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Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 30 mar 2017 - 17:14

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Conseil de la Vallée15 Mars 2017 - 18:16

La position de nos représentants au sein du Bureau de Présidence du Conseil

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I Consiglieri del gruppo Union Valdôtaine Joël Farcoz e David Follien, in quanto componenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, si dicono profondamente stupiti da quanto letto su di un quotidiano oggi, mercoledì 15 marzo 2017, e tengono a precisare quanto segue.

«L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale non è mai stato coinvolto nei passaggi di carattere politico ed istituzionale sfociati nei fatti di mercoledì 8 e, soprattutto, di venerdì 10 marzo scorsi. Vero è che il Presidente ha la facoltà di assumere decisioni in autonomia, ma una condivisione preliminare delle scelte, sarebbe stata non solo auspicabile, ma anche opportuna».

«L’ultima riunione dell’Ufficio di Presidenza era programmata il 7 marzo scorso. Nessun punto all’ordine del giorno parlava di pareri legali, o di altri aspetti legati allo svolgimento della seduta del giorno successivo (e, men che meno, di quella di venerdì 10, visto che non era ancora stata programmata). Altre riunioni successive dell'Ufficio di Presidenza non sono state convocate, malgrado le sollecitazioni in merito avanzate al Presidente».

«A nostro avviso il Presidente Rosset non deve accampare scuse per come ha svolto in totale solitudine il suo ruolo istituzionale. Se vi era la necessità di avvalersi di pareri legali, con i quali avrebbe confortato la sua decisione di aprire la seduta di venerdì 10 marzo, allora era sufficiente convocare l'Ufficio di Presidenza per deliberarne la richiesta. Il Presidente invece ha preferito, da quanto si apprende, chiederli personalmente. Ci chiediamo a che titolo abbia avanzato tale richiesta: da Presidente del Consiglio? Da cittadino valdostano?»

«Nell'Ufficio di Presidenza, il nostro è sempre stato un atteggiamento costruttivo e di leale collaborazione e siamo profondamente amareggiati dalle dichiarazioni rese dal Presidente Rosset. Per tutte queste ragioni, chiediamo da parte sua una ferma e netta smentita delle dichiarazioni relative all’impossibilità di deliberare i pareri, visto che di tale punto non si è mai trattato nelle riunioni dell’Ufficio di Presidenza tenutesi fino al 7 marzo, né altre sono state convocate - malgrado le sollecitazioni giunte -, così come l'Ufficio di Presidenza non entra nel merito di atti che sono di competenza dell'Aula consiliare».

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ActualitésConseil de la Vallée

MARDI 21 mars 2017

20:11 L’Union Valdôtaine et l’opposition unies contre le manque de sens institutionnel du Président du Conseil L’Union Valdôtaine et l’opposition unies contre le manque de sens institutionnel du Président du Conseil Lors de la séance de cet après-midi du Conseil de la Vallée, les groupes d’opposition, l’Union Valdôtaine en tête, ont exprimé leur désarroi à l’adresse du président du Conseil, Andrea Rosset, qu’en mettant en discussion le remplacement de deux vice-présidents de l’Assemblée, n’a pas cru opportun annoncer, en tant que geste de sensibilité institutionnelle, remettre son mandat, en raison d’une présidence qui n’est plus expression des équilibres politiques du Conseil même. En ouverture du point à l’ordre du jour, le chef de groupe Ego Perron a dit s’attendre «qualcosa in più di una semplice comunicazione notarile da parte del Presidente Rosset sul nuovo quadro politico. Per Rosset è come se nulla fosse successo, mentre gli assetti di quest'Aula si sono completamente rivoluzionati. Al di là delle dinamiche di come è avvenuto questo passaggio, è evidente che l'Ufficio di Presidenza dovrebbe essere un momento di sintesi tra gli schieramenti che ci sono in quest’Aula». Il a donc demandé une suspension des travaux, afin de poser le problème au sein de la Conférence des Chefs de groupe. Au moment de rentrer dans la salle, le chef de groupe Perron a affirmé: «Avremmo apprezzato un gesto di garbo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio Rosset attraverso una sua disponibilità a fare un passo indietro per ragionare ad una nuova composizione dell'Ufficio di Presidenza. Noi non volevamo avanzare nessuna candidatura alla Presidenza del Consiglio, ma volevamo partire su di un ragionamento condiviso tra tutti i gruppi. Prendiamo atto che il Presidente non dà le dimissioni, ricordando che altri, invece, si sono dimessi per fargli il posto. Rosset non ha garantito l'imparzialità in quest'Aula nella gestione di questa fase politica molto difficile e non ha tenuto conto delle esigenze che venivano avanzate da una parte del Consiglio, che rappresenta quasi il 50 per cento dei seggi. Oggi, il Presidente Rosset siede al posto della Presidenza grazie ai nostri voti: avremmo quindi voluto un azzeramento. Esprimiamo tutto il nostro disappunto per un suo arroccamento e per un inizio non condiviso». La conseillère Marilena Péaquin a donc demandé «coerenza e rispetto verso il popolo valdostano. Una richiesta che è caduta nel vuoto per un mero scambio di poltrone, per sete di potere. Peccato che per entrare nelle stanze dei bottoni si sia fatta piazza pulita della volontà degli elettori, relegando all'opposizione il partito che ha più voti, grazie ad una grande accozzaglia unita da un solo obiettivo: distruggere qualcuno. Quanto valgono i voti dei valdostani? La gente è stufa di vedere certi teatrini, il nostro è uno spettacolo indecoroso che allontana i cittadini dalla politica e dalle Istituzioni. Torniamo alle urne e lasciamo le decisioni al popolo. Spiace che un Presidente della Regione con 1400 voti dica "un cambiamento voluto dagli elettori", quando, invece, si è trattato di un "golpe" e non di quello che vogliono i cittadini». Le conseiller Luca Bianchi a ensuite déclaré: «Il Presidente Rosset ha dimostrato di non essere un uomo di parola. Ci siamo resi conto tutti che l'interpretazione delle norme non è facile, nemmeno per gli addetti ai lavori: la prudenza era ancora più necessaria, ma Rosset ha pensato solo e soltanto a far votare la mozione di sfiducia costruttiva, che ha capovolto il voto dei valdostani. Il non partecipare a una seduta consiliare è una condotta perfettamente legittima, benché volta all'ostruzionismo, ed è stata attuata sia dai colleghi Rosset e Morelli quando sedevano all'opposizione. La forzatura del Presidente del Consiglio è gravissima, vergognosa. In questa vicenda, sono state calpestate tutte le regole poste a tutela dell'intero Consiglio e dei cittadini. Aver escluso da tutto questo l'Ufficio di Presidenza, che era in carica, è un fatto altrettanto vergognoso. Le dimissioni di Rosset sono solo un invito, ma se non le rassegnerà finirà solo per confermare di non essere un uomo di parola». Pour le conseiller Renzo Testolin, «après quatre ans de Législature où nous avons travaillé avec du sérieux, dans un cadre financier et politique délicat, il est triste de constater que, dans un moment où les citoyens ont toujours moins de confiance dans les Institutions, la politique régionale s'est standardisée sur la politique nationale. È nei momenti difficili che bisognerebbe avere la lucidità e l'umiltà del confronto: invece, il Presidente Rosset ha gestito questa situazione in maniera tutt'altro che delicata, dimenticando i diritti di chiarezza e di certezza dovuti ai valdostani. Il momento politico aveva portato i movimenti di maggioranza a ragionare in prospettiva e a mettere in campo un allargamento con un progetto per ridare prospettiva alla Valle d'Aosta per risolvere i problemi più delicati. Peccato che il tutto di sia ridotto ad essere un espediente per regolare asti personali contro una persona. Oggi, alla luce di questo atteggiamento improvvido, esprimo timore per l'intera attività politica e amministrativa che verrà, che potrebbe essere viziata da una scelta non corretta dettata da una interpretazione frettolosa». Il a donc pris la parole le conseiller David Follien, en retraçant le parcours de la composition du Bureau de présidence dans les dernières années, «con un brusco cambio di rotta e condotta del Presidente Rosset, votato da 27 Consiglieri. È stato il diciottesimo di questa nuova maggioranza, anche usando il regolamento consiliare e le sue storture per ottenere un certo scopo. Lo invito a farsi votare dalla sua nuova maggioranza, per rispetto a quest’Aula». La conseillère Emily Rini a souligné: «Noi non rivendichiamo posti apicali perché non vogliamo spartire nulla all'interno di questo triste teatrino. Non abbiamo bisogno di sedere su certe poltrone per ottenere consenso elettorale. Ciò che chiediamo è che la figura del Presidente del Consiglio venga condivisa e concertata con tutta l'Aula. Noi siamo leali e coerenti, non servi sciocchi, e lo dimostreremo. Non è dignitoso che il Presidente Rosset sia ancorato a quella poltrona ottenuta anche con i nostri voti; da lui non ci sentiamo più rappresentati. Ci troviamo in una situazione surreale, degna delle più tristi favole. Non è stata rispettata la volontà degli elettori. Ma per la Valle d'Aosta auspico un lieto fine, che i valdostani possano esprimere di nuovo il loro voto. E noi lavoreremo perché questa giusta conclusione si concretizzi». Il est ensuite revenu au conseiller Joël Farcoz d’observer: «Saggezza, buon senso e temperamento freddo hanno abbandonato il Presidente Rosset, impegnato in una gestione solitaria, assolutamente non curante dell'Istituzione consiliare per agevolare una parte di questa Assemblea. Tenuto conto che nessuna riunione dell'Ufficio di Presidenza aveva questo punto all'ordine del giorno, mi chiedo come il Presidente del Consiglio abbia potuto ottenere e protocollare un parere esterno. Pare che questo parere sia stato chiesto da Rosset personalmente: ma in quel momento, Andrea Rosset e il Presidente del Consiglio erano la stessa persona? Lui, da quanto appreso dai giornali, ha chiesto il parere da privato cittadino, e poi come Presidente del Consiglio l'ha fatto proprio? Per questi motivi e dati i mutamenti politici, il collega Follien ed io abbiamo rassegnato le dimissioni dall'Ufficio di Presidenza: da una parte probabilmente perché il presidente Rosset, prima ancora che fosse discussa la mozione di sfiducia, ci aveva considerati superflui vista la totale esclusione da tutte le scelte che in quel momento avrebbe, sottolineo avrebbe, dovuto concordare. Dall'altra perché, com'è corretto che sia, siamo stati eletti da una composizione che a seguito dei mutati cambiamenti non esiste più. E pertanto la richiesta di riazzerare l'organo pare più che lecita, in modo tale da identificare chiaramente la composizione dell'Ufficio di presidenza quale organo di rappresentanza di questo, e sottolineo questo, Consiglio regionale, e non di quello che nel 2016 ha eletto il presidente Rosset. Saggezza e buon senso, appunto». Pour sa part, le conseiller Aurelio Marguerettaz a affirmé: «La Giunta si è dimessa non per volere del Presidente Rollandin, ma perché gli Assessori erano il bersaglio del tiro al piccione. Nessuno poi voleva bloccare i lavori consiliari. Chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio è il minimo sindacale, perché è inadeguato, non è politicamente all'altezza. Questo essere 18 a 17 è innaturale, è un gran pasticcio, probabilmente dovuto anche alla fretta imposta dal Presidente Rosset. Non condividiamo questo approccio ingiusto, finalizzato solo ad ottenere la testa di Rollandin. Vi assicuriamo che noi non abbiamo una memoria volatile». Vers la conclusion du débat, le conseiller Augusto Rollandin a souligné deux aspects: «Cette Législature a eu des difficultés dès le début, en raison d'une loi électorale que nous voulions modifier: aujourd'hui nous parlons de golpe, car, même si en ces quatre ans, nous avons élargi la majorité à de nouveaux groupes, nous n'avons jamais changé le noyau central qui avait gagné les élections, à savoir UV et SA. Su questo c'è poco da discutere, perché in democrazia il rispetto per gli elettori viene innanzitutto. Il secondo aspetto riguarda la Presidenza del Consiglio, che non è stata terza nel suo lavoro a tutela dei gruppi: il Presidente Rosset ha acquisito dei pareri pro-veritate in maniera personale e qui ci chiediamo se non vi sia un abuso d'ufficio. Questa è una brutta pagina, sia dal punto di vista istituzionale che politico: noi manteniamo tutta l'attenzione necessaria e non faremo sconti a nessuno e vigileremo affinché non si vada contro gli interessi delle Istituzioni». Le Conseil a donc procédé à l’élection des deux vice-présidents. L’opposition a souligné, par le chef de groupe de l’Union Valdôtaine, la «difficulté qu’on a eu de convaincre, en raison du climat crée par la conduite du Président du Conseil, le conseiller Farcoz à donner sa disponibilité afin de collaborer à nouveau avec vous. Cependant, nous avons insisté, en croyant opportun de valoriser un jeune, un conseiller qui est à son premier mandat et qui peut donc faire une expérience». L’Assemblée a donc voté, en arrêtant l’élection aux fonctions de vice-président, en tant que représentant de l’opposition, du conseiller Joël Farcoz. Les points concernant les charges au sein du Bureau de Présidence du Conseil ont donc continué avec l’élection des Secrétaires, suite -entre autres- aux démissions présentées par le conseiller David Follien. Suite à la proposition, de la part de la majorité, du nouveau-conseiller Carlo Norbiato, le chef de groupe Perron a pris la parole, en s’adressant directement au candidat désigné, pour lui demander s’il «non prova nemmeno un po’ di imbarazzo, quantomeno verso chi l’ha votata perché era nella lista dell’Union Valdôtaine». Il a donc avancé, au nom de l’opposition, la candidature d’André Lanièce. Le Conseil a donc voté en approuvant les deux propositions sur la table. Les travaux continuent, à présent, avec la composition des Commissions, suite aux nouveaux équilibres du Conseil. L’Union Valdôtaine n’arrête pas, tout comme elle l’a annoncé dès le début, son action de contrôle et vigilance sur le respect des règles.

VENDREDI 17 mars 2017

12:45 Madia-Casinò: il Presidente Marquis si appropria del lavoro della precedente maggioranza "Madia-Casinò: il Presidente Marquis si appropria del lavoro della precedente maggioranza" Stupiscono le affermazioni contenute nel comunicato stampa diffuso ieri, giovedì 16 marzo 2017, dal Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, in merito all’aver concordato, insieme al Governo e alla Conferenza unificata Stato-Regioni-Città, alcune modifiche al decreto correttivo al Dlgs Madia sulle società partecipate, "che introducono una maggiore flessibilità per gli interventi urgenti in materia di Casa da gioco di Saint-Vincent”. I gruppi consiliari dell'Union Valdôtaine, PD-Sinistra VdA e Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano ricordano infatti che, su tale delicata materia, la Valle d’Aosta era già intervenuta, anzitutto tramite l’allora Presidente della Regione, Augusto Rollandin, in occasione della riunione della Conferenza Stato-Regioni tenutasi il 9 marzo scorso. In tale occasione era stato proposto un emendamento, recepito dalla Conferenza e dato quale indirizzo, volto ad escludere i quattro Casinò italiani dalla riforma in predisposizione. Inoltre, in una logica di azione sinergica finalizzata al positivo risultato dell’intervento su un dossier strategico per la Valle d’Aosta, il Senatore della Valle d’Aosta Albert Lanièce aveva incontrato, mercoledì 15 marzo, il sottosegretario alla Funzione pubblica, Angelo Rughetti, per sostenere l’emendamento proposto, ottenendo il recepimento delle istanze valdostane sulla questione, da parte del Governo. La Conferenza unificata Stato-Regioni-Città di ieri è stata quindi l’ultimo anello di una catena iniziata da altri (che, nel tempo, avevano già annunciato tale intervento pubblicamente), nella quale il presidente Marquis si è inserito come utilizzatore finale, anche perché mentre i nostri rappresentanti si preoccupavano della situazione delle Case da gioco, lui era impegnato in progetti il cui esito si è visto proprio in quei giorni. Molto più apprezzato sarebbe stato, da parte sua, dare atto del lavoro sostanzialmente già completato, anziché cercare di impossessarsene e rivenderlo come un successo personale. Ora ci sarà il passaggio nelle Commissioni parlamentari dove il nostro Senatore e il nostro Deputato monitoreranno affinché si concluda correttamente l'iter. Su un dossier di rilievo, come quello del Casinò, i gruppi UV, PD-SVdA e EPAV saranno particolarmente vigili, ben sapendo che lo stesso coinvolge un numero elevato di lavoratori, e le loro famiglie. Aspettiamo di vedere proposte e atti concreti. Per ora, registriamo esclusivamente questo tentativo di maldestra appropriazione dell’operato della precedente maggioranza.

MERCREDI 15 mars 2017

17:48 Le conseiller Paolo Contoz a adhéré au groupe de l’Union Valdôtaine Le conseiller Paolo Contoz a adhéré au groupe de l’Union Valdôtaine Dans l’après-midi d’aujourd’hui, mercredi 15 mars 2017, le conseiller régional Paolo Contoz a adhéré au Groupe de l’Union Valdôtaine au Conseil de la Vallée. A l’égard de ce choix, il a déclaré: «È scaduto il tempo che avevo per decidere dove collocarmi in Consiglio regionale. Dopo aver sentito molti pareri, per lo più contrastanti, ho lasciato decidere, come faccio in questi casi, alla mia coscienza». «Potevo ritornare sui miei passi ed entrare nella nuova maggioranza o entrare nel gruppo misto e decidere di volta in volta come votare oppure entrare nel gruppo dell'Union Valdôtaine continuando il percorso intrapreso due anni orsono quando sono uscito dal movimento, ora frammentato, della Stella Alpina». «Sono certo che la coerenza paga e quindi ho deciso di entrare nel gruppo dell'Union Valdôtaine come indipendente (così potrò anche esprimere il mio pensiero)». «Ho pensato in un'occasione importante come questa di interpretare la volontà della maggioranza del popolo valdostano e non salire sul carro degli attuali vincitori». «Spero di avere il rispetto del popolo unionista pur non essendo stato eletto nella loro lista». «Vorrei essere un politico anomalo, non essere attaccato sulla sedia a tutti i costi, ma essere portavoce della gente interessata a conoscere, con molta chiarezza, cosa succede a Palazzo regionale». «Perché la politica non deve essere una casta ma una vocazione come lo era una volta, per questo sarò sempre a disposizione di tutti». «Risponderò al telefono, quando posso, risponderò su Facebook (solamente a coloro che saranno educati)». «Spero di essere all'altezza di questo compito che per me è arrivato inaspettato ed in un momento così delicato per la politica valdostana». «Vi prometto il mio massimo impegno perché vorrei che la mia amata Valle d'Aosta torni ad essere quell'isola felice ed invidiata da tutti come era un tempo». Le Groupe de l’Union Valdôtaine au Conseil de la Vallée exprime sa satisfaction pour le choix, communiqué aujourd’hui officiellement par le conseiller Paolo Contoz, d’adhérer au noyau des élus de notre Mouvement au sein de l’Assemblée régionale. En donnant la bienvenue à Paolo parmi nos rangs, nous sommes certains que notre identité de vision sur l’avenir de la Vallée d’Aoste, constitue un présupposé solide pour travailler efficacement dans l’intérêt de la Vallée d’Aoste et de son peuple.

VENDREDI 10 mars 2017

16:55 L’ouverture des travaux du Conseil fera l’objet d’un recours L’ouverture des travaux du Conseil fera l’objet d’un recours Suite à la décision d’ouvrir les travaux du Conseil de la Vallée, prise par le Président de l’Assemblée même en s’appuyant sur un avis légal interprétant différemment la détermination du quorum, ce qui a comporté le début avec 17 conseillers présents sur un total de 35, le Président de la Région, Augusto Rollandin, a commenté la situation lors d’une conférence de presse convoquée immédiatement tout de suite après l’ouverture de la séance. "Le président du Conseil s’est fait remettre deux avis légaux afin de supporter une interprétation sur le numéro légal. - a dit le président Rollandin - Une interprétation qui, en ce qui nous concerne, a toujours été utilisée dans le passé. Nous avons vérifié ce qui s’était passé lorsque Norbiato avait été remplacé, au sein du Conseil, par Prola. La procédure avait vu la vérification du numéro légal, suivie par tous les pas conséquents, donc vérifier que Norbiato avait démissionné et, ensuite, remplacé”. "Cette procédure a toujours été utilisée. - a ajouté Augusto Rollandin - L’alinéa 3 de l’article 8 de la loi Severino affirme ‘fatte salve le norme régionali’ et les dispositions régionales nous les avons et elles expliquent la façon de calculer le quorum, c’est-à-dire sur les ‘consiglieri assegnati’, donc sur 35. Aujourd’hui on soulève des distinctions sur le fait que la Région n’a pas aligné ses règles à la loi Severino. C’est vraiment pour cette raison, cependant, que la loi Severino a ‘fatte salve le norme regionali’. Le quorum de 18 sur 35 était valable, tant qu’il n’a jamais été touché”. "Aujourd’hui - a conclu le président Rollandin - le quorum a été baissé à 16, en prenant 31 en tant que base. Nous croyons - à un premier examen, mais ensuite on effectuera une analyse plus ponctuelle avec des avocats - de faire recours contre la délibération de cet après-midi, ainsi qu’à toutes ses retombées”. 11:25 “Necessario un approfondimento politico” “Necessario un approfondimento politico” I fatti degli ultimi giorni mettono in luce la necessità di un confronto in sede politica, che coinvolga non solo gli eletti in Consiglio regionale, e coloro che si apprestano ad entrarvi, ma anche gli organi direttivi delle rispettive forze politiche di riferimento e, per quanto possibile, la comunità, in modo che le delicate decisioni da assumere non siano il frutto di valutazioni frettolose ed estemporanee. Sulla base di questa esigenza, i gruppi dell’Union Valdôtaine, del PD-Sinistra VDA e dell’Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, nell’annunciare che non si presenteranno in Aula per la seduta di oggi, venerdì 10 marzo 2017, del Consiglio regionale, sottolineano come tale decisione sia in linea con il percorso di responsabilità e di salvaguardia dei meccanismi democratici e della più alta Istituzione democratica della nostra Regione finora perseguito, nell’intento di un approfondimento reso ancor più necessario dalla situazione di ingovernabilità che si profila all’orizzonte, delineata chiaramente da alcune notizie di stampa della giornata di ieri. I nostri gruppi sono animati da spirito di responsabilità, pronti a tornare in aula in tempi ragionevolmente brevi, dopo le necessarie valutazioni all’interno dei movimenti e partiti di appartenenza e con tutte le forze oggi presenti in Consiglio regionale. Riteniamo che l’accelerazione della situazione, da noi contestata, abbia indotto i futuri nuovi consiglieri a compiere in poche ore valutazioni basilari e con ripercussioni sugli scenari politici complessivi, condizione che sicuramente non li ha posti nella serenità d’animo dovuta per raccogliere l’alto mandato di rappresentanti della comunità. Si ribadisce poi che la Regione non è nel caos, ma una Giunta è in carica, opera, si riunisce e delibera, come ha fatto nella mattinata di oggi stesso. Confidiamo nel senso istituzionale del Presidente del Consiglio, Andrea Rosset, e nella sua imparzialità nell’assolvimento delle funzioni cui è chiamato, per arrivare a una convocazione della seduta per la fine della prossima settimana, che permetta di compiere i dovuti percorsi nel frattempo, tenendo finalmente conto delle osservazioni di tutti. Ribadiamo, infine, come la nostra scelta di comunicare anticipatamente questa decisione risponda a quella chiarezza e serietà che deve contraddistinguere la condotta di tutti in una situazione tanto delicata, nell’interesse comune di trovare al più presto una soluzione condivisa.

MERCREDI 8 mars 2017

14:46 Senza i nostri tre gruppi non esiste maggioranza "Senza i nostri tre gruppi non esiste maggioranza" I fatti avvenuti tra il pomeriggio di ieri, martedì 7 marzo 2017, e la mattinata di oggi, mercoledì 8, palesano che in seno al Consiglio regionale, senza i gruppi dell’Union Valdôtaine, del Partito Democratico-Sinistra VdA e della Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano non esiste maggioranza. I firmatari della mozione di sfiducia costruttiva sono arrivati a depositare un documento di tale portata senza contare sui numeri per sostenerlo, fatto che si commenta da solo. Come se non bastasse, il tentativo di imbastire un governo alternativo vede quale determinante il sostegno del consigliere del Movimento 5 Stelle che, a guardare l’organigramma cui si appresta a dare sostegno, sembra pronto a fare piazza pulita, con il suo voto alla mozione, di tutti i principi di legalità e purezza sbandierati sino ad oggi (almeno, quando c’era da usarli contro i componenti della maggioranza retta dai nostri gruppi). Ci chiediamo quindi, oggi più che mai, quali garanzie possa offrire, ai valdostani, questa sedicente maggioranza alternativa e, soprattutto, quali prospettive di sopravvivenza possa presentare. A ciò si aggiunge la nostra sincera preoccupazione per l’ennesima forzatura cui abbiamo assistito, stamane, da parte del Presidente del Consiglio, Andrea Rosset. Malgrado i decreti di sospensione firmati dal Presidente del Consiglio Gentiloni chiariscano inequivocabilmente - come peraltro da noi sostenuto sin dal primo minuto di questa paradossale vicenda - che il provvedimento abbia effetto dal giorno della sentenza di condanna, il Presidente Rosset ha oggi nuovamente sostenuto pubblicamente il contrario, cioè che le sospensioni decorrano dal momento della notifica dell’atto che le decreta. Non solo, effettuando una comunicazione all’Aula che non avrebbe potuto tenere, perché si sarebbe dovuto limitare a prendere atto dell’assenza del numero legale, sciogliendo immediatamente la seduta, ha manifestato di non garantire quell’imparzialità che il ruolo istituzionale cui è chiamato gli imporrebbe. La verità è che i decreti Gentiloni hanno evitato alla Valle d’Aosta una triste quanto pericolosa fase di buio istituzionale e amministrativo. La votazione, quest’oggi, della mozione di sfiducia avrebbe creato un atto a rischio di annullamento. A questo punto, per quanto riguarda i nostri gruppi, la responsabilità non è un concetto da sollevare al cielo in conferenza stampa, ma resta legata alle proprie azioni. Chi ha presentato una mozione di sfiducia deve dimostrare di essere all’altezza del ruolo che ha annunciato.

MARDI 7 mars 2017

17:24 Le bien fondé de nos thèses Le bien fondé de nos thèses L’Union Valdôtaine, sur la question des conseillers concernés par l’application de la loi « Severino », en raison d’une condamnation à leur charge, a toujours soutenu la vérité. Dès le début, on avait souligné deux aspects, à savoir que la suspension est « de droit » (et donc « che essa si determina per effetto della mera previsione legislativa che la correla al fatto della sentenza di condanna ») et qu’elle aurait eu lieu « dalla data di emanazione del dispositivo della sentenza, decretando, conseguentemente, l’accertamento, con effetto dalla predetta data, dalla sospensione dalla carica del consigliere condannato in via non definitiva ». C’était pour la conviction dans le bien fondé de cette thèse, supportée également par ce qui s’était passé dans d’autres cas semblables en Italie, que lors de la dernière réunion de la Conférence des Chefs de groupe, au moment où une convocation de l’Assemblée avait était annoncé pour demain (en concernant également la présence des conseillers touchés par la suspension), les représentants de l’Union Valdotaine, du Parti Démocratique et de la « Stella Alpina Popolare Autonomista » avaient demandé un renvoi de la séance, afin d’approfondir la question. Ce renvoi avait été nié, mais la vérité a surfacé cet après-midi, lorsque de la Présidence du Conseil des Ministres ont été transmis, à la Présidence de la Région, les arrêtés sanctionnant la suspension des conseillers rentrant dans l’application de la loi « Severino ». La nouvelle a été annoncée par le Président de la Région, Augusto Rollandin, pendant une conférence de presse convoquée par les trois groupes, afin de dénoncer « une des plus mauvaises pages de l’histoire du Conseil de la Vallée. Le bon sens et la prudence ont été piétinés. Cette convocation empressée du Conseil a mis en risque l’activité de l’Assemblée elle-même, car tous les actes sont annulables. Le risque est d’un chaos institutionnel incroyable ». « Le fait que les suspensions étaient en train d’arriver – a dit le président Rollandin – n’était pas un secret pour les concernés. On n’a pas voulu prendre du temps pour faire les approfondissement nécessaires. Cet aspect a été sous-évalué et, pire, il pouvait conduire à des problèmes énormes ». La vidéo de la conférence de presse peut-être vue ici .

LUNDI 6 mars 2017

14:16 Tutelare la correttezza dell'operato delle Istituzioni "Tutelare la correttezza dell'operato delle Istituzioni" Durante la Conferenza dei Capigruppo riunita oggi, lunedì 6 marzo 2017, i Capigruppo dell'Union Valdôtaine, Joël Farcoz, e del Partito Democratico, Jean-Pierre Guichardaz, e il Vicecapogruppo della Stella Alpina Popolare Autonomista, André Lanièce, hanno evidenziato la necessità di approfondire il parere, presentato sotto forma di nota, dal Presidente del Consiglio Rosset in sede di Conferenza, riguardante l'efficacia della sospensione di diritto dalla carica di Consigliere regionale. «È emersa una diversa lettura delle norme - dicono i Consiglieri Farcoz, Guichardaz e Lanièce - che, a nostro giudizio, porta a ritenere che la sospensione prevista dalla legge Severino operi di diritto e quindi decorra dalla data della pronuncia della sentenza di condanna da parte della Corte d'Appello di Torino, come previsto espressamente nei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri già adottati per casi analoghi. Questa per noi è una questione pregiudiziale che incide sulla validità dell'atto di costituzione della nuova Giunta e di ogni altro atto successivamente adottato dalla stessa.» «Per queste ragioni - aggiungono - abbiamo chiesto un approfondimento di tale problematica, invitando di conseguenza a convocare il Consiglio regionale nei primi giorni della prossima settimana. A fronte di questa nostra richiesta, che è conforme ai ricorrenti richiami alla trasparenza e al metodo oltre che al buon senso, il Presidente Rosset, in presenza di una non maggioranza deliberativa, che per Regolamento non era necessaria ma era opportuna in un momento così delicato, ha voluto convocare ugualmente l'Assemblea per dopodomani, richiamando il parere dato dagli uffici della Presidenza del Consiglio. Secondo noi questo parere meritava e merita un attento approfondimento, per tutelare la correttezza dell'azione amministrativa e dell’operato delle sue Istituzioni.»

VENDREDI 3 mars 2017

15:48 Deux projets de loi pour la réforme globale des services pour l’emploi et agricoles-forestiers Deux projets de loi pour la réforme globale des services pour l’emploi et agricoles-forestiers Dans l’après-midi de hier, jeudi 2 mars, le président de la Région, Augusto Rollandin, et l’assesseur aux ressources naturelles, Renzo Testolin, ont rencontré les organisation syndicales afin d’illustrer deux projets de loi concernant l’institution, respectivement, de l’Agence pour l’emploi et de l’Agence agricole-forestière régionale de la Vallée d’Aoste (Agrifo VdA). Le but primaire de l’Agence pour l’emploi est de donner une impulsion aux politiques actives du travail, par le biais de la réorganisation des services, en plaçant l’attention, en même temps, à la réduction des frais. Tout particulièrement, par cet acte, le Gouvernement valdôtain manifeste la volonté de réaliser une action de réforme globale du système des services pour l’emploi et des mesures de politique active pour relancer les actions en matière de formation et de travail, en promouvant un meilleur lien avec les interventions de développement économique, d’éducation et d’apprentissage permanent, ainsi qu’avec les politiques au sujet de l’inclusion sociale. Le modèle qui est en train de se développer et consolider en Italie, et qui résulte renforcé par le cadre de dispositions confirmé par le référendum constitutionnel, est axé sur la synergie entre une agence nationale (ANPAL – Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) et un réseau d’agences régionale, dans une logique de confédération. La constitution d’un nouveau organisme instrumental dépendant de la Région pour la gestion des services et des politiques de l’emploi répond donc à l’exigence de définir une entité que, possédant son autonomie d’organisation, puisse fournir plus efficacement les services pour le travail, d’après des standards établis à l’échelon national, ainsi que mettre en marche les mesures de politique active régionale. La nature d’organisme instrumental se présente, ensuite, particulièrement adéquate pour promouvoir un emploi plus efficace des ressources provenant des fonds communautaires. L’Agence agricole-forestière régionale de la Vallée d’Aoste, dénommée Agrifo VdA, organisme instrumental de la Région avec une personnalité juridique de droit public appartenant à la fonction unique régionale, répond par contre à l’exigence de réorganiser l’Assessorat de l’Agriculture et ressources naturelles, en partageant l’activité de programmation, d’adresse et de financement des activités exécutives, en trouvant solution – en même temps – au problème des employés forestiers et agricoles, en plus de celui des ouvriers du bâtiment, à recycler dans des activités semblables dans le domaine agricole. La Région maintiendrait donc son rôle d’orientation politique et de programmation, de gouvernement et de coordination et financement dans le domaine agricole et forestier, tandis qu’à l’Agence reviendrait le déroulement d’activités visant la conservation et valorisation des ressources naturelles, agricoles et forestières.
2 X mille

le coin du président29 Mars 2017 - 12:18

L’acte final d’un projet conduit de manière maline L’acte final d’un projet conduit de manière maline Quelqu’un pourrait se demander, à juste titre, qu’en est de la politique et de son devoir de service. En regardant ce qui s’est passé au Conseil de la Vallée il est difficile de donner des réponses pouvant permettre aux gens de comprendre. Dans les derniers jours on a vécu une profonde crise, comme cela peut arriver en politique. Mais les crises demandent des réponses et lorsque celles–ci sont évitées et ignorées tout devient irrationnel et incompréhensible. Normalement les majorités voient le jour sur base d’accords de programmes et les volontés qui les soutiennent travaillent à la réalisation de points programmatiques. Par contre, dans ces jours, le seul objectif était celui de la « substitution », un désir qui, pour s’affirmer, a conduit à violer toutes les règles qui sont à la base de la démocratie participative de l’institution du Conseil de la Vallée. Le Président du Conseil s’est conduit en partisan en défense des choix et des volontés des groupes politiques de la constituante nouvelle majorité. Il l’a fait avec un comportement censurable dont on n’a pas mémoire et qui ne le placera certainement pas parmi les figures institutionnelles du Pays d’Aoste dignes de mémoire. Mais celui-ci n’a été que l’acte final d’un projet qui bouillonnait depuis pas mal de temps pour nous abattre et qui a été conduit de manière maline, en prenant comme prétexte le Président de la Région lorsque les vrais objectifs, soigneusement cachés, ont été et restent d’autres. Parmi ceux-ci nous devons inscrire en tout premier, le désir et l’obsession de vouloir combattre et affaiblir l’Union Valdôtaine. Nous avons eu parfois tendance à l’oublier, mais il suffit de revenir avec la mémoire au passé pour constater que celle-ci n’est que la réplique d’une copieuse série de tentatives du passé. L’autre volonté a été celle de la « substitution ». Elle a été conduite par ceux qui avaient déjà essayé, sans succès, de s’assoir sur les fauteuils du pouvoir. Cette fois le désir d’y parvenir était si fort qu’il les a portés à former une majorité éphémère, constituée par un groupement de personnes et d’idées qui ont pu trouver une synthèse, non pas sur des projets mais, uniquement, en se coalisant contre quelque chose. Mais, à présent, le moment est arrivé de faire quelque chose « pour » et non « contre », ce qui est assez plus difficile. On verra bien qu’est-ce-que en sera des proclames lancés dans ces derniers temps. Il y de quoi ne pas être rassurés lorsqu’on constate, dans cette majorité hybride, la présence inquiétante de certains personnages drôles, qui conseilleraient aux Valdôtains d’accrocher les ceintures de sécurité.

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Conseil de la Vallée15 Mars 2017 - 18:16

La position de nos représentants au sein du Bureau de Présidence du Conseil

I Consiglieri del gruppo Union Valdôtaine Joël Farcoz e David Follien, in quanto componenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, si dicono profondamente stupiti da quanto letto su di un quotidiano oggi, mercoledì 15 marzo 2017, e tengono a precisare quanto segue.

«L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale non è mai stato coinvolto nei passaggi di carattere politico ed istituzionale sfociati nei fatti di mercoledì 8 e, soprattutto, di venerdì 10 marzo scorsi. Vero è che il Presidente ha la facoltà di assumere decisioni in autonomia, ma una condivisione preliminare delle scelte, sarebbe stata non solo auspicabile, ma anche opportuna».

«L’ultima riunione dell’Ufficio di Presidenza era programmata il 7 marzo scorso. Nessun punto all’ordine del giorno parlava di pareri legali, o di altri aspetti legati allo svolgimento della seduta del giorno successivo (e, men che meno, di quella di venerdì 10, visto che non era ancora stata programmata). Altre riunioni successive dell'Ufficio di Presidenza non sono state convocate, malgrado le sollecitazioni in merito avanzate al Presidente».

«A nostro avviso il Presidente Rosset non deve accampare scuse per come ha svolto in totale solitudine il suo ruolo istituzionale. Se vi era la necessità di avvalersi di pareri legali, con i quali avrebbe confortato la sua decisione di aprire la seduta di venerdì 10 marzo, allora era sufficiente convocare l'Ufficio di Presidenza per deliberarne la richiesta. Il Presidente invece ha preferito, da quanto si apprende, chiederli personalmente. Ci chiediamo a che titolo abbia avanzato tale richiesta: da Presidente del Consiglio? Da cittadino valdostano?»

«Nell'Ufficio di Presidenza, il nostro è sempre stato un atteggiamento costruttivo e di leale collaborazione e siamo profondamente amareggiati dalle dichiarazioni rese dal Presidente Rosset. Per tutte queste ragioni, chiediamo da parte sua una ferma e netta smentita delle dichiarazioni relative all’impossibilità di deliberare i pareri, visto che di tale punto non si è mai trattato nelle riunioni dell’Ufficio di Presidenza tenutesi fino al 7 marzo, né altre sono state convocate - malgrado le sollecitazioni giunte -, così come l'Ufficio di Presidenza non entra nel merito di atti che sono di competenza dell'Aula consiliare».