima.” Prosegue il Senatore: "Io non voglio neppure immaginare cosa potrebbe accadere se mezzo milione di metri cubi di roccia cadessero sull’autostrada del Monte Bianco, magari di domenica, quando dalla Valle d’Aosta scende un flusso ininterrotto di auto per 4-5 ore di fila.” "E tutto questo senza dimenticarsi che la A5 è l’unica arteria stradale che collega la nostra regione al resto d’Italia e l’Italia alla Francia. I vari blocchi della circolazione già hanno prodotto delle ripercussioni economiche, che rischiano di crescere sempre di più se la situazione non verrà affrontata con la massima decisione.”

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Vie de l'Union24 Janvier 2020 - 16:53

Communiqué de Presse Communiqué de Presse Alcune precisazioni si rendono necessarie a seguito delle dichiarazioni di Emily Rini,relativamente alla procedura avviata dall’Union Valdôtaine per il recupero di crediti maturati nellalegislatura precedente. Va innanzi tutto premesso che non era intenzione del Comité Fédéral aumentare le tensioniin questo momento delicato della politica valdostana. Il procedimento, avviato nell’autunno scorso,ha avuto naturali sviluppi in questi giorni, senza che la cosa fosse controllata dal Movimento. Si vuole anche sottolineare che non era in nessun modo intenzione del Movimento alzare itoni con la sig. Emily Rini, tuttavia non intendiamo ricevere lezioni di etica politica, da chi non è unesempio di coerenza, e soprattutto da chi, parlando di operazione squallida, dovrebbe ricordarsiche, dopo aver usato il nostro Movimento per essere eletta per la terza volta, ha pensato bene diabbandonare l’Union Valdôtaine, prima ancora della convalida della sua elezione. PeraltroMovimento il nostro che, notoriamente, prevedeva già nel suo statuto il limite dei 3 mandati.Il procedimento di cui si è parlato, che il Movimento ha deciso di intraprendere adottobre/novembre, è relativo a crediti che il movimento ha maturato nella scorsa legislatura, per iquali Rini si era impegnata a regolarizzare la sua posizione prima della sua candidatura alle elezioniregionali 2018. Quindi appare quanto meno inopportuno e fuori luogo parlare di ritorsione omettere in mezzo alla discussione aspetti politici che nulla hanno a che vedere con la questione. Sitratta piuttosto di un atto dovuto che sarebbe andato avanti ovviamente a prescindere dalle sceltepersonali fatte. L’accordo sottoscritto nel maggio 2018 è un’eccezione che è stata concessa solo a Rini (altricandidati avevano una parte dell’indennità bloccata ma avevano onorato gli impegni precedenti)proprio per venirle incontro, a seguito delle note vicende della Corte dei Conti, e permetterle diessere candidata nella lista dell’Union Valdôtaine. A questo scopo non si è preteso che la posizionevenisse regolarizzata prima della candidatura, come prevede il nostro statuto, ma si è accettato, invia del tutto eccezionale, un impegno a saldare il debito in seguito, con un accordo sottoscrittodavanti ad un notaio. Dopo quasi due anni, dopo che il Movimento ha tentato la via bonaria, con proposta dirateizzazioni, senza risultato, si è deciso che era ormai un preciso DOVERE del Comité Fédéral farvalere i diritti del movimento per via formale, per rispetto del Movimento stesso e di tutti i suoiiscritti e amministratori che onorano gli impegni assunti. Può essere questa ritenuta una vileritorsione? Apprendiamo dalla stampa della buona volontà della sig.ra Rini di saldare quanto dovuto, quindisperiamo che anche rispetto agli impegni assunti per la presente legislatura l’interessata verserà gliimporti che si è impegnata a riconoscere al Movimento all’atto della sua candidatura, senzacostringere l’Union Valdôtaine ad ulteriori azioni legali. Rassicuriamo inoltre l’interessata che leposizioni debitorie di altri eletti sono al vaglio del nostro legale, in base ai titoli in nostro possesso,ma che la posizione oggetto del presente provvedimento è del tutto eccezionale e senza precedenti. Per quanto riguarda i riferimenti ai contributi volontari versati al Movimento da amministratori disocietà, innanzi tutto non si capisce quale sia il nesso con l'oggetto in questione, essendo nomine dicompetenza del Governo Regionale, che devono essere fatte nel rispetto della normativa vigenteindicando persone che hanno i requisiti previsti, sulle quali il movimento non ha mai interferito edelle quali non si è mai neanche parlato nel Comité Fédéral. A differenza dei candidati alle elezioniregionali, che sottoscrivono un impegno formale a contribuire al sostentamento del movimento,per le altre cariche assunte da iscritti all'Union Valdôtaine che prevedono un'indennità, questorimane tuttavia un obbligo morale stabilito dall'articolo 9 e dall’articolo 27 del nostro statuto,articoli che la sig.ra Rini sicuramente conosce, essendo stata tanti anni nella famiglia Unionista. Qualcuno può forse essere stupito dal fatto che ci sia qualche iscritto al proprio movimento checrede nei principi dello stesso e che onora i propri impegni, e non usa lo stesso esclusivamente comeun comitato elettorale. Fortunatamente nell'Union Valdôtaine, come in tutti gli altri movimenti,esiste anche questo.

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Vie de l'Union9 Janvier 2020 - 11:38

Communiqué de Presse Communiqué de Presse Le Comité Fédéral de l’Union Valdôtaine, réuni dans la soirée de hier, mercredi 8 janvier, Ayant pris acte que le débat politique pour trouver une convergence pour l’approbation dubudget 2020 est en plein essor, objectif qui reste le premier et incontournable, notamment aussiconformément aux adresses du Conseil Fédéral du 23 décembre ; En considérant que, conformément aux statuts du Mouvement, les mesures disciplinairessont de compétence du Conseil Fédéral ; A décidé de renvoyer le Conseil Fédéral prévu pour vendredi prochain, pour avoir unesituation plus claire de l’évolution politique et également pour ne pas hausser les polémiques autourdu Mouvement dans ce moment très délicat pour la politique Valdôtaine, tout en maintenant uneattitude sévère sur les mesures à prendre pour les deux élus. Le Comité Fédéral, sur l’éventualité d’un gouvernement qui puisse accompagner la Valléed’Aoste aux élections, ne s’exprime pas pour l’instant et relance la ligne du Conseil Fédéral. Le caséchéant une proposition sera faite dans ce sens, les organes du Mouvement seront convoqués pours’exprimer.

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Sections9 Janvier 2020 - 10:37

Naissance de Gael Bertolin Naissance de Gael Bertolin La Section de l'Union Valdôtaine de Arnad a le plaisir d'annoncer la naissance de Gaël BERTOLIN de Guido, membre du Comité de direction de la section et de Virginia Broglia Nous présentons nos plus vives félicitations aux heureux parents ainsi que nos vœux de bonheur et de prospérité au petit Gaël.  

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Politique24 Décembre 2019 - 09:54

Communiqué de Presse Communiqué de Presse Le Conseil Fédéral de l’Union Valdôtaine, suite aux démissions du Président Fosson et de la crise conséquente, fait tout d’abord appel à la responsabilité de toutes les forces politiques pour voter, dans les délais prévus pour éviter l’exercice provisoire, le budget régional, document fondamental pour les investissements, les services et les activités de la Région et des collectivités locales. Le Conseil invite aussi les élus de l’Union Valdôtaine à donner la disponibilité de démissionner, dans le cas où cela soit utile pour rejoindre les 18 signatures nécessaires pour redonner la voix auxélecteurs. Verrès, le 23 décembre 2019

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Autour de nous Communiqué de Presse Il y a 76 ans aujourd’hui, le 19 décembre 1943, deux mois après l’armistice de Cassibile du 8 septembre qui entraîna le début de la résistance, fut écrite une page d’histoire qui encore de nos jours est un phare brillant et clair pour tous ces peuples, grands ou petits, qui cherchent leur autodétermination. La déclaration des représentants des populations alpines, connue comme Déclaration de Chivasso, est un manifeste qui conserve aujourd’hui encore, toute sa clairvoyance et reste de grande actualité dans ses contenus. L’ampleur de la charte est allée bien au-delà de ce que, même les hommes qui la rédigèrent, pouvaient imaginer à l’époque, et bien plus loin des vallées alpines. Les contradictions de nos jours sont là, dans toute leur évidence. D’une part les nouvelles formes d’autonomie de peuples italiens qui surgissent, surtout grâce à la réforme du titre V de notre Constitution, qui utilisent la déclaration de Chivasso comme base pour leur forme de autogouvernement naissant et nous, que la charte nous l’avons écrite, qui nous sommes dans la confusion. Notre députée qui semble vouloir prendre la parole, ou promouvoir des initiatives au parlement, que pour mettre des entraves sur la route de l’Autonomie Valdôtaine. De l’autre côté un leader d’un mouvement nationaliste qui vient en Vallée d’Aoste pour nous faire la morale, sauf être la même personne qui a évité le procès avec une votation au parlement et être le chef d’un mouvement qui a de nombreux hommes sous enquête en toute Italie et auquel la magistrature a confisqué 49 millions d’euros ! La situation politique en Vallée d’Aoste est affreusement grave et une réaction immédiate et forte est désormais inéluctable, mais nous ne nécessitons pas de faux-moralistes de Lombardie pour nous relever, c’est peut-être utile de rappeler des prémisses de la Déclaration de Chivasso : « …cette liberté peut être exercée et protégée uniquement par des institutions politico-administratives autonomes du pouvoir central;(considéré) que les populations alpines ont souffert, plus que toute autre population italienne, la centralisation politique et administrative de l'État italien, ce qui les a amené au désastre actuel ; qu'une organisation se fondant sur le fédéralisme, ou au moins largement décentralisée des points de vue politique et administratif, de l'État italien est une condition essentielle afin que toutes les régions italiennes puissent se développer spirituellement et économiquement et garantir, par leur développement harmonique, la renaissance de la Nation entière». Politique Communiqué de Presse Le Comité Fédéral de l’Union Valdôtaine, à la suite des nouvelles judiciaires publiées dans la presse, exprime pleine solidarité à ses élus concernés dans cette enquête très délicate et qui touche profondément l’opinion publique. Le Comité, tout en ayant confiance dans les magistrats et les juges, est certain que nos élus pourront démontrer leur innocence au moment dû. En considérant l’importance de l’approbation du budget régional pour la communauté, l’Union Valdôtaine retient indispensable faire appel à la responsabilité de tous les conseillers régionaux afin de trouver une large entente visant à approuver le document comptable. En tout cas, suite à l’éventuelle et souhaitable approbation de ce document financier et de programmation de la Région, le Comité Fédéral demande aux élus de l’Union Valdôtaine de signer les démissions et de procéder ainsi à de nouvelles élections dans le plus bref délai. Vie de l'Union Motion Finale Le Congrès de l’Union Valdôtaine, réuni à Gressan Samedi 30 Novembre 2019, Ayant pris acte de la difficulté de poursuivre un parcours fédératif avec les autres forces autonomistes régionales ; En constatant que le parcours des autonomistes Valdôtains, même si pas univoque, doit être tout de même convergeant dans les objectifs. Ayant constaté la nécessité absolue de redonner des points de repère crédibles pour l’électorat autonomiste, qui représente toujours la grande majorité des valdôtains, qui en dépit de références fortes sera ensorcelé par la dérive populiste. Ayant constaté la nécessité de renouveler et renforcer l’esprit unioniste et relancer une activité vivace et un esprit proactif, afin de remettre les Unionistes et les Valdôtains au centre de l’activité politique, en particulier en visant à une participation active des inscrits et des sympathisants sur les thèmes généraux de la politique et de la vie des Valdôtains, tel que santé, système de protection sociale, agriculture, commerce, tourisme, environnement, instruction, travail, etc. Rappelant que pour l’Union Valdôtaine les Communes restent le pilier central du fédéralisme global invoqué par le premier article de nos Statuts. ------------------------------- Engage le Président, le Comité Fédéral, le Conseil Fédéral, toutes les sections et les élus à tout niveau à un effort extraordinaire pour le 2020, pour relancer l’Union Valdôtaine dans le futur, et pour un réel renouvellement des méthodes et des contenus de l’activité politique. L’Union Valdôtaine, reste le Mouvement faisant référence dans le monde autonomiste Valdôtain, et reste au centre de tout l’échiquier politique de notre région, mais un nouvel élan s’avère nécessaire. Engage le Comité Fédéral à nommer une commission, dans le plus bref délai, pour élaborer une mise à jour de nos Statuts, évidemment sans ébranler de nulle façon les articles identitaires et fondants de notre Mouvement, mais dans le but d’arriver d’ici le printemps prochain à un Congrès pour approuver les modifications proposées par la commission, qui puissent permettre un processus de partage et de discussion avec la base unioniste, sur le sillon de notre histoire de travail avec les sections, mais surtout autour de thèmes spécifiques, objet d’intérêt de la population Valdôtaine et, par conséquence naturelle, de la politique. Une nouvelle forme de participation active s’impose pour rapprocher les Valdôtains de la politique et de l’Union Valdôtaine. Engage tous les adhérents et les sympathisants à travailler avec conviction, jour après jour, pour expliquer le renouvelé esprit identitaire de l’Union Valdôtaine, afin de reconquérir la confiance de tous ceux qui se sont éloignés de notre famille, mais qui en partagent toujours les idéaux et les objectifs. Engage les élus et les organes du Mouvement à remettre les pendules à l’heure. Dans la politique régionale le Mouvement doit reprendre la centralité de la gestion politique, de concert avec le groupe des élus, mais en accordant toujours la priorité absolue à l’épanouissement du parcours de valorisation de l’identité de l’Union Valdôtaine en dépit de médiations forcées. Engage les organes du Mouvement à un parcours rigoureux dans la construction des listes des candidats à tout niveau, l’histoire politique et personnelle des candidats doit être le seul aspect à analyser, en dépit de la capacité présumée de « porter des voix ». Engage toutes les sections, en vue des élections municipales de 2020, à évaluer avec attention les alliances à aborder, sans vouloir donner des indications forcées, le Congrès demande de retenir préférables des accords qui concernent des mouvements autonomistes et à éviter des accords avec les forces nationalistes ou populistes. Engage le Comité fédéral à présenter aux sections et au Conseil Fédéral une ébauche de code éthique à discuter, pour donner des règles pour les nouvelles cotisations et les candidatures. Engage le Président et le Comité Fédéral à défendre, dans toutes les instances appropriées, le nom et l’histoire de l’Union Valdôtaine, de tous ceux qui maladroitement utiliseront de façon inopportunes le nom de notre Mouvement, afin que personne ne puisse entraver le parcours de reconstruction de l’image de l’Union Valdôtaine. Vie de l'Union Congrès annuel. Intervention de clôture du Président Lavevaz Chers Congressiste, Cher amis, Nous voilà finalement en famille, après le débat avec nos amis autonomistes de ce matin, qui nous a fait cadeau de suggestions de grand intérêt à retenir, pour parler de nous et de notre maison commune, notre Union Valdôtaine. Le Congrès annuel, est le moment du bilan de l’activité de l’année qui s’écoule, mais surtout le moment le plus important de confrontation et de programmation pour la nouvelle année et l’avenir. C’est le moment le plus important de confrontation et d’écoute des Unionistes et des sections, bien que tout au long de l’année, au conseil fédéral, comme dans les rencontres périodiques avec les présidents, la voie des sections peut être toujours portée à l’attention des organes dirigeants, le Congrès a le rôle, vital pour un mouvement, de tracer la bonne route, de tracer la ligne politique de l’Union Valdôtaine. Pour être précis, à vraie dire, conformément à nos statuts, le congrès annuel devrait être seulement un congrès thématique… mais vous me pardonnerez, j’espère, ce petit changement d’habitude, que je retiens nécessaire, voir même vital pour notre futur immédiat et donc vous me donnerez la possibilité de parler un peu avec vous de politique et d’actualité, sans déranger trop nos statuts. Je vous l’avoue dès maintenant que pour quelque temps j’ai pensé, de concert avec mes plus précieux collaborateurs, mes deux vice-présidents et le trésorier, que ceci, aujourd’hui aurait été un Congrès extraordinaire, c’est à dire un congrès pour élire un nouveau président… mais on a finalement fait des choix différents, on a fait le choix le moins conciliant pour nous, mais le choix qu’on a estimé être le mieux en ce moment pour l’Union Valdôtaine. Il y a 14 mois je me suis présenté à vous, plein de doutes et d’appréhension pour la tache lourde et de grande responsabilité que je m’apprêtais à aborder. J’étais conscient de prendre le gouvernail d’un bateau avec une grande histoire, un bateau précieux et de grand prestige. Notre bateau, franchement ne naviguait déjà pas dans des eaux trop calmes, mais jamais j’aurais pu imaginer la tempête qui m’attendait, tout juste après avoir mis la proue du navire hors du port. Simplement la tempête parfaite. Une bonne partie des bons propos lancés dans notre congrès, dans lequel j’avais envisagé un parcours pour redonner crédibilité à notre Mouvement, pour redonner confiance dans l’Union Valdôtaine, se sont écrasé contre un mur un matin de janvier. Les semaines à suivre ont été très difficiles, entendre qu’il y avait quelqu’un de la soi-disant ndrangheta qui voulais « prendre », littéralement l’Union Valdôtaine, entendre le nom de notre Mouvement accompagné maladroitement au malaffare a été très difficile à supporter et, à chaque occasion, c’était un nouveau coup de poignard, en particulier quand quelques mois plus tard d’autres faits divers ont bouleversé notre année difficile. Malheureusement c’est nous tous, les adhérents, les sympathisants qui nous avons dû, et hélas nous devons encore, subir le pire des traitements, constamment maladroitement approchés à ces passages d'actualité, qui ont sans doute impliqué la responsabilité personnelle de quelque élu, voire même illustres, du Mouvement, mais qui n'a rien à voir avec la vie et avec l'histoire de l'Union Valdôtaine. Beaucoup de gens ont traversé 70 ans d'histoire, beaucoup ont également utilisé le Mouvement, en particulier dans ses moments de plus grande splendeur politique, pour son propre usage, quelqu'un a fait des erreurs, pour lesquelles il y aura les lieux appropriés pour se défendre et où éventuellement prouver son innocence, comme on l'espère. Mais tout cela n’a rien à voir avec nous et avec l’Union Valdôtaine ! C’est très simple, mais aussi très facile à utiliser comme le plus misérable des attaques de la plus basse politique. Bien sûr, il fait plus de bruit un arbre qui tombe qu'une forêt qui grandit. Après ces passages, je me suis convaincu que, plus que jamais, un véritable nouvel élan identitaire est désormais nécessaire dans notre Mouvement. Nous avons consolidé l’habitude d’embarquer sur notre navire n’importe quoi et n’importe qui, avec n’importe quelle histoire politique passée, seulement avec le misérable but de recueillir quelque voix de plus, peut-être même pas dans l’intérêt de la cause unioniste… mais seulement de quelqu’un ! Et bien… avec ces attitudes nous sommes arrivé au point où le navire est presque coulé … au fond de la mer! Nous avons la nécessité absolue d’être rigoureux dans le choix de nos candidats, à tout niveau, l’identité politique et culturelle doivent venir au premier rang, ou mieux doivent être le seul point à analyser, en dépit de la capacité personnelle présumée de « porter des voix ». On a eu de nombreux exemples, dans les années, mais ils ne sembleraient pas nous avoir appris le nécessaire pour ne plus tomber dans la faute. L’élan identitaire ne peut que se faire avec la crédibilité de la politique de notre Mouvement, la crédibilité de la politique ne peut que se faire avec la cohérence des actions, la cohérence des actions demande une politique droite et sans compromis. Nous avons eu la chance et l’honneur de gouverner notre région pendant des décennies, et nous avons pu assurer des niveaux très haut de services, d’investissement dans tous les domaines, qui ont rehaussé l’éclat de notre région au niveau national et international et surtout, nous avons pu assurer l’épanouissement de notre spécialité statutaire et notre autonomie comme personne n’aurait pu faire ! Mais il faut être honnête, il faut être objectif… ces nombreuses années de gouvernement n’ont pas de la même façon bien fait à notre identité de Mouvement. Je viens de parler de politique droite et sans compromis pour envisager un élan identitaire… il est bien connu le fait que c’est difficile, voire même impossible, de gouverner sans compromis. Alors on doit comprendre jusqu’à où on peut sacrifier l’aspect identitaire en faveur du bon gouvernement, ou plutôt, quand le bon gouvernement ne s’avère plus possible, sauver, au moins, l’identité. On doit espérer que les bœufs ne soient pas tous déjà sortis de notre étable….parce que notre identité est aujourd’hui presque à reconstruire complètement et des erreurs ne sont plus admissibles, peine l’échouement de notre parcours de remonté, déjà compliquée. Des passages nouveaux nous sont demandés, il nous faut finalement remettre la fierté de notre identité avant toute autre chose, avant tout compromis politique ou administratif. Lors de mon élection à Président du Mouvement, il y avait un point qui était central dans ma motion, le rapprochement des mouvements de l’aire autonomiste. On a travaillé pendant une année entière avec cet objectif, avec des hauts et des bas, des accélérations et des moments de stase. Le premier pas formel le 16 novembre 2018, avec un engagement des cinq forces autonomistes pour faire un parcours partagé de fédération des mouvements. Les mois sont passés sans jamais arriver à un point, parce que tous les quinze jours il y avait une prise de position différente par rapport au parcours à aborder. Fédération, fusion, nouveau sujet politique etc… le résultat obtenu a été une grande confusion. Nous avons à chaque occasion réaffirmé le fait que notre Mouvement ne pouvait pas être mis en discussion, pour des raisons d’histoire, pour des raisons de numéros, même pour des banales raisons d’opportunité politique … mais surtout, bien plus simplement, pour des raisons de bon sens ! Je ne veux pas retourner aux motivations, que je peux même très bien comprendre, pour lesquelles la plus grande partie des adhérents des mouvements née de côtes de l’Union Valdôtaine a quitté notre Mouvement, mais presque tous, quand ils sont partis, ils ont dit la même phrase : Je m’en vais… mais je reste unioniste ! ah… voyez, c’est peut-être une phrase qui paraît banale… mais il ne l’est pas du tout. C’est la démonstration la plus naturelle et génuine du fait que l’être unioniste n’est pas simplement l’appartenir à un Mouvement, c’est plutôt une façon de vivre la politique, voire même une façon d’être Valdôtain. Si nous voulons, ajoutons aussi les paroles qu’on a entendu ce matin… finalement vraiment quelqu’un avec du bon sens pourrait penser que, d’un jour à l’autre on pourrait mettre de côté ce patrimoine immense, seulement pour faciliter la route à quelqu’un ? Je reste tout de même sincèrement convaincu que les parcours des autonomistes ne peuvent pas être divergeant, si l’on ne veut pas ouvrir les portes au mouvements populistes et surtout pas aux mouvements et partis nationaux de droite, que, toujours plus s’approchent à des sympathies néo-fascistes. Mais pour faire ce type de parcours il faut avoir clair le but et les moyens. Dans ces derniers temps la constitution d’un nouveau sujet politique, qui devrait naître de la fusion de Alpe et UVP est apparu. En cohérence avec le parcours de simplification de l’aire autonomiste envisagé, le fait de réduire le numéro des mouvements présents sur l’échiquier politique valdôtain est un point d’intérêt à retenir, qui va dans la juste direction. Cela dit, je continue à rester de mon opinion, c’est à dire qu’un parcours de réel renouvellement et de refondation du monde autonomiste ne peut que partir des bases, et non pas de la fusion des groupes des élus. Comme j’ai eu occasion de dire il y a quelque jour, nous avons besoin d’un renouvellement des méthodes, des personnes et des contenus… mais pas du conteneur. Dans ce sillon j’estime que le travail de l’Union Valdôtaine devrait se pencher dans le futur proche, ou plutôt mieux dans l’immédiat : envisager des méthodes de participation des inscrits et des sympathisants dans le débat politique, sur les thèmes, sur les contenus qui touchent les intérêts et les problèmes de chaque Valdôtain. Avec un système de participation de ce type, vraiment on peut penser de rapprocher les valdôtains à la politique et comme conséquence naturelle à l’Union Valdôtaine… il faut le faire tout de suite. Je pense, et l’idée est complètement partagé par le Comité Fédéral, qu’un parcours de renouvellement des méthodes peut partir dès tout de suite, on peut essayer de faire un grand effort d’ici les élections municipales, pour ouvrir des débats sur les grands thèmes d’intérêt, en passant par une modification de nos statuts qui permette une organisation, du Mouvement même, autour de l’objectif de la participation active. C’est un défi challengeur, mais gagnant ! Un objectif à aboutir aussi dans l’immédiat, qui a été maintes fois entamé pendant toute l’année, mais jamais résolu est le problème de la communication dans l’Union Valdôtaine. Communication interne entre organes et sections, mais également envers le monde externe à notre Mouvement. Un plan de la communication est à l’étude et sera bientôt mis en route, cela évidemment avec des interventions proportionnées à nos disponibilités économiques assez réduite. Je croix que nous regrettons tous Le Peuple, mais hélas c’est utopique de penser à un retour à ces moments, mais quelque chose, tous ensembles, on peut le faire ! Je m’excuse pour mes lacunes et mes défauts, j’ai fait de mon mieux mais j’aurais du surement faire d’avantage dans cette année. En cette occasion permettez-moi seulement de remercier vous tous pour votre engagement pour notre Mouvement, les présidents de sections, les déléguées etc, mais surtout mes deux vices, le trésorier et les membres du Comité qui ont travaillé avec passion et dévouement pendant toute l’année. Je remercie aussi Lea, Giulio et encore Julienne pour la précieuse collaboration. J’avoue d’avoir passé une des années les plus difficiles et exigeantes de ma vie, mais je suis toujours plus fier d’être Unioniste et surtout d’être votre Président. Merci ! VIVE l’Union Valdotaine et VIVE la Vallée d’Aoste
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