Rédaction

Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 28 jui 2021 - 10:54

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

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Elections régionales 2020

Les élus

Programme

LES GENS PASSENT, L’UNION VALDÔTAINE RESTE

L'Union Valdôtaine représente l'histoire de la Vallée d'Aoste et incarne, depuis sa fondation en 1945, les idéaux d'autonomie et d'attachement au territoire. Le plus ancien mouvement autonomiste et fédéraliste d'Europe, il a toujours su représenter et protéger l'ensemble de la communauté valdôtaine, du monde agricole au monde ouvrier, des valeurs chrétiennes aux réalités entrepreneuriales et syndicales, en réalisant également un modèle d'intégration capable de respecter et de protéger les valeurs et les traditions.
C'est un engagement qui fonde sa raison d'être dans les concepts d'Autonomie et de Fédéralisme global qui restent au centre de l’action politique et administrative de l’Union Valdôtaine et qui seront à nouveau le phare qui guidera le travail de ceux qui ont décidé de mettre leur propre temps et leurs compétences à la disposition du Mouvement pour cette compétition électorale.
C'est certainement un choix courageux, surtout dans un moment où trop souvent les mouvements et les partis politiques sont utilisés comme des bus pour être changés à volonté et selon les intérêts du moment et où la distance entre politique et territoire semble plus large que jamais.

Avec le temps, il est certainement possible de changer d'avis et l'Union Valdôtaine est consciente des choses qui auraient pu être mieux faites dans le passé, ainsi que de la confiance accordée à des personnes qui ne le méritaient pas, mais aussi pour cette raison la volonté est de présenter un projet politique simple et direct dont l'objectif clair est de s'affirmer comme le parti faisant référence pour les Valdôtains et de gouverner la Vallée d'Aoste.
Pour cette raison, tout en réaffirmant la volonté et la nécessité de recomposer une aire autonomiste capable de partager des valeurs communes et d'œuvrer pour la croissance globale du système Vallée d'Aoste, le choix n'a pas été d'impliquer n’importe qui dans son projet, mais plutôt de confier sa représentation à des personnes profondément convaincues des idéaux et des principes qui ont toujours été à la base d'une action politique qui, au fil des ans, a apporté des résultats importants et un bien-être à la Vallée d'Aoste.
D'abord notre autonomie, conquise avec l'engagement et le sacrifice des pères fondateurs du Mouvement, qui doit être interprétée non pas comme un privilège ou une concession anachronique, mais plutôt comme un instrument capable de permettre à la communauté de la Vallée d'Aoste de valoriser tout son potentiel.
Et cela prend une valeur encore plus pertinente à une époque où les habitants de la Vallée d'Aoste font souvent l'objet d'attention fallacieuse et de fausses promesses de la part de politiciens nationaux ou régionaux qui, bien que se professant autonomistes, se révèlent alors profondément centralistes et nationalistes.
Une autre valeur fondamentale de la spécificité de la Vallée d'Aoste est le bilinguisme italo-français qui, en plus de représenter la base de la reconnaissance de notre autonomie et un instrument important de valorisation de notre culture, constitue un atout fondamental dans un contexte international où le Val d'Aoste doit pouvoir se tailler un espace de plus en plus important. Il s'agit à la fois d'un point de vue institutionnel, avec les nombreuses opportunités découlant des projets transfrontaliers et des financements européens conséquents, et des implications économiques qui peuvent découler des échanges avec les pays francophones, qui voient la France et la Suisse comme d'importants marchés de référence pour les entreprises de la Vallée d'Aoste.
Tradition et modernité donc pour un projet qui, en s'appuyant sur les valeurs qui ont toujours caractérisé l'action de l’Union Valdôtaine, veut se tourner vers l'avenir pour répondre aux défis auxquels notre communauté sera appelée à faire face.

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SVILUPPO E LAVORO

•Realizzazione di interventi per garantire alla comunità valdostana benessere sociale e capacità di crescita attraverso un approccio integrato alle diverse problematiche, avendo la Pubblica Amministrazione il ruolo di supporto per la crescita delle imprese.

•Attivare un Patto per il Rilancio, attraverso il dialogo con tutti gli attori del territorio: sindacati, associazioni di categoria, professionisti, associazioni dei consumatori, Confidi, Istituti di credito e Chambre Valdôtaine, con l’obiettivo di fare in modo che i benefici economici derivanti dagli interventi regionali, possano realmente ricadere sulle imprese valdostane.

•Revisione di leggi regionali in modo da favorire un più agevole accesso al credito grazie anche ad una fattiva e costante sinergia tra Finaosta, Confidi e sistema bancario valdostano.

•Sburocratizzazione e semplificazione degli adempimenti a carico delle aziende.

•Realizzazione del Marchio Ombrello, come marchio di qualità spendibile da tutti i settori economici, sia per la fornitura di beni che di servizi.

•Sviluppo e potenziamento delle infrastrutture di base: autostrada, strade regionali e statali, ferrovia, aeroporto e trasporto pubblico.

•Potenziamento infrastrutture delle telecomunicazioni e della connettività.


TURISMO, IMPIANTI A FUNE, COMMERCIO, LAVORI PUBBLICI, EDILIZIA, CASA, ARTIGIANATO E INDUSTRIA

•Valorizzazione e promozione dell’offerta sfruttando al meglio gli importanti atout che il territorio è in grado di offrire quali ad esempio il Casinò, il Forte di Bard, Skyway, l’offerta termale e tutto l’indotto legato al turismo sanitario.

•Completamento riorganizzazione e armonizzazione degli aspetti promozionali legati all’offerta turistica, attraverso una specifica legge per la definizione di un Ente turistico regionale.

•Implementazione aree di intervento nei settori del turismo green.

•Promozione patrimonio culturale della città di Aosta, anche valorizzando la preziosa professionalità delle guide turistiche.

•Realizzazione di importanti investimenti nel settore degli impianti a fune, anche intervallivi, che, alla luce dell’evoluzione del mercato turistico e della crescente attenzione nei confronti del segmento trekking, bike ed e-bike, stanno assumendo una valenza sempre più bi-stagionale, superando l’esclusività della stagione invernale.

•Individuazione di tutti gli strumenti finanziari e i sostegni necessari a permettere di ampliare e migliorare l’offerta alberghiera di qualità.

•Interventi sulla fiscalità, valorizzazione del commercio al dettaglio, tutela e sostegno degli esercizi commerciali nei centri storici e nelle aree decentrate, sburocratizzazione, lotta all’abusivismo.

•Collaborazione con le associazioni dei consumatori e sviluppo di reti tra le imprese al fine di rendere più agevole e meno gravoso, sia in termini economici sia di tempo, la gestione di problematiche legate al commercio online.

•Realizzazione di interventi per favorire la ripresa dell’edilizia, anche per la tutela e la valorizzazione del territorio e per il recupero del patrimonio edilizio esistente mantenendo basse le percentuali di consumo di suolo della nostra Regione.

•Attività di sostegno dell’artigianato, favorendo i processi di sviluppo e di crescita, così come l’attività di internazionalizzazione che, soprattutto nei vicini mercati francese e svizzero, vede sempre più imprese valdostane impegnate.

•Costruzione di un progetto strategico condiviso per il comparto industriale, che punti sulla semplificazione amministrativa e sulla competitività, promuovendo anche la realizzazione di una zona franca per la ricerca, sostenendo la nascita di start up ed imprese innovative, favorendo quelle filiere produttive e reti di imprese che possono permettere alle imprese di superare le criticità legate alla loro piccola dimensione.


AGRICOLTURA, AMBIENTE E TERRITORIO

•Sviluppo e mantenimento del territorio, con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente e alle dinamiche climatiche globali.

•Valorizzare e incentivare il mantenimento dei territori d’alta montagna, con la pratica dell’alpeggio, agevolando anche il lavoro svolto dai consorzi irrigui e dai consorzi di miglioramento fondiario con l’attività di bonifica.

•Rimodulare la gestione della selvicoltura, puntando al mantenimento di sentieri, foreste e boschi, fondamentali per arginare il dissesto idrogeologico.

•Azioni rivolte alla gestione della fauna selvatica, in particolare del lupo, puntando ad una integrazione sostenibile.

•Confronto costante con le associazioni del mondo della zootecnia, AREV e l’A.N.A.Bo.Ra.Va, con l’intento di migliorare le condizioni economiche delle aziende agricole.

•Azioni di sinergia con associazioni di categoria come Coldiretti e CIA per sviluppare strategie coordinate anche al fine di impostare il prossimo PSR nell’ambito della nuova PAC 2021/2027.

•Azioni di promozione delle eccellenze enogastronomiche DOP, oltre all’incentivazione di consumo di carne e di prodotti caseari valdostani.

•Azioni di incentivazione delle colture di pregio, cosi come tutte le produzioni tipiche ed in particolare del mondo della viticoltura, promozione dei prodotti del territorio e supporto delle piccole aziende, facendosi anche tramite per ridurre realmente e quanto più possibile i tempi degli enti pagatori nazionali ed europei•Prosecuzione della strategia Vallée d’Aoste Fossil Fuel Free 2040, incentivazione all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e alla riduzione dei consumi energetici, con il duplice obiettivo di tutelare il nostro ambiente, favorendo contestualmente lo sviluppo dell’economia locale.

•Promozione di una legge che promuova in modo organico il settore dell’idroelettrico oltre all’approvazione di una apposita norma di attuazione che trasferisca la disciplina delle concessioni delle grandi derivazioni idriche alla Regione Autonoma Valle d’Aosta, con particolare riferimento all’attività portata avanti dalla Compagnia Valdostana delle Acque.


SANITÀ, ASSISTENZA SOCIALE, BENESSERE E SPORT


•Valorizzazione di tutto il personale sanitario ed amministrativo della nostra Azienda Sanitaria, che in questi mesi di emergenza ha saputo rispondere in modo altamente professionale alle diverse esigenze dei cittadini.

•Prosecuzione dell’ampliamento del nosocomio al fine di incrementare il numero di posti letto e suddividere il presidio per intensità di cure, prevedendo anche una zona Covid, organizzando l’assistenza per percorsi, riducendo al minimo gli accessi in ospedale e decentrando quanto più possibile nei Distretti a presidio del territorio.

•Riorganizzazione del welfare attraverso due azioni: la promozione di principi di prevenzione e migliori stili di vita e, dall’altra, l’attenzione alla cronicità e alle malattie che non richiedono necessariamente un ricovero ospedaliero.

•Azioni di sanitarizzazione delle microcomunità operanti sul territorio, individuando 5 strutture a gestione USL lungo la dorsale principale.

•Incremento del supporto alle persone con disabilità, strutture educative per disabili e strutture che si occupano di terapie occupazionali.

•Interventi per la riduzione dei tempi di attesa, ampliando le fasce di apertura degli ambulatori specialistici.

•Adozione di Piani di potenziamento e di riorganizzazione della rete territoriale. L’obiettivo è mettere al centro la migliore cura per il paziente, trattandolo preferenzialmente presso il suo domicilio. Necessario creare una rete continua tra Ospedale e territorio, istituendo una centrale di continuità per bisogni non urgenti.

•Azioni di promozione dei corretti stili di vita anche attraverso lo sport, fonte di attrazione turistica e di promozione dell’immagine della Valle d’Aosta, oltre che di cultura e tradizioni.


RIFORME ISTITUZIONALI, ENTI LOCALI E GOVERNABILITÀ

•Apertura di un tavolo di confronto a livello regionale e, successivamente, con le istituzioni nazionali per l’aggiornamento dello Statuto Speciale, con riferimento ad una possibile realizzazione, alla luce delle normative europee, della zona franca e per la piena attuazione da parte dello Stato del principio dell’intesa.

•Azioni volte a migliorare la governabilità e la stabilità attraverso la riforma della legge elettorale.

•Prosecuzione dell'iter di equiparazione ai colleghi con contratto statale dello status economico, giuridico e previdenziale del CVVVF e del CFV.

•Revisione legge 48/95 per garantire risorse certe e eque, per permettere agli Enti Locali una corretta programmazione.

•Modifica legge 54/98 per introdurre vincolo su parere CPEL su materie di interesse degli Enti Locali.

•Risoluzione questione extragettito IMU e revisione della legge 6/2014 per garantire funzionalità e razionalizzazione dei servizi al cittadino senza forzature innaturali.


ÉCOLE, UNIVERSITÉ, ÉDUCATION ET FORMATION

•Attention aux écoles de tous niveaux, ainsi qu'aux services d'éducation pour la première enfance, pour garantir une offre correcte, en particulier en ce qui concerne l'évolution des besoins des familles dont les parents travaillent ou recherchant un emploi.

•Synergie avec les collectivités locales en ce qui concerne les quotas d'accès aux services et à la garantie de leur accès.

•Interventions dans les bâtiments scolaires pour garantir aux élèves des espaces adéquats, sûrs et avancés sur le plan éducatif, afin de pouvoir profiter des techniques d'enseignement les plus modernes et les plus efficaces.

•Interventions visant à faire de l'Université de la Vallée d'Aoste de plus en plus une excellence du territoire, capable de mieux former ses étudiants, mais aussi de collaborer de manière constructive avec le secteur productif. Les caractéristiques de notre secteur économique, caractérisé en grande partie par les petites entreprises, représentent une limite pour le développement d'activités innovantes qui, en revanche, pourraient trouver un appui dans un pôle universitaire d'excellence comme celui de la Vallée d'Aoste.

•Interventions pour rapprocher la demande et l'offre de travail, afin de générer des retombées importantes en termes d'emploi sur le territoire, mettant également les entreprises dans la condition de pouvoir puiser dans les ressources locales même pour des postes de haut niveau.

•Actions de soutien et de coordination de la formation musicale, à travers le soutien convaincu de l'enseignement supérieur (AFAM) représenté par le Conservatoire, la SFOM et la réalité de tous les « bande » et chorales opérant dans notre région.

•L'offre de formation doit enfin s'accompagner d'un travail intense visant à promouvoir et encourager les politiques pour les jeunes en mettant en œuvre toutes les initiatives nécessaires pour pouvoir puiser et utiliser les fonds et ressources mis à disposition au niveau national et international.

1. BALMA Tiziana
 2. BARMASSE Roberto
 3. BIONAZ Corrado
 4. BOVARD Diego
 5. CELESIA Nelly
 6. CHENUIL Walter
 7. CLERINO Giulio
 8. FRIGO Barbara
 9. GENTILI Antonella
10. GLAREY Renée
11. GROSJACQUES Giulio
12. LAVEVAZ Erik
13. MACHET Cristina
14. MARGUERETTAZ Aurelio
15. NORO Andrea
16. PASTORET Ennio
17. ROSAIRE Roberto
18. SAPINET Davide
19. TESTOLIN Renzo
20: TILLIER Rudy
21. VALLET Dominique
22. VICQUERY Ferruccio
23: ZUBLENA Enrica

Les candidats

L'Affiche [326,69 KB]

2 x mille

Vie de l'Union7 Juin 2021 - 15:41

MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine Samedi dernier le 5 juin la Conférence des Présidents de Section, qui représentaient les 1000 adhérents au Mouvement, et le Consei Fédéral ont élu Mme Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine. Elle a désigné Vice-Président Monsieur Piero Prola et Trésorier M. Federico Marco PERRIN Ci-dessus son Programme: L’esprit de l’Union . L’esprit de l’Union Valdôtaine plonge ses racines dans les décombres de l’après-guerre, l’âme de notre Mouvement est son histoire, l’histoire de la Vallée d’Aoste, qui a vu, dans la pensée de ses ancêtres, l’axe de ses principes fondamentaux. L’Union valdôtaine est née comme mouvement s’opposant fortement au fascisme, elle est aujourd’hui un mouvement contre toute forme de fascisme, de néonationalisme, de racisme, de clôture. Peu de temps après la promulgation des décrets du lieutenant, le 13 septembre 1945, naquit l'Union Valdôtaine, ouverte, comme nos Statuts l'affirment, à tous ceux qui donnent assurance d'être fidèles et dévoués à la cause valdôtaine. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de répondre aujourd’hui au sens de la « cause valdôtaine ». Hélas, dans les années nous nous sommes perdus et l’esprit de l’Union parfois est sorti de chemin. Cela ne doit plus arriver. La rivalité personnelle n’est pas fidélité à la cause valdôtaine, l'égocentrisme et les attitudes personnalistes ne sont pas fidélité à la cause valdôtaine. Utiliser l’Union Valdôtaine comme tremplin pour des finalités électorales non plus. L’esprit de l’Union des fondateurs de notre Mouvement était celui de servir les intérêts culturels,politiques, sociaux et économiques de la Vallée d’Aoste. Au cours du temps ces principes ont été parfois oubliés et ceux qui croyaient en l’Union valdôtaine se sont refroidis. Toutefois, la flamme de notre flambeau c’est estompée, mais elle n’est pas éteinte… Aujourd’hui les unionistes sont là, qui nous observent dans l’espoir de pouvoir retourner à parler de politique, dans son sens plus propre, le plus élevé. La rue a été tracée dans la période préélectorale du 2020, après une période sombre pour notre Mouvement, on a réagi, et - petit à petit - on a recommencé à reconquérir la confiance des valdôtains. Ce n’est qu’un premier pas, parce que la confiance on la conquiert à petites gouttes et on la perd en litres. Notre travail sera serré, pour arriver à reconstruire ce que nous avons perdu. Nous avons perdu l’une des plus grandes forces de l’Union Valdôtaine : le dialogue avec les valdôtains, le dialogue qui passait à travers nos sections. Le fédéralisme que souvent nous citons dans nos programmes est bien enraciné dans l’organisation de l’Union Valdôtaine : un mouvement dans lequel chacun membre dispose d’une large autonomie en participant collectivement, et non individuellement, aux décisions. Cette participation collective doit repartir des sections, nous n’avons rien à inventer. Les sections existent déjà il y en a presque une par commune, dans certains pays plus d’une. Les initiatives futures que les organes dirigeants de notre Mouvement auront la nécessité d’analyser seront objet d’un parcours de partage le plus ample possible, parce que l’Union valdôtaine doit avoir portes et fenêtres ouvertes. Le nouvel élan de notre mouvement passera par un ample processus de confrontation. Les sections doivent représenter le vrai lien entre citoyens, mouvement et administrateurs. Pour que cela soit possible on pourrait créer une commission qui formule des propositions - bien sûr partagées avec un Congrès national thématique - pour garantir une effective participation aux adhérents. Participation qui, parfois, au début a du mal à démarrer. Nous avons, par exemple, dans nos petites communes des sympathisants qui ne s’inscrivent pas aux sections pour des raisons les plus disparates, et cela contribue à perdre le lien avec les citoyens. Pourquoi ne pas penser à des sections thématiques auxquelles s’inscrire pour faire face à des arguments spécifiques, tel que l’agriculture, la santé, le travail, etc. ? La technologie aujourd’hui nous aide à faciliter la communication, la confrontation avec les Présidents de section et les délègues au Conseil fédéral, qui sera le pivot de l’action politique du Mouvement, et encore, quand l’émergence sanitaire nous le permettra, on retournera à se rencontrer face à face. La centralisation de l’activité politique du Mouvement envers l’Administration Régionale sera fondamentale, les choix, les lignes politiques doivent être tracées par le Mouvement, et non pas le contraire. Parallèlement le Mouvement devra soutenir nos élus qui sont en première ligne et exposés à toute critique, le rôle du mouvement sera celui d’accompagner les élus dans leurs parcours en défendant et en adressant leur action. Le thème de la réunion est un argument central, on en parle, les opinions ne sont pas encore univoques. Rendre le terrain fertile pour un rapprochement de tous ceux qui partagent nos idées et nos idéaux est un pas important. Pour que cela soit possible, il est d’abord nécessaire procéder à la reconstitution d’une identité politique forte. Le fait qu’aujourd’hui coexistent différentes pensées politiques autonomistes est une donnée, et penser de désigner les personnes qui se sont éloignées de l’Union valdôtaine comme les « cousins méchants » serait une attitude myope, ainsi que probablement injuste. Toutefois, l’Union a vu, aux cours des années, l’éloignement de quelques-uns déçus par le Mouvement, tandis que pour d’autres, on a eu l’impression qu’il s’agissait d’un éloignement tendant à une stratégie électorale. Cela complique la solution. Parallèlement, il faut dire que le processus de réunion est en train de prendre vie de manière naturelle, ce sont les citoyens tout d’abord qui ont recommencé à avoir confiance en l’Union Valdôtaine. Pour que la reconstitution d’une identité politique forte soit réelle, il faudra abandonner de poursuivre des dynamiques purement électorales, l’UV devra recueillir des individus avec des idéaux communs, et non pas des « porteurs de votes », ou « autoproclamés porteurs de votes ». L’Union n’est pas un train sur lequel on monte et on descend selon la convenance. Voici la question : le processus portant à la réunion sera-t-il un débat entre personnes qui se reconnaissent dans les idéaux communs, ou une stratégie pour s’assurer une candidature d’ici à cinq années ? Nous ferons de notre mieux, pour veiller afin que cela ne se produise. Ce qui est incontestable c’est que toute décision sera remise aux adhérents du mouvement, à travers l’organe qui détient le pouvoir constituant du Mouvement : le Congrès national. Compte tenu que le symbole et la dénomination de l’Union Valdôtaine sont intouchables, le travail à faire – si le congrès considérera cette option- sera de trouver les points en communs entre le Mouvement et les autres pensées politiques autonomistes. Parce que, si c’est vrai que plusieurs de nous instinctivement pensent « qui veut adhérer à l’Union n’a qu’à s’inscrire à sa section », c’est aussi vrai que la fragmentation des autonomistes a ouvert les portes aux partis nationaux, et cela n’a pas aidé la cause valdôtaine. Le débat et la confrontation seront au centre de notre façon de travailler. Je souhaite de participer à des Conseils fédéraux où les délégués se disputeront pour prendre la parole, les rencontres caractérisées par les silences ne réfléchissent pas la démocratie ni le fédéralisme. L’Union Valdôtaine devra ainsi s’engager avec le gouvernent central pour faire démarrer l’institution d’une circonscription Vallée d’Aoste pour le Parlement européen. Une proposition de loi dans ce sens a déjà été entamée par le sénateur Lanièce. Une représentativité au sein de l’Europe pour la protection des peuples minoritaires est fondamentale et il serait aussi essentiel se reconnecter avec les mouvements autonomistes européens, pour poursuive le chemin d’une vrai Europe des peuples. L’action politique sera orientée à faire refleurir notre Vallée d’Aoste: la pandémie a augmenté les fractures sociales qui ont suscité l’envie, presque la haine, parmi les classes sociales, même dans une réalité petite comme la nôtre. La perte de places de travail et la crise économique doivent donc être au centre des attentions de l’action administrative. La revitalisation de l’agriculture ainsi que du tourisme nécessitent d’un travail important. L’attention aux catégories fragiles aussi : nos parents et nos grands-parents ont vécu une année terrible, tout comme les jeunes, ceux qui ont des activités économiques, les personnes qui ont des problèmes de santé. La gestion fédéraliste à tout niveau doit se concrétiser par la centralité des Communes qui avec leurs Syndics représentent un exemple de subsidiarité réelle que nous avons appauvri. Les Communes nécessitent aujourd’hui d’avoir des entrées financières sûres et appropriées pour construire un bilan sérieux, ainsi qu’un nombre adéquat d'employés pour mettre en œuvre les décisions de l’administration communale. Les petites communes de la Vallée, qui sont la force de notre territoire, sont parfois abandonnées à elles-mêmes : aux cours des années elles ont perdu des ressources financières ainsi que les personnes qui y travaillaient à cause des lois de secteurs qui empêchent les embauches, dans une période dans laquelle un poste de travail change la vie à une famille. Il est nécessaire un changement de cap. La dignité du travail doit repartir du territoire, une dignité qui doit être égale, tant bien dans les petites communes de montagne que dans la plaine. Nos communes, dans cette période de pandémie, ont représenté un point de repère fondamental pour les citoyens, et l’assemblée du CPEL/CELVA a été perçue par la population comme un organisme efficace et qui, avec ses syndics de différente appartenance politique, a réussi à trouver une synthèse pour résoudre les problèmes quotidiens des familles valdôtaine. Les familles doivent ainsi être au centre de l’action politique, les parents doivent pouvoir travailler, tous les deux, sans devoir se tracasser pour se prendre soin des enfants, les services des garde d’enfants doivent être le pivot d’une action visant à aider les familles, les adolescents doivent pouvoir étudier et s’engager dans le temps libre dans une région qui leur offre des occasions ainsi que l’égalité des chances. Les femmes valdôtaines ont toujours été indépendantes, on toujours travaillé, elles ont été les pilastres des familles pendant la guerre, elles ont été partisanes, créatrices de l’identité politique de notre Union. Et aujourd’hui aussi, les femmes valdôtaines émergent grâce à leur ténacité: dans les études, dans l’écriture, dans la médicine, dans les sports, dans la musique, dans toute sorte d’industrie; mais pas encore trop dans la politique. La pandémie mondiale a encore plus marqué l’écart entre hommes et femmes. Ces dernières souvent sont restées à la maison avec les enfants ou les personnes âgées, elles ont perdu leur travail. Alors aujourd’hui l’Union Valdôtaine doit avoir le courage de se remettre au centre de l’action politique en donnant l’exemple. Ce n’est pas un discours de genre, mais de capacité, et si on parle de capacité, alors, c’est évident que nos sections, nos listes aux élections, nos représentants tous, doivent inclure plus de femmes, qui maintenant, se sont éloignées de la politique, parce qu’ elles savent et sentent que ce serait trop difficile, pour elles, d’émerger. Tous nos représentants dans les sections doivent chercher les femmes, les hommes et les jeunes les plus méritoires, pour les inviter à l’action politique. Les jeunes représentent l’autre grande catégorie oubliée au cours de la pandémie, mais surtout ils représentent la plus grande richesse que l’union valdôtaine avait autrefois et qui, maintenant, est en train de s’éloigner. Heureusement nous avons encore La Jeunesse Valdôtaine qui est un fleuron de notre mouvement, mais nous constatons de plus en plus que les jeunes d’aujourd’hui considèrent la politique comme quelque chose de lointain ou, pire encore, comme quelque chose de sale avec qui ils ne veulent pas se mêler. Malheureusement, des partis nationaux ont su comprendre ce malaise et ils ont réussi à conquérir une partie de jeunes. C’est à nous de prévoir des actions visant à intercepter les souhaits et les problèmes légitimes des jeunes et à les rapprocher à la politique. Et cela ne peut se faire qu’en présentant une Union Valdôtaine ouverte, accueillante, compréhensive, proche aux jeunes citoyens. Nous devons travailler à une campagne d’adhésion importante, non pas pour augmenter le nombre des cartes des membres, mais pour avoir une vision du monde futur inclusive et à l’avant-garde. Nos élus doivent être très proches des sections, et nos sections doivent de plus en plus impliquer la population, partager les propositions et les idéaux pour rendre l’Union Valdôtaine un mouvement inclusif, identitaire et autonomiste. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de l’esprit de l’Union valdôtaine ! Torgnon, le 21 mai 2021 Cristina Machet

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