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Le Peuple Valdôtain

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Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

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Boîte aux lettres29 Novembre 2017 - 15:09

«Quando il bue dà del cornuto all’asino»

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Tra le non poche iniziative della minoranza del Consiglio regionale che sembrano uscite da un libro di barzellette, si segnala la recente presentazione di una mozione (respinta) che mirava a ottenere le dimissioni dell’Assessore Rini, "motivata” – per così dire – dal preteso coinvolgimento della stessa nel calderone dell’inchiesta sulla supposta corruzione di cui si sarebbero resi colpevoli l’imprenditore Cuomo e il manager Accornero. La parte più ridicola di tale mozione non stava né nel fatto che la vicenda riguarda in realtà i privatissimi rapporti dell’Assessore con il suo ex marito (ed è noto che la saggezza popolare insegna a non mettere il dito in certe materie), né nella constatazione che a tutt’oggi nei confronti della consigliera dell’Union Valdôtaine non esiste l’ombra di un’imputazione; ma nella presenza, tra i proponenti, di due eminenti personalità del gruppo consiliare di Alpe, notoriamente esperto in vuoto moralismo: l’ex Assessore al Bilancio e Finanze Albert Chatrian e l’attuale Vicepresidente del Consiglio Patrizia Morelli, entrambi condannati penalmente in un giudizio secondo grado per reati legati ai cosiddetti "costi della politica”.

Premesso che ci auguriamo sinceramente che non solo loro due, ma tutti i politici valdostani che si trovano attualmente immischiati in guai giudiziari possano essere riconosciuti, alla fine della fiera, innocenti delle imputazioni loro ascritte, perché comunque a fare una figura poco decente, in queste faccende, siamo tutti noi Valdostani che li abbiamo eletti, troviamo di pessimo gusto che a salire in cattedra siano individui che più di altri dovrebbero andare a lezione, contando sulla speranza che la gente sia stupida o soffra di amnesia. Non solo: i due consiglieri che adesso chiedono le dimissioni dell’Assessore Rini con il pretesto che la sua posizione nel governo regionale sarebbe incompatibile con supposti principi etici scoperti per l’occasione, non hanno esitato ad accettare l’elezione rispettivamente ad Assessore – nella precedente giunta Marquis – e a Vicepresidente del Consiglio attualmente, malgrado la già ricordata condanna penale per entrambi, precedente alle nomine!

E non dimentichiamo che gli altri firmatari della mozione sono gli stessi che hanno eletto un giunta il cui Presidente, con i suoi presunti complici, è attualmente al centro di un’inchiesta fondata su una supposta, scandalosa macchinazione ai danni del Presidente Rollandin, dell’Union Valdôtaine e, in ultima analisi, di tutti i Valdostani! (A proposito: come mai non si parla più dell’"affaire Marquis”?...).

Non possiamo non segnalare, a questo punto, la ben diversa correttezza e sensibilità istituzionale dimostrate dall’Assessore Ego Perron, che, condannato a suo dire ingiustamente in primo grado per una vicenda dalla valenza penale dubbia, ha immediatamente rimesso la propria delega al Presidente della Regione Viérin, abbandonando a malincuore un difficile lavoro sul bilancio, che lo ha impegnato nelle sue ultime settimane per rimediare a una difficile situazione lasciata dal suo predecessore alle Finanze e per recuperare il tempo perso inutilmente dal duo Marquis-Chatrian.

È scandaloso che, su questi argomenti, certi personaggi della minoranza si siano sentiti in diritto di bloccare per un’intera giornata i lavori del Consiglio, con una polemica che non ha fatto che confermare la loro pochezza etica e intellettuale, con interventi da encefalogramma piatto.

La minoranza, però, non può contare soltanto sul talento comico dei consiglieri di Alpe. Anche il gruppo Stella Alpina – Pour Notre Vallée (o come diavolo si chiama adesso) annovera nei suoi ranghi su un vero e proprio showman: Tonino Fosson, che in un’esilarante intervista televisiva ha spiegato che il motivo per il quale ha fatto il salto della quaglia, è perché si sarebbe accorto che esisterebbe "un sistema di malcostume, di traffici inspiegabile soprattutto a carico del sistema politico che ha gestito in questi anni – negli ultimi anni, da un po’ di tempo, la Valle d’Aosta, da cui io e l’amico Restano ci siamo differenziati, creando appunto il gruppo Pour Notre Vallée”. Non è detto esplicitamente, ma è sottinteso che al centro di questo sistema ci sarebbe l’Union Valdôtaine, dalla quale appunto il duo si è "differenziato”. L’Union Valdôtaine sarebbe, in buona sostanza, una specie di cosca e, di conseguenza, la maggioranza rovesciata (con il fattivo contributo di Fosson e Restano) dal "ribaltone” di Marquis – maggioranza di cui peraltro facevano parte entrambi – non sarebbe stata molto diversa da un’associazione a delinquere.

Ci complimentiamo per l’acume! Tenuto conto che il gruppuscolo di Fosson si è costituito il 27 ottobre 2016, risulterebbe che, per capire quanto sopra, l’ex senatore ci avrebbe impiegato soltanto 13 anni, durante i quali ha costantemente partecipato alle riunioni e alle decisioni degli organi direttivi dell’Union, è stato eletto consigliere nelle liste dell’Union, è stato designato quale Assessore da un losco tipaccio chiamato Rollandin, poi ha rappresentato la Valle d’Aosta a Roma, e infine è tornato a fare il consigliere e l’Assessore, sempre grazie agli elettori unionisti. È curioso che il malaise che ha prodotto questa tardiva illuminazione si sia manifestato quattro mesi dopo che la maggioranza a guida unionista decise di sostituirlo, come Assessore, con Laurent Viérin; ed è ancora più curioso che Fosson e Restano, colti da un irresistibile raptus di purezza etica, avessero scelto come coordinatore del loro gruppuscolo Leonardo La Torre, anch’egli condannato per reati connessi con lo scandalo "costi della politica” , sospeso dal Consiglio in base alla legge Severino.

Naturalmente non è un caso isolato: nell’Union Valdôtaine gli episodi di conversione sulla via di Damasco, motivati dal cosiddetto malaise, si sprecano: tanto da far sospettare l’esistenza di una forma subdolamente epidemica. Si manifesta, in genere, nei consiglieri regionali - ma non solo - quando si avvicina la scadenza della terza legislatura (che, com’è noto, rappresenta per gli eletti unionisti il limite dei mandati), o quando ci si deve alzare da certe poltrone, ovvero quando non si riesce a sedervi. Sembra quindi che si tratti di un malessere localizzato in origine dalle parti del fondoschiena, che poi risale lungo il corpo, dando luogo a reazioni a livello psicologico, che spingono i soggetti colpiti a fare outing, come si dice, "mettendoci la faccia”.

Ammesso che le due citate regioni anatomiche siano distinguibili, in certi casi.

Lettre signée

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Rubriques Boîte aux lettres

VENDREDI 22 juillet 2016

11:42 Lettre de Germain Vuillermoz au Président de l’Union Valdôtaine Lettre de Germain Vuillermoz au Président de l’Union Valdôtaine Monsieur le Président,je te présente mes démissions en tant que membre du Conseil Fédéral, organe de notre Mouvement qui à présent je retiens....inutile!! Pourquoi inutile? Parce que à l'intérieur de cet organe: 1. Il n'y a plus de débat depuis longtemps, si non les interventions des "habituels" Cottino, Germain, et quelqu'un d'autre.... malgré les possibilités qui nous viennent reconnues par les articles 19 et 20 des Statuts de l'U.V.. 2. Les nombreux unionistes qui font partie du Conseil Fédéral, sont là seulement pour confirmer les décisions prises à l'avant par le Comité Exécutif: OUI, si ont décidé oui.....NON, si ont décidé non!!!! Pendant les réunions du Conseil Fédéral, en regardant les expressions des visages de la plupart des membres, j'ai lis: "Hélas, on doit essayer de ne pas "FERE AMMALESSE" les membres du Comité Exécutif, de ne pas le contraddires, surtout quelqu'un.....!! Ils ont crainte de quoi? On se pose la question! Tout ça ne fait pas partie de mon caractère, de ma façon de travailler pour l'U.V. et donc pour ma PETITE PATRIE! En démocratie chacun a le droit de dire ce qui pense, le droit et le devoir de se confronter avec n'importe qui, surtout en pleine liberté! Je suis né, politiquement, unioniste et j'en suis très fier, mais, et tu me connais, je n'accepte aucune forme d'"imposition", de "diktat" E MENO che MENO "il porgi l'altra guancia" aux UVipères!!!!! Je ne suis pas capable, surtout en écrivant en français, de te faire comprendre ce qui se passe dans mon cœur en ce moment; quand même je te salue amicalement, je te souhaite un bon travail et attention aux aux UViPères, à toi et surtout au PRESIDENT de la nouvelle JUNTE! Gignod, le 16 juin 2016 Vuillermoz Germain
2 X mille

Vie de l'Union2 Décembre 2019 - 11:42

Motion Finale Motion Finale Le Congrès de l’Union Valdôtaine, réuni à Gressan Samedi 30 Novembre 2019, Ayant pris acte de la difficulté de poursuivre un parcours fédératif avec les autres forces autonomistes régionales ; En constatant que le parcours des autonomistes Valdôtains, même si pas univoque, doit être tout de même convergeant dans les objectifs. Ayant constaté la nécessité absolue de redonner des points de repère crédibles pour l’électorat autonomiste, qui représente toujours la grande majorité des valdôtains, qui en dépit de références fortes sera ensorcelé par la dérive populiste. Ayant constaté la nécessité de renouveler et renforcer l’esprit unioniste et relancer une activité vivace et un esprit proactif, afin de remettre les Unionistes et les Valdôtains au centre de l’activité politique, en particulier en visant à une participation active des inscrits et des sympathisants sur les thèmes généraux de la politique et de la vie des Valdôtains, tel que santé, système de protection sociale, agriculture, commerce, tourisme, environnement, instruction, travail, etc. Rappelant que pour l’Union Valdôtaine les Communes restent le pilier central du fédéralisme global invoqué par le premier article de nos Statuts. ------------------------------- Engage le Président, le Comité Fédéral, le Conseil Fédéral, toutes les sections et les élus à tout niveau à un effort extraordinaire pour le 2020, pour relancer l’Union Valdôtaine dans le futur, et pour un réel renouvellement des méthodes et des contenus de l’activité politique. L’Union Valdôtaine, reste le Mouvement faisant référence dans le monde autonomiste Valdôtain, et reste au centre de tout l’échiquier politique de notre région, mais un nouvel élan s’avère nécessaire. Engage le Comité Fédéral à nommer une commission, dans le plus bref délai, pour élaborer une mise à jour de nos Statuts, évidemment sans ébranler de nulle façon les articles identitaires et fondants de notre Mouvement, mais dans le but d’arriver d’ici le printemps prochain à un Congrès pour approuver les modifications proposées par la commission, qui puissent permettre un processus de partage et de discussion avec la base unioniste, sur le sillon de notre histoire de travail avec les sections, mais surtout autour de thèmes spécifiques, objet d’intérêt de la population Valdôtaine et, par conséquence naturelle, de la politique. Une nouvelle forme de participation active s’impose pour rapprocher les Valdôtains de la politique et de l’Union Valdôtaine. Engage tous les adhérents et les sympathisants à travailler avec conviction, jour après jour, pour expliquer le renouvelé esprit identitaire de l’Union Valdôtaine, afin de reconquérir la confiance de tous ceux qui se sont éloignés de notre famille, mais qui en partagent toujours les idéaux et les objectifs. Engage les élus et les organes du Mouvement à remettre les pendules à l’heure. Dans la politique régionale le Mouvement doit reprendre la centralité de la gestion politique, de concert avec le groupe des élus, mais en accordant toujours la priorité absolue à l’épanouissement du parcours de valorisation de l’identité de l’Union Valdôtaine en dépit de médiations forcées. Engage les organes du Mouvement à un parcours rigoureux dans la construction des listes des candidats à tout niveau, l’histoire politique et personnelle des candidats doit être le seul aspect à analyser, en dépit de la capacité présumée de « porter des voix ». Engage toutes les sections, en vue des élections municipales de 2020, à évaluer avec attention les alliances à aborder, sans vouloir donner des indications forcées, le Congrès demande de retenir préférables des accords qui concernent des mouvements autonomistes et à éviter des accords avec les forces nationalistes ou populistes. Engage le Comité fédéral à présenter aux sections et au Conseil Fédéral une ébauche de code éthique à discuter, pour donner des règles pour les nouvelles cotisations et les candidatures. Engage le Président et le Comité Fédéral à défendre, dans toutes les instances appropriées, le nom et l’histoire de l’Union Valdôtaine, de tous ceux qui maladroitement utiliseront de façon inopportunes le nom de notre Mouvement, afin que personne ne puisse entraver le parcours de reconstruction de l’image de l’Union Valdôtaine.

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«Quando il bue dà del cornuto all’asino»

Tra le non poche iniziative della minoranza del Consiglio regionale che sembrano uscite da un libro di barzellette, si segnala la recente presentazione di una mozione (respinta) che mirava a ottenere le dimissioni dell’Assessore Rini, "motivata” – per così dire – dal preteso coinvolgimento della stessa nel calderone dell’inchiesta sulla supposta corruzione di cui si sarebbero resi colpevoli l’imprenditore Cuomo e il manager Accornero. La parte più ridicola di tale mozione non stava né nel fatto che la vicenda riguarda in realtà i privatissimi rapporti dell’Assessore con il suo ex marito (ed è noto che la saggezza popolare insegna a non mettere il dito in certe materie), né nella constatazione che a tutt’oggi nei confronti della consigliera dell’Union Valdôtaine non esiste l’ombra di un’imputazione; ma nella presenza, tra i proponenti, di due eminenti personalità del gruppo consiliare di Alpe, notoriamente esperto in vuoto moralismo: l’ex Assessore al Bilancio e Finanze Albert Chatrian e l’attuale Vicepresidente del Consiglio Patrizia Morelli, entrambi condannati penalmente in un giudizio secondo grado per reati legati ai cosiddetti "costi della politica”.

Premesso che ci auguriamo sinceramente che non solo loro due, ma tutti i politici valdostani che si trovano attualmente immischiati in guai giudiziari possano essere riconosciuti, alla fine della fiera, innocenti delle imputazioni loro ascritte, perché comunque a fare una figura poco decente, in queste faccende, siamo tutti noi Valdostani che li abbiamo eletti, troviamo di pessimo gusto che a salire in cattedra siano individui che più di altri dovrebbero andare a lezione, contando sulla speranza che la gente sia stupida o soffra di amnesia. Non solo: i due consiglieri che adesso chiedono le dimissioni dell’Assessore Rini con il pretesto che la sua posizione nel governo regionale sarebbe incompatibile con supposti principi etici scoperti per l’occasione, non hanno esitato ad accettare l’elezione rispettivamente ad Assessore – nella precedente giunta Marquis – e a Vicepresidente del Consiglio attualmente, malgrado la già ricordata condanna penale per entrambi, precedente alle nomine!

E non dimentichiamo che gli altri firmatari della mozione sono gli stessi che hanno eletto un giunta il cui Presidente, con i suoi presunti complici, è attualmente al centro di un’inchiesta fondata su una supposta, scandalosa macchinazione ai danni del Presidente Rollandin, dell’Union Valdôtaine e, in ultima analisi, di tutti i Valdostani! (A proposito: come mai non si parla più dell’"affaire Marquis”?...).

Non possiamo non segnalare, a questo punto, la ben diversa correttezza e sensibilità istituzionale dimostrate dall’Assessore Ego Perron, che, condannato a suo dire ingiustamente in primo grado per una vicenda dalla valenza penale dubbia, ha immediatamente rimesso la propria delega al Presidente della Regione Viérin, abbandonando a malincuore un difficile lavoro sul bilancio, che lo ha impegnato nelle sue ultime settimane per rimediare a una difficile situazione lasciata dal suo predecessore alle Finanze e per recuperare il tempo perso inutilmente dal duo Marquis-Chatrian.

È scandaloso che, su questi argomenti, certi personaggi della minoranza si siano sentiti in diritto di bloccare per un’intera giornata i lavori del Consiglio, con una polemica che non ha fatto che confermare la loro pochezza etica e intellettuale, con interventi da encefalogramma piatto.

La minoranza, però, non può contare soltanto sul talento comico dei consiglieri di Alpe. Anche il gruppo Stella Alpina – Pour Notre Vallée (o come diavolo si chiama adesso) annovera nei suoi ranghi su un vero e proprio showman: Tonino Fosson, che in un’esilarante intervista televisiva ha spiegato che il motivo per il quale ha fatto il salto della quaglia, è perché si sarebbe accorto che esisterebbe "un sistema di malcostume, di traffici inspiegabile soprattutto a carico del sistema politico che ha gestito in questi anni – negli ultimi anni, da un po’ di tempo, la Valle d’Aosta, da cui io e l’amico Restano ci siamo differenziati, creando appunto il gruppo Pour Notre Vallée”. Non è detto esplicitamente, ma è sottinteso che al centro di questo sistema ci sarebbe l’Union Valdôtaine, dalla quale appunto il duo si è "differenziato”. L’Union Valdôtaine sarebbe, in buona sostanza, una specie di cosca e, di conseguenza, la maggioranza rovesciata (con il fattivo contributo di Fosson e Restano) dal "ribaltone” di Marquis – maggioranza di cui peraltro facevano parte entrambi – non sarebbe stata molto diversa da un’associazione a delinquere.

Ci complimentiamo per l’acume! Tenuto conto che il gruppuscolo di Fosson si è costituito il 27 ottobre 2016, risulterebbe che, per capire quanto sopra, l’ex senatore ci avrebbe impiegato soltanto 13 anni, durante i quali ha costantemente partecipato alle riunioni e alle decisioni degli organi direttivi dell’Union, è stato eletto consigliere nelle liste dell’Union, è stato designato quale Assessore da un losco tipaccio chiamato Rollandin, poi ha rappresentato la Valle d’Aosta a Roma, e infine è tornato a fare il consigliere e l’Assessore, sempre grazie agli elettori unionisti. È curioso che il malaise che ha prodotto questa tardiva illuminazione si sia manifestato quattro mesi dopo che la maggioranza a guida unionista decise di sostituirlo, come Assessore, con Laurent Viérin; ed è ancora più curioso che Fosson e Restano, colti da un irresistibile raptus di purezza etica, avessero scelto come coordinatore del loro gruppuscolo Leonardo La Torre, anch’egli condannato per reati connessi con lo scandalo "costi della politica” , sospeso dal Consiglio in base alla legge Severino.

Naturalmente non è un caso isolato: nell’Union Valdôtaine gli episodi di conversione sulla via di Damasco, motivati dal cosiddetto malaise, si sprecano: tanto da far sospettare l’esistenza di una forma subdolamente epidemica. Si manifesta, in genere, nei consiglieri regionali - ma non solo - quando si avvicina la scadenza della terza legislatura (che, com’è noto, rappresenta per gli eletti unionisti il limite dei mandati), o quando ci si deve alzare da certe poltrone, ovvero quando non si riesce a sedervi. Sembra quindi che si tratti di un malessere localizzato in origine dalle parti del fondoschiena, che poi risale lungo il corpo, dando luogo a reazioni a livello psicologico, che spingono i soggetti colpiti a fare outing, come si dice, "mettendoci la faccia”.

Ammesso che le due citate regioni anatomiche siano distinguibili, in certi casi.

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