Rédaction

Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 30 sep 2014 - 17:15

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

Communes30 Septembre 2014 - 17:00

Assemblea precongressuale Anci: Giordano chiede più attenzione ai Comuni montani Assemblea precongressuale Anci: Giordano chiede più attenzione ai Comuni montani Sono stati nominati oggi, martedì 30 settembre, i sindaci che rappresenteranno i Comuni valdostani alla prossima Assemblea nazionale dell’Anci, prevista per il 6 novembre prossimo a Milano, al cui ordine del giorno è inserita l’elezione del nuovo presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni. " Come Presidente dell'Anci Valle d'Aosta – ha dichiarato Bruno Giordano – chiedo una maggiore attenzione ai Comuni di montagna e alle realtà amministrative piccole e piccolissime, che rappresentano l'ossatura del sistema degli 8mila Comuni italiani, così come vorrei che ci fosse la consapevolezza che non esistono Comuni privilegiati, e che amministrare in alta quota non è come amministrare in un'area metropolitana ”. La delegazione valdostana sarà composta da Bruno Giordano, presidente del Celva e sindaco di Aosta, Ennio Subet, vicepresidente del Celva e sindaco di Charvensod, Pierre Bonel, sindaco di Arnad, Franco Manes, sindaco di Doues, Daniele De Giorgis, sindaco di Lillianes, Luigi Chiavenuto, sindaco di Gressoney-Saint-Jean, Ilo Claudio Chanoux, sindaco di Pontboset, Rudy Tillier, sindaco di Pontey, e Domenico Chatillard, sindaco di Valtournenche (delegato Celva al Consiglio nazionale). Giordano ha inoltre richiamato i temi principali su cui lavorerà il prossimo vertice dell’Associazione nazionale: " Da sindaco e da presidente vorrei in primo luogo ci fosse una strategia d’impegno che sappia affrontare questa particolare fase storica, dove – con il decreto Delrio – i Comuni sono chiamati a contribuire al rilancio del Paese e del suo sistema produttivo. La seconda priorità sarà quella di farsi sentire sul fronte della semplificazione istituzionale, dove la politica del Palazzo non è ancora riuscita a restituirci nulla di concreto, se non troppe incertezze. In terzo luogo dovrà continuare a sostenere su tutti i tavoli di confronto il ripensamento del Patto di stabilità, a maggior ragione in un momento in cui il Governo sta iniziando a ragionare del nuovo Bilancio dello Stato e di come si tradurrà conseguentemente il peso impositivo dei tributi locali ”. " Pensando al luogo che ci accoglierà per la nostra Assemblea nazionale – ha concluso Bruno Giordano – il Presidente dell’Anci dovrà più che mai marcare il punto rispetto all’opportunità straordinaria rappresentata dall’Expo 2015, per il rilancio dei territori e le ricadute economiche che ne potranno conseguire. Al centro di Expo non c’è la Lombardia, c’è l’Italia. E alle fondamenta dell’Italia ci sono i Comuni ”.

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Agriculture30 Septembre 2014 - 11:06

La Grande médaille et la Médaille d’or pour le concours Fontine d'Alpage La Grande médaille et la Médaille d’or pour le concours Fontine d'Alpage Valoriser le secteur laitier et fromager valdôtain, à travers la sélection des meilleures fontines DOP produites pendant l’été, afin d’encourager le secteur agricole dans la production de produit du terroir de qualité : l’édition 2014 du Concours Fontine d’Alpage a été présentée hier, lundi 29 septembre, à l’alpage les Maisonnettes dans la vallée de Vertosan. Comme l’année dernière, l’organisation du Concours impliquera, au-delà de la collaboration avec la Chambre Valdôtaine, le soutien technique du Consortium des producteurs et de la sauvegarde de la Dop Fontine et des Coopératives des Producteurs Laitiers et de Fontine. « La nouveauté de cette édition – a expliqué l’assesseur régional à l’Agriculture Renzo Testolin – est représentée par les prix qui seront attribués : en effet, au lieu du classement, aux productions finalistes choisies par le "jury d’excellence” seront décernées la Grande médaille ou la Médaille d’or, selon la tranche de reconnaissance : les Fontines primées seront donc plus nombreuses, démontrant ainsi la qualité globale du produit. En outre, un réseau de distribution plus ample sera réservé aux vainqueurs qui pourront compter sur les paquets-cadeau, mais également sur la vente au détail ». « Cette initiative – a précisé l’assesseur Testolin – rentre dans un parcours important que nous avons entrepris avec le Consortium des producteurs pour valoriser la Fontine. En effet, nous avons porté de l’avant des interventions en synergie pour améliorer les productions grâce au support technique et à des cours pour les fromagers, envisageant également des actions de sensibilisation pour les détaillants afin qu’ils connaissent les caractéristiques et les qualités du produit ». Les producteurs locaux auront donc jusqu’au 31 octobre pour remplir la fiche d’inscription au concours et ils devront livrer leur production fromagère au magasin de la coopérative à Saint-Christophe avant le 7 novembre.

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Autour de nous 30 Septembre 2014 - 10:01

A propos du référendum écossais, l'interview de Joseph Rivolin A propos du référendum écossais, l'interview de Joseph Rivolin Le samedi 27 septembre dernier le journal La Vallée Notizie a publié un service sur le résultat du référendum sur l’indépendance de l’Écosse, contenant, entre autres, l’extrait un interview à notre collaborateur Joseph Rivolin, membre du Comité fédéral de l’Union Valdôtaine et directeur du Peuple Valdôtain. Nous croyons qu’il est intéressant, pour nos lecteurs, de connaître le contenu complet de cet interview, que nous publions ci-après. La première question concernait les raisons qui ont amené l’Ecosse à rester dans le Royaume-Uni. RIvolin - Credo che sul risultato del referendum per l’indipendenza abbiano avuto un peso determinante le massicce prese di posizione dei "poteri forti”, in particolare degli ambienti finanziari, che vedevano minacciati i loro interessi e che hanno creato un clima di insicurezza, prospettando sfracelli sul piano economico-finanziario in caso di vittoria del fronte indipendentista. Inoltre ha giocato la sibillina dichiarazione della regina, figura comunque molto rispettata, che in Scozia ha radici anche familiari e una lunga consuetudine di soggiorni. Non è un caso che a Glasgow abbia vinto massicciamente il sì, mentre a Edimburgo – dove la regina ha un palazzo che la vede spesso presente – abbia prevalso il "no”. Portant l’exemple de la Catalogne, l’envie d’autodétermination, y comprise celle du peuple valdôtain, a été au centre de la deuxième question. Rivolin - Il principio di autodeterminazione dei popoli è una norma di diritto internazionale generale stabilito sin dalla pace di Versailles del 1919, che sancisce il diritto di un popolo sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l'indipendenza, associarsi a un altro Stato o comunque a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico. La sua applicazione produce effetti giuridici (diritti e obblighi) per tutta la Comunità degli Stati. La minaccia di esclusione automatica dall’Unione Europea, in caso di vittoria degli indipendentisti scozzesi, era quindi priva di fondamento e faceva parte del castello di menzogne più o meno terroristiche costruito ad hoc. Tutti i popoli ne sono quindi titolari, compresi i più piccoli. I Valdostani ne hanno fatto un uso ante litteram nel 1536, quando decisero di rimanere nell’ambito dei domini sabaudi, escludendo la possibile alternativa di entrare nella Confederazione svizzera; e cercarono di esercitarlo al termine della seconda guerra mondiale, quando chiesero un referendum per scegliere tra la cittadinanza italiana e quella francese. Ma non fu loro permesso di esercitare questo loro diritto. Quanto al futuro, è per definizione nella mente di Dio e non mi permetto di fare previsioni, non essendo profeta, né figlio di profeta. Dans la dernière partie de l’entretien, Rivolin a pris en examen les analogies entre les deux cas d l’Ecosse et de la Catalogne et la Vallée d’Aoste. Rivolin - Ogni popolo ha una storia a sé, nella ricerca della propria indipendenza. Per rimanere nell’ambito cronologico di questi ultimi decenni, abbiamo avuto casi di pronunciamenti democratici mediante referendum, come in Québec, nel Jura (per la creazione di un Cantone indipendente da Berna) e in Scozia appunto; abbiamo avuto "divorzi” concordati, come tra Slovacchia e Repubblica Ceca; e purtroppo abbiamo avuto anche guerre di liberazione con stermini di massa e "pulizie etniche”, come nell’ex Jugoslavia. Vi sono poi casi di piccoli popoli la cui indipendenza statuale è garantita da secoli ed è stata quasi sempre pacificamente mantenuta anche nei vortici delle guerre che hanno visto scomparire Stati ben più grandi e forti: Monaco, San Marino (la più antica Repubblica del mondo), Liechtenstein, Andorra, Lussemburgo… Quando penso a una Valle d’Aosta "indipendente” (e bisognerebbe chiedersi qual è il significato di questo termine, nel mondo globalizzato di oggi) mi vengono in mente questi esempi, piuttosto che la Scozia o la Catalogna, tenendo conto della differenza che esiste tra queste ultime e la nostra regione, sul piano dell’identità nazionale e della sua percezione a livello popolare.

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Culture30 Septembre 2014 - 16:10

La Bibliothèque régionale organise un petit marché des livres La Bibliothèque régionale organise un petit marché des livres Pour la troisième fois, la Bibliothèque régionale organise un petit marché des livres : une initiative qui a été très appréciée par le passée et qui vise à promouvoir la lecture et la diffusion des livres. Le petit marché se déroulera pendant trois journées : le samedi 4 octobre, de 9h à 19h, le lundi 6 octobre, de 14h à 19h, et le mardi 7 octobre de 9h à 19h. La vente des textes sera réalisée selon un critère décroissant qui envisage un prix pour chaque livre de 10 euros pour le premier jour, de 5 euros pour le deuxième et, enfin, de 1 euro pour le dernier jour. Ne répondant plus aux finalités du Système régional des bibliothèques, les livres concernés, qui s’élèvent environ à 1.500, ne sont plus utilisables : les textes en vente sont des romans en langue italienne et française, des publications sur la Vallée d’Aoste, des livres pour enfants et des essais concernant plusieurs thèmes, du tourisme, aux sports ; de la santé à la cuisine.

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Politique30 Septembre 2014 - 09:06

Macro-région: le président Rollandin a participé à la réunion du Groupe de travail politique Macro-région: le président Rollandin a participé à la réunion du Groupe de travail politique Le président de la Région Augusto Rollandin a participé hier, lundi 29 septembre, par vidéoconférence, à la réunion du Groupe de travail politique des Régions qui sont en train de porter de l’avant la Stratégie européenne macro-régionale alpine (Eusalp). La Région Lombardie étant à la tête du projet, à la table de la rencontre ont participé également les présidents de la Vénétie, du Frioul-Vénétie Julienne, de la Ligurie et des Provinces autonomes de Trente et de Bozen : à l’ordre du jour, la définition de la position italienne au sujet de la direction stratégique générale et, en particulier, de la future "governance” de la stratégie par le biais de la consolidation de la présence et du rôle des Régions avec la rotation de la présidence de l’Assemblée générale. En outre, les présidents ont envisagé de nommer un haut représentant afin de donner de la continuité à l’action de la stratégie. « A ce sujet – a expliqué le président Rollandin pendant la rencontre – le haut représentant devra agir pour porter de l’avant une stratégie commune, avec continuité et unité d’action afin de valoriser le rôle et les projets des Régions au sein de la stratégie. Nous souhaitons que le choix tombe sur un coordonnateur de haut profil technique avec de la valeur politique ». Lors de la séance, le groupe de travail politique a abordé également le thème des "progetti bandiera”, à savoir les initiatives que les sept Régions italiennes devront préparer pour les insérer ensuite dans le projet de la Stratégie. Chaque Région travaillera pour présenter un projet concret au mois de décembre.

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Transports 29 Septembre 2014 - 15:30

Transports : l’assesseur Marguerettaz envoie une lettre à Trenitalia Transports : l’assesseur Marguerettaz envoie une lettre à Trenitalia Trenitalia ayant annoncé une réduction ultérieure du service ferroviaire en Vallée d’Aoste, l’assesseur régional aux Transports Aurelio Marguerettaz a envoyé aujourd’hui, lundi 29 septembre, une lettre à Trenitalia et au Gouvernement national. Marguerettaz a précisé que «  ayantalloué 9 millions et 600 mille euros, la Région a envisagé les ressources pourle service ferroviaire, tout en exprimant sa disponibilité à s’en charger àpartir du premier août 2014  ». Après les premières rencontres, les activités de la table technique-politique pour la définition de l’accord entre Trenitalia et la Région ont été interrompues malgré les requêtes constantes de la Région : « Nous demandons une intervention du ministre Lupi – a ajouté Aurelio Marguerettaz – afin d’achever le cheminement pour le transfert des compétences en matière ferroviaire à la Vallée d’Aoste, également en renvoyant, si nécessaire, la définition des engagements indiqués dans les normes d’actuation du Statut spécial et celle concernant la période antérieure ». « Il n’y a aucune raison pour réduire un service public fondamental pour atteindre la Vallée d’Aoste et pour la mobilité de milliers de citoyens – a conclu l’assesseur Marguerettaz – pénalisant davantage les usagers du chemin de fer sur lequel pèsent beaucoup de difficultés causés par un service inadéquat et par les problèmes d’ordre infrastructurel que tout le monde connaît ».

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Jeunesse29 Septembre 2014 - 09:03

La Jeunesse Valdôtaine à la découverte de nos biens culturels La Jeunesse Valdôtaine à la découverte de nos biens culturels Le samedi 27 septembre dernier, la Jeunesse Valdôtaine a organisé un après-midi à la découverte des biens culturels de la Vallée d’Aoste : un groupe de jeunes s’est retrouvé à Aymavilles pour visiter le site de Pont d’Aël. L’initiative, qui rentre dans le programme des activités du Mouvement juvénile visant à connaître les sites d’intérêt historique et culturel de notre Région, a été proposée par le représentant de la Jeunesse d’Aymavilles Hervé Vicari. « Le Comité de coordination a accueilli favorablement cette proposition – a expliqué l’animateur principal Michel Savin – qui a représenté une bonne occasion pour faire découvrir aux jeunes un monument qui fait partie de l’histoire de notre Région ».

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Agriculture Batailles : Guerra, Lumière et Lion reines à Brissogne La quatrième éliminatoire automnale du 57ème Concours des «Batailles de Reines» a eu lieu à Brissogne, dimanche 28 septembre dernier, rencontre caractérisée par un très grand nombre de vaches présentées et par un nombreux public de passionnés. Les vaches présentes étaient au total 210, dont 60 pour la première catégorie, 76 pour la deuxième et 74 pour les poids plumes. La vache la plus lourde était Toulouse de la Soc. La Coccinelle de Gressan, avec ses 785 kg. Avaient droit au classement pour la Finale du 19 octobre 4 vaches par catégorie. En première catégorie, le bosquet a été remporté par Guerra de Eddy Bignon de Pollein qui en finale a devancé Briganda de Beniamino Volget de Brissogne, tandis qu’en demi-finale a éloigné Tigresse de Marco Chamonin de La Salle. Quatrième place, mais bien méritée, pour Baionne de Ymac Frassy d’Arvier.S’agissant de la deuxième catégorie, belle victoire de Lumière de Gildo Bonin de Gressan face à Promesse de Anselmo Chabloz de Quart. En demi-finale Lumière a éliminé Regina de Deval-Empereur de Gressan, tandis que Promesse a eu le dessus sur Trabanta de Claudio Pomat d’Etroubles.Concernant les poids plumes, succès de Lion de Stefano Linty d’Issime sur Mescal de Edy Arvat de Quart. A la troisième et à quatrième place se sont respectivement classées Scintilla de Davide Bieller de Pré-Saint-Didier et Vallon de Marino Grimod d’Aoste. Le prochain rendez-vous avec les «Batailles de Reines» est fixé au dimanche 5 octobre à Antey-Saint-André. Communes Valsavarenche célèbre le premier Conseil communal d'Italie après le fascisme La Commune, pilier de la démocratie : voici le titre de la cérémonie qui se tiendra dimanche 5 octobre 2014, à Valsavarenche, pour célébrer le soixante-dixième anniversaire des premières libres élections du Conseil communal. Le 3 septembre 1944, à Valsavarenche se tiennent les premières élections, encouragées par Federico Chabod, qui se déroulent aux termes des lois italiennes en vigueur avant la dictature fasciste. Le bureau de vote est installé à la Maison communale de Dégioz et les chefs de famille votent, avec le suffrage direct, la Junte Municipale qui doit administrer la vallée occupée par la bande partisane "Amilcare Crétier". Le syndic de Valsavarenche élu est Valentino Dayné, ses Assesseurs sont Innocenzo Berthod, Aldo Blanc, Evaristo Chabod et Giuseppe Pellein. Les résultats électoraux furent ensuite ratifiés par la Préfecture d'Aoste le 15 juin 1945, après la Libération. C'est le premier Conseil communal d'Italie après le fascisme. Organisée par le Conseil de la Vallée, la Commune de Valsavarenche et l'Institut d'histoire de la Résistance et de la société contemporaine, l'initiative débutera à 14 heures sur la place de la Maison communale, avec la bénédiction du panneau en souvenir de l'événement; par la suite, prendront la parole, pour les allocutions officielles, le syndic Pino Dupont, le président de l'Institut César Dujany, les présidents de la Région, Augusto Rollandin, et du Conseil, Marco Viérin. La cérémonie sera accompagnée par les chants de la Chorale de Valgrisenche dirigée par Angelo Filippini. Transports Le projet Iter “Imaginez un Transport Efficace et Responsable” s’approche de sa conclusion Après trois ans d’activité, le projet Iter « Imaginez un Transport Efficace et Responsable » relevant du programme de coopération territoriale transfrontalière Italie-France Alpes Alcotra 2007-2013, s’approche de sa conclusion. Le Département régional des transports, chef de file transfrontalier, et la Fondation Grand-Paradis, responsable de la mise en place d’une grande partie des actions, se réuniront demain, mardi 30 septembre, dans la salle de l’Assessorat régional du tourisme, des sports, du commerce et des transports à Pollein, pour le dernier comité de pilotage avec les partenaires du projet. La réunion, de nature essentiellement technique, fera le point sur l’état d’avancement financier, les atouts de la coopération, les éventuelles difficultés rencontrées et les futures opportunités de collaboration dans le cadre de la nouvelle programmation. Au terme des travaux, qui se dérouleront à huis clos, l’Assesseur Aurelio Marguerettaz, le coordinateur du Département des Transports, Antonio Pollano, et le Directeur de la Fondation Grand-Paradis, Luisa Vuillermoz, illustreront les principales actions mises en places côté valdôtain. Les représentants du Conseil Général de la Haute-Savoie et des Communautés des Communes de la Vallée d’Abondance et du Haut Chablais, par contre, donneront leur importante contribution en illustrant les résultats des activités menées au-delà de la frontière, le 7 octobre prochain en France à l’occasion du colloque de clôture. Politique Communes : le Gouvernement régional a présenté le projet pour la réforme de la loi électorale Comme le président de la Région Augusto Rollandin l’avait annoncé la semaine dernière, lors de la réunion du Conseil fédéral, le Gouvernement régional a présenté aujourd’hui, vendredi 26 septembre, le projet de loi pour la réforme de la loi électorale communale.  « Le projet que nous présentons aujourd’hui – a expliqué le président de la Région Augusto Rollandin – est ouvert à toutes suggestions : nous sommes disponibles au dialogue et à la confrontation avec les autres forces politiques pour atteindre une proposition partagée comme il est arrivé pour la loi de réforme des Collectivités locales ». Le projet de loi vise à augmenter la participation des citoyens aux élections et à la vie publique et à rationaliser des dépenses. Parmi les nouveautés, l’abolition de l’élection directe du syndic et du vice-syndic dans les Communes au-dessous des 500 habitants : dans ces cas, lors de la première séance du Conseil communal, les élus choisiront le syndic et la junte. En outre, le numéro des conseillers sera réduit : pour les Communes au-dessous des 500 habitants, les conseillers passeront de 11 à 7 (y compris le syndic). Pour les Communes entre les 501 et les 1.000 habitants, les conseillers seront 9 au lieu de 13, alors que pour celles entre 1.001 et 3.000 habitants, les conseillers seront 11 au lieu de 13. Les Communes ayant de 3.001 à 5.000 habitants auront 13 conseillers (au lieu de 17), tandis celles entre 5.001 et 15.000 passeront de 17 à 15 conseillers et celles ayant plus de 15.001 habitants (Aoste) auront 27 conseillers au lieu de 29. Le numéro des assesseurs sera également réduit : pour les Communes jusqu’à 1.000 habitants il y aura un seul assesseur, jusqu’à 3.000 les assesseurs seront deux, trois assesseurs jusqu’à 15.000 habitants, alors que pour Aoste ils seront cinq, avec la possibilité de nommer des assesseurs techniques. Et encore, le texte vise à favoriser l’équilibration de la représentation du genre dans les listes : pour les Communes jusqu’à 5.000 habitants la présence d’au moins un homme ou d’une femme suffira, mais dans les autres cas aucun des deux genres pourra représenter plus des deux tiers des candidats de la liste.

le coin du président22 Septembre 2014 - 11:34

Il faut commencer à imaginer un modèle de développement nouveau pour notre Pays d’Aoste Il faut commencer à imaginer un modèle de développement nouveau pour notre Pays d’Aoste Nous publions ci-après l'intervention du président du Mouvement Ennio Pastoret au Conseil fédéral du vendredi 19 septembre dernier.   Chères amies et chers amis, mesdames et messieurs les membres du Conseil fédéral bienvenue à Verrès pour cette 6ème réunion du Conseil Fédéral en 2014. Merci d'être présents à cette réunion que nous tenons ici pour quelques raisons : - Pour nous déplacer aussi dans des endroits moins centraux. Il est bien de permettre à nos amis de Gressoney, de Perloz, d'Issime, de Pont-Saint-Martin, de faire quelques kilomètres en moins de temps en temps ;  - Pour hommager les Sections de la basse Vallée qui ont organisé, à partir de demain, un Rendez–vous valdôtain ici à Verrès. Vous me permettrez d'introduire cette soirée avec deux considérations sur ce qui s'est passé hier en Ecosse. Le Référendum écossais, au-delà du résultat a au le mérite de mettre à la une quelques thèmes que l’on a un peu trop ignorés dans notre ivresse de globalisation, de monnaie unique, d’Europe élargie, de rating et des super pouvoirs des banques qui on mis à la misère une large partie du monde occidental. En tout premier lieu, on doit remarquer avec force qu’en Ecosse s'est tenu un référendum pour décider l’indépendance de ce Pays. Une nouvelle étonnante qui a déflagré dans un monde où les mots indépendance et autodétermination avaient été gommés du vocabulaire et dans la tête des gens. Ce référendum, qui a eu lieu dans un climat absolument normal, a vu le jour dans une manière simple et civile : avec un accord, signé par les respectifs leaders entre Ecosse et Royaume-Uni. Ce qui, à nos latitudes, serait incroyable. Chacun de vous peut livrer sa pensée aux plus hauts sommets en essayant d’imaginer comme cela aurait pu se produire en Italie ou en France. Edimbourg et Londres sortent renforcés, à nos yeux, par ce rendez-vous : ils nous ont appris que la démocratie et la liberté de pouvoir choisir librement hébergent encore dans le monde. Cette question écossaise nous porte aussi à réfléchir sur l’Union Européenne envers laquelle s’étaient adressés beaucoup de nos espoirs fédéralistes, mais qui a montré un visage rudement hostile à l’indépendance écossaise. Elle a traité ce thème exactement comme pourrait le faire un Etat farouchement nationaliste, tandis que, par l'Ecosse et le Royaume-Uni nous est arrivée un exemple de tolérance et, enfin, de liberté. Un exemple qui nous concerne, puisque nous avions oublié, nous aussi, l’Union Valdôtaine, le sens des termes tels que indépendance, autodétermination, autogouvernement. Nous nous sommes adaptés à vivre dans un monde où les pouvoirs économiques et centralisateurs nous ont tous emprisonnés, en profitant de notre confiance et en nous précipitant dans un état de crise permanent et décevant. Une crise que tous on subi de manière passive avec l’espoir qu’un jour ou l’autre tout se remette en place et que l’on puisse reprendre notre routine. Malheureusement ce n’est pas ainsi. Nous sommes confrontés à des mutations irréversibles et on ne reviendra pas en arrière.Nous devons en être conscients. Et la question que nous devons nous poser n’est pas : quand est-ce que la crise terminera ? Mais quel monde e quel système voulons-nous bâtir dépasser de cette crise ? Pour ce faire, il faut commencer à imaginer un modèle de développement nouveau pour notre Pays d’Aoste. Il faut être conscient que nous sommes mesurés à une Europe qui indique, prescrit et oblige ! L'Italie, état membre et fondateur de l’Union européenne, est désormais un exécuteur de décisions prises ailleurs. Elle est devenue un gardien de ce que l'on décide ailleurs et il nous le soumet de manière impérative. Nous, comme d’autres réalités, nous devons subir tout cela, sans failles et avec des possibilités de négociation toujours plus réduites. Que de regret, à ce propos de ne pas avoir un représentant au Parlement européen. Il est bien de rappeler, toujours, aux Valdôtaines et aux Valdôtains, que jamais comme cette fois cela aurait été possible s’il n’avait pas été un véto à une alliance avec l’Union Valdôtaine. Nous avons raté l’occasion historique d’avoir un élu à Bruxelles. Il ne faudra jamais oublier à qui revient la cause de cet échec nuisible pour toute la Vallée d’Aoste. En revenant à l’Italie, il faut prendre acte que l'économie marque le pas plus que jamais, le travail et l'occupation atteignent, un jour après l'autre, des records négatifs. L'état social est davantage en danger et les protections aux personnes démunies se font toujours plus faibles. Les éléments qui rendent fort et compétitif un Pays sont tous rangés sous un signe négatif. A l'intérieur d'un système si complexe et entre temps si inactuel et inefficace est-ce qu'il y a un moyen de s'en sortir ? Il y a toujours des issues. Il faut les chercher et les partager. Il faudrait avant tout dépasser l’esprit pessimiste de trouver toujours quelque chose qui ne marche pas. Et il faudrait aussi arrêter de penser que la cause c'est toujours à quelqu'un d'autre. Jamais à nous. Le gibier plus commun, dans la chasse aux responsabilités, est celui de la politique. C'est toujours la politique qui est en cause. Certes elle a des responsabilités, là où elle est incapable de s’identifier avec les besoins des citoyens. Et elle est aussi parfois responsable de ne pas savoir donner des exemples positifs dans les comportements et les actions collectives et individuelles. C’est à partir de là que les gens regardent, évaluent et jugent. Pas toujours ils nous font part de leurs pensées, mais ce n’est pas difficile à percevoir qu’ils en ont marre et qu’ils s’attendent de la politique un sursaut d’orgueil. Et c’est bien ici, chez nous que nous même, l’Union Valdôtaine, nous sommes sous la loupe d’agrandissement. Nous sommes le Mouvement de majorité relative, nous, avec nos alliés de Stella Alpina, nous constituons la majorité au Conseil de la Vallée. Les gens nous ont accordé leur confiance en 2013. Nous avons vécu des moments difficiles après la crise du 29 mars 2014, mais nous avons su reprendre notre chemin. Les citoyens du Val d’Aoste avaient salué avec satisfaction la composition de la crise. Ils ont apprécié nos nombreuses tentatives de négociation et d’élargissement de la base majoritaire.Nous nous étions trouvé face à des préjudicielles insoutenables sur les personnes et non pas seulement sur une. Les Valdôtaine et les Valdôtains avaient bien compris que toute cette instabilité provoquée était due à des questions d’ordre personnel et non pas politique. Et de là, l’opinion publique a commencé à basculer et nous en avons acquis davantage d’appui. Nous sommes ainsi arrivés au 9 juin, date de notre dernier Conseil Fédéral là ou nous sommes repartis avec notre majorité à 18 et avec une unité retrouvée jouissant d’un taux d’appréciation plus élevé dans la Communauté. Notre patience, notre aptitude concrète, notre disponibilité au dialogue, face aux comportements triomphalistes et intransigeants ont eu le dessus. Malheureusement, lorsque les rapports dans les oppositions commençaient à s’effriter, la majorité a été battue au vote à bulletin secret à cause de gestes idiots et inutiles qui nous apporté des énormes dommages. L’opinion publique a été négativement touchée par ces faits et elle a commencé à s’éloigner à nouveau de nous, mais surtout de la politique, qui d’ailleurs n’a jamais paru plus lointaine des gens. Et aujourd’hui nous sommes tous placés sur le même plan. Nous et l’opposition. Mais cela s’est vérifié et l’on ne peut pas revenir à l’arrière. Il faut en prendre acte et il faut regarder en avant.Ce n’est pas le cas de faire des procès à posteriori, ni d’ouvrir la chasse aux suspects dans groupe de la majorité. Ca ne mènerait à rien. Nous avons devant nous des moments cruciaux. L’approbation de la nouvelle loi électorale des Communes et la loi sur les secrétaires des Communes doivent intégrer et compléter le parcours de reforme des Collectivités locales. La loi du budget de prévision sera un autre tournant important de l’activité d’automne.Il y a la nécessité impérative de régler les rapports avec l’Etat pour ce qui est des questions financières du pacte de stabilité et des reformes institutionnelles. Et, enfin, nous devons prendre acte que notre modèle de développement doit changer radicalement. Les temps de l’argent abondant, de la distribution généralisée, du soutien à tous et à tout est terminé définitivement. Sur ce dernier point en particulier nous, l’Union Valdôtaine, nous avons une mission importante qui concerne le futur de notre Pays d’ Aoste. Nous devons être conscients qu’il nous revient, à nous-mêmes, de forger notre avenir. Mais pour ce faire nous avons le nécessité impérative de nous réapproprier aussi de notre sens d'appartenance de notre sens identitaire, de notre volonté et de notre conscience d'être un Peuple, le Peuple du Val d'Aoste, qui n'est pas mort. Qui existe, qui veut vivre et qui est à même de s’unir dans les moments de difficulté. C'est à partir de nous que les révolutions commencent. Nous ne sommes pas l'Ecosse. Mais nous sommes la Val d'Aoste, nous sommes les Valdôtains. Il nous appartient d’accroître la valeur ajoutée à notre Communauté pour maintenir notre Autonomie en la renforçant. L’Autonomie est souvent banalisée. Mais réfléchissons au fait que les processus de reforme se feront ou avec ou sans nous. Si nous renonçons à nos prérogatives d’autogouvernement il y aura quelqu’un qui choisira pour nous et qui le fera d’ailleurs, à Rome comme à Bruxelles, comme cela il lui plaira et aux conditions qu’il voudra. Si cela nous convient, il suffit de laisser aller les choses. Si cela ne nous convient pas, il faut agir. Agir sur deux créneaux. Celui interne : le nôtre. Celui de l’action et de l’activité de l’Union Valdôtaine, des Sections, des adhérents. L’autre créneau concerne la nécessité de trouver des formes de collaborations plus ample pour aborder avec force un rapport avec l’Etat dans le cadre des reformes.Nos Parlementaires soutiennent le Gouvernement, mais ils ont besoin d’être davantage soutenu dans leur action. Le Président de la Région a su conduire de manière brillante une série importante de négociations en matière de finances. Mais son action aussi a besoin d’être rendue plus efficace par un consensus politique plus ample. Nous même nous sommes conscients qu’une stabilité majeure serait souhaitable au Conseil de la Vallée permettant ainsi de mettre en marche un parcours de réformes indispensables pour rebâtir un système Vallée d’Aoste adapté aux conditions et aux exigences actuelles.Cela, bien sur, si nous sommes conscients des enjeux et si nous voulons réaliser un modèle novateur sans nous limiter à attendre la fin d’une crise qui est irréversible. Nous ne refusons pas la possibilité de parler et de trouver des ententes. D’ailleurs c’est merci à nous, qu’au printemps, entre différentes forces politiques ont avait commencé à se parler. Et même si l’on n’a pas atteint des résultats dans l’immédiat on a fixé un précédent important. Et c’est bien en conséquence de ça, que les rapports se sont aussi modifiés avec certaines forces de l’opposition. Nous, l’Union Valdôtaine, nous avons aujourd’hui un rôle crucial qui est celui de ressembler et d’unir autour des besoins de la Communauté tous ceux qui sont disponible à travailler pour cet objectif. Et nous-mêmes, nous sommes disponibles encore et toujours à parler et à trouver des ententes, mais nous ne voulons pas le faire par des accords en cachette. Nous avons eu un consensus en 2013 avec notre coalition et c’est avec nos alliés que nous pourrons parcourir certains passages. Et ce dans le respect des électrices et des électeurs qui nous on fait confiance. Aucun empêche à la majorité de s’agrandir, mais la il faut être clairs et être à même de l’expliquer à nos concitoyennes et à nos concitoyens. Et pour ce faire, on ne peut que partir d’un programme à partager.Seulement après, on pourra parler d’organigramme et de place. Et, enfin, il est bien de rappeler que c’est aux forces politiques, en pleine autonomie, sans poser des vétos, d’indiquer et de proposer les personnes pour les charges éventuelles.Bien sûr, nous n’en sommes pas là, mais il est toujours bien de rappeler quelles sont les conditions politiques qui doivent être respectées face aux citoyens. Pour l’instant, on s’est abstenus de négocier quoiqu’il soit, mais il faudra bien que le Conseil Fédéral, qui est souverain, donne au président et au Comité l’opportunité d’essayer d’ouvrir, si possible, des tables de négociation avec les forces politiques qui s’en diront disponibles.

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