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Conseil de la Vallée19 Décembre 2017 - 12:05

Le Conseil a démarré l’examen du budget 2018/20: le rapport du conseiller Testolin

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Le Conseil de la Vallée, lors de la matinée d’aujourd’hui, mardi 19 décembre, a débuté l’examen de l’ensemble des actes constituant le budget 2018/20 de l’Administration régionale. La discussion a débuté avec le rapport du conseiller unioniste Renzo Testolin, qui est également président de la IIe Commission du Conseil, ayant exprimé la semaine dernière son avis favorable aux différents documents. Il a choisi, dans son exposé, le chemin d’un rapport visant à expliquer les logiques et les choix, au lieu des aspects techniques et des chiffres. C’est pourquoi, également pour simplifier une lecture du moment politique et du rôle que l’Union Valdôtaine continue à interpréter sur l’échiquier régional, nous vous le proposons dans son intégralité.

Ci accingiamo oggi ad analizzare e a discutere in merito all'ultimo bilancio di previsione triennale che gli eletti in questa XIV legislatura sono chiamati a licenziare prima che il risultato del futuro confronto elettorale vada a ridisegnare gli assetti politici di questa assemblea.

L'approvazione del documento programmatico è da sempre l'elemento più importante a disposizione di qualsiasi organismo dirigente per cercare di allineare quelle che sono le esigenze e soprattutto gli obiettivi di gestione con le possibilità finanziarie che si hanno a disposizione per cercare di realizzare gli obiettivi stessi di governo.

Riuscire a trovare un corretto punto di incontro tra le esigenze e gli obiettivi da realizzare e le possibilità di spesa a disposizione è sempre stato oggetto, così come per altro deve essere, di confronti anche molto accesi, all'interno di questa assemblea. Per cercare di modellare secondo la propria visione di gestione e di futuro il funzionamento, la salvaguardia, la crescita e lo sviluppo della nostra Regione ogni forza politica ha sempre lavorato per cercare di incidere nei vari bilanci secondo la visione a suo senso più calzante alle esigenze della popolazione.

Per riuscire a programmare adeguatamente, al di là delle linee di governo da intraprendere, l'Amministrazione Regionale, così come qualsiasi altro ente, istituzione o azienda ha però bisogno di poter contare su due elementi fondamentali e imprescindibili: regole di finanziamento certe e il più possibile stabili da un lato e continuità e stabilità della governance dall'altro.

Questi ultimi cinque anni ci hanno riservato purtroppo un percorso molto tortuoso e operativamente difficoltoso in merito alla chiarezza ed alla certezza delle regole di trasferimento delle risorse finanziarie alla Regione così come alla loro possibilità di utilizzo. Sono stati cinque anni di programmazione condizionata prima dai vincoli imposti da uno stringente patto di stabilità che al di là delle risorse a disposizione definiva e imponeva tassativi limiti di spesa con conseguenze assolutamente castranti nei confronti della crescita e limitanti sia nel mantenimento dei servizi sia nelle iniziative a favore del territorio e poi da periodi caratterizzati da situazioni di criticità di cassa derivanti essenzialmente dalla difficoltà dello stato di garantire i trasferimenti al territorio. All'interno di questo quadro si sono inseriti e sovrapposti nel tempo provvedimenti legislativi statali che hanno imposto, peraltro sovente attraverso regole di ripartizione inique, una importante compartecipazione regionale alle spese per il risanamento del debito statale.

In questo contesto di diminuite risorse finanziarie a disposizione del bilancio regionale, si è operato in questi anni in un non semplice lavoro di programmazione volto essenzialmente al mantenimento degli standard socio economici a cui la nostra realtà regionale è sempre stata abituata. Si è lavorato per una razionalizzazione della spesa ed un efficientamento dei servizi che evidentemente hanno dovuto accompagnarsi a tagli importanti e un forte contenimento delle spese a carico di tutte le strutture regionali ma sempre nell'ottica di salvaguardare e garantire, per quanto possibile, continuità e maggior stabilità possibile alle attività di ogni settore (vedi ad esempio il sociale e la sanità ma anche la sicurezza del territorio).

Il calo di risorse di circa il 30% che ha visto passare la capacità di spesa della regione da circa 1,7 miliardi del 2008/2010 al miliardo e 200 milioni circa del 2016 ha evidentemente ridotto le capacità della regione di impiegare risorse per investimenti, accentuando così, anche in Valle d'Aosta, le criticità che la crisi dell'ultimo decennio aveva di fatto evidenziato in tutto il territorio nazionale.

La situazione finanziaria particolarmente delicata si è poi intersecata in questi anni con una situazione politica altrettanto fragile che non ha purtroppo favorito la definizione di percorsi e di azioni condivise per arginare le difficoltà del periodo.

La discontinuità amministrativa, il marcato avvicendamento nei ruoli di governo, la forte frammentazione politica venutasi a creare negli anni e la poca stabilità di governance accentuatasi in questo scorcio finale di legislature non hanno aiutato a creare i presupposti per affrontare con la corretta tranquillità ed attenzione questioni che spesso hanno origine, cause e soluzioni fuori dal contesto regionale.

Non voglio entrare in questioni che purtroppo hanno già in tanti momenti di discussione trovato fin troppo spazio in sterili scontri, sovente personali, all'interno di quest'aula ma se devo spendere una riflessione a riguardo considero perlomeno positivo che l'avvicendamento al governo della regione possa aver permesso di far capire a molti, o comunque a chi ne ha la sensibilità per capirlo, che governare vuole dire affrontare problematiche per le cui soluzioni non bastano le critiche o i proclami ma necessita del lavoro, del lavoro serio, puntuale, un lavoro politico e tecnico e magari una maggiore impegno di tutti i 35 consiglieri a costruire piuttosto che a distruggere.

Ho voluto esprimere alcune considerazioni sul percorso di questi anni perché credo che anche questo nuovo bilancio 2018/2020 rispecchi per certi versi le dinamiche del passato e gran parte delle criticità sopra espresse, criticità, incertezza finanziaria in primis, che hanno in questa legislatura fortemente condizionato, imbrigliato e rallentato l'azione amministrativa dei vari governi regionali che si sono succeduti.

Oggi ho optato per un intervento di presentazione dei dl in oggetto decisamente più generico rispetto all'intenzione iniziale di esporre una relazione di matrice più squisitamente tecnica (allegato tecnico che, pur non dandone lettura, costituisce parte integrante di questo documento) elaborata grazie alla preziosa collaborazione degli uffici del bilancio, dirigenti e personale di una struttura che in questi anni ha costantemente lavorato con dedizione sia per le esigenze di allestimento dei bilanci regionali, come da desiderata degli amministratori, sia nel ruolo non semplice di interfaccia con la tesoreria statale. Uffici che su indicazione politica hanno scritto un bilancio triennale 2018/2020 che aprirebbe le porte, dopo anni di calo di risorse, ad una crescita che a partire dal 2018 vedrebbe investimenti in crescita, maggiori risorse per gli enti locali, finanziamento ad interessanti leggi di settore a tutto favore della sicurezza del territorio, intesa nelle sue varie declinazioni e garantirebbe un potenziamento finanziario al sociale, alla famiglia, ai giovani, al lavoro e alla crescita nella più ampia delle sue definizioni.

Un bilancio che è stato presentato dal governo regionale alla commissione competente per la sua analisi nei primi giorni di dicembre, onestamente credo in tempi non particolarmente o fondamentalmente diversi dai tempi che avrebbe impiegato il precedente governo per presentare lo stesso progetto programmatico per l'analisi da parte del consiglio, tempi però particolarmente compressi e che hanno limitato, rispetto agli esercizi precedenti, la possibilità di analisi e approfondimento da parte dei commissari.

Le difficoltà oggettive di allestimento del bilancio, che così come presentato trova oggi nei suoi numeri una capacità di spesa regionale di circa 1 miliardo 204 milioni di euro per l’anno 2018, 1 miliardo 167 milioni per l’anno 2019 e 1 miliardo 212 milioni per l’anno 2020, trovano principalmente origine nella già citata difficoltà di definizione dell'esatto importo dei trasferimenti statali spettanti di diritto alla Valle d'Aosta e nella dilatazione dei tempi necessari per definire con lo stato regole certe e durature principalmente in merito alle compartecipazioni regionali da destinare al risanamento della finanza statale. Risorse ci tengo a precisarlo che sono della regione Valle d'Aosta e che lo stato pretende a titolo di contributo per la risoluzione dei suoi problemi di bilancio.

Il bilancio presentato in commissione ha subito all'interno della stessa un percorso, se vogliamo così definirlo, "anomalo” rispetto al consueto iter di commissione che vedeva in passato approfondimenti puntuali sulle varie tematiche soprattutto tramite audizioni specifiche con i vari portatori di interesse.

Con una tempistica molto stretta da un lato ma con un documento contabile che evidenzia risorse a disposizione delle spese regionali che nel complesso presentano maggiori importi pari a circa 132 milioni di euro spendibili per il 2018 rispetto a quelli destinati alla spesa del 2017, i commissari hanno provveduto a licenziare positivamente il documento di bilancio a seguito di un approfondimento documentale e ad un numero di audizioni ristretto e limitato al solo confronto con Finaosta, Chambre ed Enti Locali. Il documento di programmazione è invece stato oggetto, a più riprese, di illustrazione, nelle sue linee essenziali e nel suo allestimento, da parte del Governo alle parti sociali, alle associazioni ed agli enti del territorio.

Oggi questa assemblea si troverà a discutere di un bilancio presentato tenendo conto di valutazioni e passaggi politici oltre che di situazioni legislative che hanno indotto a basare l'allestimento della finanziaria regionale partendo sostanzialmente da tre scelte che potessero garantire, in coerenza con l'assetto normativo vigente, maggiori risorse utilizzabili dalla Regione a partire dal 2018: prima fra tutte la non necessità dell'accantonamento a favore dello stato di risorse , pari a 144 milioni di euro, che fino al 2017 rappresentavano il contributo della Valle d'Aosta al risanamento della finanza pubblica e che oggi vengono considerate ascrivibili alle risorse spendibili dalla regione in virtù della situazione legislativa vigente nonché delle affermazioni della sentenza della corte Costituzionale in merito all'argomento, a seguire la scelta di ricomprendere nelle entrate patrimoniali, anche per l'anno 2018 così come si era operato nel 2017, una entrata non ricorrente pari a 51,4 milioni di euro derivante da rientro di somme dal fondo della gestione speciale presso Finaosta Spa, al fine di consolidare anche per il 2018 risorse da destinarsi ad investimenti ed infine sempre per il 2018 la possibilità e la previsione di utilizzare l'avanzo di amministrazione presunto del 2017 per circa 29 milioni di euro che permetterà peraltro alle strutture regionali di attivare corrispondenti processi di spesa sin da gennaio senza dover attendere i tempi per la loro riassegnazione a bilancio.

Le scelte contabili operate permetterebbero di assegnare e regolare tramite i 28 articoli del dl 123 l'attribuzione di specifiche risorse agli assessorati che vedrebbero, rispetto ai bilanci dei precedenti esercizi, un trasversale aumento delle proprie capacità di spesa.

Parte importante del provvedimento legislativo nell'assegnazione delle risorse, nonché scelta assolutamente condivisa dalle forze politiche che hanno sostenuto il provvedimento per il via libera in commissione, è rappresentata dall'attenzione dimostrata a sostegno dei bilanci e di specifici interventi normativi a favore dei comuni e delle loro associazioni sia tramite l'incremento di assegnazione di fondi con trasferimenti senza vincolo di destinazione sia verso specifiche iniziative di finanziamento della finanza locale.

Credo che oggi non sia così necessario tramite questa relazione entrare troppo nel merito degli articolati dei disegni di legge presentati che anche attraverso il dl 125 e i sui 29 articoli cercano di portare, per quanto possibile, elementi di semplificazione all'interno di alcune norme di settore così come cercano di rispondere ad alcuni bisogni di chiarezza e di adeguamento tecnico amministrativo a normative che potrebbero portare sviluppi e ricadute positive in specifici settori, ma credo piuttosto che la situazione vada valutata nel suo aspetto più complessivo dove una scelta politica piuttosto di un'altra, una visione prospettica di un tipo piuttosto di un'altra potranno condizionare le scelte tecniche e strutturali non solo del bilancio sul quale siamo oggi chiamati ad esprimerci ma anche e direttamente sul futuro prossimo così come quello a medio e lungo termine della nostra Regione.

Spero che la discussione su questa legge di bilancio possa assestarsi su valutazioni politiche e tecniche, sicuramente diverse e forse contrastanti, ma animate da spirito di collaborazione e di confronto più che di scontro e di contrasto e che le analisi che ne scaturiranno possano portare ad una sintesi di massima condivisione delle scelte da assumersi, non tanto per lavorare a favore di uno o di un altro degli ambiti in cui l'amministrazione deve dare delle risposte ma piuttosto per capire, valutare decidere e definire le azioni più opportune per dare un segnale di chiarezza all'opinione pubblica alla luce della nuova evoluzione che le scelte dello stato stanno comportando sull'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta.

Su questo bilancio licenziato favorevolmente dalla commissione consigliare competente, in quanto bilancio di crescita e di risposta in molti se non in tutti gli ambiti di intervento, oggi incombe l'incertezza e l'aleatorietà dei trasferimenti statali odierni e futuri e quindi delle risorse spendibili a favore della Valle d'Aosta e dei valdostani. A quest'aula il compito di trovare, tramite un confronto costruttivo tra le varie sensibilità politiche, la strada per affrontare con senso di responsabilità ma anche con determinazione una situazione che presenta elementi di fondamentale importanza per il futuro della nostra regione.

In questa ultima fase di legislatura siamo chiamati ancora una volta ad affrontare una situazione di forte criticità non tanto in termini assoluti, in quanto nel recente passato si sono affrontate situazioni finanziarie complesse almeno quanto l'attuale, ma piuttosto in termini di rapporti di chiarezza e di definizione degli accordi con lo stato da una parte e di chiarezza e trasparenza con i cittadini valdostani dall'altra il mio personale auspicio è che si riesca a lavorare nel solo interesse della Valle d'Aosta.

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ActualitésConseil de la Vallée

VENDREDI 13 juillet 2018

16:44 Comunicato stampa gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Impegno Civico Comunicato stampa gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Impegno Civico  I rapporti finanziari Stato-Regione sono argomenti prioritari per la nostra Autonomia. I gruppi di opposizione replicano alle dichiarazioni del Consigliere Manfrin«Stupiscono, ma soprattutto preoccupano, le dichiarazioni rilasciate al Tg3 dal Consigliere Manfrin, per il quale la maggioranza non avrebbe iscritto tre risoluzioni dell'opposizione nella seduta consiliare dell'11 luglio 2018 in quanto argomenti che "nulla hanno a che fare con le priorità dei valdostani"»: È la replica dei gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste e Impegno Civico che aggiungono: «Che i rapporti finanziari o che la composizione della Commissione paritetica non siano questioni che toccano l'Autonomia forse può pensarlo chi ha passato la sua vita politica nel culto del nazionalismo di destra, ma fa specie che gli alleati regionalisti e chi, in ogni caso, dovrebbe avere a cuore la cultura istituzionale che si basa sul rispetto tra maggioranza e opposizione, restino silenti e accondiscendenti.» «Lo spazio per chi crede ancora nei valori autonomisti e democratici basati sul confronto e non sull'arroganza è aperto - concludono i Consiglieri di UV, UVP e IC -.   Continueremo a batterci contro chi vede la Valle ancora come una provincia e non disperiamo in un sussulto di orgoglio da parte di chi è ora appiattito su posizioni contraddittorie e difficilmente comprensibili.»...  Aosta 13 luglio 2018    

JEUDI 12 juillet 2018

16:49 Comunicato stampa gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Movimento 5 Stelle, Impegno Civico Comunicato stampa gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Movimento 5 Stelle, Impegno Civico La maggioranza soffoca il dibattito consiliare sui temi che riguardano il futuro della comunità. Durante la seduta consiliare di mercoledì 11 luglio 2018, i gruppi di opposizione hanno presentato tre istanze di attualità rispetto a questo inizio di XV Legislatura.  Una prima risoluzione era volta a impegnare la Presidente della Regione a riferire in prima Commissione in merito agli incontri istituzionali previsti a Roma in questi giorni e preannunciati sui giornali; una seconda iniziativa intendeva coinvolgere l'intero Consiglio regionale nell'individuazione dei criteri di scelta dei membri di parte regionale all'interno della Commissione paritetica Stato/Regione, organismo che ricopre un ruolo fondamentale per l'attuazione dello Statuto Speciale; la terza istanza voleva, infine, impegnare la Presidente della Regione, in quanto massima rappresentante delle Istituzioni regionali, ad un approccio comunicativo più sobrio rispetto alle tematiche che riguardano l'intera comunità valdostana. Dopo aver richiesto una sospensione dei lavori del Consiglio, durata quasi un'ora e mezza, la maggioranza è rientrata in Aula e, con un comportamento e un'arroganza inauditi, ha votato la non iscrizione dei punti di cui sopra senza fornire alcuna motivazione. Tutto ciò con la complicità silenziosa del Presidente del Consiglio che, invece di tutelare l'Aula, ha permesso alla maggioranza con un blitz senza precedenti di assumere questo comportamento antidemocratico, il quale maschera la debolezza della compagine governativa che, ad appena quindici giorni dal suo insediamento, non avrebbe avuto i tanto decantati diciotto voti. Le forze di opposizione di UV, UVP, M5S e IC sono pertanto molto preoccupate e stigmatizzano questi atteggiamenti di forza tesi a soffocare il dibattito consiliare inerente temi che riguardano il futuro dell'intera comunità valdostana.  Aosta, 12 luglio 2018  14:02 Intervention du Chef de groupe Renzo Testolin Intervention du Chef de groupe Renzo Testolin Grazie presidente, siamo stati molto attenti nel cercare di percepire nelle comunicazioni della presidente Spelgatti quali attività il governo regionale stia mettendo in atto o se al di là di proclami preferibilmente annunciati sui media fossero scadenziate delle iniziative interessanti da parte del governo. Scherzi a parte, prendiamo atto che nulla riferisce al consiglio la presidente in merito ad iniziative politiche o amministrative, preferendo invece esprimersi attraverso i mezzi di informazione con parole che peraltro quando pronunciate continuano ad essere più degli spot elettorali piuttosto che delle concrete azioni di governo. Come Movimento di opposizione si è ritenuto di avere nei confronti di questo nuovo esecutivo un approccio serio, non volto alla sterile polemica ma nello stesso tempo molto attento a quanto viene proposto e dico a quanto viene proposto perché ad oggi ben poco è stato fatto, davvero molto poco per non dire niente. Dalla giunta sono state approvate circa una quarantina di delibere con circa un quarto degli atti approvati, già stati predisposti dal vecchio esecutivo ma che nell'ultima seduta non erano poi stati deliberati per l'assenza dell’assessore competente, tra questi atti vi era anche la tanto e ben evidenziata prima delibera approvata dalla nuova giunta, una delibera predisposta e approvata tutti gli anni per la presentazione alla presidenza del consiglio dei ministri di un progetto a favore della valorizzazione del patois e finanziabile su una norma nazionale a sostegno delle lingue minoritarie. La maggior parte delle altre deliberazioni al momento riguardano le nomine dei segretari particolari, alcuni atti di routine sul personale e poco più. Dunque dopo 3 giunte il nulla. Fino qui quindi nessun grande sforzo, nessun gran lavoro della nuova giunta e del suo Presidente, Presidente che però con fare poco consono al ruolo che ricopre e con una terminologia che a nostro avviso andrebbe assolutamente rivista e ammorbidita ama continuare a presentarsi in pubblico e sui mezzi di comunicazione annichilendo, offendendo, barbarizzando e presentando in maniera distorta la realtà valdostana. Crediamo che la terminologia utilizzata dalla presidente Spelgatti che trovo difficoltà persino a ripetere perché il marciume di cui parla la presidente è un concetto talmente lontano dalla realtà valdostana, dalla sua gente e dalle sue istituzioni che mi infastidisce come cittadino ancor prima che come eletto in consiglio regionale. Quello che stupisce è anche come di fronte a questo accanimento che offende ogni valdostano, dall'amministratore locale, al presidente del consorzio ad ogni singolo rappresentante di una qualsiasi associazione o categoria economica, che abbia lavorato o avuto un ruolo attivo nel contesto socio economico di questi ultimi vent'anni in Valle d'Aosta, ecco dico mi stupisce che questo accanimento non infastidisca anche i compagni di cordata della Presidente Spelgatti…….. compagni di viaggio che hanno nel tempo e a vario titolo ricoperto anche loro ruoli importanti nel contesto valdostano. Stupisce come pur essendo considerati concausa di questo sedicente sfasciume possano assecondare queste affermazioni. Confido tuttavia che questa inerzia sia solo momentanea e che anche loro come altre migliaia di valdostani sani, onesti e da sempre al servizio della nostra regione si sentano profondamente offesi dalle avventate affermazioni della Presidente e abbiano voglia di smarcarsi da questo modo assolutamente non tollerabile di classificare la nostra regione. Affermazioni assolutamente offensive per chi ha contribuito nel tempo a lavorare per il bene della nostra valle.

MARDI 3 juillet 2018

14:42 Motion Motion Union Valdôtaine et UVP ont demandé l’inscription, à l’ordre du jour du prochain Conseil de la Vallée, d’une motion qui engage le Gouvernement régional à travailler fermement pour assurer l’attribution d’un siège au Parlement européen à la Vallée d’Aoste. C’est une requête par rapport à laquelle l’Union Valdôtaine s’est historiquement engagée et battue. Le programme de la nouvelle majorité régionale prévoit aussi cet objectif. Ce sera donc l’occasion pour M.me Spelgatti de démontrer cet attachement à la Vallée d’Aoste qu’elle à déclaré à parole et ignoré dans les faits. On s’attend que tout le Conseil de la Vallée accueille favorablement cette motion. Mais ce sera intéressant de voir le suivi de cette initiative. Est-ce-que le parti mère de la Lega de chez nous prendra en considération cette proposition malgré ses engagement prioritaires dans le bassin de la Méditerranée ? Pour le moment il nous reste qu’à suivre la prochaine séance du Conseil de la Vallée qui nous en dira plus. MOTION Ayant appris que, à la suite de la sortie de l'Union Européenne du Royaume Uni, l'Italie aura la possibilité de disposer de trois sièges en plus au sein du Parlement Européen; En rappelant les batailles historiques de revendication du Peuple valdôtain et toutes les initiatives politiques et institutionnelles au cours des années pour obtenir une représentativité sûre parmi l'attribution à notre Région d'un collège uninominal comme pour les élections politiques; Compte tenu du fait que la plupart des programmes politiques électoraux des forces présentes lors des élections du 20 de mai, ainsi que le programme de Gouvernement présenté au Conseil de la Vallée pendant la première séance de cette législature, ont prévu d'œuvrer pour cette fondamentale attribution à notre Région; LE CONSEIL RÉGIONAL DE LA VALLÉE D’AOSTE INVITE le Parlement et le Gouvernement italiens à travailler pour donner application à cette importante requête; ENGAGE le Gouvernement régional et invite les Parlementaires valdôtains à œuvrer avec force et détermination dans cette direction pour favoriser l'essor politique, économique et social de notre Vallée d'Aoste. Laurent VIERIN Joël FARCOZ Renzo TESTOLIN Alessandro NOGARA Augusto ROLLANDIN Luca BIANCHI Luigi BERTSCHY Jean Claude DAUDRY Daria PULZ Alberto BERTIN

MERCREDI 27 juin 2018

11:43 Les interventions d'Auguste Rollandin et de Joel Farcoz au premier Conseil régional du 26 juin Les interventions d'Auguste Rollandin et de Joel Farcoz au premier Conseil régional du 26 juin L'intervention du Conseiller Auguste Rollandin lors de la première séance du 26 juin. Le Conseiller de l'UV Augusto Rollandin a dit que «ce programme contient des prémisses qui sont peu compréhensibles, voire contrastantes: si parla di correnti e di sistema in maniera poco chiara, così come ci si augura di tornare ad essere un'isola felice. È un po' che avevamo abbandonato l'idea dell'isola felice: noi volevamo essere nella situazione di parlare con tutti - francesi, svizzeri, piemontesi, … - in un'ottica di cooperazione e di inserimento nella macroregione che tiene conto della realtà alpina. Il y a des points qui ont déjà été réalisés, comme la réalisation de l'agrégation des remontées mécaniques. Il y a une demi-ligne sur la question de l'immigration: on voudrait comprendre ce que vous voulez faire, étant donné que pour Salvini il s'agit d'un thème à la une. Nous mesurerons votre capacité de donner des réponses réelles sur les différents thèmes qui intéressent la Vallée d'Aoste lorsqu'on discutera de projets de loi et d'actes administratifs. Là, on verra votre sens de responsabilité et votre travail. Aujourd'hui, nous ne pouvons que constater que, dans son ensemble, ce programme est décevant, car il n'indique aucune solution ni aucune perspective.» L'intervention du Conseiller Joël Farcoz dans le débat du premier Conseil régional du 26 juin. Le Conseiller de l'UV Joël Farcoz a parlé de «climat surréel de la nouvelle pseudo majorité, qui n'a pas la majorité des voix des Valdôtains. Vous parlez de discontinuité, mais les modifications sont minimales, surtout en matière d'organisation des Assessorats, qui suivent plutôt une logique de répartition. Non posso accettare che la candidata Presidente della Regione banalizzi l'importanza del francese riportandolo con un passaggio sentito come obbligatorio. Sono preoccupato per il continuo riferimento alla Lega di Salvini, che guarda alla Valle d'Aosta come ad una conquista. Spiace che i partiti autonomisti che hanno chiuso l'alleanza con Salvini gli abbiano di fatto consegnato la Valle pur di occupare qualche posto apicale. C'è un punto del programma che condivido: il rispetto di tutte le culture presenti in Valle d'Aosta e a questo proposito mi chiedo come mai la Lega di Salvini si sia rifiutata di sedersi attorno ad un tavolo con l'UV. Ascoltando la relazione esposta in Aula, sorge il dubbio che la Lega di Salvini non sia anti-italiana, ma anti-valdostana. L'Union Valdôtaine è innanzitutto un movimento culturale e, anche se sono stati fatti degli errori, la sua esistenza ha spesso coinciso con l'esistenza della Valle stessa. Ghiotto di potere, Salvini ha avviato il suo processo di colonizzazione politica anche nelle Regioni autonome, ma questo non piace a chi ha a cuore la Valle d'Aosta: questo governo della lupa e della poltrona non può essere la risposta ad una nuova Valle d'Aosta.» 11:38 L'intervention au premier Conseil de la Vallée du 26 juin du nouveau Chef de Groupe UV Renzo Testolin L'intervention au premier Conseil de la Vallée du 26 juin du nouveau Chef de Groupe UV Renzo Testolin Le Chef de groupe de l'UV Renzo Testolin est intervenu lors de la première séance du Conseil de la Vallée du 26 juin en début de législature. Renzo Testolin a affirmé: «Notre intention est celle de nous opposer à tout signal d'autoritarisme qui risque d'annuler les derniers 70 ans de l'histoire de la Vallée d'Aoste. Le fait de n'avoir pas voulu se rencontrer avec l'UV ce n'est pas la meilleure carte de visite pour qui aurait envie de gouverner la Vallée d'Aoste dans le futur; c'est plutôt une attitude qui démontre faiblesse et manque de respect envers les citoyens qui travaillent pour le bien de notre région. Spaventano i sedicenti partiti autonomisti che con faciloneria hanno lasciato le redini del futuro della nostra Valle nelle mani di un partito nazionale, animati solo da una pericolosa logica spartitoria. Dispiace veder cedere all'italico alleato l'Assessorato che racchiude in sé tutto il valore dello Statuto, delle nostre competenze primarie, del particolarismo della nostra cultura e della nostra anima. Fa paura la possibilità che questi nostri baluardi possano essere preda di ingordigie centraliste. L'auspicio che esprimiamo è che possano crearsi presupposti e prese di coscienza per dare centralità ad una visione autonomista reale, rinnovata nelle idee e nelle azioni, depositaria dei valori e delle nostre peculiarità. L'action des forces réellement autonomistes sera visée à la sauvegarde de notre identité et de toutes les conquêtes dont la Vallée d'Aoste a pu bénéficier grâce à 70 ans de bon gouvernement. On n'a pas la présomption de n'avoir pas commis des fautes, mais nous avons toujours cru dans nos origines, dans notre histoire, notre territoire, notre culture, nos gens.» 11:28 Le Groupe de l'UV au Conseil régional Le Groupe de l'UV au Conseil régional Début de législature 2018-2023 au Conseil de la Vallée. Le Groupe de l'Union Valdôtaine est composé par: Renzo Testolin, nouveau Chef de Groupe; Luca Bianchi, Vice Chef de Groupe; Mauro Baccega, Joël Farcoz, Augusto Rollandin, Marco Sorbara. 11:23 Luca Bianchi élu Vice Président du Conseil régional Luca Bianchi élu Vice Président du Conseil régional Lors de la séance du Conseil régional du 26 juin 2018 Luca Bianchi a été élu Vice Président du Conseil. Luca Bianchi est né à Aoste le 4 décembre 1967. Il est diplômé Géomètre. Il est Sapeur-pompier Volontaire depuis 1998. Il a été conseiller communal à Pollein (1990-2000), où il a été aussi Vice Syndic ( 2005-2010) et Syndic (2010-2013). Elu la première fois au Conseil de la Vallée en 2013 dans la liste de l’UV. Il a été Assesseur régional au Territoire et Environnement ( 2013-2017). Depuis le mois d’octobre 2017 il a été Président de la 3ème Commission du Conseil « Assetto del territorio ».

MARDI 26 juin 2018

10:59 Renzo Testolin est le Chef de Groupe de l'UV Renzo Testolin est le Chef de Groupe de l'UV Première séance du Conseil régional mardi 26 juin 2018. Au début de la législature 2018-2023 du Conseil de la Vallée Renzo Testolin a été élu Chef de groupe de l’Union Valdôtaine. Né à Aoste le 28 mars 1968, il habite Aymavilles. Diplômé expert-comptable, il est conseiller financier auprès d'un institut de crédit. Il a débuté son engagement politique et administratif dans sa commune de résidence où il a été élu Conseiller en 1995. De 2000 à 2005 il est nommé Assesseur à la culture et politiques sociales et de 2005 à 2010 il est élu à la charge de Vice-syndic d'Aymavilles. Il a aussi exercé les fonctions d'Assesseur au sein de la Communauté de montagne Grand-Paradis dans la période 2005-2010. Aux élections du 26 mai 2013, il est élu pour la première fois au Conseil régional sur la liste Union Valdôtaine, en obtenant 1590 voix. Conseiller régional il est membre du groupe de l’Union Valdôtaine du 1er juillet 2013. Dans le 27ème Gouvernement Valdôtain il a été Assesseur régional à l'agriculture et ressources naturelles du 8 juillet 2013 au 10 mars 2017. Membre de la II Commission « Affaires générales » 21 mars 2017 depuis le 17 octobre 2017, il a été Président de la dite Commission. Membre de la V Commission permanente - Services sociaux du 17 octobre 2017. Assesseur au budget, aux finances, au patrimoine et aux sociétés à participation régionale du 10 janvier 2018 30ème Gouvernement régional.

JEUDI 29 mars 2018

16:02 Conseil régional: approuvée la variation au bilan régional de prévision 2018-2020 Conseil régional: approuvée la variation au bilan régional de prévision 2018-2020 Au cours du dernier Conseil régional de cette législature une variation au bilan régional de prévision 2018-2020 a été approuvée avec 19 oui, 11 non et une abstention. Le dessin de loi prévoit d’utiliser 45 millions de revenus supplémentaires pour augmenter le chapitre "Concorso della Regione al riequilibrio della finanza pubblica” reduisant ainsi l’impact négatif sur le bilan régional provoqué par les dispositions de l’Etat Italien avec sa loi financière. Le chef de groupe UV Augusto Rollandin a signalé que: "d’importants emendements ont été présentés en particulier dans le domaine de l’école, de l’agriculture, des Communes. Il n’y a pas de secteurs en souffrance car ils sont tous largement à mème de disposer des fonds nécessaires. Les investissements faits dans ces secteurs – a dit Rollandin – ont apporté à la Vallée d’Aoste une situation d’excellence et on peut bien affirmer que notre Région a bien utilisé ses disponibilités financières. Avec cette variation on a reduit certaines voix du bilan, mais on ne va pas mettre en difficulté les dinamiques financières et en tous cas je suis sûr que beaucoup de secteurs pourront compter sur d’autres variations de bilan au cours de l’année.” L’assesseur régional au Bilan et Finances, Renzo Testolin a dit que: "la Vallée d’Aoste ne dispose pas d’une concertation solide et consolidée avec l’Etat Italien. Le Gouvernement régional s’est activé pour avancer ses droits par rapport à des décisions qui imposent de mettre à part des ressources importantes. Il s’agit d’un problème qui doit être resolu au plus vite. Avec cette variation de bilan, en fin de législature, on donne des reponses sur le territoire et on souligne l’importance des Communes pour ce qui est des services au citoyens. On a limité la réduction à 54 millions d’euros, au lieu de 99 millions, avec l’individuation de ressources supplémentaires. Avec cette variation on donne de l’ordre au bilan et on lance une perspective nouvelle aux ressources financières régionales qui pourront être utilisées au mieux en futur.
2 X mille

Conseil de la Vallée13 Juillet 2018 - 16:44

Comunicato stampa gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Impegno Civico Comunicato stampa gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Impegno Civico  I rapporti finanziari Stato-Regione sono argomenti prioritari per la nostra Autonomia. I gruppi di opposizione replicano alle dichiarazioni del Consigliere Manfrin«Stupiscono, ma soprattutto preoccupano, le dichiarazioni rilasciate al Tg3 dal Consigliere Manfrin, per il quale la maggioranza non avrebbe iscritto tre risoluzioni dell'opposizione nella seduta consiliare dell'11 luglio 2018 in quanto argomenti che "nulla hanno a che fare con le priorità dei valdostani"»: È la replica dei gruppi consiliari Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste e Impegno Civico che aggiungono: «Che i rapporti finanziari o che la composizione della Commissione paritetica non siano questioni che toccano l'Autonomia forse può pensarlo chi ha passato la sua vita politica nel culto del nazionalismo di destra, ma fa specie che gli alleati regionalisti e chi, in ogni caso, dovrebbe avere a cuore la cultura istituzionale che si basa sul rispetto tra maggioranza e opposizione, restino silenti e accondiscendenti.» «Lo spazio per chi crede ancora nei valori autonomisti e democratici basati sul confronto e non sull'arroganza è aperto - concludono i Consiglieri di UV, UVP e IC -.   Continueremo a batterci contro chi vede la Valle ancora come una provincia e non disperiamo in un sussulto di orgoglio da parte di chi è ora appiattito su posizioni contraddittorie e difficilmente comprensibili.»...  Aosta 13 luglio 2018    

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Conseil de la Vallée19 Décembre 2017 - 12:05

Le Conseil a démarré l’examen du budget 2018/20: le rapport du conseiller Testolin

Le Conseil de la Vallée, lors de la matinée d’aujourd’hui, mardi 19 décembre, a débuté l’examen de l’ensemble des actes constituant le budget 2018/20 de l’Administration régionale. La discussion a débuté avec le rapport du conseiller unioniste Renzo Testolin, qui est également président de la IIe Commission du Conseil, ayant exprimé la semaine dernière son avis favorable aux différents documents. Il a choisi, dans son exposé, le chemin d’un rapport visant à expliquer les logiques et les choix, au lieu des aspects techniques et des chiffres. C’est pourquoi, également pour simplifier une lecture du moment politique et du rôle que l’Union Valdôtaine continue à interpréter sur l’échiquier régional, nous vous le proposons dans son intégralité.

Ci accingiamo oggi ad analizzare e a discutere in merito all'ultimo bilancio di previsione triennale che gli eletti in questa XIV legislatura sono chiamati a licenziare prima che il risultato del futuro confronto elettorale vada a ridisegnare gli assetti politici di questa assemblea.

L'approvazione del documento programmatico è da sempre l'elemento più importante a disposizione di qualsiasi organismo dirigente per cercare di allineare quelle che sono le esigenze e soprattutto gli obiettivi di gestione con le possibilità finanziarie che si hanno a disposizione per cercare di realizzare gli obiettivi stessi di governo.

Riuscire a trovare un corretto punto di incontro tra le esigenze e gli obiettivi da realizzare e le possibilità di spesa a disposizione è sempre stato oggetto, così come per altro deve essere, di confronti anche molto accesi, all'interno di questa assemblea. Per cercare di modellare secondo la propria visione di gestione e di futuro il funzionamento, la salvaguardia, la crescita e lo sviluppo della nostra Regione ogni forza politica ha sempre lavorato per cercare di incidere nei vari bilanci secondo la visione a suo senso più calzante alle esigenze della popolazione.

Per riuscire a programmare adeguatamente, al di là delle linee di governo da intraprendere, l'Amministrazione Regionale, così come qualsiasi altro ente, istituzione o azienda ha però bisogno di poter contare su due elementi fondamentali e imprescindibili: regole di finanziamento certe e il più possibile stabili da un lato e continuità e stabilità della governance dall'altro.

Questi ultimi cinque anni ci hanno riservato purtroppo un percorso molto tortuoso e operativamente difficoltoso in merito alla chiarezza ed alla certezza delle regole di trasferimento delle risorse finanziarie alla Regione così come alla loro possibilità di utilizzo. Sono stati cinque anni di programmazione condizionata prima dai vincoli imposti da uno stringente patto di stabilità che al di là delle risorse a disposizione definiva e imponeva tassativi limiti di spesa con conseguenze assolutamente castranti nei confronti della crescita e limitanti sia nel mantenimento dei servizi sia nelle iniziative a favore del territorio e poi da periodi caratterizzati da situazioni di criticità di cassa derivanti essenzialmente dalla difficoltà dello stato di garantire i trasferimenti al territorio. All'interno di questo quadro si sono inseriti e sovrapposti nel tempo provvedimenti legislativi statali che hanno imposto, peraltro sovente attraverso regole di ripartizione inique, una importante compartecipazione regionale alle spese per il risanamento del debito statale.

In questo contesto di diminuite risorse finanziarie a disposizione del bilancio regionale, si è operato in questi anni in un non semplice lavoro di programmazione volto essenzialmente al mantenimento degli standard socio economici a cui la nostra realtà regionale è sempre stata abituata. Si è lavorato per una razionalizzazione della spesa ed un efficientamento dei servizi che evidentemente hanno dovuto accompagnarsi a tagli importanti e un forte contenimento delle spese a carico di tutte le strutture regionali ma sempre nell'ottica di salvaguardare e garantire, per quanto possibile, continuità e maggior stabilità possibile alle attività di ogni settore (vedi ad esempio il sociale e la sanità ma anche la sicurezza del territorio).

Il calo di risorse di circa il 30% che ha visto passare la capacità di spesa della regione da circa 1,7 miliardi del 2008/2010 al miliardo e 200 milioni circa del 2016 ha evidentemente ridotto le capacità della regione di impiegare risorse per investimenti, accentuando così, anche in Valle d'Aosta, le criticità che la crisi dell'ultimo decennio aveva di fatto evidenziato in tutto il territorio nazionale.

La situazione finanziaria particolarmente delicata si è poi intersecata in questi anni con una situazione politica altrettanto fragile che non ha purtroppo favorito la definizione di percorsi e di azioni condivise per arginare le difficoltà del periodo.

La discontinuità amministrativa, il marcato avvicendamento nei ruoli di governo, la forte frammentazione politica venutasi a creare negli anni e la poca stabilità di governance accentuatasi in questo scorcio finale di legislature non hanno aiutato a creare i presupposti per affrontare con la corretta tranquillità ed attenzione questioni che spesso hanno origine, cause e soluzioni fuori dal contesto regionale.

Non voglio entrare in questioni che purtroppo hanno già in tanti momenti di discussione trovato fin troppo spazio in sterili scontri, sovente personali, all'interno di quest'aula ma se devo spendere una riflessione a riguardo considero perlomeno positivo che l'avvicendamento al governo della regione possa aver permesso di far capire a molti, o comunque a chi ne ha la sensibilità per capirlo, che governare vuole dire affrontare problematiche per le cui soluzioni non bastano le critiche o i proclami ma necessita del lavoro, del lavoro serio, puntuale, un lavoro politico e tecnico e magari una maggiore impegno di tutti i 35 consiglieri a costruire piuttosto che a distruggere.

Ho voluto esprimere alcune considerazioni sul percorso di questi anni perché credo che anche questo nuovo bilancio 2018/2020 rispecchi per certi versi le dinamiche del passato e gran parte delle criticità sopra espresse, criticità, incertezza finanziaria in primis, che hanno in questa legislatura fortemente condizionato, imbrigliato e rallentato l'azione amministrativa dei vari governi regionali che si sono succeduti.

Oggi ho optato per un intervento di presentazione dei dl in oggetto decisamente più generico rispetto all'intenzione iniziale di esporre una relazione di matrice più squisitamente tecnica (allegato tecnico che, pur non dandone lettura, costituisce parte integrante di questo documento) elaborata grazie alla preziosa collaborazione degli uffici del bilancio, dirigenti e personale di una struttura che in questi anni ha costantemente lavorato con dedizione sia per le esigenze di allestimento dei bilanci regionali, come da desiderata degli amministratori, sia nel ruolo non semplice di interfaccia con la tesoreria statale. Uffici che su indicazione politica hanno scritto un bilancio triennale 2018/2020 che aprirebbe le porte, dopo anni di calo di risorse, ad una crescita che a partire dal 2018 vedrebbe investimenti in crescita, maggiori risorse per gli enti locali, finanziamento ad interessanti leggi di settore a tutto favore della sicurezza del territorio, intesa nelle sue varie declinazioni e garantirebbe un potenziamento finanziario al sociale, alla famiglia, ai giovani, al lavoro e alla crescita nella più ampia delle sue definizioni.

Un bilancio che è stato presentato dal governo regionale alla commissione competente per la sua analisi nei primi giorni di dicembre, onestamente credo in tempi non particolarmente o fondamentalmente diversi dai tempi che avrebbe impiegato il precedente governo per presentare lo stesso progetto programmatico per l'analisi da parte del consiglio, tempi però particolarmente compressi e che hanno limitato, rispetto agli esercizi precedenti, la possibilità di analisi e approfondimento da parte dei commissari.

Le difficoltà oggettive di allestimento del bilancio, che così come presentato trova oggi nei suoi numeri una capacità di spesa regionale di circa 1 miliardo 204 milioni di euro per l’anno 2018, 1 miliardo 167 milioni per l’anno 2019 e 1 miliardo 212 milioni per l’anno 2020, trovano principalmente origine nella già citata difficoltà di definizione dell'esatto importo dei trasferimenti statali spettanti di diritto alla Valle d'Aosta e nella dilatazione dei tempi necessari per definire con lo stato regole certe e durature principalmente in merito alle compartecipazioni regionali da destinare al risanamento della finanza statale. Risorse ci tengo a precisarlo che sono della regione Valle d'Aosta e che lo stato pretende a titolo di contributo per la risoluzione dei suoi problemi di bilancio.

Il bilancio presentato in commissione ha subito all'interno della stessa un percorso, se vogliamo così definirlo, "anomalo” rispetto al consueto iter di commissione che vedeva in passato approfondimenti puntuali sulle varie tematiche soprattutto tramite audizioni specifiche con i vari portatori di interesse.

Con una tempistica molto stretta da un lato ma con un documento contabile che evidenzia risorse a disposizione delle spese regionali che nel complesso presentano maggiori importi pari a circa 132 milioni di euro spendibili per il 2018 rispetto a quelli destinati alla spesa del 2017, i commissari hanno provveduto a licenziare positivamente il documento di bilancio a seguito di un approfondimento documentale e ad un numero di audizioni ristretto e limitato al solo confronto con Finaosta, Chambre ed Enti Locali. Il documento di programmazione è invece stato oggetto, a più riprese, di illustrazione, nelle sue linee essenziali e nel suo allestimento, da parte del Governo alle parti sociali, alle associazioni ed agli enti del territorio.

Oggi questa assemblea si troverà a discutere di un bilancio presentato tenendo conto di valutazioni e passaggi politici oltre che di situazioni legislative che hanno indotto a basare l'allestimento della finanziaria regionale partendo sostanzialmente da tre scelte che potessero garantire, in coerenza con l'assetto normativo vigente, maggiori risorse utilizzabili dalla Regione a partire dal 2018: prima fra tutte la non necessità dell'accantonamento a favore dello stato di risorse , pari a 144 milioni di euro, che fino al 2017 rappresentavano il contributo della Valle d'Aosta al risanamento della finanza pubblica e che oggi vengono considerate ascrivibili alle risorse spendibili dalla regione in virtù della situazione legislativa vigente nonché delle affermazioni della sentenza della corte Costituzionale in merito all'argomento, a seguire la scelta di ricomprendere nelle entrate patrimoniali, anche per l'anno 2018 così come si era operato nel 2017, una entrata non ricorrente pari a 51,4 milioni di euro derivante da rientro di somme dal fondo della gestione speciale presso Finaosta Spa, al fine di consolidare anche per il 2018 risorse da destinarsi ad investimenti ed infine sempre per il 2018 la possibilità e la previsione di utilizzare l'avanzo di amministrazione presunto del 2017 per circa 29 milioni di euro che permetterà peraltro alle strutture regionali di attivare corrispondenti processi di spesa sin da gennaio senza dover attendere i tempi per la loro riassegnazione a bilancio.

Le scelte contabili operate permetterebbero di assegnare e regolare tramite i 28 articoli del dl 123 l'attribuzione di specifiche risorse agli assessorati che vedrebbero, rispetto ai bilanci dei precedenti esercizi, un trasversale aumento delle proprie capacità di spesa.

Parte importante del provvedimento legislativo nell'assegnazione delle risorse, nonché scelta assolutamente condivisa dalle forze politiche che hanno sostenuto il provvedimento per il via libera in commissione, è rappresentata dall'attenzione dimostrata a sostegno dei bilanci e di specifici interventi normativi a favore dei comuni e delle loro associazioni sia tramite l'incremento di assegnazione di fondi con trasferimenti senza vincolo di destinazione sia verso specifiche iniziative di finanziamento della finanza locale.

Credo che oggi non sia così necessario tramite questa relazione entrare troppo nel merito degli articolati dei disegni di legge presentati che anche attraverso il dl 125 e i sui 29 articoli cercano di portare, per quanto possibile, elementi di semplificazione all'interno di alcune norme di settore così come cercano di rispondere ad alcuni bisogni di chiarezza e di adeguamento tecnico amministrativo a normative che potrebbero portare sviluppi e ricadute positive in specifici settori, ma credo piuttosto che la situazione vada valutata nel suo aspetto più complessivo dove una scelta politica piuttosto di un'altra, una visione prospettica di un tipo piuttosto di un'altra potranno condizionare le scelte tecniche e strutturali non solo del bilancio sul quale siamo oggi chiamati ad esprimerci ma anche e direttamente sul futuro prossimo così come quello a medio e lungo termine della nostra Regione.

Spero che la discussione su questa legge di bilancio possa assestarsi su valutazioni politiche e tecniche, sicuramente diverse e forse contrastanti, ma animate da spirito di collaborazione e di confronto più che di scontro e di contrasto e che le analisi che ne scaturiranno possano portare ad una sintesi di massima condivisione delle scelte da assumersi, non tanto per lavorare a favore di uno o di un altro degli ambiti in cui l'amministrazione deve dare delle risposte ma piuttosto per capire, valutare decidere e definire le azioni più opportune per dare un segnale di chiarezza all'opinione pubblica alla luce della nuova evoluzione che le scelte dello stato stanno comportando sull'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta.

Su questo bilancio licenziato favorevolmente dalla commissione consigliare competente, in quanto bilancio di crescita e di risposta in molti se non in tutti gli ambiti di intervento, oggi incombe l'incertezza e l'aleatorietà dei trasferimenti statali odierni e futuri e quindi delle risorse spendibili a favore della Valle d'Aosta e dei valdostani. A quest'aula il compito di trovare, tramite un confronto costruttivo tra le varie sensibilità politiche, la strada per affrontare con senso di responsabilità ma anche con determinazione una situazione che presenta elementi di fondamentale importanza per il futuro della nostra regione.

In questa ultima fase di legislatura siamo chiamati ancora una volta ad affrontare una situazione di forte criticità non tanto in termini assoluti, in quanto nel recente passato si sono affrontate situazioni finanziarie complesse almeno quanto l'attuale, ma piuttosto in termini di rapporti di chiarezza e di definizione degli accordi con lo stato da una parte e di chiarezza e trasparenza con i cittadini valdostani dall'altra il mio personale auspicio è che si riesca a lavorare nel solo interesse della Valle d'Aosta.