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Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 11 déc 2017 - 15:45

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Boîte aux lettres29 Novembre 2017 - 15:09

«Quando il bue dà del cornuto all’asino»

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Tra le non poche iniziative della minoranza del Consiglio regionale che sembrano uscite da un libro di barzellette, si segnala la recente presentazione di una mozione (respinta) che mirava a ottenere le dimissioni dell’Assessore Rini, "motivata” – per così dire – dal preteso coinvolgimento della stessa nel calderone dell’inchiesta sulla supposta corruzione di cui si sarebbero resi colpevoli l’imprenditore Cuomo e il manager Accornero. La parte più ridicola di tale mozione non stava né nel fatto che la vicenda riguarda in realtà i privatissimi rapporti dell’Assessore con il suo ex marito (ed è noto che la saggezza popolare insegna a non mettere il dito in certe materie), né nella constatazione che a tutt’oggi nei confronti della consigliera dell’Union Valdôtaine non esiste l’ombra di un’imputazione; ma nella presenza, tra i proponenti, di due eminenti personalità del gruppo consiliare di Alpe, notoriamente esperto in vuoto moralismo: l’ex Assessore al Bilancio e Finanze Albert Chatrian e l’attuale Vicepresidente del Consiglio Patrizia Morelli, entrambi condannati penalmente in un giudizio secondo grado per reati legati ai cosiddetti "costi della politica”.

Premesso che ci auguriamo sinceramente che non solo loro due, ma tutti i politici valdostani che si trovano attualmente immischiati in guai giudiziari possano essere riconosciuti, alla fine della fiera, innocenti delle imputazioni loro ascritte, perché comunque a fare una figura poco decente, in queste faccende, siamo tutti noi Valdostani che li abbiamo eletti, troviamo di pessimo gusto che a salire in cattedra siano individui che più di altri dovrebbero andare a lezione, contando sulla speranza che la gente sia stupida o soffra di amnesia. Non solo: i due consiglieri che adesso chiedono le dimissioni dell’Assessore Rini con il pretesto che la sua posizione nel governo regionale sarebbe incompatibile con supposti principi etici scoperti per l’occasione, non hanno esitato ad accettare l’elezione rispettivamente ad Assessore – nella precedente giunta Marquis – e a Vicepresidente del Consiglio attualmente, malgrado la già ricordata condanna penale per entrambi, precedente alle nomine!

E non dimentichiamo che gli altri firmatari della mozione sono gli stessi che hanno eletto un giunta il cui Presidente, con i suoi presunti complici, è attualmente al centro di un’inchiesta fondata su una supposta, scandalosa macchinazione ai danni del Presidente Rollandin, dell’Union Valdôtaine e, in ultima analisi, di tutti i Valdostani! (A proposito: come mai non si parla più dell’"affaire Marquis”?...).

Non possiamo non segnalare, a questo punto, la ben diversa correttezza e sensibilità istituzionale dimostrate dall’Assessore Ego Perron, che, condannato a suo dire ingiustamente in primo grado per una vicenda dalla valenza penale dubbia, ha immediatamente rimesso la propria delega al Presidente della Regione Viérin, abbandonando a malincuore un difficile lavoro sul bilancio, che lo ha impegnato nelle sue ultime settimane per rimediare a una difficile situazione lasciata dal suo predecessore alle Finanze e per recuperare il tempo perso inutilmente dal duo Marquis-Chatrian.

È scandaloso che, su questi argomenti, certi personaggi della minoranza si siano sentiti in diritto di bloccare per un’intera giornata i lavori del Consiglio, con una polemica che non ha fatto che confermare la loro pochezza etica e intellettuale, con interventi da encefalogramma piatto.

La minoranza, però, non può contare soltanto sul talento comico dei consiglieri di Alpe. Anche il gruppo Stella Alpina – Pour Notre Vallée (o come diavolo si chiama adesso) annovera nei suoi ranghi su un vero e proprio showman: Tonino Fosson, che in un’esilarante intervista televisiva ha spiegato che il motivo per il quale ha fatto il salto della quaglia, è perché si sarebbe accorto che esisterebbe "un sistema di malcostume, di traffici inspiegabile soprattutto a carico del sistema politico che ha gestito in questi anni – negli ultimi anni, da un po’ di tempo, la Valle d’Aosta, da cui io e l’amico Restano ci siamo differenziati, creando appunto il gruppo Pour Notre Vallée”. Non è detto esplicitamente, ma è sottinteso che al centro di questo sistema ci sarebbe l’Union Valdôtaine, dalla quale appunto il duo si è "differenziato”. L’Union Valdôtaine sarebbe, in buona sostanza, una specie di cosca e, di conseguenza, la maggioranza rovesciata (con il fattivo contributo di Fosson e Restano) dal "ribaltone” di Marquis – maggioranza di cui peraltro facevano parte entrambi – non sarebbe stata molto diversa da un’associazione a delinquere.

Ci complimentiamo per l’acume! Tenuto conto che il gruppuscolo di Fosson si è costituito il 27 ottobre 2016, risulterebbe che, per capire quanto sopra, l’ex senatore ci avrebbe impiegato soltanto 13 anni, durante i quali ha costantemente partecipato alle riunioni e alle decisioni degli organi direttivi dell’Union, è stato eletto consigliere nelle liste dell’Union, è stato designato quale Assessore da un losco tipaccio chiamato Rollandin, poi ha rappresentato la Valle d’Aosta a Roma, e infine è tornato a fare il consigliere e l’Assessore, sempre grazie agli elettori unionisti. È curioso che il malaise che ha prodotto questa tardiva illuminazione si sia manifestato quattro mesi dopo che la maggioranza a guida unionista decise di sostituirlo, come Assessore, con Laurent Viérin; ed è ancora più curioso che Fosson e Restano, colti da un irresistibile raptus di purezza etica, avessero scelto come coordinatore del loro gruppuscolo Leonardo La Torre, anch’egli condannato per reati connessi con lo scandalo "costi della politica” , sospeso dal Consiglio in base alla legge Severino.

Naturalmente non è un caso isolato: nell’Union Valdôtaine gli episodi di conversione sulla via di Damasco, motivati dal cosiddetto malaise, si sprecano: tanto da far sospettare l’esistenza di una forma subdolamente epidemica. Si manifesta, in genere, nei consiglieri regionali - ma non solo - quando si avvicina la scadenza della terza legislatura (che, com’è noto, rappresenta per gli eletti unionisti il limite dei mandati), o quando ci si deve alzare da certe poltrone, ovvero quando non si riesce a sedervi. Sembra quindi che si tratti di un malessere localizzato in origine dalle parti del fondoschiena, che poi risale lungo il corpo, dando luogo a reazioni a livello psicologico, che spingono i soggetti colpiti a fare outing, come si dice, "mettendoci la faccia”.

Ammesso che le due citate regioni anatomiche siano distinguibili, in certi casi.

Lettre signée

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Rubriques Boîte aux lettres

VENDREDI 22 juillet 2016

11:42 Lettre de Germain Vuillermoz au Président de l’Union Valdôtaine Lettre de Germain Vuillermoz au Président de l’Union Valdôtaine Monsieur le Président,je te présente mes démissions en tant que membre du Conseil Fédéral, organe de notre Mouvement qui à présent je retiens....inutile!! Pourquoi inutile? Parce que à l'intérieur de cet organe: 1. Il n'y a plus de débat depuis longtemps, si non les interventions des "habituels" Cottino, Germain, et quelqu'un d'autre.... malgré les possibilités qui nous viennent reconnues par les articles 19 et 20 des Statuts de l'U.V.. 2. Les nombreux unionistes qui font partie du Conseil Fédéral, sont là seulement pour confirmer les décisions prises à l'avant par le Comité Exécutif: OUI, si ont décidé oui.....NON, si ont décidé non!!!! Pendant les réunions du Conseil Fédéral, en regardant les expressions des visages de la plupart des membres, j'ai lis: "Hélas, on doit essayer de ne pas "FERE AMMALESSE" les membres du Comité Exécutif, de ne pas le contraddires, surtout quelqu'un.....!! Ils ont crainte de quoi? On se pose la question! Tout ça ne fait pas partie de mon caractère, de ma façon de travailler pour l'U.V. et donc pour ma PETITE PATRIE! En démocratie chacun a le droit de dire ce qui pense, le droit et le devoir de se confronter avec n'importe qui, surtout en pleine liberté! Je suis né, politiquement, unioniste et j'en suis très fier, mais, et tu me connais, je n'accepte aucune forme d'"imposition", de "diktat" E MENO che MENO "il porgi l'altra guancia" aux UVipères!!!!! Je ne suis pas capable, surtout en écrivant en français, de te faire comprendre ce qui se passe dans mon cœur en ce moment; quand même je te salue amicalement, je te souhaite un bon travail et attention aux aux UViPères, à toi et surtout au PRESIDENT de la nouvelle JUNTE! Gignod, le 16 juin 2016 Vuillermoz Germain
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Boîte aux lettres29 Novembre 2017 - 15:09

«Quando il bue dà del cornuto all’asino»

Tra le non poche iniziative della minoranza del Consiglio regionale che sembrano uscite da un libro di barzellette, si segnala la recente presentazione di una mozione (respinta) che mirava a ottenere le dimissioni dell’Assessore Rini, "motivata” – per così dire – dal preteso coinvolgimento della stessa nel calderone dell’inchiesta sulla supposta corruzione di cui si sarebbero resi colpevoli l’imprenditore Cuomo e il manager Accornero. La parte più ridicola di tale mozione non stava né nel fatto che la vicenda riguarda in realtà i privatissimi rapporti dell’Assessore con il suo ex marito (ed è noto che la saggezza popolare insegna a non mettere il dito in certe materie), né nella constatazione che a tutt’oggi nei confronti della consigliera dell’Union Valdôtaine non esiste l’ombra di un’imputazione; ma nella presenza, tra i proponenti, di due eminenti personalità del gruppo consiliare di Alpe, notoriamente esperto in vuoto moralismo: l’ex Assessore al Bilancio e Finanze Albert Chatrian e l’attuale Vicepresidente del Consiglio Patrizia Morelli, entrambi condannati penalmente in un giudizio secondo grado per reati legati ai cosiddetti "costi della politica”.

Premesso che ci auguriamo sinceramente che non solo loro due, ma tutti i politici valdostani che si trovano attualmente immischiati in guai giudiziari possano essere riconosciuti, alla fine della fiera, innocenti delle imputazioni loro ascritte, perché comunque a fare una figura poco decente, in queste faccende, siamo tutti noi Valdostani che li abbiamo eletti, troviamo di pessimo gusto che a salire in cattedra siano individui che più di altri dovrebbero andare a lezione, contando sulla speranza che la gente sia stupida o soffra di amnesia. Non solo: i due consiglieri che adesso chiedono le dimissioni dell’Assessore Rini con il pretesto che la sua posizione nel governo regionale sarebbe incompatibile con supposti principi etici scoperti per l’occasione, non hanno esitato ad accettare l’elezione rispettivamente ad Assessore – nella precedente giunta Marquis – e a Vicepresidente del Consiglio attualmente, malgrado la già ricordata condanna penale per entrambi, precedente alle nomine!

E non dimentichiamo che gli altri firmatari della mozione sono gli stessi che hanno eletto un giunta il cui Presidente, con i suoi presunti complici, è attualmente al centro di un’inchiesta fondata su una supposta, scandalosa macchinazione ai danni del Presidente Rollandin, dell’Union Valdôtaine e, in ultima analisi, di tutti i Valdostani! (A proposito: come mai non si parla più dell’"affaire Marquis”?...).

Non possiamo non segnalare, a questo punto, la ben diversa correttezza e sensibilità istituzionale dimostrate dall’Assessore Ego Perron, che, condannato a suo dire ingiustamente in primo grado per una vicenda dalla valenza penale dubbia, ha immediatamente rimesso la propria delega al Presidente della Regione Viérin, abbandonando a malincuore un difficile lavoro sul bilancio, che lo ha impegnato nelle sue ultime settimane per rimediare a una difficile situazione lasciata dal suo predecessore alle Finanze e per recuperare il tempo perso inutilmente dal duo Marquis-Chatrian.

È scandaloso che, su questi argomenti, certi personaggi della minoranza si siano sentiti in diritto di bloccare per un’intera giornata i lavori del Consiglio, con una polemica che non ha fatto che confermare la loro pochezza etica e intellettuale, con interventi da encefalogramma piatto.

La minoranza, però, non può contare soltanto sul talento comico dei consiglieri di Alpe. Anche il gruppo Stella Alpina – Pour Notre Vallée (o come diavolo si chiama adesso) annovera nei suoi ranghi su un vero e proprio showman: Tonino Fosson, che in un’esilarante intervista televisiva ha spiegato che il motivo per il quale ha fatto il salto della quaglia, è perché si sarebbe accorto che esisterebbe "un sistema di malcostume, di traffici inspiegabile soprattutto a carico del sistema politico che ha gestito in questi anni – negli ultimi anni, da un po’ di tempo, la Valle d’Aosta, da cui io e l’amico Restano ci siamo differenziati, creando appunto il gruppo Pour Notre Vallée”. Non è detto esplicitamente, ma è sottinteso che al centro di questo sistema ci sarebbe l’Union Valdôtaine, dalla quale appunto il duo si è "differenziato”. L’Union Valdôtaine sarebbe, in buona sostanza, una specie di cosca e, di conseguenza, la maggioranza rovesciata (con il fattivo contributo di Fosson e Restano) dal "ribaltone” di Marquis – maggioranza di cui peraltro facevano parte entrambi – non sarebbe stata molto diversa da un’associazione a delinquere.

Ci complimentiamo per l’acume! Tenuto conto che il gruppuscolo di Fosson si è costituito il 27 ottobre 2016, risulterebbe che, per capire quanto sopra, l’ex senatore ci avrebbe impiegato soltanto 13 anni, durante i quali ha costantemente partecipato alle riunioni e alle decisioni degli organi direttivi dell’Union, è stato eletto consigliere nelle liste dell’Union, è stato designato quale Assessore da un losco tipaccio chiamato Rollandin, poi ha rappresentato la Valle d’Aosta a Roma, e infine è tornato a fare il consigliere e l’Assessore, sempre grazie agli elettori unionisti. È curioso che il malaise che ha prodotto questa tardiva illuminazione si sia manifestato quattro mesi dopo che la maggioranza a guida unionista decise di sostituirlo, come Assessore, con Laurent Viérin; ed è ancora più curioso che Fosson e Restano, colti da un irresistibile raptus di purezza etica, avessero scelto come coordinatore del loro gruppuscolo Leonardo La Torre, anch’egli condannato per reati connessi con lo scandalo "costi della politica” , sospeso dal Consiglio in base alla legge Severino.

Naturalmente non è un caso isolato: nell’Union Valdôtaine gli episodi di conversione sulla via di Damasco, motivati dal cosiddetto malaise, si sprecano: tanto da far sospettare l’esistenza di una forma subdolamente epidemica. Si manifesta, in genere, nei consiglieri regionali - ma non solo - quando si avvicina la scadenza della terza legislatura (che, com’è noto, rappresenta per gli eletti unionisti il limite dei mandati), o quando ci si deve alzare da certe poltrone, ovvero quando non si riesce a sedervi. Sembra quindi che si tratti di un malessere localizzato in origine dalle parti del fondoschiena, che poi risale lungo il corpo, dando luogo a reazioni a livello psicologico, che spingono i soggetti colpiti a fare outing, come si dice, "mettendoci la faccia”.

Ammesso che le due citate regioni anatomiche siano distinguibili, in certi casi.

Lettre signée