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Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 28 jui 2021 - 10:54

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

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Archives: Politique

MERCREDI 24 avril 2019

16:51 Comunicato Stampa Comunicato Stampa Tutti i gruppi consiliari che compongono la maggioranza regionale, con i rispettivi movimenti, si sono incontrati oggi nella sede dell’Union Valdôtaine, per l’avvio di una verifica di maggioranza resasi necessaria in seguito agli avvenimenti recenti occorsi in Consiglio regionale e ad alcune esternazioni sugli organi di stampa da parte di singoli esponenti. All’unanimità i movimenti hanno ribadito la loro adesione alla maggioranza e al governo guidato dal presidente Fosson, che sta lavorando per attuare i punti programmatici concordati a dicembre. Da parte di tutti vi è stata una chiara assunzione di responsabilità rispetto all’attuazione del programma di Governo e agli impegni assunti. Il confronto rimane aperto e proseguirà con l’analisi e la condivisione dei punti di programma ritenuti prioritari. UV UVP ALPE Stella Alpina PNV Front Valdôtain

VENDREDI 5 avril 2019

14:37 Comunicato Stampa - Elections Européennes Comunicato Stampa - Elections Européennes Le forze autonomiste valdostane, Alpe, Epav, Stella Alpina, Union Valdôtaine e Union Valdôtaine Progressiste annunciano in data odierna il loro intendimento di partecipare congiuntamente alle Elezioni Europee del 26 maggio prossimo. Questa scelta è il frutto di un lungo lavoro e di un intenso dialogo e confronto politico che si è sviluppato a partire dal 16 novembre 2018, con la firma dell’accordo politico unitario tra questi Movimenti, ad oggi e a cui hanno dato il proprio contributo anche Area Democratica – Gauche Autonomiste e che ha visto un ruolo importante, di stimolo e di indirizzo, del gruppo di Autonomie 4.0. La scelta di essere presenti alle Elezioni Europee con una propria lista indipendente, frutto di un apparentamento tecnico con la lista del Partito Democratico – Siamo Europei, è coerente con quanto previsto dalla normativa vigente per le minoranze linguistiche. I 5 Movimenti collocano questa partecipazione alle Elezioni Europee all’interno di un grande progetto politico di rifondazione dell’area autonomista, tanto delle sue ragioni storiche, politiche e culturali, quanto delle sue prospettive e dunque del ruolo che il mondo autonomista valdostano intende svolgere per il futuro della nostra Regione. Le imminenti Elezioni Europee sono dunque da considerarsi come il primo fondamentale passo del progetto di federazione delle forze autonomiste. È un percorso complesso che deve saper riassumere in sé le tante sensibilità che lo compongono. È una sfida di pluralità, di tante voci che, pur avendo l’obiettivo di contribuire in modo unitario e coeso alla vita politica e alla società valdostana, intendono non ridurre tante voci ad una sola. Le Elezioni Europee non sono solo una competizione elettorale. Sono un momento fondamentale di riflessione sul ruolo di una comunità alpina nella costruzione del progetto europeo. Per questo motivo, le forze autonomiste hanno riassunto i valori, le idee e le ambizioni per il futuro, ma anche le sfide dell’attualità, in un Manifesto Politico che è stato fatto proprio da tutti i Movimenti e che è oggi la strada maestra su cui si intende lavorare in vista dell’appuntamento del 26 maggio. ******** MANIFESTO POLITICO UNITARIO «AUTONOMIE PER L’EUROPA» PER UNA EUROPA COMUNITARIA E FEDERALE Quello che ci attende il 26 maggio prossimo è un appuntamento con la Storia. La Storia dell’Europa e della Valle d’Aosta allo stesso tempo. Quella che ci attende è una sfida di ampio respiro e di grande impegno. Riavvicinare la vita politica e la vita sociale, oggi separate da una distanza che è ormai percepita come una ferita. Bisogna invertire una deriva pericolosa di divisione in seno alla società valdostana. Dobbiamo ritrovare una coesione sociale e di comunità, coesione necessaria e fondata sul rispetto delle differenze. Una coesione frutto di una consapevolezza della pluralità della società contemporanea e fondata sul rispetto di questa pluralità. Viviamo tutti un epoca di grandi inquietudini. Una crisi dei valori etici, morali e culturali che scuote le fondamenta stesse del nostro progetto Autonomista le cui radici risalgono nel tempo e nello spirito di un’epoca fondativa, umanista e solidale, che ha permesso alla nostra comunità regionale di diventare un esempio, un modello di società, ma che deve rinnovare, ad ogni generazione, il senso stesso del suo essere al servizio dell’uomo e al servizio del benessere individuale e collettivo. Uno spazio di libertà e di partecipazione, di diritti e di responsabilità. La Valle d’Aosta è al cuore dell’Europa; un orizzonte di speranza e di apertura per una Regione che per la sua natura e la sua storia è una cerniere tra l’Italia e la Francia. Rulo questo che abbiamo progressivamente perduto ma in cui è racchiuso il senso stesso dello Statuto Speciale della nostra Autonomia. Quella il cui crediamo è un Europa comunitaria e federale capace di costruire un nuovo modello di cooperazione rispettosa e equilibrata. Meno ineguaglianze per una democrazia federativa e di prossimità fondamento di una di una sempre maggiore partecipazione al perseguimento bene comune. Viviamo in un contesto naturale e geografico unico e abbiamo il dovere di partecipare attivamente alla promozione di una politica attenta e rigorosa che sappia preservare e valorizzare questo patrimonio della natura e della biodiversità. Il compito cui siamo chiamati nel quadro della Repubblica italiana e nella prospettiva dell’Europa di domani ci pone davanti alla necessità di uno scatto d’orgoglio ma soprattutto di rigore e di unità. Quello che si impone è un rinnovamento coraggioso e radicale che vogliamo interpretare con grande attenzione ai sentimenti diffusi nella società. Le elezioni europee del 26 maggio prossimo sono un obiettivo su cui dobbiamo far convergere tutte le nostre migliori risorse ma è anche un momento cruciale di un più vasto e ambizioso progetto politico per il futuro della Valle d’Aosta. Un progetto che vogliamo condividere con tutti per esserne tutti insieme il cuore e l’anima. ******** MANIFESTE POLITIQUE UNITAIRE «AUTONOMIES POUR L’EUROPE» POUR UNE EUROPE COMMUNAUTAIRE ET FÉDÉRALE  Celui qui nous attend le 26 mai prochain est un rendez-vous avec l’Histoire. L’Histoire de l’Europe et de la Vallée d’Aoste en même temps. Celui qui nous attend est un défi de grande envergure. Rapprocher la vie politique et la vie sociale, aujourd’hui séparées par une distance qui est désormais une blessure. Il faut inverser une dérive dangereuse de division de la société valdôtaine. Il faut retrouver une cohésion sociale et de communauté, une cohésion qui se doit dans le respect des différences. Une cohésion qui est le fruit d’une société plurielle assumée. Les différences comme valeur. Nous vivons tous une époque d’inquiétude. Une crise de valeurs éthiques, morales et culturelles, qui ébranle les fondements même de notre projet Autonomiste, dont les racines remontent dans le temps et dans l’esprit d’une époque fondatrice, humaniste et solidaire, ayant permis à notre communauté régionale de devenir un exemple. Un modèle de société, dont il faut, plus que jamais, rénover à chaque génération le sens le plus profond, qui est celui d’être au service de l’homme, au service du bien être individuel et collectif. Un espace de liberté et de participation, de droit et de responsabilité. La Vallée d’Aoste est au cœur de l’Europe. Œuvrons à un horizon d’espoir et d’ouverture pour une Région alpine qui, par sa nature et son histoire, est une charnière entre l’Italie et la France; un rôle que nous avons progressivement perdu et qui est le sens même du Statut Spécial de notre Autonomie. Nous défendons l’idée d’une Europe communautaire et fédérale, capable de bâtir un nouveau modèle de coopération équitable. Moins d’inégalités et une démocratie fédérative et de proximité, fondement d’une toujours plus large participation active à la construction du bien commun. Nous vivons dans un milieu naturel et géographique unique et nous avons le devoir d'adopter une politique attentive et rigoureuse pour la sauvegarde du patrimoine naturel et de la biodiversité. Le rôle que nous devons jouer dans le cadre de la République italienne et dans la construction de l’Europe de demain nous demande un sursaut d’orgueil, mais surtout de rigueur et de solidarité. C’est un renouveau radical qui s’impose, dont "La Vallée d’Aoste Unie" se veut à la hauteur. Les élections européennes du 26 mai prochain sont sans aucun doute un objectif sur lequel nous devons faire converger toutes les meilleures ressources de notre communauté, mais elles représentent également un passage essentiel d’un plus vaste et ambitieux projet politique pour le futur de la Vallée d’Aoste. Un projet que nous voulons partager avec vous tous, afin que, tous ensemble, en soyons l'âme et le cœur.

LUNDI 1 avril 2019

14:59 Comunicato Stampa Comunicato Stampa Il Comité Fédéral dell’Union Valdôtaine prende atto con estremo stupore delle dichiarazioni fatte dal Coordinamento di Pour Notre Vallée. Lascia perlomeno stupiti il fatto che a strumentalizzare una condanna di un consigliere regionale, sia il movimento che esprime il Presidente della Giunta regionale, tanto più se questo stesso Presidente è stato eletto grazie anche al voto del gruppo consigliare dell’Union Valdôtaine. La coerenza politica, che insieme ai valori fondamentali della trasparenza amministrativa e del rispetto della legalità citati nel comunicato, deve ispirare ogni uomo politico, richiede serietà e linearità nelle azioni e nei comportamenti. In momenti difficili per la politica valdostana, come quelli che stiamo vivendo, non riteniamo sia opportuno strumentalizzare eventi che attengono alla responsabilità personale del singolo, per di più per una condanna di primo grado, che quantomeno presupporrebbe una presunzione di innocenza, per mettere in cattiva luce un intero movimento, che peraltro sta cercando di rinnovarsi nei metodi e nei modi di approcciarsi alla discussione politica, tanto più se le allusioni arrivano da un movimento il cui deus ex machina è stato uno dei primi consiglieri regionali a sperimentare la Legge Severino per poi essere condannato in via definitiva per finanziamenti illeciti al partito (di allora). Il vero rinnovamento della politica si può solo fare attraverso i partiti ed i movimenti, quindi attraverso le idee e le persone, di conseguenza non è fondando un nuovo movimento che si può rivendicare una rinnovata verginità politica.

VENDREDI 29 mars 2019

14:49 Comuniqué de presse Comuniqué de presse Le Comité Fédéral et le groupe des élus de l’Union Valdôtaine prennent acte avec amertume de la condamnation en première instance de M. Augusto Rollandin. En espérant que M. Rollandin puisse éclaircir sa position dans les successives phases de jugement, le Comité Fédéral et le groupe remercient pour le geste de grande responsabilité démontrée avec les démissions de la charge de président adjoint du Conseil de la Vallée et le dévouement envers son Mouvement, pour la suspension volontaire de l’Union Valdôtaine. Ces actes de responsabilité permettront un plus serein débat politique.

MERCREDI 20 mars 2019

09:09 Communiqué de Presse Communiqué de Presse L’Union Valdôtaine, comme les autres mouvements autonomistes, se trouve au milieu d’un tournant historique, qui est difficile à franchir. Nous nous trouvons dans un moment crucial du procès de reconstruction du front Autonomiste Valdôtain. Dans le sillon tracé au dernier Congrès de octobre, ce passage reste au centre de toute activité politique de l’Union Valdôtaine. Un échec de ce processus signifierait ouvrir le chemin définitivement et inévitablement aux mouvements nationalistes et centralistes. La Vallée d’Aoste a la nécessité d’un front, réellement autonomiste, compacte, d’autant plus dans un moment ou, avec le débat ouvert sur les nouvelles formes d’Autonomies différenciées prévues par la réforme du titre V de la Constitution, réforme que évidemment, en tant que fédéralistes convainques, on partage complètement, mais qui, avec les partis nationalistes au gouvernement, pourrait aussi mettre en cause des prérogatives de notre Statut, ou voir les Statuts Spéciaux, eux mêmes. Pour cette même raison l’Union Valdôtaine signera, en fin de semaine à Trente, un engagement de collaboration avec les mouvements autonomistes du nord-est nommé « Uniti per un’Autonomia più forte ». Il faut, cependant, si l’objectif est clair et partagé, être très sérieux et faire les pas nécessaires sans se lancer dans le vide. Le travail entre les mouvements autonomistes est commencé depuis l’automne dernier, et procède avec conviction absolue, certainement de la part de l’Union Valdôtaine. Déjà au mois de novembre dernier, seulement un mois après le Congrès, on est arrivé à la signature d’un document décisif pour le parcours de rapprochement de la part de quatre mouvements autonomistes, auquel, par le biais aussi du comité Autonomie 4.0, on a ajouté de nouvelles forces et des nouvelles idées, et d’autres arriveront encore. Le premier passage important sera le défi des prochaines élections européennes du 26 mai, les mouvements autonomistes doivent se présenter unis, pour tacher d’élire un parlementaire autonomiste à Bruxelles, mais surtout pour porter un message d’Europe communautaire et fédérale aux Valdôtains. Ce n’est pas le moment de poser des ultimatums, mais plutôt du respect réciproque, de la valorisation des histoires et des particularités de chacun, tout en tachant de travailler sur les points communs et en émoussant les différences. Je crois qu’on doit aussi le juste respect pour les mouvements qui travaillent activement pour achever ce résultat historique, peut-être les membres du gouvernement ne peuvent pas être mis à jour sur tout ce qui se passe dans les mouvements, mais les rapports entre les organes de directions sont quotidiens et fertiles. Aoste, le 20 mars 2019

JEUDI 14 mars 2019

10:40 Le rôle des Mouvements autonomistes pour un nouveau régionalisme. Le rôle des Mouvements autonomistes pour un nouveau régionalisme. Dans le magnifique Palais de Belgrade de Udine, déjà siège de la province, les principaux parties autonomistes du Nord Italie se sont retrouvés pour discuter des perspectives de l’Autonomie de nos Régions, le thème de la soirée étant ”Più autonomia, più sussidiarietà. Il ruolo dei movimenti autonomisti per un nuovo regionalismo”. Autour de la table des représentants de mouvements autonomistes historiques comme la Sudtiroler Volkspartei représenté par l’Euro-parlementaire Herbert Dorfmann, le Partito Autonomista Trentino Tirolese représenté par Ugo Rossi, déjà Président du Trentin, l’Union Valdôtaine représenté par son Président, et des représentants de mouvements autonomistes plus jeunes et qui sont en train de trouver leur place dans le cadre politique de leurs respectives Régions, comme le Patto per l’Autonomia qui vient de naitre et qu’il a déjà élu deux conseillers régionaux en Friuli-Venezia-Giulia représenté par le chef de groupe Massimo Moretuzzo , ou le Patto per l’Autonomia-Veneto représenté par Luca Azzano Cantarutti, et un mouvement représentant des minorités linguistiques Slovènes comme Slovenska Skupnost représenté par Igor Gabrovec. Une occasion pour se confronter sur les problèmes communs, mais surtout pour partager des lignes de travail pour le futur. Tous les représentants des forces politiques présentes ont partagé la nécessité d’aller au delà des accords écrits, qui ont désormais une longue histoire mais qui sont restés souvent des lettres mortes, et de faire des passages plus concrets et pratiques pour travailler ensemble de façon plus profitable dans le but de construire un front commun plus solide pour faire obstacle à l’avancée de la vague centraliste.

JEUDI 7 mars 2019

08:46 Comunicato Stampa Comunicato Stampa L’Union Valdôtaine esprime i migliori auguri di buon lavoro al neo consigliere regionale Giovanni Barocco, l’esperienza maturata in tanti anni di impegno all’interno del movimento e soprattutto nel suo lavoro negli enti locali valdostani saranno un importante valore aggiunto all’interno del Consiglio Valle, soprattutto nella logica federalistica che è alla base dell’impegno dell’Union Valdôtaine. Allo stesso tempo il movimento stigmatizza in maniera ferma le posizioni di alcuni movimenti presenti all’interno del Consiglio Valle, che hanno calpestato le più elementari norme di democrazia cercando di non convalidare l’elezione di un consigliere legittimamente votato ed eletto, strumentalizzando maldestramente dei passaggi amministrativi, per altro normati in maniera molto chiara, per delle finalità politiche. Il rispetto delle istituzioni e soprattutto della democrazia non possono essere messe in discussione per dei giochini politici. In egual misura, gli organi dell’Union Valdôtaine prendono atto mestamente di come il nome del Movimento viene continuamente accostato, nelle discussioni in aula e sui social, alle tristissime vicende di cronaca recente e non, vicende che purtroppo hanno riguardato esponenti del Movimento. Occorre ancora una volta sottolineare che la responsabilità dei singoli deve rimanere tale, sempre sperando che anche nelle vicende attuali gli interessati possano dimostrare l’estraneità ai fatti a loro ascritti, e che l’Union Valdôtaine è, ed è stata vittima e parte lesa in questi fatti di cronaca, e valuterà anche eventuali iniziative per difendere la propria dignità. La fiamma dell’Union Valdôtaine è più che mai accesa, vivace e rinvigorita da nuovo ossigeno e non malata e pronta a spegnersi come qualcuno ha sostenuto in aula! In ultima analisi gli organi del Movimento, in riferimento a quanto apparso su alcune testate giornalistiche locali, vogliono sottolineare che nessuna discussione, tanto meno accesa è stata fatta all’interno del Comité fédéral su questioni riguardanti nessuna nomina, tanto meno la nomina riguardante il rappresentante degli Enti Locali all’interno della Corte dei Conti. Il Comité fédéral, come tutti gli organismi strutturali dell’Union Valdôtaine, si occupano di Politica e nulla hanno, o vogliono avere, da dire su nomine di tipo amministrativo o comunque che competono ad altri organismi e strutture. Aosta lì 6 marzo 2019

JEUDI 14 février 2019

11:13 Comunicato Stampa Comunicato Stampa Il Comité Fédéral, in previsione del prossimo Consiglio Regionale, ha definito la linea del movimento rispetto alla nuova legge regionale. Visto il successo ottenuto con lo scrutinio centralizzato, che a suo tempo aveva sollevato non pochi dubbi e perplessità, seppur da confermare con qualche necessaria modifica, riteniamo che un passo importante possa essere fatto anche attraverso l'introduzione della preferenza unica. È arrivato il momento di dare una risposta forte ai valdostani e cercare non solo di ascoltare le loro richieste, ma di metterle in pratica legiferando a riguardo, anche in coerenza con quanto previsto nel documento programmatico del Presidente all’ultimo congresso. Da sempre il Mouvement si è posto, e si pone, come obiettivi il rispetto e la tutela della libertà dell'elettorato, ecco perché la decisione di virare verso la preferenza unica è un segnale forte che l'Union Valdôtaine vuole dare alla popolazione valdostana. Questa decisione è una novità di grande rilevanza, ma la base e la maggioranza della nostra famiglia politica vogliono finalmente andare oltre al mero linguaggio politico e sostenere una misura che è diventata ormai necessaria e fortemente voluta, ecco perché il dibattito interno al Comité ha portato a questa decisione storica per il nostro Mouvement, ma assolutamente in linea con il pensiero che da sempre muove la nostra azione politica. La Valle d'Aosta ha bisogno di una nuova legge elettorale e ne ha bisogno al più presto, questo è quello che i cittadini chiedono, oltre che una decisione ferma e senza ulteriori cambiamenti e modifiche. "Partendo dagli obiettivi che avevamo definito nel nostro documento programmatico al congresso – sottolinea il presidente Erik Lavevaz -, riteniamo che questo sia il momento giusto per fare dei cambiamenti importanti e radicali e per quanto ci riguarda questo è solo il primo. I valdostani hanno bisogno di ritrovare fiducia nella politica e nelle istituzioni. Diversa potrebbe essere la nostra idea circa il numero di preferenze qualora venisse introdotto, come da noi richiesto, il voto elettronico, in questo caso crediamo che la libertà di espressione dell'elettorato potrebbe essere tutelata dalla procedura di votazione stessa e si potrebbe valutare nuovamente il numero di preferenze da esprimere”.

MERCREDI 9 janvier 2019

12:24 Comunicato Stampa Comunicato Stampa L’Union Valdôtaine esprime preoccupazione e sdegno per la situazione di instabilità che si sta creando negli equilibri del Consiglio Comunale di Aosta. Il nostro movimento ha eseguito tutti i passaggi necessari per la sostituzione dell’Assessore dimissionario nella massima condivisione e trasparenza, con confronti all’interno del Comité Fédéral e del gruppo consiliare dell’Union Valdôtaine. La scelta di rinunciare all’assessorato in questa fase è stata presa convintamente e quasi all’unanimità, un solo consigliere, infatti, si è espresso in maniera contraria. Si fatica quindi a capire l’origine dei "maldipancia” all’interno del gruppo dell’Union Valdôtaine, tuttavia gli stessi potranno essere chiariti in tutte le sedi opportune, con la massima disponibilità da parte dei vertici del movimento. La città di Aosta ha necessità di serenità, che non può che arrivare dalla serietà e dalla coerenza dei suoi amministratori, il nostro movimento conferma la piena fiducia nell’operato del Sindaco, di tutta la giunta ed in particolare della Vice Sindaco, che contrariamente a quanto dichiarato da alcuni organi di stampa, è totalmente "in linea” con il movimento.

VENDREDI 9 novembre 2018

10:30 Communiqué de Presse Communiqué de Presse L'Union valdôtaine prend note avec satisfaction de la sentence d'acquittement prononcée par le juge Paolo De Paola sur la question des financements au Casinò de Saint-Vincent et exprime sa solidarité aux administrateurs et aux membres du conseil syndical impliqués, malgré eux, dans cette affaire, bien qu'ils aient opéré correctement au seul fin du maintien d’une entreprise importante pour notre région, conscient du fait que l’amertume et le préjudice matériel et immatériel qu’ils ont subi ne pourront pas être facilement surmontés. Aoste, le 9 novembre 2018
2 x mille

Vie de l'Union7 Juin 2021 - 15:41

MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine Samedi dernier le 5 juin la Conférence des Présidents de Section, qui représentaient les 1000 adhérents au Mouvement, et le Consei Fédéral ont élu Mme Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine. Elle a désigné Vice-Président Monsieur Piero Prola et Trésorier M. Federico Marco PERRIN Ci-dessus son Programme: L’esprit de l’Union . L’esprit de l’Union Valdôtaine plonge ses racines dans les décombres de l’après-guerre, l’âme de notre Mouvement est son histoire, l’histoire de la Vallée d’Aoste, qui a vu, dans la pensée de ses ancêtres, l’axe de ses principes fondamentaux. L’Union valdôtaine est née comme mouvement s’opposant fortement au fascisme, elle est aujourd’hui un mouvement contre toute forme de fascisme, de néonationalisme, de racisme, de clôture. Peu de temps après la promulgation des décrets du lieutenant, le 13 septembre 1945, naquit l'Union Valdôtaine, ouverte, comme nos Statuts l'affirment, à tous ceux qui donnent assurance d'être fidèles et dévoués à la cause valdôtaine. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de répondre aujourd’hui au sens de la « cause valdôtaine ». Hélas, dans les années nous nous sommes perdus et l’esprit de l’Union parfois est sorti de chemin. Cela ne doit plus arriver. La rivalité personnelle n’est pas fidélité à la cause valdôtaine, l'égocentrisme et les attitudes personnalistes ne sont pas fidélité à la cause valdôtaine. Utiliser l’Union Valdôtaine comme tremplin pour des finalités électorales non plus. L’esprit de l’Union des fondateurs de notre Mouvement était celui de servir les intérêts culturels,politiques, sociaux et économiques de la Vallée d’Aoste. Au cours du temps ces principes ont été parfois oubliés et ceux qui croyaient en l’Union valdôtaine se sont refroidis. Toutefois, la flamme de notre flambeau c’est estompée, mais elle n’est pas éteinte… Aujourd’hui les unionistes sont là, qui nous observent dans l’espoir de pouvoir retourner à parler de politique, dans son sens plus propre, le plus élevé. La rue a été tracée dans la période préélectorale du 2020, après une période sombre pour notre Mouvement, on a réagi, et - petit à petit - on a recommencé à reconquérir la confiance des valdôtains. Ce n’est qu’un premier pas, parce que la confiance on la conquiert à petites gouttes et on la perd en litres. Notre travail sera serré, pour arriver à reconstruire ce que nous avons perdu. Nous avons perdu l’une des plus grandes forces de l’Union Valdôtaine : le dialogue avec les valdôtains, le dialogue qui passait à travers nos sections. Le fédéralisme que souvent nous citons dans nos programmes est bien enraciné dans l’organisation de l’Union Valdôtaine : un mouvement dans lequel chacun membre dispose d’une large autonomie en participant collectivement, et non individuellement, aux décisions. Cette participation collective doit repartir des sections, nous n’avons rien à inventer. Les sections existent déjà il y en a presque une par commune, dans certains pays plus d’une. Les initiatives futures que les organes dirigeants de notre Mouvement auront la nécessité d’analyser seront objet d’un parcours de partage le plus ample possible, parce que l’Union valdôtaine doit avoir portes et fenêtres ouvertes. Le nouvel élan de notre mouvement passera par un ample processus de confrontation. Les sections doivent représenter le vrai lien entre citoyens, mouvement et administrateurs. Pour que cela soit possible on pourrait créer une commission qui formule des propositions - bien sûr partagées avec un Congrès national thématique - pour garantir une effective participation aux adhérents. Participation qui, parfois, au début a du mal à démarrer. Nous avons, par exemple, dans nos petites communes des sympathisants qui ne s’inscrivent pas aux sections pour des raisons les plus disparates, et cela contribue à perdre le lien avec les citoyens. Pourquoi ne pas penser à des sections thématiques auxquelles s’inscrire pour faire face à des arguments spécifiques, tel que l’agriculture, la santé, le travail, etc. ? La technologie aujourd’hui nous aide à faciliter la communication, la confrontation avec les Présidents de section et les délègues au Conseil fédéral, qui sera le pivot de l’action politique du Mouvement, et encore, quand l’émergence sanitaire nous le permettra, on retournera à se rencontrer face à face. La centralisation de l’activité politique du Mouvement envers l’Administration Régionale sera fondamentale, les choix, les lignes politiques doivent être tracées par le Mouvement, et non pas le contraire. Parallèlement le Mouvement devra soutenir nos élus qui sont en première ligne et exposés à toute critique, le rôle du mouvement sera celui d’accompagner les élus dans leurs parcours en défendant et en adressant leur action. Le thème de la réunion est un argument central, on en parle, les opinions ne sont pas encore univoques. Rendre le terrain fertile pour un rapprochement de tous ceux qui partagent nos idées et nos idéaux est un pas important. Pour que cela soit possible, il est d’abord nécessaire procéder à la reconstitution d’une identité politique forte. Le fait qu’aujourd’hui coexistent différentes pensées politiques autonomistes est une donnée, et penser de désigner les personnes qui se sont éloignées de l’Union valdôtaine comme les « cousins méchants » serait une attitude myope, ainsi que probablement injuste. Toutefois, l’Union a vu, aux cours des années, l’éloignement de quelques-uns déçus par le Mouvement, tandis que pour d’autres, on a eu l’impression qu’il s’agissait d’un éloignement tendant à une stratégie électorale. Cela complique la solution. Parallèlement, il faut dire que le processus de réunion est en train de prendre vie de manière naturelle, ce sont les citoyens tout d’abord qui ont recommencé à avoir confiance en l’Union Valdôtaine. Pour que la reconstitution d’une identité politique forte soit réelle, il faudra abandonner de poursuivre des dynamiques purement électorales, l’UV devra recueillir des individus avec des idéaux communs, et non pas des « porteurs de votes », ou « autoproclamés porteurs de votes ». L’Union n’est pas un train sur lequel on monte et on descend selon la convenance. Voici la question : le processus portant à la réunion sera-t-il un débat entre personnes qui se reconnaissent dans les idéaux communs, ou une stratégie pour s’assurer une candidature d’ici à cinq années ? Nous ferons de notre mieux, pour veiller afin que cela ne se produise. Ce qui est incontestable c’est que toute décision sera remise aux adhérents du mouvement, à travers l’organe qui détient le pouvoir constituant du Mouvement : le Congrès national. Compte tenu que le symbole et la dénomination de l’Union Valdôtaine sont intouchables, le travail à faire – si le congrès considérera cette option- sera de trouver les points en communs entre le Mouvement et les autres pensées politiques autonomistes. Parce que, si c’est vrai que plusieurs de nous instinctivement pensent « qui veut adhérer à l’Union n’a qu’à s’inscrire à sa section », c’est aussi vrai que la fragmentation des autonomistes a ouvert les portes aux partis nationaux, et cela n’a pas aidé la cause valdôtaine. Le débat et la confrontation seront au centre de notre façon de travailler. Je souhaite de participer à des Conseils fédéraux où les délégués se disputeront pour prendre la parole, les rencontres caractérisées par les silences ne réfléchissent pas la démocratie ni le fédéralisme. L’Union Valdôtaine devra ainsi s’engager avec le gouvernent central pour faire démarrer l’institution d’une circonscription Vallée d’Aoste pour le Parlement européen. Une proposition de loi dans ce sens a déjà été entamée par le sénateur Lanièce. Une représentativité au sein de l’Europe pour la protection des peuples minoritaires est fondamentale et il serait aussi essentiel se reconnecter avec les mouvements autonomistes européens, pour poursuive le chemin d’une vrai Europe des peuples. L’action politique sera orientée à faire refleurir notre Vallée d’Aoste: la pandémie a augmenté les fractures sociales qui ont suscité l’envie, presque la haine, parmi les classes sociales, même dans une réalité petite comme la nôtre. La perte de places de travail et la crise économique doivent donc être au centre des attentions de l’action administrative. La revitalisation de l’agriculture ainsi que du tourisme nécessitent d’un travail important. L’attention aux catégories fragiles aussi : nos parents et nos grands-parents ont vécu une année terrible, tout comme les jeunes, ceux qui ont des activités économiques, les personnes qui ont des problèmes de santé. La gestion fédéraliste à tout niveau doit se concrétiser par la centralité des Communes qui avec leurs Syndics représentent un exemple de subsidiarité réelle que nous avons appauvri. Les Communes nécessitent aujourd’hui d’avoir des entrées financières sûres et appropriées pour construire un bilan sérieux, ainsi qu’un nombre adéquat d'employés pour mettre en œuvre les décisions de l’administration communale. Les petites communes de la Vallée, qui sont la force de notre territoire, sont parfois abandonnées à elles-mêmes : aux cours des années elles ont perdu des ressources financières ainsi que les personnes qui y travaillaient à cause des lois de secteurs qui empêchent les embauches, dans une période dans laquelle un poste de travail change la vie à une famille. Il est nécessaire un changement de cap. La dignité du travail doit repartir du territoire, une dignité qui doit être égale, tant bien dans les petites communes de montagne que dans la plaine. Nos communes, dans cette période de pandémie, ont représenté un point de repère fondamental pour les citoyens, et l’assemblée du CPEL/CELVA a été perçue par la population comme un organisme efficace et qui, avec ses syndics de différente appartenance politique, a réussi à trouver une synthèse pour résoudre les problèmes quotidiens des familles valdôtaine. Les familles doivent ainsi être au centre de l’action politique, les parents doivent pouvoir travailler, tous les deux, sans devoir se tracasser pour se prendre soin des enfants, les services des garde d’enfants doivent être le pivot d’une action visant à aider les familles, les adolescents doivent pouvoir étudier et s’engager dans le temps libre dans une région qui leur offre des occasions ainsi que l’égalité des chances. Les femmes valdôtaines ont toujours été indépendantes, on toujours travaillé, elles ont été les pilastres des familles pendant la guerre, elles ont été partisanes, créatrices de l’identité politique de notre Union. Et aujourd’hui aussi, les femmes valdôtaines émergent grâce à leur ténacité: dans les études, dans l’écriture, dans la médicine, dans les sports, dans la musique, dans toute sorte d’industrie; mais pas encore trop dans la politique. La pandémie mondiale a encore plus marqué l’écart entre hommes et femmes. Ces dernières souvent sont restées à la maison avec les enfants ou les personnes âgées, elles ont perdu leur travail. Alors aujourd’hui l’Union Valdôtaine doit avoir le courage de se remettre au centre de l’action politique en donnant l’exemple. Ce n’est pas un discours de genre, mais de capacité, et si on parle de capacité, alors, c’est évident que nos sections, nos listes aux élections, nos représentants tous, doivent inclure plus de femmes, qui maintenant, se sont éloignées de la politique, parce qu’ elles savent et sentent que ce serait trop difficile, pour elles, d’émerger. Tous nos représentants dans les sections doivent chercher les femmes, les hommes et les jeunes les plus méritoires, pour les inviter à l’action politique. Les jeunes représentent l’autre grande catégorie oubliée au cours de la pandémie, mais surtout ils représentent la plus grande richesse que l’union valdôtaine avait autrefois et qui, maintenant, est en train de s’éloigner. Heureusement nous avons encore La Jeunesse Valdôtaine qui est un fleuron de notre mouvement, mais nous constatons de plus en plus que les jeunes d’aujourd’hui considèrent la politique comme quelque chose de lointain ou, pire encore, comme quelque chose de sale avec qui ils ne veulent pas se mêler. Malheureusement, des partis nationaux ont su comprendre ce malaise et ils ont réussi à conquérir une partie de jeunes. C’est à nous de prévoir des actions visant à intercepter les souhaits et les problèmes légitimes des jeunes et à les rapprocher à la politique. Et cela ne peut se faire qu’en présentant une Union Valdôtaine ouverte, accueillante, compréhensive, proche aux jeunes citoyens. Nous devons travailler à une campagne d’adhésion importante, non pas pour augmenter le nombre des cartes des membres, mais pour avoir une vision du monde futur inclusive et à l’avant-garde. Nos élus doivent être très proches des sections, et nos sections doivent de plus en plus impliquer la population, partager les propositions et les idéaux pour rendre l’Union Valdôtaine un mouvement inclusif, identitaire et autonomiste. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de l’esprit de l’Union valdôtaine ! Torgnon, le 21 mai 2021 Cristina Machet

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