Attualizzare le ragioni della nostra specialità

La politica regionale sta tornando ad affrontare un tema cruciale per la Regione, la riforma dello Statuto speciale della Valle d’Aosta. Come ex presidenti, della Regione e del Consiglio, siamo stati chiamati in audizione dalla Prima Commissione del Consiglio regionale – Istituzioni ed Autonomia – che ha riattivato l’analisi degli aspetti legati alla sua revisione.
Questo, è il quarto tentativo di riscrivere il nostro Statuto speciale, dopo le esperienze precedenti – sicuramente utili a una riflessione sull’esperienza autonomistica maturata dal 1948 ad oggi – e considerata la necessità di attualizzare, visti i mutamenti, le ragioni della nostra specialità in una società e in un’economia regionali in continua evoluzione e mutamento.
Tema importantissimo, fondamentale per la possibilità di esercitare il nostro autogoverno, ancora estremamente attuale. È attuale perché esiste l’esigenza di procedere ad una sua riscrittura a quasi 80 anni dalla sua promulgazione, tenuto conto che nel frattempo vi sono stati dei cambiamenti nella Costituzione, soprattutto la riforma del Titolo V, le questioni che sono sorte con l’istituzione dell’Unione europea e le relazioni internazionali che mutano in continuazione. Vi è la necessità di ragionare sul rapporto tra la comunità e le sue Istituzioni, penso al ruolo e alle funzioni della Regione e degli Enti locali, nell’individuare delle soluzioni che siano migliorative per la comunità valdostana.
Termino con una riflessione: essenziali sono le condizioni e i rapporti politici. La nostra regione – nel momento in cui si inizia la revisione dello Statuto in Parlamento – non ha purtroppo garanzie politiche. Una volta intrapreso tale percorso, esiste il rischio concreto che il Parlamento stesso possa entrare nel merito e modificare il testo a suo piacimento, senza tener conto di ciò che la Regione ha indicato nella nuova versione dello Statuto. Quindi, il dialogo con le Istituzioni centrali, per la certezza del risultato, sono essenziali prima di affrontare una riforma di tale portata. Diventa così indispensabile tracciare un percorso sicuro e blindato per portare a casa un risultato che risponda pienamente ai bisogni della Valle d’Aosta.
Ego Perron
