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Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 26 mai 2017 - 10:05

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

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Conseil de la Vallée10 Mars 2017 - 16:55

L’ouverture des travaux du Conseil fera l’objet d’un recours

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Suite à la décision d’ouvrir les travaux du Conseil de la Vallée, prise par le Président de l’Assemblée même en s’appuyant sur un avis légal interprétant différemment la détermination du quorum, ce qui a comporté le début avec 17 conseillers présents sur un total de 35, le Président de la Région, Augusto Rollandin, a commenté la situation lors d’une conférence de presse convoquée immédiatement tout de suite après l’ouverture de la séance.

"Le président du Conseil s’est fait remettre deux avis légaux afin de supporter une interprétation sur le numéro légal. - a dit le président Rollandin - Une interprétation qui, en ce qui nous concerne, a toujours été utilisée dans le passé. Nous avons vérifié ce qui s’était passé lorsque Norbiato avait été remplacé, au sein du Conseil, par Prola. La procédure avait vu la vérification du numéro légal, suivie par tous les pas conséquents, donc vérifier que Norbiato avait démissionné et, ensuite, remplacé”.

"Cette procédure a toujours été utilisée. - a ajouté Augusto Rollandin - L’alinéa 3 de l’article 8 de la loi Severino affirme ‘fatte salve le norme régionali’ et les dispositions régionales nous les avons et elles expliquent la façon de calculer le quorum, c’est-à-dire sur les ‘consiglieri assegnati’, donc sur 35. Aujourd’hui on soulève des distinctions sur le fait que la Région n’a pas aligné ses règles à la loi Severino. C’est vraiment pour cette raison, cependant, que la loi Severino a ‘fatte salve le norme regionali’. Le quorum de 18 sur 35 était valable, tant qu’il n’a jamais été touché”.

"Aujourd’hui - a conclu le président Rollandin - le quorum a été baissé à 16, en prenant 31 en tant que base. Nous croyons - à un premier examen, mais ensuite on effectuera une analyse plus ponctuelle avec des avocats - de faire recours contre la délibération de cet après-midi, ainsi qu’à toutes ses retombées”.

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ActualitésConseil de la Vallée

JEUDI 25 mai 2017

16:12 Programme des travaux publics, les raisons de notre «oui» Programme des travaux publics, les raisons de notre «oui» Lors de sa séance de hier, jeudi 25 mai, après le long débat consacré à la Maison de jeu, le Conseil de la Vallée a approuvé le programme 2017-19 des travaux publics, la liste des ouvrages à réaliser en 2017, ainsi que le programme 2017-18 des achats concernant l’architecture et l’ingénierie. Le Plan 2017-19 établit les ouvrages qui seront financés et réalisés le long des trois années par la Région et offre des indications pour la gestion du Plan même et, plus en général, pour l’application des dispositions à ce sujet. Le programme est constitué par 170 travaux, au montant global de 176 millions d’euros. Sur cet acte, l’Union Valdotaine a exprimé un voix favorable, en développant toutefois des remarques. Le Chef de Groupe, Ego Perron, en prenant la parole, a rappelé à l’assesseur aux ouvrages publics que «la sua forza politica è da sempre sensibile a questa tematica perché il settore dell'edilizia è fondamentale per l'economia della Valle d'Aosta e per l'impatto che ha sul PIL. Il Programma dei lavori pubblici segna una differenza da quello che era: le risorse, anche in questo settore, si sono ridotte; inoltre, bisogna fare una riflessione sui tempi di realizzazione dei lavori, perché molti di questi non sono immediatamente cantierabili e saranno spalmati su esercizi successivi: invitiamo quindi l'Assessore a lavorare su questo. Apprezziamo il lavoro svolto dall'Assessore Borrello presentando gli emendamenti che vanno a favore delle imprese locali, ma forse ci saremmo aspettati un po' più di coraggio nell'individuazione dei limiti massimi di queste soglie. Anche perché avrebbe permesso di inglobare gran parte dei lavori contenuti nel Programma a favore dell'imprenditoria valdostana. Sarebbe stata una risposta più concreta».

MERCREDI 24 mai 2017

18:56 Le «non» de l’Union Valdôtaine au Plan de réorganisation du Casinò Le «non» de l’Union Valdôtaine au Plan de réorganisation du Casinò Au débat sur le Plan de réorganisation du Casinò, duquel nous avons dit dans un autre article, avec une mise à jour constante, ont suivi - après l’examen, de la part du Conseil, de quatre ordres du jour - les déclarations de voix des différents Groupes de l’Assemblée. Pour l’Union Valdôtaine, le Chef de Groupe Ego Perron a annoncé le "non” de notre Mouvement, en affirmant que «le repliche del Governo non ci hanno convinto: clericale quella del Presidente Marquis, ridondante quella dell'Assessore Catrian che ripete sempre quello che si è detto prima. Il dibattito, che abbiamo affrontato con spirito costruttivo, non ha fugato le perplessità: i declamati consulenti e l'Amministratore unico non hanno fornito un prodotto convincente; non è chiaro ed è raffazzonato il percorso che si sta intraprendendo. È un Piano debole nelle politiche di rilancio, di marketing, del gioco e dell'hotel. Debole nella politica del rapporto con il territorio, debole nella gestione del personale e della sua riorganizzazione e degli eventuali benefici che ne potranno conseguire. Un Piano che non da sicurezze sul ritiro della procedura di licenziamento collettivo e che non affronta un tema per noi cruciale: il regolamento dei rapporti finanziari tra proprietà e società che ha fatto investimenti al posto della proprietà. Il quadro è per noi sconsolante, il lavoro fatto modesto e, soprattutto, il fatto che nella premessa vi sia scritto che non vi è alcuna assicurazione che i valori determinati siano raggiunti parzialmente o totalmente, ci convince sulla necessità di votare contro questo Piano». Le Groupe de l’Union Valdôtaine, lors de la votation du Plan, et du projet de loi s’y rattachant, s’est exprimé donc contrairement.

MARDI 23 mai 2017

19:09 Le plan du Casinò au Conseil de la Vallée: les perplexités de l’Union Valdôtaine Le plan du Casinò au Conseil de la Vallée: les perplexités de l’Union Valdôtaine Le Conseil de la Vallée a commencé, dans l’après-midi, l’examen du Plan proposé par la majorité à propos de relance du Casinò de Saint-Vincent. Suite aux allocution du rapporteur nommé par la Commission et de l’Assesseur aux Finances, le Chef de groupe de l’Union Valdôtaine, Ego Perron, a pris la parole pour articuler le jugement négatif que notre force porte vis-à-vis du Plan et des solutions qu’il propose. «L'Assessore Chatrian ha bruciato i tempi, - a-t-il dit - soprattutto per quei Consiglieri che, non facendo parte delle Commissioni, hanno avuto solo pochissimi giorni per studiare questo Piano, in cui rileviamo che non c'è stata la tanto annunciata discontinuità rispetto a quanto fatto prima per quanto attiene l'Amministratore unico, né tantomeno la valorizzazione dei professionisti valdostani nella scelta dei numerosi consulenti. Grave il fatto che questo pool non dia assicurazione del raggiungimento dei valori, anche solo parzialmente. La costante di questo documento è ripetere che qualunque risultato non potrà mai prescindere da una ristrutturazione dei costi del personale: questa spada di Damocle è ingiusta. Il cuore delle proposte consiste in ovvietà, come il rilancio dell'area giochi, e mancano ragionamenti sui mercati limitrofi e sul rilancio della clientela. La filosofia del Piano è che viene progressivamente abbandonato uno dei pilastri caratterizzanti la Casa da gioco di Saint-Vincent: l'area dei giochi lavorati. Il tema del finanziamento regionale è stato utilizzato come clivage politique; l'Assessore Chatrian ha gridato allo scandalo per anni, inculcando nella comunità un messaggio negativo nei confronti del Casinò e oggi dimostra la sua incoerenza politica. La parte saliente del Piano non fa che riprodurre pedissequamente il ragionamento che abbiamo condotto noi. Non siamo convinti delle modalità con cui è stato messo in piedi un intervento finanziario non risolutivo. Occorreva più coraggio, senza timore del consenso elettorale. È un Piano dall'impostazione debole, non pone sguardi al privato, non dà soluzione ai problemi». Le conseiller Augusto Rollandin a donc affirmé, à son tour: «se si vuole dare una lettura corretta della vicenda, la vera soluzione c'era già e l'avevamo proposta: il finanziamento della Casinò de la Vallée a titolo di rimborso dei crediti contratti dalla società nei confronti della Regione per le opere di ristrutturazione, la cui legittimità è stata confermata dal parere pro veritate richiesto a febbraio 2017 e inviato a maggio. Il Governo oggi fa finta di non riconoscere questi fondi che servirebbero per superare il problema dell'azienda: perché non si vogliono dare? Per una questione di principio? Di sicuro con l'operazione di finanziamento proposta dalla nuova Giunta è sicuro che non facciamo altro che continuare a indebitare la Casa da gioco, mentre potremmo restituire le risorse dovute. Noi chiediamo che si riconosca quanto detto nel parere, proprio per dare tranquillità al Casinò». En entrant dans le fonds du plan, le conseiller Rollandin a ensuite observé: «è difficile immaginare che con questo Piano si risolvano i problemi ben conosciuti del Casinò: le proposte contenute potranno magari aiutare, ma non aggiungono nulla a quanto già scritto in precedenti Piani industriali. Nessuno si aspettava dei miracoli, però la Giunta non può nemmeno venderci come qualcosa di innovativo un prodotto che di nuovo non ha niente. Altrimenti creiamo delle illusioni che saranno disattese e ci ritroveremo a breve a discutere delle stesse problematiche. La questione principale resta quella del personale: bisogna prendere in considerazione di togliere la procedura di licenziamento collettivo e prevedere una riorganizzazione graduale e funzionale della Casa da gioco».  Le débat a ensuite été alimenté par le conseiller Aurelio Marguerettaz, qui a remarqué: «ho avuto modo di constatare che più di un esponente della maggioranza è convinto di essere un superuomo, dati i termini altisonanti utilizzati. I bluff della Giunta Marquis sono numerosi: in primis la trasparenza, come nel caso della negata comunicazione sul compenso dei professionisti. Nella redazione del Piano, ogni consulente esperto ha svolto un compitino per la propria parte di competenza. Abbiamo diversi dubbi in merito, come quando si definisce punto di debolezza la cosiddetta lontananza da Milano e Torino o quando non si tiene in debito conto per la parte alberghiera del dualismo tra la clientela del Casinò e quella ordinaria; per non parlare della minaccia individuata dalla presenza in zona di una struttura termale. Capiamo la prudenza sulle previsioni di crescita, ma non sui costi, in cui i tagli per il personale superano abbondantemente i dieci milioni. Tutti concordiamo che il Casinò sia una risorsa, oggi però date otto milioni al buio, perché il Piano non entra nel merito di nulla. È un documento che ha la stessa funzione della foglia di fico, serve solo a lavarvi la coscienza. Oltre al taglio del personale, gli unici argomenti sono il gioco online e quello virtuale: un business rischioso in cui possiamo entrare come Cenerentola. C'è un futuro per la Casa da gioco, ma non con questi metodi di finanziamento e senza un'adeguata concertazione con i Sindacati». Après avoir terminé ses travaux dans la soirée de hier, le débat a repris aujourd'hui, mercredi 24 mai. Le conseiller Luca Bianchi a pris la parole, pour souligner qui le Casinò est «una società che deve essere salvata. E lo dimostra la legge regionale approvata a febbraio. Questo è il Piano dell'Assessore Chatrian, è un documento pieno soltanto di banalità. Il Presidente Marquis ha cercato di mettere una pezza chiamando tutti al senso della responsabilità. Non è così che si lavora, soprattutto in un'ottica di condivisione. L'Assessore ha fatto un quadro sconfortante dei dipendenti che, ben lungi dal ritenersi privilegiati, con un referendum hanno approvato dei tagli, a testimonianza del loro attaccamento all'azienda. Licenziando 264 impiegati, la Casa da gioco non potrebbe operare: si sta conducendo un'operazione davvero meschina. Prendiamo atto che l'incoerenza è il cavallo di battaglia dell'Assessore Chatrian, che oggi presenta una legge di tre articoli, con già cinque emendamenti, aggiungendo ben sette milioni di euro. Abbiamo perso solo del tempo. La minoranza non vuole che il Piano fallisca ed è proprio per questo motivo che il nostro voto è contrario. Questo non è un Piano, non dà nessun futuro e caricherà tutti i lavori di ristrutturazione sulle spalle dei dipendenti». Lors de la discussion, le conseiller Paolo Contoz a également participé, en soulignant l’existence de deux minorités, «la nostra, che non ha i numeri, e quella di governo, che sta attaccata con la colla. Il tema del Casinò è stato il pretesto per far cadere il Presidente Rollandin, ma il Piano che stiamo discutendo è molto simile a quello presentato dalla vecchia maggioranza. Un Piano che non risolve il problema, lo posticipa. Oggi ho un problema di coscienza: rischiamo di far stare a casa 260 persone con famiglie a carico senza parlare degli esodati che non percepiscono lo stipendio da quasi un anno. Mi sono posto il problema di come votare, ma vista la grave e delicata situazione ho deciso di ascoltare i consigli di chi è più esperto di me e di allinearmi al gruppo di cui faccio parte, sicuro che ha a cuore i problemi dei lavoratori. I continui battibecchi non fanno bene alla politica e alla Valle d'Aosta: un teatrino di cui i cittadini sono stufi. Per il bene della Valle d'Aosta, dopo l'operazione Casinò, bisognerà mettere mano alla legge elettorale per dare tranquillità di governo alle forze politiche che saranno elette e, soprattutto, andare a votare subito perché il popolo Valdostano lo vuole. In questa confusione politica non si può andare avanti».  Des conseillers ont donc effectué une deuxième intervention, surtout en guise de réplication aux déclarations des composants de la majorité. Parei ceux-ci, le conseiller Marguerettaz, qui a conseillé «grande prudenza. Se è vero ciò che dite, cioè che la Casinò dal 2019 avrà degli utili, le imposte anticipate le rimetterete. Nessuno tifa contro il Casinò, ma questo piano ci costa quasi 3000 euro a pagina, lo stipendio importante di una persona di livello per un mese. Qualcuno dice ‘c’è fretta’. Io vi chiedo, ‘chi ve lo ha fatto fare’? C’era un percorso, giusto o sbagliato che fosse, e voi vi siete presi la responsabilità di interromperlo, di fare un ribaltone. Io non accetto che oggi si dica che non c’è tempo. Siete voi che avete preso la responsabilità e ve la portate. Non chiedete, con un approccio doroteo, la responsabilità. Presidente Marquis, se la prenda lei. Rispetto a questo piano abbiamo il diritto, Di Matteo permettendo, di fare le nostre osservazioni. Dopodiché, faremo di tutto perché il Casinò funzioni». Deuxième intervention également pour le conseiller Ego Perron, afin de souligner que «l’atteggiamento che il nostro gruppo ha tentato di avere su questo dossier, nel breve tempo concessoci (ma i tempi li avete dettati voi, dopo aver scardinato un certo percorso), è serio, quello di chi studia un dossier, così da esprimere opinioni su una questione. Ci sia concesso dire che abbiamo un’opinione diversa. L’UV non auspica il fallimento né del piano, né dell’azienda. Nessuno tifa perché una proposta vada a finire male. Ci sono però delle visioni diverse. Rivendichiamo, in capo al nostro movimento, alla nostra maggioranza dell’epoca, la volontà di aver investito su quest’azienda. Di averlo fatto non per manie di grandezza, ma perché - dopo essere tornati in possesso dell’hotel, dopo aver rotto l’accerchiamento - ci sembrava opportuno investire su un bene regionale, sul quale non si investiva da tempo. Dopodiché, oggi si fanno le morali dopo che, per anni, alcuni, hanno condiviso tutti gli interventi a favore del Casinò. I 60 milioni non sono stati buttati, ma sono serviti a non chiudere la società. Ci assumiamo anche la responsabilità delle nostre azioni. Fare 13 il lunedì, peraltro, è molto facile. Questo piano non ha convinto. Avevamo una visione diversa: secondo noi occorreva un’impostazione diversa. Abbiamo il timore che, con questa impostazione, altri 15/20 milioni di euro andranno a gravare sui conti della società. Dal punto di vista del gioco ci aspettavamo qualcosa in più. Non è molto chiaro cosa succederà sull’hotel. Lei, assessore Chatrian, non ha le idee chiare su cosa fare, prova ne è che arriva in aula e ci cala un emendamento che vale 7,2 milioni di euro. Ci permetterete quindi di avere una posizione non favorevole e ci permetterete di dire ugualmente che l’UV è convinta di dover fare di più per un’azienda che, dal 1970 al 2015, ha versato nelle casse della Regione un miliardo e 870 milioni». Avant de la fermentare du débat, le conseiller Augusto Rollandin a également tenu sa deuxième allocution. «Non parliamo di tifo. - a-t-il dit - A me ha fatto un po’ specie sentire qui che qualcuno tifa per il successo, dopo che sono passati sei mesi in cui, sulla Casinò, non solo non c’era il tifo, ma c’era il boicottaggio. Il provvedimento che avevamo proposto, se andava avanti anziché essere boicottato, avrebbe potuto ricevere un minimo di attenzione. Era una vergogna. Ed oggi, anziché ai 43 milioni previsti, siamo a 42,7. Capite che qualche perplessità sorge. E mi limito alla parte finanziaria. Sul personale, la parte che non si capisce, è perché non si toglie la clausola posta dall’amministratore uscente, non avendo potuto avere, nella legge, il finanziamento specifico. Questo ha obbligato l’amministratore a fare il provvedimento di licenziamento collettivo e la riduzione di capitale. Su questo, credo bisognerebbe essere onesti e fare chiarezza. Se venivano dati questi soldi, metà della discussione di oggi era largamente superata. Non c’era bisogno di riduzioni di capitale e l’amministratore non avrebbe dovuto invocare la 223. E oggi non si vuole togliere questo capestro dalla trattativa. Io concordo sul fatto che bisognerà intervenire sull’organizzazione del lavoro, ma non possiamo dimenticare che il piano del 2010 già lo prevedeva, ma se non è stato attuato è per una serie di ragioni. Non si tratta di dire che il piano di oggi non vada bene. Si tratta del fatto che nulla di questo piano va nella direzione che voi pensate possa risolvere i problemi del Casinò. Si gioca tutto sulla riduzione del costo del personale. Altri ricavi non ci sono. Il triste di questo dibattito è che si è insistito a dire ‘la differenza è che con questo piano ci sarà il controllo’. Il controllo si faceva, ma nel tempo sono cambiati atteggiamenti anche legislativi, che hanno indebolito i piani che si facevano. Se l’obiettivo finale è quello di tornare ai soldi del 2015, la dice lunga. Potete capire che ci riesce difficile giustificare non solo che questo sia un piano, ma che sia un piano in grado di dare dei risultati. Questi arriverebbero se ci fossero novità, se ci fossero investimenti. Noi certamente tifiamo perché il casinò possa continuare, ma tifiamo perché si tolga quella volontà di condizionare l’accordo sindacale con i licenziamenti e si vada con un ragionamento che, siamo convinti, sia necessario. Aspettiamo sempre che si dia una risposta su come dare i soldi che erano già della Casinò». La discussion générale sur le plan s'est terminée. A présent, le débat continue avec les déclarations de voix, après que le Conseil a examiné quatre ordres du jour présentés par rapport au Plan. 11:48 Lorsque la majorité n’assure pas le numéro légal… Lorsque la majorité n’assure pas le numéro légal… Le Conseil de la Vallée a eu une heure de suspension, pendant la matinée. Lors de l’illustration d’une interpellation, l’opposition a réalisé que des conseillers de majorité étaient absents. La vérification du numéro légal a donc été demandée et les membres de notre groupe, avec EPAV et PD-SVdA, ont abandonné la salle en même temps. L’appel des présents a mis en évidence que dans la salle il n’y avait que 17 conseillers. En application du règlement du Conseil, les travaux ont donc été suspendus temporairement. Le jugement du Chef de groupe Ego Perron sur ce qui s’est passé est net: "voler governare significa essere dotati dei numeri per farlo. Ne deriva l’obbligo di essere in grado di assicurare il numero legale, in occasione dei lavori del Consiglio. Stamattina non solo abbiamo dimostrato che la maggioranza Marquis non lo è, ma se pensiamo al fatto che, al rientro in aula dopo la pausa disposta dal Presidente del Consiglio, la seduta è potuta riprendere grazie alla presenza dei consiglieri del PD-SVdA Guichardaz e Crétier, possiamo concludere anche che questo Governo e le forze che lo sostengono non sono in grado di capire la gravità dei loro comportamenti”. "Non essere in aula con la dovuta attenzione, non assicurare il numero legale durante una seduta in cui verranno posti in discussione atti riguardanti dossier sensibili, come il Casinò, - a conclu le conseiller Perron - non solo smentisce qualsiasi rivendicazione di nuovo metodo, ma costituisce anche un comportamento superficiale e irresponsabile, che i valdostani non meritano in un momento tanto delicato. Così come non meritano una Giunta del genere”. 09:30 Le Conseil ouvre ses travaux en commémorant l’anniversaire de l’attentat de Capaci Le Conseil ouvre ses travaux en commémorant l’anniversaire de l’attentat de Capaci Les travaux du Conseil de la Vallée se sont ouverts, ce matin, avec la commémoration du vingt-cinquième anniversaire de l’attentat de Capaci, dans lequel périrent le juge Giovanni Falcone, sa femme Francesca Morvillo et les agents Vito Schifani, Rocco Dicillo et Antonio Montinaro. A ce sujet, le Chef de groupe de l’Union Valdotaine, Ego Perron, a pris la parole, en soulignant que "a distanza di venticinque anni dai tragici fatti di Capaci, disponiamo di tutti gli elementi utili a dirlo: l’attentato rientrò in una strategia di guerra, dichiarata da ‘Cosa Nostra’ allo Stato”. "L’atto di guerra non era casuale, - a ajouté le conseiller Perron - perché serviva a mirare dritto al cuore dello Stato, a metterne in dubbio l’esistenza, colpendo coloro che erano in prima linea contro la mafia, come il giudice Falcone, o che si erano dedicati a far crescere nell’opinione pubblica gli anticorpi per estirparla dal contesto sociale”. "Una guerra che lo Stato non ha ancora vinto definitivamente, ma in cui ha segnato punti importanti. - a dit le Chef de groupe de l’UV - Il ‘capo dei capi’ è oggi in carcere e molti altri latitanti storici sono stati assicurati alla giustizia, anche ancora recentemente. Lo Stato, però, non può dire esaustiva la sua azione se agli arresti e alle inchieste non si affianca un’azione mirata a far sviluppare dalla popolazione il senso della legalità”. "Un risultato - a continue Perron - al quale le Amministrazioni regionali sono ugualmente chiamate a concorrere. In Valle d’Aosta, numerosi sono stati i passi mossi in questa direzione. Molti hanno riguardato le generazioni più giovani, affinché potessero ricevere, nello sviluppo della loro personalità, valori corretti ed esempi positivi. Penso quindi al "Memorial Day”, in onore di tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità, organizzato con il sostegno di quest’Amministrazione ed articolato in più iniziative”. "Penso inoltre - a dia le conseiller Ego Perron - alla norma di cui, grazie a questo Consiglio, la Regione Valle d’Aosta si è dotata nel 2010, che prevede anche dei contributi, ad enti ed associazioni operanti nella regione, per la promozione della legalità e della sicurezza”. "Ritengo che alle forze politiche spetti adoperarsi per rafforzare sempre più trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione - a conclu le Chef de groupe - e questo tipo di contributo non è mai mancato, da parte del gruppo che ho l’onore di rappresentare, e non verrà certo meno in futuro. La legalità, se si vuole davvero che pagine scure come quella dell’inizio anni novanta non abbiano a ripetersi, deve diventare patrimonio comune, il più condiviso possibile”. Le Conseil de la Vallée a donc exprimé son deuil, ainsi que sa condamnation, pour les faits ayant frappé Manchester, au Royaume Uni, dans la soirée de hier.

MERCREDI 17 mai 2017

17:03 Le prochain Conseil de la Vallée: nos initiatives Le prochain Conseil de la Vallée: nos initiatives Mardi 23 et mercredi 24 mai prochains, avec début à 9h chaque jour, le Conseil de la Vallée se réunira en séance ordonnaire. L’ordre du jour, se composant en ce moment de vingt objets, comprend différentes initiatives du Groupe de l’Union Valdôtaine. Parmi les interrogations, deux ont été présentées conjointement aux groupes PD-SinistraVdA et Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, afin de demander des renseignement sur les procédés concernant la cotation en bourse de la Compagnie Valdotaine des Eaux, ainsi que les financements et le chronoprogramme des travaux de batiment du nouveau pole scolaire de Tzamberlet et de réaménagement de l’ancien Lycée "Maria Adelaide” d’Aoste. Une autre interrogation a été déposée conjointement au groupe PD-SVdA et porte sur les temps du déplacement des bureaux de l’Assessorat des activités productives du lieu-dit Grand Chemin à Saint-Christophe, à place de la République, Aoste. Notre groupe a donc posé aussi une interrogation sur la gestion correcte des ordures à l’occasion des manifestations organisées par les Pro loco et d’autres associations. Deux interpellations, avec les collègues de l’Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, concernent: le partage de l’orientation politique de réalisation de l’école au lieu-dit Tzamberlet, dans la commune d’Aoste; les modalités d’application des indications formulées par les experts dans l’avis "pro veritate” sur le financement prévu pour la Maison de jeu de Saint-Vincent. Enfin, à l’attention du Conseil il y a une initiative conjointe avec PD-SVdA et EPAV sur les visites des spécialistes pour le renouveau du permis de conduire dans des temps brefs et certains. Les travaux de l’Assemblée seront diffusés en direct sur le site du Conseil de la Vallée (www.consiglio.vda.it), ou sur le compte YouTube du Conseil (www.youtube.it/user/consvda), ainsi que sur la chaine "TV Vallée” (numéro 15 du numérique terrestre).

MARDI 9 mai 2017

18:42 Abstention de l’UV sur le projet de loi sur les collectivités locales Abstention de l’UV sur le projet de loi sur les collectivités locales Lors de ses travaux de l’après-midi d’aujourd’hui, le Conseil de la Vallée s’est penché sur le projet de loi portant sur les collectivités locales, modifiant le système des Autonomies en Vallée d’Aoste, en l’alignant à la loi régionale disciplinant l’exercice associé de fonctions et services communaux, en supprimant les communautés de montagne. Au cours du débat, le conseiller Augusto Rollandin (UV) a affirmé: «le texte dont il est question reprend une proposition de loi déjà présentée à son temps et donc dans son ensemble partagée. Au contraire, je crois que l'amendement concernant la Commune de Roisan ne peut pas être reçu. En effet, le CPEL avait demandé de trouver une autre modalité de financement pour cette Commune, afin d'éviter de dépenser des fonds destinés au Collectivités locales. Mais l'amendement présenté va dans la direction contraire aux souhaits du CPEL, auquel est enlevée une partie d'argent destiné à son fonctionnement. Donc, je demande de retirer cet amendement et de revoir le texte de loi, afin de trouver une synthèse avec les Communes». Le projet de loi, qui se compose de 36 article, a donc vu l’abstention de notre groupe, en plus du reste de l’opposition (PD-SVdA, EPAV et M5S). 18:13 La décision du TAR communiquée au Conseil: la position des représentants UV La décision du TAR communiquée au Conseil: la position des représentants UV Lors des travaux de cet après-midi du Conseil de la Vallée, suite à l’annonce de l’ordonnance du TAR repoussant la requête de suspension, avancée par notre Chef de groupe Ego Perron, au nom également de l’EPAV, un débat s’est ouvert, avec différent conseillers ayant pris la parole. Le chef de groupe Perron a tenu a réaffirmer que "aujourd’hui, le TAR a dit qu’il n’y aura pas de suspension. On ajoute seulement la date de la discussion dans le fond du recours déposé. Si l’on veut rouvrir la discussion sur la question, nous ne croyons pas qu’à l’occasion de la séance du 10 mars les procédures aient été suivie correctement, mais on ne veut pas y retourner. Nous avons demandé à un organisme indépendant par rapport au Conseil et il le fera le 12 septembre prochain, compte tenu qu’un délai de 60 jours était nécessaire et qu’entretemps on aura la pause estivale”. Le conseiller Aurelio Marguerettaz a également alimenté la discussion en rappelant aux représentants de la majorité qui ont parlé de centralité du Conseil, "qu’aujourd’hui on a appris que, face à une requête d’informations avec réponse négative, sur un des thèmes ayant engendré le ‘ribaltone’, à savoir le soutien au Casino de la Vallée, une solution est bel et bien prête. Mais de quelle centralité parlez-vous? Aujourd’hui on parle d’une suspension n’ayant pas été accordée, face à une discussion dans le fond qui aura lieu lors de la première date utile. Toute une série d’exégèses par rapport à la décision du TAR me parait hors lieu”. 15:54 Quels critères pour le Chef du bureau de la Région à Bruxelles? Quels critères pour le Chef du bureau de la Région à Bruxelles? La récente attribution des fonctions de Chef du Bureau de représentation à Bruxelles a été au centre d’une interpellation illustrée au Conseil de la Vallée lors de la séance de ce matin, par le groupe de l’ Union Valdôtaine. "Sans discuter le caractère discrétionnaire de ce choix - a expliqué le conseiller David Follien - on remarque que le curriculum de la dirigeante choisie par le gouvernement Marquis ne met pas en évidence aucune compétence en matière de gestion des fonds européens et aucune expérience dans les rapports internationaux, au contraire du dirigeant précédent”. En soulignant que "au de là de leur dénomination, ces fonctions ne sont pas seulement liées à la représentativité, mais demandent des compétences spécifiques”, le conseiller Follien a demandé au Président de la Région "les appréciations à la base de ce choix”. Suite à la réponse, le conseiller Follien a observé: "on n’a pas eu des éléments de réponse, on ne nous a pas dit le pourquoi de ce choix absurde. On s’est dépourvus d’un collaborateur de très haut niveau, en le remplaçant avec une personne ne présentant pas des compétences spécifiques, en mettant à risque des fonds et des rapports qui ont produit des résultats objectifs”. "Pour cette nomination injustifiable - a ajouté le conseiller David Follien - j’hasarde deux hypothèses: la nécessité de résoudre des questions délicates à la Commune d’Aoste, ou bien un exemple de la tant vantée nouvelle méthode de cette majorité. La question nous laisse bien de chagrin, on va retourner sur ce thème. Le président Marquis a forcé, avec une aptitude d’homme tout seul au sommet, qui risque de le porter à être un Président seulement dans certains choix”. 13:27 Irrégularités lors d’une épreuve de français: pas plus de ce qu'on savait déjà Irrégularités lors d’une épreuve de français: pas plus de ce qu'on savait déjà "On a des articles parus dans la presse qui sont plus précis de la réponse qu’on a obtenu de la part du Président de la Région”. Ainsi, le conseiller Aurelio Marguerettaz a commenté le résultat de l’interpellation présentée par rapport aux éventuelles responsabilités pour les irrégularités remarquées pendant l’épreuve de langue française d’un concours de la fonction unique s’étant déroulé le 19 avril dernier. Le Président Marquis, à la question du groupe UV, visant a dépasser les indiscrétions de la presse et à obtenir des données transparentes sur ce qui s’est vraiment passé à cette occasion, a répété, dans les faits ce qu’on peut lire dans l’acte du dirigeant annulant l’épreuve et portant révocation des Commissions du concours. "On remarque - a souligné le conseiller Marguerettaz - que la réponse reçue est, tout compte fait, inutile”, car elle n’ajoute rien à ce qu’on peut lire dans les actes. "Lorsqu’il y a des problèmes - a conclu Marguerettaz - les nuages entourent les bancs du Gouvernement”, en soulignant une tendance remarquée maintes fois jusqu’à présent, après l’installation de la nouvelle Junte.
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Vie de l'Union12 Mai 2017 - 12:29

A propos du recours au TAR… A propos du recours au TAR… Lors du Conseil fédéral réuni à Saint-Christophe hier soir, jeudi 12 mai, une des communications du président de l’Union Valdôtaine Ennio Pastoret a concerné le recours présenté au TAR, par notre groupe d’élus au Conseil de la Vallée, sur les actes administratifs de la séance de l’Assemblée du 10 mars dernier (et conséquents). A ce sujet, lors de la soirée se sont exprimés tant le chef de groupe UV au Conseil, Ego Perron (ayant remarqué une fois de plus que le "président du Conseil doit sauvegarder les droits de tous et il ne s’est pas porté ainsi, à cette occasion”), que le conseiller Augusto Rollandin (qui a défini "naturel le recours, vu que la même situation, dans deux jours a porté à deux conduites différentes” de la Présidence du Conseil). De suite vous trouvez la communication du président Pastoret. Le 20 mars 2017 l’UV avait porté plainte contre la décision de Président du Conseil de considérer valide la séance du Conseil du 10 mars 2017 en l’absence du nombre légal des Conseiller présents. Le sens du recours était celui de défendre le bien fondé de nos convictions puisque nous restons convaincu qu’il ne faut jamais renoncer à faire valoir ses droits. Mais, surtout, à la base du recours il y avait l’obligation d’exiger le respect des règles qui sont à la base de la vie, de l’histoire et de la démocratie de la VDA. La loi Severino, à laquelle a fait référence la Présidence du Conseil affirme « nel periodo di sospensione i soggetti sospesi, fatte salve le diverse specifiche regionali, non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata.” Nous avons soutenu et nous soutenons, qu’en ce qui nous concernes, ces dispositions ne s’appliquent pas puisque l’art. 21 du Statut Spécial dit : "Le deliberazioni del Consiglio Valle non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti…..” La question est claire. Le Statut de la Vallée d’Aoste est une loi constitutionnelle et donc de rang supérieur au DLGS Severino qui ne peut pas modifier ou dépasser les lois constitutionnelles. Celle –ci, au de la des sentiments personnels ou d’opportunité, que quelqu’un cite inopportunément, est la véritable raison qui nous a obligé à faire recours. Pour l’UV il s’agissait de défendre un principe qui est irrévocable si on se veut autonomistes et si on prétend défendre le principe sur lequel se fonde notre Statut d’Autonomie. Oublier cela signifiera perdre notre mémoire et oublier toutes les luttes menées jusqu’à présent par ceux qui ont défendu dans le temps ce principes contre les tentatives centralisatrices. En considérant valide la séance du 10 mars la Présidence du Conseil a accompli un acte qui va au de la d’un simple abus. Il a soumis une disposition statutaire à une loi ordinaire violant un principe que notre Région a toujours défendu avec acharnement. Le Président Rosset, avant d’établir, dans les faits, que la loi Severino devait s’appliquer indépendamment des dispositions statutaires il aurait du se poser la question suivante : est-ce-que une loi ordinaire peut intervenir et dépasser une disposition constitutionnelle comme le Statut ? La réponse, simple et univoque, ne pouvait qu’être NON. Voilà donc qu’au de la de toutes les considérations sur les raisons et les torts, sur les opportunités ou les non opportunités l’UV a été obligée à porter recours. Elle ne l’a pas fait tout simplement pour empêcher à une autre majorité de s’installer, mais parce qu’elle avait le devoir de défendre un principe qui est à la base de son existence de Mouvement Autonomiste qui veut défendre l’Autonomie de notre Région. Or les aspects juridiques feront l’objet d’une évaluation et d’un jugement dans le mérite le 12 septembre. Cependant on ne peut pas passer sous silence le fait qu’il y a qui vient de se réjouir pour ce renvoi et par certaines affirmations du TAR. Il faut faire attention parce que celle que l’on considère une victoire porte en elle un venin mortel pour notre système d’autogouvernement. Il est intéressant d’observer comme à l’occasion du référendum du 4 décembre une large partie de soi-disant autonomiste avait invité à voter NON en portant comme prétexte la close de SUPREMATIE qui aurait porté à des chevauchement de nos compétences statutaires. Et voilà que ce danger si tant évoqué alors est devenu réel. La reforme a été boulée et elle n’a pas introduit la close de suprématie, mais les effets de la décision prise par la Présidence du Conseil, ont été exactement les mêmes, lorsque on a établi que la loi Severino avait SUPREMATIE sur les dispositions du Statut. Maintenant nous attendrons avec confiance l’avis du TAR. Mais en tout cas, pour nous, celle-ci est une question dont la gravité institutionnelle et juridique nous obligera à défendre et à porter jusqu’au but nos raisons. N’importe quels seront les temps et les énergies que nous y devrons mettre. Nous ne le ferons certainement pas avec un esprit de revanche, ni pour délégitimer quelqu’un, mais pour l’obligation que nous avons, depuis toujours, de défendre notre Pays et ses institutions, même, comme dans ce cas, ce sont elles mêmes qui s’infligent des blessures graves.

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Conseil de la Vallée10 Mars 2017 - 16:55

L’ouverture des travaux du Conseil fera l’objet d’un recours

Suite à la décision d’ouvrir les travaux du Conseil de la Vallée, prise par le Président de l’Assemblée même en s’appuyant sur un avis légal interprétant différemment la détermination du quorum, ce qui a comporté le début avec 17 conseillers présents sur un total de 35, le Président de la Région, Augusto Rollandin, a commenté la situation lors d’une conférence de presse convoquée immédiatement tout de suite après l’ouverture de la séance.

"Le président du Conseil s’est fait remettre deux avis légaux afin de supporter une interprétation sur le numéro légal. - a dit le président Rollandin - Une interprétation qui, en ce qui nous concerne, a toujours été utilisée dans le passé. Nous avons vérifié ce qui s’était passé lorsque Norbiato avait été remplacé, au sein du Conseil, par Prola. La procédure avait vu la vérification du numéro légal, suivie par tous les pas conséquents, donc vérifier que Norbiato avait démissionné et, ensuite, remplacé”.

"Cette procédure a toujours été utilisée. - a ajouté Augusto Rollandin - L’alinéa 3 de l’article 8 de la loi Severino affirme ‘fatte salve le norme régionali’ et les dispositions régionales nous les avons et elles expliquent la façon de calculer le quorum, c’est-à-dire sur les ‘consiglieri assegnati’, donc sur 35. Aujourd’hui on soulève des distinctions sur le fait que la Région n’a pas aligné ses règles à la loi Severino. C’est vraiment pour cette raison, cependant, que la loi Severino a ‘fatte salve le norme regionali’. Le quorum de 18 sur 35 était valable, tant qu’il n’a jamais été touché”.

"Aujourd’hui - a conclu le président Rollandin - le quorum a été baissé à 16, en prenant 31 en tant que base. Nous croyons - à un premier examen, mais ensuite on effectuera une analyse plus ponctuelle avec des avocats - de faire recours contre la délibération de cet après-midi, ainsi qu’à toutes ses retombées”.