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Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 20 oct 2017 - 11:57

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

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Santé9 Mai 2017 - 16:08

La politica degli annunci, il nuovo Welfare ed il pasticcio delle OSS

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La politica degli annunci e del "faremo” inizia a mietere i primi clamorosi insuccessi. Ne è un fulgido esempio quello del nuovo Piano (con la maiuscola) del welfare, profetizzato ad ogni occasione dall’allora neo – assessore alla sanità Viérin nel corso del 2016.

Svariate sono state le comunicazioni indirizzate alle persone interessate ed alle OO.SS. che hanno contribuito a cambiare radicalmente il Fosson - pensiero che indicava, all’epoca del suo primato assessorile, la soluzione della questione con la privatizzazione dei servizi.

Il neo – assessore Viérin aveva invece lanciato l’ipotesi della costituzione di un’azienda pubblica, nella quale avrebbe poi dovuto transitare il personale OSS entro luglio 2017.

Oggi però le previsioni sono state clamorosamente smentite e dicono ben altro, poiché la possibile (e non certa) data per tale operazione andrebbe, per ora, prevista alla fine del lontano 2019.

Naturalmente gli annunci di partenza del neo – assessore declinavano una serie di ulteriori misure (i cosiddetti annunci a cascata) che prevedevano: il mantenimento della gestione pubblica; la salvaguardia del contratto di lavoro per tutto il personale; una integrazione, quasi paradisiaca, per gli utenti, dei vari livelli di assistenza, con attuazione di servizi domiciliari o residenziali, ecc. ecc.

Ma, ahimè! Sovente gli annunci e la dura realtà si scontrano e così il neo – assessore, mentre da un lato ha operato per stabilire la proroga delle graduatorie in essere dall’altro ha dovuto prendere atto che, per legge, le assunzioni non potessero superare i 36 mesi.

Siccome i provvedimenti in essere non consentivano di superare la carenza di figure professionali, ecco rispuntare la politica degli annunci che trova, questa volta, una realizzazione pratica nell’avvio di un concorso regionale per avere una graduatoria da cui attingere del personale disponibile.

Manca però il pezzo conclusivo a tutta la vicenda poiché le disposizioni vigenti fissano le percentuali di assunzioni al 50% dei posti vacanti. Ciò significa che tutti i colpi infilati nel caricatore degli annunci non possono essere sparati. Essi sono a salve.

Ed infine c’è una piccola variabile che spariglia tutto, poiché si sa "c’est l’argent qui fait la guerre”. Purtroppo l’argent non c’è. I soggetti gestori delle Collettività Locali sono in apnea economica. Essi non dispongono infatti delle risorse necessarie per fare fronte alle spese che l’annunciato Piano (con la maiuscola) del welfare genererebbe a partire delle eventuali sostituzioni del personale.

La questione è intricata, le soluzioni sono difficili e chi si trova strozzato, senza alcuna colpa sono i lavoratori da un lato e gli Enti gestori dall’altro. Dopo gli annunci servirebbero fatti. Però nel frattempo c’è stata la presa del palazzo. Il ribaltone ha dovuto cercare di concretizzarsi. C’è una nuova governante. Il vecchio neo – assessore è stato sostituito da un altro giovane neo – assessore ed egli è diventato, a sua volta, un giovane neo – assessore in un altro settore.

Insomma un’insieme di neo – qualcosa che per ora lascia un solo grande NEO su tutta la vicenda e fa sperare in un sistema di welfare meno strombazzato ma più efficace possa funzionare anche solo con un piano con la p minuscola.

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ActualitésSanté

JEUDI 8 juin 2017

19:53 Commission Santé: sconcerto per le affermazioni dell’assessore Certan sui vaccini Commission Santé: sconcerto per le affermazioni dell’assessore Certan sui vaccini La Commission Santé dell'Union Valdôtaine esprime sconcerto e vivo stupore in seguito alle pesanti affermazioni fatte oggi, giovedì 8 giugno, dall'assessore Chantal Certan in merito alla nuova normativa riguardante i vaccini. Affermazioni che, peraltro, hanno immediatamente guadagnato la ribalta nazionale, "regalando" così alla Valle d'Aosta un'immagine vergognosa. La Commission si chiede a quale titolo, con quali competenze specifiche in materia e sostenuta da quali evidenze scientifiche l'assessore in questione sostiene tali assurde e pericolose tesi. Ma, fatto ancora più grave e preoccupante, sono i riferimenti espliciti al periodo storico che ha segnato profondamente, più di ogni altro, la storia dell'umanità intera. Sconcertante è poi il fatto che tali affermazioni provengano da un'esponente dell'attuale sedicente maggioranza. Ricoprire certo prestigiosi incarichi presuppone, innanzitutto, saper essere seri, preparati e prudenti, soprattutto in merito ad argomenti particolarmente delicati che, peraltro, non sono di diretta competenza dell'assessore Certan. La Commission Santé dell'Union Valdôtaine auspica una sollecita, netta e ferma presa di distanza da parte degli altri membri dell'attuale maggioranza da certe gravissime ed inopportune affermazioni che, come già puntualmente dimostrato dagli articoli della stampa nazionale, ledono profondamente l'immagine e la reputazione della nostra Regione.

VENDREDI 28 avril 2017

17:56 Obiettivi da attribuire al direttore dell'USL: le osservazioni di UV e EPAV "Obiettivi da attribuire al direttore dell'USL: le osservazioni di UV e EPAV" I gruppi consiliari dell'Union Valdôtaine e dell'EPAV hanno fatto pervenire, per il tramite dei loro rappresentanti in seno alla quinta Commissione Emily Rini e André Lanièce, nel pomeriggio di oggi, venerdì 28 aprile 2017, delle osservazioni in riferimento al documento presentato dall'Assessore alla sanità contenente gli obiettivi di mandato da attribuire al direttore generale dell'azienda Usl della Valle d'Aosta. Tali osservazioni, proposte a seguire, sono il frutto di un lavoro di analisi e confronto attivati anche con la commissione sanità dell'Union Valdôtaine, di cui si ringraziano i membri per la professionalità ed impegno. I gruppi UV e EPAV credono fermamente che tale modo di operare rappresenti un chiaro atteggiamento tipico di chi vuole essere costruttivo apportando le proprie concrete idee al fine di lavorare per il bene della nostra comunità, analizzando un settore che risulta essere, per le attuali forze di opposizione, cruciale per la nostra regione. * * *   In merito al documento presentatoci in seno alla 5 commissione, relativamente all'individuazione ed assegnazione degli obiettivi di mandato al Direttore Generale USL Valle d'Aosta, indichiamo le seguenti osservazioni. Preme innanzitutto sottolineare come il documento rivesta un carattere meramente generale di indirizzo prospettico. Diventa peraltro pressoché impossibile sviscerare ogni singolo ambito. Pertanto ci limitiamo a sottoporre alla vostra attenzione alcune considerazioni al fine di integrare il documento: 1.In merito alla valorizzazione degli investimenti effettuati si chiede di valorizzare anche quelli già previsti (come ad esempio la realizzazione della c.d. Sala operatoria ibrida, già prevista anche da un punto di vista finanziario); 2.Inserire un investimento importante in personale qualificato e specialistico così da poter valorizzare gli investimenti tecnologici e aumentare l'attrattività della struttura; 3.Garantire la presenza di posti letto per i pazienti affetti da patologie tempo dipendenti (per esempio ictus, infarto, ecc…) e la successiva rapida presa in carico riabilitativa nelle strutture ospedaliere e territoriali dedicate; 4.Prevedere una maggiore sinergia con il mondo del volontariato valdostano che spesso viene utilizzato in ambito socio sanitario senza un adeguato riconoscimento del valoro dello stesso; 5.All'interno della già esistente rete oncologica Piemonte - Valle d'Aosta, potenziando la stessa, promuovere accordi finalizzati al flusso di pazienti verso la nostra struttura ospedaliera, con riferimento a determinate patologie tumorali; 6.Prevedere un preciso ed articolato programma di interventi manutentivi, in maniera particolare sul parco attrezzature radiologiche e delle sale operatorie, a cui corrispondano adeguati finanziamenti, in mancanza dei quali è a rischio non solo la qualità delle prestazioni, ma la stessa incolumità dei pazienti. Queste sono solamente alcune semplici osservazioni sul testo che ci è stato da poco presentato. Ovviamente la tematica risulta essere particolarmente complessa e richiederebbe molto più tempo per essere approfondita. Per questa ragione ci riserviamo la facoltà di portare sia in commissione che in consiglio regionale problematiche ed osservazioni inerenti a tale tematica. Distinti saluti, i consiglieri membri della quinta commissione consiliare, Emily Rini     André Lanièce

MARDI 23 août 2016

12:01 L’acupuncture a été réintroduite parmi les prestations du Service Sanitaire Régional L’acupuncture a été réintroduite parmi les prestations du Service Sanitaire Régional Lors de sa dernière réunion, le Gouvernement valdôtain a approuvé le réintroduction, parmi les prestations que le Service Sanitaire Régional offre en plus de celles prévues à l’échelon national, de l’acupuncture pour le traitement de la migraine, ainsi que des événements douloureux de l'appareil locomoteur. Ces prestations doivent être prescrites par le spécialiste angiologue, suite à la faillite, ou a des contrindications, des communes thérapies contre la douleur, ou d’après le choix du patient. Ces traitements d’acupuncture peuvent s’appliquer également aux cas de nausée et vomissement pendant la grossesse, ainsi qu’aux effets collatéraux de la thérapie oncologique. Cette décision offre la possibilité d’accéder à des soins qui soulagent la douleur sans utiliser des médicaments et répond à un besoin qu’il était important pour le Gouvernement de reconnaître. Cela permettra en plus à la collaboration entre la Thérapie de la douleur et le Centre des migraines, et d’autres départements de l’hôpital, par exemple pour les soins des patientes atteintes par des fibromyalgies, de redémarrer. De cette façon, l’acupuncture pourra continuer à constituer un valable soutien aux soins médicaux, ou une alternative efficace pour ces patients dont les conditions ne permettent pas d’autres thérapies, ou qui choisissent cette forme. Info Groupe UV Conseil
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le coin du président4 Octobre 2017 - 16:41

Catalogne-Europe Catalogne-Europe Le référendum pour l’indépendance de la Catalogne de dimanche 1 octobre a retenu l’attention des médias qui nous ont raconté le déroulement des faits, les espoirs des indépendantistes et la brutale répression de l’état Espagnol. Dans les heures qui ont suivi ce vote plusieurs observateurs ont essayé d’expliquer les raisons des Catalans, celles de l’Espagne et la position de l’UE. C’est ainsi qu’on a souvent entendu que les Catalans voulaient se rendre indépendants pour des raisons économiques. Mais la Catalogne c’est quelque chose de plus complexe que ça. Elle est une communauté spéciale, avec une langue, une culture, une histoire que son peuple a préservé au fil du temps, aussi lorsqu’il ne s’est pas fait arracher sa vie et son identité, pendant les dures 35 années de dictature du général Franco. Les Catalans représentent une réalité vivante, différente et active qui a du mal à se conduire dans un état qui a d’autres rythmes et d’autres visions. Il est par conséquent normal que le Peuple de Catalogne demande à s’autodéterminer avec l’espoir d’ainsi pouvoir mieux forger son avenir. Sur ce point s’ouvre le débat qui marque le grand clivage entre les défenseurs de l’état-nation et les partisans des réalités (g)locales. Cela nous renvoie aux idées et débat jamais achevé sur Fédéralisme et met l’UE face à l’obligation de sortir de ses contradictions. Aujourd’hui, les nombreux changements mondiaux nous ont confirmé la nécessité d’agrégations amples, telles que celles qui ont porté à la naissance de l’UE. Mais l’Europe elle doit arriver à négocier et à interpréter les besoins des gens avec des nouvelles politiques de proximité sans quoi elle continuera à être secouée par les ferments de ses particularismes. Voilà pourquoi l’UE, avec ses états membres, devrait arriver à exercer des fonctions utiles à satisfaire les nécessités globales (monnaie unique, défense, justice, etc.) en laissant aux territoires l’autonomie de gouverner avec davantage d’efficacité leurs vies et leurs organisations culturelles, sociales, éducatives, commerciales, etc. Le Président français Emmanuel Macron dans son récent discours à la Sorbonne a effleuré ces thèmes. Il n’a pas pu les pousser trop loin mais, si on extrémise sa philosophie on trouve qu’elle préconise déjà un modèle d’UE qui devrait réviser ses rôles actuels. Dans le futur proche on sera obligés à s’interroger sur l’architecture de nos systèmes. Le flambeau que la Catalogne vient d’allumer a déjà contribué à accélérer une réflexion dans ce sens. Les faits de Barcelone et de Catalogne sont destinés à ne pas rester isolés et à aller au de là de leurs confins. L’UE ne pourra pas continuer à tourner la tête sans réorienter ses rapports avec ses nombreuses réalités culturelles. Le référendum Catalan n’est pas admis par la loi de l’état Espagnol. Mais les lois et les constitutions ne sont pas des choses immuables. Elles peuvent être changées. Elles doivent être changées si elles ne sont plus actuelles. Après la Catalogne d’autres essayeront de mettre en discussion le « status quo ». Cela arrivera encore dans d’autres réalités et on ne pourra pas continuer à faire la sourde oreille. L’histoire des peuples vit de changements et d’accélérations. Les choses ne se passent pas toujours à la même manière. Il suffirait de rappeler les plébiscites qui permirent à Parme à la Toscane et à d’autres réalités, en Italie et ailleurs, de s’autodéterminer, en choisissant d’appartenir à un état plutôt qu’à un autre. On était là aux alentours de 1860 et c’est par ces actes qui se sont modifiés d’importants équilibres géopolitiques. En 1992, la Tchécoslovaquie s’est partagée pacifiquement en deux. Dans une époque plus récente, le 18 septembre 2014 les Ecossais se sont exprimés sur leur indépendance. Là ils ont pu exercer leur droit de vote suite à l’accord bilatéral d’Edimbourg de 2012, entre Ecosse et Royaume Uni, qui a permis de lancer le référendum écossais pour l’indépendance. Et encore, en cette année 2017, au mois de juin, la petite ville de Moutier, en Suisse, a choisi de quitter le canton de Berne et de s’agréger à celui du Jura. Après 40 ans le rêve d’unifier les Jurassiens de Roland Béguelin a été complété. Ces faits se sont passés dans des époques et dans des lieux différents avec la liberté des gens de décider leur appartenance en votant à l’abri de toute tentative de répression. Voilà que pas toujours et pas partout les réponses ont été les mêmes de ces jours en Catalogne. Les rêves et les espoirs des Peuples aussi peuvent se différencier et ne pas être immuables. Les pensées et les lois qui régissent leurs vies peuvent changer. Et cela se vérifie lorsque quelqu’un allume l’étincelle, en mettant en discussion les architectures géopolitiques. L’Ecosse et la Catalogne ont commencé à mettre en marche une vision différente, d’autres suivront peut être ce chemin mettant en marche un parcours qui obligera l’UE et les états à réfléchir davantage sur leur futur. Ennio Pastoret

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Santé9 Mai 2017 - 16:08

La politica degli annunci, il nuovo Welfare ed il pasticcio delle OSS

La politica degli annunci e del "faremo” inizia a mietere i primi clamorosi insuccessi. Ne è un fulgido esempio quello del nuovo Piano (con la maiuscola) del welfare, profetizzato ad ogni occasione dall’allora neo – assessore alla sanità Viérin nel corso del 2016.

Svariate sono state le comunicazioni indirizzate alle persone interessate ed alle OO.SS. che hanno contribuito a cambiare radicalmente il Fosson - pensiero che indicava, all’epoca del suo primato assessorile, la soluzione della questione con la privatizzazione dei servizi.

Il neo – assessore Viérin aveva invece lanciato l’ipotesi della costituzione di un’azienda pubblica, nella quale avrebbe poi dovuto transitare il personale OSS entro luglio 2017.

Oggi però le previsioni sono state clamorosamente smentite e dicono ben altro, poiché la possibile (e non certa) data per tale operazione andrebbe, per ora, prevista alla fine del lontano 2019.

Naturalmente gli annunci di partenza del neo – assessore declinavano una serie di ulteriori misure (i cosiddetti annunci a cascata) che prevedevano: il mantenimento della gestione pubblica; la salvaguardia del contratto di lavoro per tutto il personale; una integrazione, quasi paradisiaca, per gli utenti, dei vari livelli di assistenza, con attuazione di servizi domiciliari o residenziali, ecc. ecc.

Ma, ahimè! Sovente gli annunci e la dura realtà si scontrano e così il neo – assessore, mentre da un lato ha operato per stabilire la proroga delle graduatorie in essere dall’altro ha dovuto prendere atto che, per legge, le assunzioni non potessero superare i 36 mesi.

Siccome i provvedimenti in essere non consentivano di superare la carenza di figure professionali, ecco rispuntare la politica degli annunci che trova, questa volta, una realizzazione pratica nell’avvio di un concorso regionale per avere una graduatoria da cui attingere del personale disponibile.

Manca però il pezzo conclusivo a tutta la vicenda poiché le disposizioni vigenti fissano le percentuali di assunzioni al 50% dei posti vacanti. Ciò significa che tutti i colpi infilati nel caricatore degli annunci non possono essere sparati. Essi sono a salve.

Ed infine c’è una piccola variabile che spariglia tutto, poiché si sa "c’est l’argent qui fait la guerre”. Purtroppo l’argent non c’è. I soggetti gestori delle Collettività Locali sono in apnea economica. Essi non dispongono infatti delle risorse necessarie per fare fronte alle spese che l’annunciato Piano (con la maiuscola) del welfare genererebbe a partire delle eventuali sostituzioni del personale.

La questione è intricata, le soluzioni sono difficili e chi si trova strozzato, senza alcuna colpa sono i lavoratori da un lato e gli Enti gestori dall’altro. Dopo gli annunci servirebbero fatti. Però nel frattempo c’è stata la presa del palazzo. Il ribaltone ha dovuto cercare di concretizzarsi. C’è una nuova governante. Il vecchio neo – assessore è stato sostituito da un altro giovane neo – assessore ed egli è diventato, a sua volta, un giovane neo – assessore in un altro settore.

Insomma un’insieme di neo – qualcosa che per ora lascia un solo grande NEO su tutta la vicenda e fa sperare in un sistema di welfare meno strombazzato ma più efficace possa funzionare anche solo con un piano con la p minuscola.