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Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 18 jan 2018 - 14:16

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Conseil de la Vallée19 Décembre 2017 - 12:05

Le Conseil a démarré l’examen du budget 2018/20: le rapport du conseiller Testolin

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Le Conseil de la Vallée, lors de la matinée d’aujourd’hui, mardi 19 décembre, a débuté l’examen de l’ensemble des actes constituant le budget 2018/20 de l’Administration régionale. La discussion a débuté avec le rapport du conseiller unioniste Renzo Testolin, qui est également président de la IIe Commission du Conseil, ayant exprimé la semaine dernière son avis favorable aux différents documents. Il a choisi, dans son exposé, le chemin d’un rapport visant à expliquer les logiques et les choix, au lieu des aspects techniques et des chiffres. C’est pourquoi, également pour simplifier une lecture du moment politique et du rôle que l’Union Valdôtaine continue à interpréter sur l’échiquier régional, nous vous le proposons dans son intégralité.

Ci accingiamo oggi ad analizzare e a discutere in merito all'ultimo bilancio di previsione triennale che gli eletti in questa XIV legislatura sono chiamati a licenziare prima che il risultato del futuro confronto elettorale vada a ridisegnare gli assetti politici di questa assemblea.

L'approvazione del documento programmatico è da sempre l'elemento più importante a disposizione di qualsiasi organismo dirigente per cercare di allineare quelle che sono le esigenze e soprattutto gli obiettivi di gestione con le possibilità finanziarie che si hanno a disposizione per cercare di realizzare gli obiettivi stessi di governo.

Riuscire a trovare un corretto punto di incontro tra le esigenze e gli obiettivi da realizzare e le possibilità di spesa a disposizione è sempre stato oggetto, così come per altro deve essere, di confronti anche molto accesi, all'interno di questa assemblea. Per cercare di modellare secondo la propria visione di gestione e di futuro il funzionamento, la salvaguardia, la crescita e lo sviluppo della nostra Regione ogni forza politica ha sempre lavorato per cercare di incidere nei vari bilanci secondo la visione a suo senso più calzante alle esigenze della popolazione.

Per riuscire a programmare adeguatamente, al di là delle linee di governo da intraprendere, l'Amministrazione Regionale, così come qualsiasi altro ente, istituzione o azienda ha però bisogno di poter contare su due elementi fondamentali e imprescindibili: regole di finanziamento certe e il più possibile stabili da un lato e continuità e stabilità della governance dall'altro.

Questi ultimi cinque anni ci hanno riservato purtroppo un percorso molto tortuoso e operativamente difficoltoso in merito alla chiarezza ed alla certezza delle regole di trasferimento delle risorse finanziarie alla Regione così come alla loro possibilità di utilizzo. Sono stati cinque anni di programmazione condizionata prima dai vincoli imposti da uno stringente patto di stabilità che al di là delle risorse a disposizione definiva e imponeva tassativi limiti di spesa con conseguenze assolutamente castranti nei confronti della crescita e limitanti sia nel mantenimento dei servizi sia nelle iniziative a favore del territorio e poi da periodi caratterizzati da situazioni di criticità di cassa derivanti essenzialmente dalla difficoltà dello stato di garantire i trasferimenti al territorio. All'interno di questo quadro si sono inseriti e sovrapposti nel tempo provvedimenti legislativi statali che hanno imposto, peraltro sovente attraverso regole di ripartizione inique, una importante compartecipazione regionale alle spese per il risanamento del debito statale.

In questo contesto di diminuite risorse finanziarie a disposizione del bilancio regionale, si è operato in questi anni in un non semplice lavoro di programmazione volto essenzialmente al mantenimento degli standard socio economici a cui la nostra realtà regionale è sempre stata abituata. Si è lavorato per una razionalizzazione della spesa ed un efficientamento dei servizi che evidentemente hanno dovuto accompagnarsi a tagli importanti e un forte contenimento delle spese a carico di tutte le strutture regionali ma sempre nell'ottica di salvaguardare e garantire, per quanto possibile, continuità e maggior stabilità possibile alle attività di ogni settore (vedi ad esempio il sociale e la sanità ma anche la sicurezza del territorio).

Il calo di risorse di circa il 30% che ha visto passare la capacità di spesa della regione da circa 1,7 miliardi del 2008/2010 al miliardo e 200 milioni circa del 2016 ha evidentemente ridotto le capacità della regione di impiegare risorse per investimenti, accentuando così, anche in Valle d'Aosta, le criticità che la crisi dell'ultimo decennio aveva di fatto evidenziato in tutto il territorio nazionale.

La situazione finanziaria particolarmente delicata si è poi intersecata in questi anni con una situazione politica altrettanto fragile che non ha purtroppo favorito la definizione di percorsi e di azioni condivise per arginare le difficoltà del periodo.

La discontinuità amministrativa, il marcato avvicendamento nei ruoli di governo, la forte frammentazione politica venutasi a creare negli anni e la poca stabilità di governance accentuatasi in questo scorcio finale di legislature non hanno aiutato a creare i presupposti per affrontare con la corretta tranquillità ed attenzione questioni che spesso hanno origine, cause e soluzioni fuori dal contesto regionale.

Non voglio entrare in questioni che purtroppo hanno già in tanti momenti di discussione trovato fin troppo spazio in sterili scontri, sovente personali, all'interno di quest'aula ma se devo spendere una riflessione a riguardo considero perlomeno positivo che l'avvicendamento al governo della regione possa aver permesso di far capire a molti, o comunque a chi ne ha la sensibilità per capirlo, che governare vuole dire affrontare problematiche per le cui soluzioni non bastano le critiche o i proclami ma necessita del lavoro, del lavoro serio, puntuale, un lavoro politico e tecnico e magari una maggiore impegno di tutti i 35 consiglieri a costruire piuttosto che a distruggere.

Ho voluto esprimere alcune considerazioni sul percorso di questi anni perché credo che anche questo nuovo bilancio 2018/2020 rispecchi per certi versi le dinamiche del passato e gran parte delle criticità sopra espresse, criticità, incertezza finanziaria in primis, che hanno in questa legislatura fortemente condizionato, imbrigliato e rallentato l'azione amministrativa dei vari governi regionali che si sono succeduti.

Oggi ho optato per un intervento di presentazione dei dl in oggetto decisamente più generico rispetto all'intenzione iniziale di esporre una relazione di matrice più squisitamente tecnica (allegato tecnico che, pur non dandone lettura, costituisce parte integrante di questo documento) elaborata grazie alla preziosa collaborazione degli uffici del bilancio, dirigenti e personale di una struttura che in questi anni ha costantemente lavorato con dedizione sia per le esigenze di allestimento dei bilanci regionali, come da desiderata degli amministratori, sia nel ruolo non semplice di interfaccia con la tesoreria statale. Uffici che su indicazione politica hanno scritto un bilancio triennale 2018/2020 che aprirebbe le porte, dopo anni di calo di risorse, ad una crescita che a partire dal 2018 vedrebbe investimenti in crescita, maggiori risorse per gli enti locali, finanziamento ad interessanti leggi di settore a tutto favore della sicurezza del territorio, intesa nelle sue varie declinazioni e garantirebbe un potenziamento finanziario al sociale, alla famiglia, ai giovani, al lavoro e alla crescita nella più ampia delle sue definizioni.

Un bilancio che è stato presentato dal governo regionale alla commissione competente per la sua analisi nei primi giorni di dicembre, onestamente credo in tempi non particolarmente o fondamentalmente diversi dai tempi che avrebbe impiegato il precedente governo per presentare lo stesso progetto programmatico per l'analisi da parte del consiglio, tempi però particolarmente compressi e che hanno limitato, rispetto agli esercizi precedenti, la possibilità di analisi e approfondimento da parte dei commissari.

Le difficoltà oggettive di allestimento del bilancio, che così come presentato trova oggi nei suoi numeri una capacità di spesa regionale di circa 1 miliardo 204 milioni di euro per l’anno 2018, 1 miliardo 167 milioni per l’anno 2019 e 1 miliardo 212 milioni per l’anno 2020, trovano principalmente origine nella già citata difficoltà di definizione dell'esatto importo dei trasferimenti statali spettanti di diritto alla Valle d'Aosta e nella dilatazione dei tempi necessari per definire con lo stato regole certe e durature principalmente in merito alle compartecipazioni regionali da destinare al risanamento della finanza statale. Risorse ci tengo a precisarlo che sono della regione Valle d'Aosta e che lo stato pretende a titolo di contributo per la risoluzione dei suoi problemi di bilancio.

Il bilancio presentato in commissione ha subito all'interno della stessa un percorso, se vogliamo così definirlo, "anomalo” rispetto al consueto iter di commissione che vedeva in passato approfondimenti puntuali sulle varie tematiche soprattutto tramite audizioni specifiche con i vari portatori di interesse.

Con una tempistica molto stretta da un lato ma con un documento contabile che evidenzia risorse a disposizione delle spese regionali che nel complesso presentano maggiori importi pari a circa 132 milioni di euro spendibili per il 2018 rispetto a quelli destinati alla spesa del 2017, i commissari hanno provveduto a licenziare positivamente il documento di bilancio a seguito di un approfondimento documentale e ad un numero di audizioni ristretto e limitato al solo confronto con Finaosta, Chambre ed Enti Locali. Il documento di programmazione è invece stato oggetto, a più riprese, di illustrazione, nelle sue linee essenziali e nel suo allestimento, da parte del Governo alle parti sociali, alle associazioni ed agli enti del territorio.

Oggi questa assemblea si troverà a discutere di un bilancio presentato tenendo conto di valutazioni e passaggi politici oltre che di situazioni legislative che hanno indotto a basare l'allestimento della finanziaria regionale partendo sostanzialmente da tre scelte che potessero garantire, in coerenza con l'assetto normativo vigente, maggiori risorse utilizzabili dalla Regione a partire dal 2018: prima fra tutte la non necessità dell'accantonamento a favore dello stato di risorse , pari a 144 milioni di euro, che fino al 2017 rappresentavano il contributo della Valle d'Aosta al risanamento della finanza pubblica e che oggi vengono considerate ascrivibili alle risorse spendibili dalla regione in virtù della situazione legislativa vigente nonché delle affermazioni della sentenza della corte Costituzionale in merito all'argomento, a seguire la scelta di ricomprendere nelle entrate patrimoniali, anche per l'anno 2018 così come si era operato nel 2017, una entrata non ricorrente pari a 51,4 milioni di euro derivante da rientro di somme dal fondo della gestione speciale presso Finaosta Spa, al fine di consolidare anche per il 2018 risorse da destinarsi ad investimenti ed infine sempre per il 2018 la possibilità e la previsione di utilizzare l'avanzo di amministrazione presunto del 2017 per circa 29 milioni di euro che permetterà peraltro alle strutture regionali di attivare corrispondenti processi di spesa sin da gennaio senza dover attendere i tempi per la loro riassegnazione a bilancio.

Le scelte contabili operate permetterebbero di assegnare e regolare tramite i 28 articoli del dl 123 l'attribuzione di specifiche risorse agli assessorati che vedrebbero, rispetto ai bilanci dei precedenti esercizi, un trasversale aumento delle proprie capacità di spesa.

Parte importante del provvedimento legislativo nell'assegnazione delle risorse, nonché scelta assolutamente condivisa dalle forze politiche che hanno sostenuto il provvedimento per il via libera in commissione, è rappresentata dall'attenzione dimostrata a sostegno dei bilanci e di specifici interventi normativi a favore dei comuni e delle loro associazioni sia tramite l'incremento di assegnazione di fondi con trasferimenti senza vincolo di destinazione sia verso specifiche iniziative di finanziamento della finanza locale.

Credo che oggi non sia così necessario tramite questa relazione entrare troppo nel merito degli articolati dei disegni di legge presentati che anche attraverso il dl 125 e i sui 29 articoli cercano di portare, per quanto possibile, elementi di semplificazione all'interno di alcune norme di settore così come cercano di rispondere ad alcuni bisogni di chiarezza e di adeguamento tecnico amministrativo a normative che potrebbero portare sviluppi e ricadute positive in specifici settori, ma credo piuttosto che la situazione vada valutata nel suo aspetto più complessivo dove una scelta politica piuttosto di un'altra, una visione prospettica di un tipo piuttosto di un'altra potranno condizionare le scelte tecniche e strutturali non solo del bilancio sul quale siamo oggi chiamati ad esprimerci ma anche e direttamente sul futuro prossimo così come quello a medio e lungo termine della nostra Regione.

Spero che la discussione su questa legge di bilancio possa assestarsi su valutazioni politiche e tecniche, sicuramente diverse e forse contrastanti, ma animate da spirito di collaborazione e di confronto più che di scontro e di contrasto e che le analisi che ne scaturiranno possano portare ad una sintesi di massima condivisione delle scelte da assumersi, non tanto per lavorare a favore di uno o di un altro degli ambiti in cui l'amministrazione deve dare delle risposte ma piuttosto per capire, valutare decidere e definire le azioni più opportune per dare un segnale di chiarezza all'opinione pubblica alla luce della nuova evoluzione che le scelte dello stato stanno comportando sull'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta.

Su questo bilancio licenziato favorevolmente dalla commissione consigliare competente, in quanto bilancio di crescita e di risposta in molti se non in tutti gli ambiti di intervento, oggi incombe l'incertezza e l'aleatorietà dei trasferimenti statali odierni e futuri e quindi delle risorse spendibili a favore della Valle d'Aosta e dei valdostani. A quest'aula il compito di trovare, tramite un confronto costruttivo tra le varie sensibilità politiche, la strada per affrontare con senso di responsabilità ma anche con determinazione una situazione che presenta elementi di fondamentale importanza per il futuro della nostra regione.

In questa ultima fase di legislatura siamo chiamati ancora una volta ad affrontare una situazione di forte criticità non tanto in termini assoluti, in quanto nel recente passato si sono affrontate situazioni finanziarie complesse almeno quanto l'attuale, ma piuttosto in termini di rapporti di chiarezza e di definizione degli accordi con lo stato da una parte e di chiarezza e trasparenza con i cittadini valdostani dall'altra il mio personale auspicio è che si riesca a lavorare nel solo interesse della Valle d'Aosta.

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CHERCHER

MERCREDI 17 janvier 2018

08:52 Décès de Mme Giovanna Maria Herin Vve Pession Nos douleurs Décès de Mme Giovanna Maria Herin Vve Pession La section de l’Union Valdôtaine de Valtournenche a le chagrin d’annoncer le décès de Mme Giovanna Maria Herin Vve Pession, âgée de 87 ans. La communauté unioniste présente ses condoléances en particulier à sa fille Carolina et à son mari Domenico, membres de la section, a ses fils Eugenio, Ennio, Paolo avec leur famille et à toute sa parenté.

MARDI 16 janvier 2018

12:16 Comunicato Stampa Politique Comunicato Stampa E’ del tutto destituita di fondamento la notizia secondo la quale l’Union Valdôtaine avrebbe posto dei veti su delle ipotesi di candidatura alla Camera dei Deputati in vista delle prossime elezioni politiche. Negli ultimi mesi l’Union Valdôtaine ha lavorato per costruire, con le forze alleate, una proposta responsabile e durevole, cercando di superare ogni ostacolo, per consentire al progetto politico e all’alleanza che ne è scaturita, di potersi realizzare. In tutto questo percorso l’Union Valdôtaine non ha mai posto né intende porre veti di alcun genere su alcunché. Non è questo il modo di agire dell’Union Valdôtaine a cui sono state recentemente imposte scelte difficili e a rinunce importanti. Malgrado ciò il Mouvement le ha accettate per consentire all’alleanza UV, PD, PSI, UVP, EPAV di realizzarsi. L’Union Valdôtaine ha dimostrato così un grande senso di responsabilità e la serietà di un impegno profondo, mettendosi a disposizione per affermare un progetto politico, a sostegno dello sviluppo, della governabilità e della stabilità. L’Union Valdôtaine, non intende pertanto vanificare tutto il lavoro sin qui realizzato e continuerà ad assicurare il suo immutato impegno, all’interno dell’attuale alleanza autonomista, federalista, progressista di centro sinistra e auspica che vi sia, in tempi rapidi, una convergenza di tutte le forze politiche che compongono l’attuale alleanza, su una candidatura e una proposta programmatica condivise per la Camera dei Deputati. Aosta, li 16 gennaio 2018

VENDREDI 12 janvier 2018

11:52 Compte-rendu de l'activité du Sénateur Lanièce Sénat Compte-rendu de l'activité du Sénateur Lanièce Questa mattina i Parlamentari valdostani hanno presentato durante una conferenza stampa il sunto dell’attività parlamentare nella XVII Legislatura. Di seguito l’attività svolta dal Senatore Albert LANIECE riguardante esclusivamente la Regione Autonoma Valle d'Aosta. 1)Rapporti economico-finanziari con lo Stato : -recupero di circa 800 milioni di euro dovuti alla Valle d' Aosta (540 mln di accise su spiriti di birra ed energia elettrica bloccati dal 2011 e 255 mln nell'ultima legge di bilancio a parziale copertura); - ripristino del flusso di accise annuale di 70 mln di euro, a partire dal 2015, interrotto in seguito a nuova normativa; - passaggio della disciplina del patto di stabilità al pareggio di bilancio per la Valle d'Aosta con la finanziaria 2017 (prima tra tutte le Regioni a Statuto Speciale). 2)Salvaguardia, con le sue funzioni, del Corpo Forestale Valdostano nell'ambito della riforma nazionale dei Corpi di Polizia che ha previsto l'abolizione del Corpo Forestale Nazionale. 3)Salvaguardia della Sede della Rai Regionale della VDA, valorizzando il centro di produzione autonomo, nell'ambito della razionalizzazione del servizio televisivo nazionale. 4)Esclusione dall'obbligo di cessione delle quote di partecipazione negli impianti di energie rinnovabili (centraline idroelettriche) da parte dei Comuni, con i vantaggi economici relativi (decreti legge Madia). 5)Sempre su decreti attuativi concessa maggior flessibilità nella gestione di società in crisi finanziarie e nello specifico i Casinò (incontro con sottosegretario Rughetti). 6)Esclusione del pagamento dell'IMU dei terreni agricoli di montagna. 7)Passaggio dallo Stato alla Valle d'Aosta della gestione del trasporto ferroviario pubblico locale (finanziaria 2015). 8)Salvaguardia delle associazioni delle razze bovine di montagna ( per noi ANA.Bo.Ra.Va) nell'ambito della riforma proposta dall'Associazione Italiana Allevatori ( lettera congiunta al ministro Martina con sen. Berger). 9)Nel Testo unico sul vino inserita la valorizzazione della viticultura eroica di montagna e recupero del territorio con possibilità di futuri bandi da finanziare ( decreti attuativi). 10) Esclusione fino al 31 dicembre 2018, della presentazione del certificato antimafia da parte di aziende agricole che ricevono fondi PAC fino a 25.000 euro (emendamento Lanièce/ Panizza ultima finanziaria). 11)Incremento del fondo per la zootecnia (allevamenti) di montagna per gli anni 2019/2020, emendamento governativo che riprendeva emendamento presentato da sottoscritto in Senato ad ultima finanziaria ma accantonato per reperire i fondi. 12) Salvaguardia (legge Concorrenza) delle piccole cooperative elettriche storiche di montagna. 13)Mantenimento agevolazioni per l'acquisto di GPL e gasolio nelle aree montane (finanziaria 2015). 14)Finanziamento nazionale di 150 mila euro per il restauro del monumento dei Caduti di tutte le guerre in piazza Chanoux, intervento diretto in seno alla commissione preposta alle attività per il Centenario della Grande Guerra. 15)Modifica decreto attuativo legge Madia (intervento presso Governo) per mantenere nelle associazione no-profit i Vigili del Fuoco Volontari del Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, con relativi vantaggi fiscali; mantenimento dell'esenzione del canone radio (inizialmente non più previsto). 16)Non onerosità del passaggio previdenziale da INPDAP a INPS per il personale docente dell'Istituto Musicale Pareggiato/ Conservatoire ( interessamento in Direzione Generale INPS). 17)Approvazione emendamento per spostare sedi del Parco Gran Paradiso nei Comuni delle Comunità del Parco, legge purtroppo arenatasi a fine legislatura. 18)Sblocco delle graduatorie per l'assunzione dei Guardaparco del Gran Paradiso, accordo diretto con Governo ( DPCM). 19)Innalzamento uso del contante a 3000 euro (finanziaria 2016). 20)Ridimensionamento del pagamento dell'IMU per gli impianti a fune (finanziaria 2016). 21)Riduzione del taglio di finanziamenti a Patronati e CAF (finanziaria 2016). 22)Ripristino della convenzione tra INPS e SAVT (incontro del segretario generale Corniolo e sottoscritto con il Ministro del Lavoro) in seguito ad imprevista interruzione: ripresa delle riscossioni delle quote associative, conferma di tutte le prerogative applicate alle altre Confederazioni anche ai Sindacati Autonomi e procedura facilitata per via telematica di acquisizione dei dati degli iscritti. 23)Incontro con sottosegretario Esteri Della Vedova per risolvere questione confini nazionali con Francia (Monte Bianco) e Svizzera (Valtournenche e Zermatt): in particolare su questa ultima questione una riunione presso l'Istituto Geografico Militare a Firenze ha permesso di riprendere dialogo con la Svizzera per risolvere la problematica dell'attuale confine che taglia malamente la struttura del rifugio Guide del Cervino e della Scuola di Sci, con possibili relativi ritorni economici negativi nel futuro. 24)Interessamento con ministro Franceschini ed incontro tecnico specifico con Direttore generale dott. Cutaia, insieme al presidente nazionale delle associazioni Corali, per prevedere maggiori finanziamenti al mondo delle Bande e dei Cori, dal prossimo anno. 25)Incontro con sottosegretario alla giustizia Ferri per denunziare la situazione di abbandono della casa circondariale di Brissogne ed auspicare un intervento urgente del Ministero. 26)Nell'ambito della modifica del regolamento del Senato, viene accolto nostro emendamento che prevede il passaggio da 10 e 5 il numero minimo di senatori delle Minoranze Linguistiche per poter costituire un gruppo autonomo. 27)Incontri con precedente direttore AGEA dott. Sernia ed attuale dott. Pagliardini per chiedere spiegazioni sulle difficoltà nell'erogazione dei contributi per il verde agricolo agli allevatori valdostani e per cercare soluzioni le più rapide possibili. 28)Nella proposta della modifica della Costituzione (poi bocciata dal Referendum) venne accolto l'inserimento della Previa Intesa, in modo da garantire le Regioni Autonome nella eventuale modifica dei loro Statuti, così come il riconoscimento delle funzioni di provincia alla Regione Autonoma Valle d'Aosta, non ancora inserito nella Carta Costituzionale. 29)Interrogazioni al Governo (primo firmatario) : -Esenzione del pagamento IMU di terreni agricoli montani. - Salvaguardia del marchio Fontina DOP in Italia e all'estero. - Difficoltà nella ricezione dei canali Rai in diverse località della Regione. - Sblocco del pagamento del verde agricolo. - Ripristino biglietteria alla stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin. - Riduzione degli oneri finanziari per le famiglie che desiderano far rientrare le spoglie dei loro cari sepolti all'estero, caduti durante le ultime due guerre mondiali. 30)Disegni di legge presentati ( primo firmatario ): - Istituzione della circoscrizione "Valle d'Aosta” nell'ambito dell'elezione dei membri del Parlamento Europeo. - Disposizioni in materia di telemedicina. - Disposizioni per l'inserimento dei Corpi Forestali delle Regioni a Statuto Speciale nel Comparto Sicurezza ai fini del trattamento pensionistici. 31)Emendamenti presentati (primo firmatario ) : 129 32)Norme di Attuazione dello Statuto Speciale che hanno incrementato le competenze della Regione Autonoma Valle d'Aosta in questa legislatura: -  Abrogazione di disposizioni concernenti la Commissione di coordinamento e il suo Presidente, chiarendo meglio le funzioni prefettizie del Presidente della Regione. -  In materia di ordinamento scolastico. -  In materia di demanio idrico: la Valle d'Aosta assume la piena competenza dallo Stato delle acque della Regione. -  In materia di coordinamento e di raccordo tra finanza statale e regionale, anche questa norma di importanza rilevante. Questo elenco non comprende le iniziative (interventi in commissione e in Aula, firma di emendamenti, mozioni, ordini del Giorno ecc.) i temi di carattere nazionale sono elencati nella scheda di attività del sen. Albert Lanièce, rintracciabile sul sito del Senato della Repubblica. Il Senatore ha ricoperto le cariche di Vice-Presidente del gruppo parlamentare in Senato "per le Autonomie” e di Vice-Presidente della Commissione Bicamerale degli Affari Regionali.

MERCREDI 10 janvier 2018

17:00 Auguste Rollandin: nouveau chef de groupe Conseil de la Vallée Auguste Rollandin: nouveau chef de groupe Lors de la séance du Conseil de la Vallée du 10 janvier 2018 Auguste Rollandin a été nommé Chef de Groupe de l’Union Valdôtaine. Auguste Rollandin est né à Brusson le 13 juin 1949, où il est résident. Une longue militance au sein de l’Union Valdôtaine et l’assomption de fonctions importantes l’on vu protagoniste de la vie politique du val d’Aoste pendant plusieurs années remplissant de nombreuses fonctions administratives et politiques qui sont ci de suite résumées. Il est titulaire d’une maîtrise en médecine vétérinaire. Il a débute l'activité politique et administrative en 1975 avec son élection en tant que Syndic de Brusson. En 1978 il est élu pour la première fois au Conseil régional sur la liste de l'Union Valdôtaine et il est nommé Assesseur à la santé et à l’assistance sociale. Il confirme son élection au sein du Conseil de la Vallée au cours des législatures successives, en exerçant différentes fonctions administratives : Assesseur à l’agriculture, (1983-1984 et 1992) et Président du Gouvernement régional (1984-1990). De 1998 à 2001, il assume la Présidence de l'Union Valdôtaine. En mai 2001 il est élu Sénateur de la République. Il devient Président du groupe «Amis de la montagne» du Parlement et Vice-président de l’observatoire parlementaire sur le tourisme. En 2008, il est réélu au Conseil régional sur la liste de l'UV avec 13.907 préférences et il exerce les fonctions de Président de la Région pendant toute la XIIIe législature. Il a été confirmé Conseiller régional de la liste Union Valdôtaine aux élections du 26 mai 2013, en obtenant 10872 voix. Du 1èr juillet 2013 il est membre du Groupe de l’Union Valdôtaine au Conseil de la Vallée. Du 8 juillet 2013 au 10 mars 2017, il a été Président de la Région. Au cours de la XIV législature il remplit depuis le 10 janvier 2018 le rôle de Chef de groupe de l’Union Valdôtaine et il est membre de la Conférence des Chefs de groupe au sein du Conseil de la Vallée. 16:41 Renzo Testolin: nouveau Assesseur au budget, aux finances, au patrimoine et aux sociétés à participation régionale Conseil de la Vallée Renzo Testolin: nouveau Assesseur au budget, aux finances, au patrimoine et aux sociétés à participation régionale M. Renzo Testolin est le nouvel Assesseur au budget, aux finances, au patrimoine et aux sociétés à participation régionale dan le 30ème Gouvernement Valdôtain il a été élu lors de la séance du Conseil de la Vallée du 10 janvier 2018. Né à Aoste le 28 mars 1968, il habite Aymavilles. Diplômé expert-comptable, il est conseiller financier auprès d'un institut de crédit. Il a débuté son engagement politique et administratif dans sa commune de résidence où il a été élu Conseiller en 1995. De 2000 à 2005 il est nommé Assesseur à la culture et politiques sociales et de 2005 à 2010 il est élu à la charge de Vice-syndic d'Aymavilles. Il a aussi exercé les fonctions d'Assesseur au sein de la Communauté de montagne Grand-Paradis dans la période 2005-2010. Aux élections du 26 mai 2013, il est élu pour la première fois au Conseil régional sur la liste Union Valdôtaine, en obtenant 1590 voix. Conseiller régional il est membre du groupe de l’Union Valdôtaine du 1er juillet 2013. Dans le 27ème Gouvernement Valdôtain il a été Assesseur régional à l'agriculture et ressources naturelles du 8 juillet 2013 au 10 mars 2017. Membre de la II Commission « Affaires générales » 21 mars 2017 depuis le 17 octobre 2017, il a été Président de la dite Commission. Membre de la V Commission permanente - Services sociaux du 17 octobre 2017 Assesseur au budget, aux finances, au patrimoine et aux sociétés à participation régionale du 10 janvier 2018 30ème Gouvernement régional 16:17 Première intervention du Président du Conseil Farcoz Conseil de la Vallée Première intervention du Président du Conseil Farcoz Chères et chers collègues, Je prends la responsabilité d’assumer la Présidence de la Vallée à quelques mois de la fin de la Législature et je vous remercie pour votre confiance. Je remercie avant tout mon Mouvement, l’Union Valdôtaine et le groupe, qui m’ont proposé à cette charge prestigieuse, en particulier je remercie mes collègues Augusto Rollandin – chez qui le sens de responsabilités politique prévaut sur l’intérêt personnel – et David Follien – qui considère la continuité du travail un atout à valoriser. Un remerciement à l’ancien Président Andrea Rosset et à mes collègues du Bureau de Présidence pour leur travail et leurs contributions aux décisions. Permettez-moi de remercier aussi ceux qui n’ont pas votés pour moi : c’est l’expression du pluralisme de notre Assemblée et de la vitalité de notre démocratie. En tant que Président, il me revient la tâche de vous représenter toutes et tous. Je serai donc le garant de notre Institution et du travail de toute ses composantes, en ayant une attention constante à la distinction des rôles et des compétences, au nom d’une dignité institutionnelle commune. Certes, je suis conscient que ces derniers mois seront soutenus. Il seront soutenus dans le débats, en raison aussi des élections politiques et régionales auxquelles nous ferons face. Mais il seront aussi intenses en raison du travail que nous devons mener à terme. Mon souhait, c’est que nous arrivions à le faire dans le respect mutuel des uns des autres. Parfois nous avons des idées politiques différentes, nous avons des visions e des projets différents, mais nous devons jamais oublier que nous sommes les représentants de notre Peuple et de ses différences. Faisons en sorte que ces derniers mois soient le portrait d’une classe politique à l’écoute, loyale, responsable, respectueuse et solidaire. Ce serait la meilleure façon de célébrer les 70 ans de notre Statut spécial ainsi que de rappeler les pères fondateurs de notre Autonomie moderne. Cette Autonomie, dont le parcours n’a pas toujours été facile et qui s’est épanouie grâce à l’engagement politique de toutes les femmes et les hommes qui se sont succédés au cours de ces 70 ans. Cette Autonomie qui pour nous représente un modèle actif et responsable du système démocratique et que nous devons continuer à valoriser. Par des actions communes, en donnant aux valeurs et aux principes un prolongement tangible dans la vie des citoyennes et des citoyens valdôtains. Cette tangibilité qui est typique de notre civilisation valdôtaine : concrète comme la montagne, notre espace de vie. Un espace qui doit être nécessairement gouverné avec la vision des gens qui y vivent et qui sont quotidiennement appelés à réaliser le juste équilibre entre les exigences de développement et la nécessité de sauvegarder un environnement à la fois complexe et fragile. . 14:38 2018: deux rendez-vous importants nous attendent le coin du président 2018: deux rendez-vous importants nous attendent Cette année 2018 nous réservera deux rendez-vous importants sur le plan politique et administratif. D’ici peu nous serons appelés au vote pour les élections au Parlement italien. La législature qui suivra aura d’éléments d’extrême importance pour notre Pays d’Aoste. Tout en particulier il faudra régler, définitivement, les grands thèmes des rapports institutionnels et financiers entre la Vallée d’Aoste et l’Etat. La présence d’élus d’une aire Autonomiste et Fédéraliste, à l’intérieur du futur Parlement, sera indispensable pour atteindre de résultats positifs. Dans les mois à venir il y aura aussi le rendez-vous des élections régionales pour la formation du nouveau Conseil de la Vallée et de la majorité qui devra gouverner le Val d’Aoste dans les prochaines cinq années. Les Valdôtaines et les Valdôtains s’attendent une législature pouvant donner des réponses importantes et durables, soutenues par une action gouvernementale efficace. Cela ne sera possible qu’avec une majorité pouvant assurer la stabilité politique indispensable à toute action administrative. La législature qui vient de se conclure a été caractérisée négativement, par la conflictualité et l’instabilité du cadre politique qui a aussi touché et fragmenté l’aire Unioniste. Cela a produit des effets négatifs qui ne s’étaient jamais vérifiés avant, lorsque la force et l’unité de l’Union Valdôtaine avaient pu assurer la gouvernabilité, permettant ainsi de conduire une action administrative et politique efficace. Il est donc indispensable de pouvoir reconstituer un cadre politique solide pour franchir les difficultés qui ont caractérisé cette XIVème législature. Le Val d’Aoste a besoin de certitudes et d’assurances valides. Mais elle a surtout besoin de dépasser l’actuelle faiblesse du cadre politique et ce n’est qu’une l’Union Valdôtaine forte qui peut assurer cela. L’histoire de l’Union Valdôtaine, son engagement et le travail de ses élus, à tout niveau, sont la pour témoigner le bien fondé d’un engagement et d’une action politique et administrative qui ont accompagné la Vallée d’Aoste pendant des décennies, en assurant un développement et une qualité de vie importants. Cela a été fait en assumant des responsabilités et des engagements lourds, surtout dans les moments de difficultés. Et c’est aussi bien de rappeler qu’au moment où on a demandé à ses élus de faire des pas de côté ils l’ont fait de manière responsable pour éviter des paralysies négatives. Dans les prochains mois les électrices et les électeurs devront décider à qui confier la conduite du Pays d’Aoste dans les cinq années à venir. L’Union Valdôtaine considère prioritaire de continuer à se battre pour défendre la culture, le territoire, les langues qui caractérisent la spécificité pour continuer à maintenir vivants les principes de notre Autonomie. Une Autonomie qui doit continuer à s’affirmer si le Val d’Aoste veut avoir la force de décider son futur sans en déléguer les choix à d’autres. Pour ce faire il sera fondamentale de régler les rapports avec l’Etat en permettant l’affirmation, aux élections politiques, d’une coalition Autonomiste et Fédéraliste engagée pour la défense de nos prérogatives. Sur le plan régional il sera indispensable d’assurer la stabilité et la gouvernabilité nécessaire pour affirmer au Pays d’Aoste la possibilité de s’autogouverner. Cela ne pourra se faire qu’avec une Union Valdôtaine forte, qui, du haut de son expérience, de son histoire, de son sérieux, de son lien profond avec Pays d’Aoste, pourra assurer, comme elle l’a toujours fait, des résultats concrets et tangibles en ce sens. Il n’y pas de recettes miraculeuses, mais, celui-ci étant le moment du bon sens il faudra bien faire attention à ne pas se faire piéger par les déclarations d’intention de ceux qui préconisent de parcours quasi miraculeux, mais dont on a pu constater, lorsqu’on les a vus en actions, que les résultats n’ont certainement pas été à la hauteur des promesses. 14:26 Joël Farcoz est le nouveau Président du Conseil de la Vallée d’Aoste Conseil de la Vallée Joël Farcoz est le nouveau Président du Conseil de la Vallée d’Aoste Joël Farcoz est le nouveau Président du Conseil de la Vallée d’Aoste. Il a été élu à cette prestigieuse charge le 10 janvier 2018. Actif dans la vie politique et culturelle, Joel Farcoz est né à Aoste le 27 juillet 1987, il habite Gignod. Il est titulaire d'une licence en ingénierie énergétique. De février 2012 au 2013, il a été l'Animateur principal de la Jeunesse Valdôtaine, Mouvement des jeunes de l'Union Valdôtaine. Aux élections du 26 mai 2013, il est élu pour la première fois au Conseil régional sur la liste Union Valdôtaine, en obtenant 1813 voix. Pendant la XIV législature, il a rempli différentes fonctions. Conseiller du 1er juillet 2013 il est membre du groupe de l’Union Valdôtaine du 1er juillet 2013. Dans le 27ème Gouvernement régional il a été Assesseur à l'éducation et à la culture du 8 juillet 2013 au 10 juin 2014. Il a rempli la fonction de Chef de groupe de l’Union Valdôtaine au Conseil de la Vallée du 18 juin 2014 au 16 mars 2017. Il a été membre de la II Commission permanente - Affaires généralesmembre du 29 juillet 2014 au 21 mars 2017 et il a rempli aussi le fonction de Vice- Président de la dite Commission du 15 septembre 2014 au 21 mars 2017. Et encore il a été membre de la dite Commission du 17 octobre 2017. Farcoz a aussi été membre de la I Commission permanente - Institutions et autonomie dans laquelle il a rempli les fonctions de : membre du 26 juin 2014et de Président du 3 juillet 2014 au 2 août 2016. Il a encore fait partie de la IV Commission permanente - Essor économique ou il a été Secrétaire du 1er juillet 2014 au 8 juin 2016 et membre du 26 juin 2014 au 8 juin 2016. Il a été membre de la Commission pour le Règlement du 22 novembre 2016 au 21 mars 2017. En qualité de Chef de Groupe de l’Union Valdôtaine il a aussi été membre de la Conférence des Chefs de groupe du 18 juin 2014 au 15 mars 2017.

LUNDI 8 janvier 2018

17:09 Diner Social des Sections de Donnas et de Pont-Saint-Martin Sections Diner Social des Sections de Donnas et de Pont-Saint-Martin Les sections de l’Union Valdôtaine de Pont-Saint-Martin et Donnas organisent un DINER SOCIAL Samedi 13 Janvier 2018 à 20h00 Au restaurant « Ponte Romano » La soirée est ouverte à tous, inscrits et sympathisants, qui désirent s’amuser lors d’une soirée plaisante et conviviale. Le prix est de € 25,00. Pour les réservations, dernier délai mardi 9 Janvier 2018, s’adresser aux Présidents des sections, M. Dario Fabiole, tel. 340 7158828 et M. Walter Chenuil, tel 335 6462706 ou au siège périphérique de Pont-Saint-Martin, téléphone 0125 19 69 000.

MERCREDI 20 décembre 2017

15:54 Les actes composant le budget de la Région ont été tous approuvés par le Conseil Conseil de la Vallée Les actes composant le budget de la Région ont été tous approuvés par le Conseil Les travaux du Conseil de la Vallée se sont terminés en début d’après-midi, avec l’approbation des dispositions cordonnées, le troisième des projets de loi composant l’ensemble du budget 2018/20 de la Région Autonome Vallée d’Aoste. En plus du rapport du conseiller Renzo Testolin, président de la IIe Commission du Conseil, et des déclarations dont on a déjà dit, avant de la votation le débat a été alimenté également par Aurelio Marguerettaz, chef-de-groupe adjoint de l’Union Valdôtaine et assesseur au Tourisme. Dans son intervention, il a parlé de «minoranza poco credibile e inadeguata, che in sette mesi di governo non è riuscita a predisporre un bilancio, così come non mi pare che abbia prodotto una letteratura sulla capacità di creare nuove opportunità di lavoro. Il pensiero della minoranza è sempre lo stesso: noi siamo gente per bene, il nostro modo di fare politica è giusto, tutti gli altri sono dei farabutti e degli incapaci». «Quando veniamo tacciati di essere intellettualmente disonesti, - a ajouté le Chef-de-groupe adjoint - chiederei un po' di prudenza, perché mi risulta che nell'ultima riunione del Governo Marquis siano state approvate delibere per manifestazioni da qui all'infinito. Se è il gioco delle parti, ci può stare, ma cerchiamo di essere seri». «Questo è un bilancio che avrebbe potuto essere fatto meglio, - a conclu Aurelio Marguerettaz - ma rispetto alle disponibilità che c'erano abbiamo previsto una serie di azioni che contemplano il triennio 2018-2020: non c'è quindi nessun bilancio elettorale. Questo è un bilancio sostenibile nel tempo e promuoveremo tutta una serie di azioni per difenderlo. Il messaggio che lanciamo è che la Valle d'Aosta rivendica la possibilità di utilizzare le proprie risorse per dare speranza alla propria comunità».
2 X mille

le coin du président10 Janvier 2018 - 14:38

2018: deux rendez-vous importants nous attendent 2018: deux rendez-vous importants nous attendent Cette année 2018 nous réservera deux rendez-vous importants sur le plan politique et administratif. D’ici peu nous serons appelés au vote pour les élections au Parlement italien. La législature qui suivra aura d’éléments d’extrême importance pour notre Pays d’Aoste. Tout en particulier il faudra régler, définitivement, les grands thèmes des rapports institutionnels et financiers entre la Vallée d’Aoste et l’Etat. La présence d’élus d’une aire Autonomiste et Fédéraliste, à l’intérieur du futur Parlement, sera indispensable pour atteindre de résultats positifs. Dans les mois à venir il y aura aussi le rendez-vous des élections régionales pour la formation du nouveau Conseil de la Vallée et de la majorité qui devra gouverner le Val d’Aoste dans les prochaines cinq années. Les Valdôtaines et les Valdôtains s’attendent une législature pouvant donner des réponses importantes et durables, soutenues par une action gouvernementale efficace. Cela ne sera possible qu’avec une majorité pouvant assurer la stabilité politique indispensable à toute action administrative. La législature qui vient de se conclure a été caractérisée négativement, par la conflictualité et l’instabilité du cadre politique qui a aussi touché et fragmenté l’aire Unioniste. Cela a produit des effets négatifs qui ne s’étaient jamais vérifiés avant, lorsque la force et l’unité de l’Union Valdôtaine avaient pu assurer la gouvernabilité, permettant ainsi de conduire une action administrative et politique efficace. Il est donc indispensable de pouvoir reconstituer un cadre politique solide pour franchir les difficultés qui ont caractérisé cette XIVème législature. Le Val d’Aoste a besoin de certitudes et d’assurances valides. Mais elle a surtout besoin de dépasser l’actuelle faiblesse du cadre politique et ce n’est qu’une l’Union Valdôtaine forte qui peut assurer cela. L’histoire de l’Union Valdôtaine, son engagement et le travail de ses élus, à tout niveau, sont la pour témoigner le bien fondé d’un engagement et d’une action politique et administrative qui ont accompagné la Vallée d’Aoste pendant des décennies, en assurant un développement et une qualité de vie importants. Cela a été fait en assumant des responsabilités et des engagements lourds, surtout dans les moments de difficultés. Et c’est aussi bien de rappeler qu’au moment où on a demandé à ses élus de faire des pas de côté ils l’ont fait de manière responsable pour éviter des paralysies négatives. Dans les prochains mois les électrices et les électeurs devront décider à qui confier la conduite du Pays d’Aoste dans les cinq années à venir. L’Union Valdôtaine considère prioritaire de continuer à se battre pour défendre la culture, le territoire, les langues qui caractérisent la spécificité pour continuer à maintenir vivants les principes de notre Autonomie. Une Autonomie qui doit continuer à s’affirmer si le Val d’Aoste veut avoir la force de décider son futur sans en déléguer les choix à d’autres. Pour ce faire il sera fondamentale de régler les rapports avec l’Etat en permettant l’affirmation, aux élections politiques, d’une coalition Autonomiste et Fédéraliste engagée pour la défense de nos prérogatives. Sur le plan régional il sera indispensable d’assurer la stabilité et la gouvernabilité nécessaire pour affirmer au Pays d’Aoste la possibilité de s’autogouverner. Cela ne pourra se faire qu’avec une Union Valdôtaine forte, qui, du haut de son expérience, de son histoire, de son sérieux, de son lien profond avec Pays d’Aoste, pourra assurer, comme elle l’a toujours fait, des résultats concrets et tangibles en ce sens. Il n’y pas de recettes miraculeuses, mais, celui-ci étant le moment du bon sens il faudra bien faire attention à ne pas se faire piéger par les déclarations d’intention de ceux qui préconisent de parcours quasi miraculeux, mais dont on a pu constater, lorsqu’on les a vus en actions, que les résultats n’ont certainement pas été à la hauteur des promesses.

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Conseil de la Vallée19 Décembre 2017 - 12:05

Le Conseil a démarré l’examen du budget 2018/20: le rapport du conseiller Testolin

Le Conseil de la Vallée, lors de la matinée d’aujourd’hui, mardi 19 décembre, a débuté l’examen de l’ensemble des actes constituant le budget 2018/20 de l’Administration régionale. La discussion a débuté avec le rapport du conseiller unioniste Renzo Testolin, qui est également président de la IIe Commission du Conseil, ayant exprimé la semaine dernière son avis favorable aux différents documents. Il a choisi, dans son exposé, le chemin d’un rapport visant à expliquer les logiques et les choix, au lieu des aspects techniques et des chiffres. C’est pourquoi, également pour simplifier une lecture du moment politique et du rôle que l’Union Valdôtaine continue à interpréter sur l’échiquier régional, nous vous le proposons dans son intégralité.

Ci accingiamo oggi ad analizzare e a discutere in merito all'ultimo bilancio di previsione triennale che gli eletti in questa XIV legislatura sono chiamati a licenziare prima che il risultato del futuro confronto elettorale vada a ridisegnare gli assetti politici di questa assemblea.

L'approvazione del documento programmatico è da sempre l'elemento più importante a disposizione di qualsiasi organismo dirigente per cercare di allineare quelle che sono le esigenze e soprattutto gli obiettivi di gestione con le possibilità finanziarie che si hanno a disposizione per cercare di realizzare gli obiettivi stessi di governo.

Riuscire a trovare un corretto punto di incontro tra le esigenze e gli obiettivi da realizzare e le possibilità di spesa a disposizione è sempre stato oggetto, così come per altro deve essere, di confronti anche molto accesi, all'interno di questa assemblea. Per cercare di modellare secondo la propria visione di gestione e di futuro il funzionamento, la salvaguardia, la crescita e lo sviluppo della nostra Regione ogni forza politica ha sempre lavorato per cercare di incidere nei vari bilanci secondo la visione a suo senso più calzante alle esigenze della popolazione.

Per riuscire a programmare adeguatamente, al di là delle linee di governo da intraprendere, l'Amministrazione Regionale, così come qualsiasi altro ente, istituzione o azienda ha però bisogno di poter contare su due elementi fondamentali e imprescindibili: regole di finanziamento certe e il più possibile stabili da un lato e continuità e stabilità della governance dall'altro.

Questi ultimi cinque anni ci hanno riservato purtroppo un percorso molto tortuoso e operativamente difficoltoso in merito alla chiarezza ed alla certezza delle regole di trasferimento delle risorse finanziarie alla Regione così come alla loro possibilità di utilizzo. Sono stati cinque anni di programmazione condizionata prima dai vincoli imposti da uno stringente patto di stabilità che al di là delle risorse a disposizione definiva e imponeva tassativi limiti di spesa con conseguenze assolutamente castranti nei confronti della crescita e limitanti sia nel mantenimento dei servizi sia nelle iniziative a favore del territorio e poi da periodi caratterizzati da situazioni di criticità di cassa derivanti essenzialmente dalla difficoltà dello stato di garantire i trasferimenti al territorio. All'interno di questo quadro si sono inseriti e sovrapposti nel tempo provvedimenti legislativi statali che hanno imposto, peraltro sovente attraverso regole di ripartizione inique, una importante compartecipazione regionale alle spese per il risanamento del debito statale.

In questo contesto di diminuite risorse finanziarie a disposizione del bilancio regionale, si è operato in questi anni in un non semplice lavoro di programmazione volto essenzialmente al mantenimento degli standard socio economici a cui la nostra realtà regionale è sempre stata abituata. Si è lavorato per una razionalizzazione della spesa ed un efficientamento dei servizi che evidentemente hanno dovuto accompagnarsi a tagli importanti e un forte contenimento delle spese a carico di tutte le strutture regionali ma sempre nell'ottica di salvaguardare e garantire, per quanto possibile, continuità e maggior stabilità possibile alle attività di ogni settore (vedi ad esempio il sociale e la sanità ma anche la sicurezza del territorio).

Il calo di risorse di circa il 30% che ha visto passare la capacità di spesa della regione da circa 1,7 miliardi del 2008/2010 al miliardo e 200 milioni circa del 2016 ha evidentemente ridotto le capacità della regione di impiegare risorse per investimenti, accentuando così, anche in Valle d'Aosta, le criticità che la crisi dell'ultimo decennio aveva di fatto evidenziato in tutto il territorio nazionale.

La situazione finanziaria particolarmente delicata si è poi intersecata in questi anni con una situazione politica altrettanto fragile che non ha purtroppo favorito la definizione di percorsi e di azioni condivise per arginare le difficoltà del periodo.

La discontinuità amministrativa, il marcato avvicendamento nei ruoli di governo, la forte frammentazione politica venutasi a creare negli anni e la poca stabilità di governance accentuatasi in questo scorcio finale di legislature non hanno aiutato a creare i presupposti per affrontare con la corretta tranquillità ed attenzione questioni che spesso hanno origine, cause e soluzioni fuori dal contesto regionale.

Non voglio entrare in questioni che purtroppo hanno già in tanti momenti di discussione trovato fin troppo spazio in sterili scontri, sovente personali, all'interno di quest'aula ma se devo spendere una riflessione a riguardo considero perlomeno positivo che l'avvicendamento al governo della regione possa aver permesso di far capire a molti, o comunque a chi ne ha la sensibilità per capirlo, che governare vuole dire affrontare problematiche per le cui soluzioni non bastano le critiche o i proclami ma necessita del lavoro, del lavoro serio, puntuale, un lavoro politico e tecnico e magari una maggiore impegno di tutti i 35 consiglieri a costruire piuttosto che a distruggere.

Ho voluto esprimere alcune considerazioni sul percorso di questi anni perché credo che anche questo nuovo bilancio 2018/2020 rispecchi per certi versi le dinamiche del passato e gran parte delle criticità sopra espresse, criticità, incertezza finanziaria in primis, che hanno in questa legislatura fortemente condizionato, imbrigliato e rallentato l'azione amministrativa dei vari governi regionali che si sono succeduti.

Oggi ho optato per un intervento di presentazione dei dl in oggetto decisamente più generico rispetto all'intenzione iniziale di esporre una relazione di matrice più squisitamente tecnica (allegato tecnico che, pur non dandone lettura, costituisce parte integrante di questo documento) elaborata grazie alla preziosa collaborazione degli uffici del bilancio, dirigenti e personale di una struttura che in questi anni ha costantemente lavorato con dedizione sia per le esigenze di allestimento dei bilanci regionali, come da desiderata degli amministratori, sia nel ruolo non semplice di interfaccia con la tesoreria statale. Uffici che su indicazione politica hanno scritto un bilancio triennale 2018/2020 che aprirebbe le porte, dopo anni di calo di risorse, ad una crescita che a partire dal 2018 vedrebbe investimenti in crescita, maggiori risorse per gli enti locali, finanziamento ad interessanti leggi di settore a tutto favore della sicurezza del territorio, intesa nelle sue varie declinazioni e garantirebbe un potenziamento finanziario al sociale, alla famiglia, ai giovani, al lavoro e alla crescita nella più ampia delle sue definizioni.

Un bilancio che è stato presentato dal governo regionale alla commissione competente per la sua analisi nei primi giorni di dicembre, onestamente credo in tempi non particolarmente o fondamentalmente diversi dai tempi che avrebbe impiegato il precedente governo per presentare lo stesso progetto programmatico per l'analisi da parte del consiglio, tempi però particolarmente compressi e che hanno limitato, rispetto agli esercizi precedenti, la possibilità di analisi e approfondimento da parte dei commissari.

Le difficoltà oggettive di allestimento del bilancio, che così come presentato trova oggi nei suoi numeri una capacità di spesa regionale di circa 1 miliardo 204 milioni di euro per l’anno 2018, 1 miliardo 167 milioni per l’anno 2019 e 1 miliardo 212 milioni per l’anno 2020, trovano principalmente origine nella già citata difficoltà di definizione dell'esatto importo dei trasferimenti statali spettanti di diritto alla Valle d'Aosta e nella dilatazione dei tempi necessari per definire con lo stato regole certe e durature principalmente in merito alle compartecipazioni regionali da destinare al risanamento della finanza statale. Risorse ci tengo a precisarlo che sono della regione Valle d'Aosta e che lo stato pretende a titolo di contributo per la risoluzione dei suoi problemi di bilancio.

Il bilancio presentato in commissione ha subito all'interno della stessa un percorso, se vogliamo così definirlo, "anomalo” rispetto al consueto iter di commissione che vedeva in passato approfondimenti puntuali sulle varie tematiche soprattutto tramite audizioni specifiche con i vari portatori di interesse.

Con una tempistica molto stretta da un lato ma con un documento contabile che evidenzia risorse a disposizione delle spese regionali che nel complesso presentano maggiori importi pari a circa 132 milioni di euro spendibili per il 2018 rispetto a quelli destinati alla spesa del 2017, i commissari hanno provveduto a licenziare positivamente il documento di bilancio a seguito di un approfondimento documentale e ad un numero di audizioni ristretto e limitato al solo confronto con Finaosta, Chambre ed Enti Locali. Il documento di programmazione è invece stato oggetto, a più riprese, di illustrazione, nelle sue linee essenziali e nel suo allestimento, da parte del Governo alle parti sociali, alle associazioni ed agli enti del territorio.

Oggi questa assemblea si troverà a discutere di un bilancio presentato tenendo conto di valutazioni e passaggi politici oltre che di situazioni legislative che hanno indotto a basare l'allestimento della finanziaria regionale partendo sostanzialmente da tre scelte che potessero garantire, in coerenza con l'assetto normativo vigente, maggiori risorse utilizzabili dalla Regione a partire dal 2018: prima fra tutte la non necessità dell'accantonamento a favore dello stato di risorse , pari a 144 milioni di euro, che fino al 2017 rappresentavano il contributo della Valle d'Aosta al risanamento della finanza pubblica e che oggi vengono considerate ascrivibili alle risorse spendibili dalla regione in virtù della situazione legislativa vigente nonché delle affermazioni della sentenza della corte Costituzionale in merito all'argomento, a seguire la scelta di ricomprendere nelle entrate patrimoniali, anche per l'anno 2018 così come si era operato nel 2017, una entrata non ricorrente pari a 51,4 milioni di euro derivante da rientro di somme dal fondo della gestione speciale presso Finaosta Spa, al fine di consolidare anche per il 2018 risorse da destinarsi ad investimenti ed infine sempre per il 2018 la possibilità e la previsione di utilizzare l'avanzo di amministrazione presunto del 2017 per circa 29 milioni di euro che permetterà peraltro alle strutture regionali di attivare corrispondenti processi di spesa sin da gennaio senza dover attendere i tempi per la loro riassegnazione a bilancio.

Le scelte contabili operate permetterebbero di assegnare e regolare tramite i 28 articoli del dl 123 l'attribuzione di specifiche risorse agli assessorati che vedrebbero, rispetto ai bilanci dei precedenti esercizi, un trasversale aumento delle proprie capacità di spesa.

Parte importante del provvedimento legislativo nell'assegnazione delle risorse, nonché scelta assolutamente condivisa dalle forze politiche che hanno sostenuto il provvedimento per il via libera in commissione, è rappresentata dall'attenzione dimostrata a sostegno dei bilanci e di specifici interventi normativi a favore dei comuni e delle loro associazioni sia tramite l'incremento di assegnazione di fondi con trasferimenti senza vincolo di destinazione sia verso specifiche iniziative di finanziamento della finanza locale.

Credo che oggi non sia così necessario tramite questa relazione entrare troppo nel merito degli articolati dei disegni di legge presentati che anche attraverso il dl 125 e i sui 29 articoli cercano di portare, per quanto possibile, elementi di semplificazione all'interno di alcune norme di settore così come cercano di rispondere ad alcuni bisogni di chiarezza e di adeguamento tecnico amministrativo a normative che potrebbero portare sviluppi e ricadute positive in specifici settori, ma credo piuttosto che la situazione vada valutata nel suo aspetto più complessivo dove una scelta politica piuttosto di un'altra, una visione prospettica di un tipo piuttosto di un'altra potranno condizionare le scelte tecniche e strutturali non solo del bilancio sul quale siamo oggi chiamati ad esprimerci ma anche e direttamente sul futuro prossimo così come quello a medio e lungo termine della nostra Regione.

Spero che la discussione su questa legge di bilancio possa assestarsi su valutazioni politiche e tecniche, sicuramente diverse e forse contrastanti, ma animate da spirito di collaborazione e di confronto più che di scontro e di contrasto e che le analisi che ne scaturiranno possano portare ad una sintesi di massima condivisione delle scelte da assumersi, non tanto per lavorare a favore di uno o di un altro degli ambiti in cui l'amministrazione deve dare delle risposte ma piuttosto per capire, valutare decidere e definire le azioni più opportune per dare un segnale di chiarezza all'opinione pubblica alla luce della nuova evoluzione che le scelte dello stato stanno comportando sull'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta.

Su questo bilancio licenziato favorevolmente dalla commissione consigliare competente, in quanto bilancio di crescita e di risposta in molti se non in tutti gli ambiti di intervento, oggi incombe l'incertezza e l'aleatorietà dei trasferimenti statali odierni e futuri e quindi delle risorse spendibili a favore della Valle d'Aosta e dei valdostani. A quest'aula il compito di trovare, tramite un confronto costruttivo tra le varie sensibilità politiche, la strada per affrontare con senso di responsabilità ma anche con determinazione una situazione che presenta elementi di fondamentale importanza per il futuro della nostra regione.

In questa ultima fase di legislatura siamo chiamati ancora una volta ad affrontare una situazione di forte criticità non tanto in termini assoluti, in quanto nel recente passato si sono affrontate situazioni finanziarie complesse almeno quanto l'attuale, ma piuttosto in termini di rapporti di chiarezza e di definizione degli accordi con lo stato da una parte e di chiarezza e trasparenza con i cittadini valdostani dall'altra il mio personale auspicio è che si riesca a lavorare nel solo interesse della Valle d'Aosta.