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Le Peuple Valdôtain

Mise à jour 28 jui 2021 - 10:54

Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

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MARDI 11 avril 2017

17:17 Le affermazioni ardite e la memoria corta Le affermazioni ardite e la memoria corta La politica fa spesso affidamento alla scarsa memoria delle persone, spingendo i suoi interpreti a perdere il senso della misura, portandoli a fare annunci temerari. Accade così che, nel tentativo di giustificare, agli occhi dell’opinione pubblica, quanto si è verificato sul piano politico, in questi ultimi mesi, in Valle d’Aosta, vi è chi si lancia in affermazioni ardite. E il caso dell’attuale (P)presidente della Regione Marquis che ha invita a "volare più alto” ricordando che il Consiglio Valle non è "un teatrino della politica”. Affermazioni che fanno sorridere, provenendo da chi, più che i voli in quota dell’aquila, ricorda i movimenti di un impacciati di un cappone. Ricorda, il nostro, che il Consiglio regionale è "un luogo di responsabilità e di persone che si impegnano per rimettere la Valle sulla buona strada”. Ci siamo forse persi qualcosa? Lungo quella strada non hanno scorazzato lui ed i suoi colleghi di partito, in questi ultimi dieci anni di presenza in maggioranza? Ora parrebbe che tutto ciò accadesse a loro insaputa. E’ vero che questo è un concetto assai di moda, ma sarebbe bene che chi lo utilizza spieghi dove si trovava e cosa stava facendo in quel lasso di tempo. Il neo (P)presidente della Regione afferma poi che in Consiglio Valle si sarebbero "manifestati modi ed approcci vecchi di vent’anni”. Affermazione assai stravagante, dopo il consapevole sfregio istituzionale che Marquis ed i suoi amici hanno inferto alla credibilità del Consiglio regionale, con una violazione istituzionale senza precedenti. Suonano poi ancor più strane parole come queste, proferite proprio da chi si è preso la responsabilità di affondare, con una torbida manovra di palazzo, la maggioranza con la quale era stato eletto. Tutti hanno ben visto che per fare ciò, egli non ha esitato a reclutare sostenitori a tutto campo, seppur fossero stati eletti in forze politiche del tutto diverse, con i "modi” e gli "approcci” già altre volte usati, in passato, da altri suoi predecessori. Una sorta di specialità della casa. D’altronde, si capisce bene che la predisposizione a confezionare "ribaltini” e "ribaltoni” è acuita quando si presenta l’occasione di assurgere alla più alta carica istituzionale della Regione. In quel caso non ci si ferma di fronte a nulla e si sfida il rischio di fare il vaso di coccio in mezzo ad orci di ferro. Davanti a questa imperdibile opportunità, neppure il senso del ridicolo ha ridimensionato le ambizioni del neo (P)presidente. Infatti egli non si è fatto scrupolo di occupare, con l’unico compagno di viaggio rimasto nella sua forza politica, due posti nell’esecutivo. Un successo al 100%, che chiede ad uno di loro, in piena fase bulimica, di rivestire anche la funzione di capo gruppo. Ma, si sa, le missioni difficili richiedono un coraggio che aiuta a gettare il cuore oltre l’ostacolo ed a sfidare il senso del comico. Ed allora, a mo’ di ulteriore giustificazione del proprio operato, si afferma che questo è il momento in cui "le forze politiche devono ritrovare centralità e capacità di elaborazione” . L’affermazione è bella e suona bene, ma è alquanto contraddittoria poiché le forze politiche che compongono la neonata maggioranza, a partire da quella a cui egli appartiene, si sono frantumate nella sfrenata ricerca dell’intesa per giungere al potere. Certo, si capisce bene che chi ambisce a fare il capo dell’esecutivo regionale deve lanciare messaggi e segnali. E’ qui c’è una certa novità rispetto al passato quando si era abituati al fatto che si privilegiasse il lavoro alle passerelle. Ma non tutti sono uguali e Marquis, lui, preferisce introdurre analisi. Lo fa andando a riprendere concetti storici, ricordando "di ascoltare il messaggio di vent’anni fa sul – benessere senza sviluppo”. Citazione che poco ha a che vedere con i difficili momenti a cui si è confrontati. Probabilmente essa è sfuggita dalla penna del suo "ghost writer”, il che spiegherebbe il senso di questa nostalgia per il passato. Forse però sarebbe il caso che il neo (P)presidente si applichi per introdurre qualche proposta concreta per il futuro che, possibilmente, non sia frutto del lavoro di chi l’ha preceduto.

LUNDI 9 mai 2016

09:39 Intervention du Président Pastoret au Congrès du Mouvement Stella Alpina Intervention du Président Pastoret au Congrès du Mouvement Stella Alpina C’est pour moi que d’un plaisir de prendre la parole à votre Congrès. Aujourd’hui j’aurai du être à Merano, au Congrès de la SVP, mais je n’ai pas voulu rater l’occasion d’être ici. J’y tenais pour le respect et la considération que je dois à M. Martin, avec qui j’ai eu l’occasion de travailler profitablement pendant ces années, durant mon mandat de Président de l’UV. Je lui adresse aussi mes souhaits de bon travail. A lui ainsi qu’à Carlo Marzi. Je tenais aussi à être ici pour vous apporter les salutations et les souhaits de bon travail de la part de l’Union Valdôtaine en vous assurant que nous n’oublions pas les rapports de collaboration que nous entretenons, depuis une dizaines d’années et qui nous ont vu alliés, dans la coalition qui a gagné les élections politiques et régionales en 2013 et dans celle autonomiste de centre – gauche, avec le PD, qui a largement remporté le élections municipales d’Aoste en 2015. Dans ces années nous avons travaillé profitablement ensemble. Mais, nous avons aussi vécu des moments difficiles et tout au long de cette période, nous avons du prendre acte que des changements énormes se sont produits. La récente réforme constitutionnelle nous annonce l’obligation de revoir notre architecture institutionnelle et entre temps la VDA est confrontée à des grandes difficultés découlant d’une crise sans précédent. Malgré toutes les déclarations d’optimisme nous avons constaté que le budget de notre Région a atteint le niveau le plus bas et les récentes importantes réductions budgétaires ont imposé des choix difficiles, que l’actuelle majorité UV – SA – PD, a eu le courage et le sens de responsabilité d’adopter. Les retombées de cet état de choses ne peuvent pas être négligées. Elles nous demandent de travailler pour bâtir et défendre un modèle de développement durable et soutenable, auquel nous sommes tous appelés à contribuer en défense du futur de notre Pays d’Aoste. Siamo tutti consapevoli che di fronte all’attuale stato di cose è necessario adottare soluzioni adeguate di forte impatto strutturale. Si tratta di misure e decisioni che devono vedere la luce in un quadro istituzionale determinato e coeso poiché, oggi più che mai, vi è necessità di essere uniti, di collaborare e di riaffermare i principi autonomisti della libertà, della sussidiarietà e del federalismo a cui la Valle d'Aosta è storicamente legata.Oggi al Comune di Aosta governa una maggioranza che nel 2015 si è costituita con UV – SA – PD. Nel frattempo, in Regione, c’è stato un cambiamento del quadro politico uscito dalle elezioni del 2013. Ciò è stato possibile grazie alla volontà ed alla disponibilità delle forze politiche di misurarsi, nel concreto, sui contenuti e sui programmi. Certo, si è andati al di là di quanto le elezioni avevano sanzionato. Per fortuna ciò è accaduto, cosicché si sono potuti superare gli impedimenti derivanti da una legge elettorale che invece di contribuire a garantire una maggiore governabilità ha mostrato tutti i suoi limiti. La geografia politica di 17 a 18 ha clamorosamente smentito la validità di tale strumento limitando ed impedendo quella effettiva governabilità di cui ci sarebbe stato bisogno. Ed probabile che in futuro, tale situazioni possa ancora riprodursi. Ecco pertanto che alla luce di tutto ciò noi pensiamo che nei prossimi anni sia necessario lavorare per adeguare il nostro Statuto Speciale e che per fare ciò si debba determinare una legge elettorale che dia maggiori certezze di governabilità e di stabilità, consentendo così di varare le riforme strutturali necessarie per poter disegnare un sistema Valle d’Aosta che permetta di guardare al futuro con maggiori certezze. Tutto questo senza dimenticare che nel frattempo bisogna anche amministrare e gestire il presente dando risposte alle aspettative immediate della gente a partire dai temi che più urgono quale quello del lavoro. Si tratta di un insieme di cose di non poco conto e per fare ciò è indispensabile che le forze politiche che tengono al futuro della Valle d’Aosta si parlino, individuino soluzioni e punti programmatici comuni. Attorno a questi temi, in questi giorni, il dibattito è stato particolarmente vivace ed i recenti colloqui tra le diverse forze politiche sono stati oggetto di molta attenzione. Noi crediamo che in momenti complicati come quelli che stiamo vivendo, sia utile e necessario confrontarsi per chiedersi cosa si vuole fare e dove si desidera andare. L’UV, come già detto e fatto nel recente passato, quando, con SA e successivamente con il PD, si sono sviluppati incontri e colloqui con l’intento di costruire un quadro politico più forte, non ha pregiudiziali a sviluppare nel voler ribadire la sua disponibilità a parlare ed a negoziare con tutti. Riteniamo che sia utile e proficuo parlarsi e confrontarsi quando alla base di ciò ci sono percorsi chiari, basati su contenuti e programmi ed il rispetto dei rapporti reciproci quali quelli che esistono oggi tra noi, il PD e la SA che con noi condividono le responsabilità di governo ed ai quali vanno il nostro rispetto e la nostra lealtà di alleati. Al tempo stesso siamo però aperti ad ogni confronto ed dialogo con tutti coloro che vogliono collaborare per cercare di superare le attuali difficoltà, consapevoli della necessità di costruire un modello di sviluppo consono alle esigenze attuali della nostra Comunità.

VENDREDI 19 février 2016

11:29 Châtillon: rencontre du 18 février Châtillon: rencontre du 18 février Après celle de Verrès à eu lieu hier, jeudi 18 février, à Chatillon, la deuxième rencontre avec les citoyens. Cette fois encore il y eu une large présence des élus du Groupe de l’Union Valdôtaine au Conseil de la Vallée. Après un ample aperçu sur la situation budgétaire et les disponibilités financières de la Région, les Assesseurs et le Président de la Région ont fait l’état des lieux sur les différents secteurs de compétences. Ont été repris, en gros, différents points qui avaient déjà fait l’objet de la rencontre de Verrès. En fait, comme on l’a rappelé, hier aussi, ces rencontres représentent l’occasion pour avoir un rapport direct avec les citoyens. Aujourd’hui les exigences de la communication, surtout avec la large diffusion des réseaux sociaux, portent à des simplifications et à des synthèses exaspérées qui n’aident pas les citoyens à se faire une opinion correcte des faits. Cela ne correspond pas à la philosophie de l’Union Valdôtaine. Notre Mouvement à toujours voulu avoir au centre de son action les individus en tant que sujets autonomes et libres. La richesse de l’Union Valdôtaine est dans les Sections qui sont une vraie présence vivante sur le territoire. C’est à partir de là que l’UV, de par ses différents organes démocratiquement élus (Comité Fédéral, Conseil Fédéral, Conférence des Présidents des Sections, Conférences des Administrateurs), conduit son action. Ces organismes n’ont pas été prévus pour constituer une « nomenklatura » politique élitaire, mais pour être des cellules, plus ou moins nombreuses, permettant d’avoir un lien constant avec le territoire. C’est ainsi qu’on a voulu organiser ces soirées, dans le sillon de notre tradition. Aujourd’hui ces rencontres sont assez importantes par le fait qu’elles se tiennent à un moment où l’on peut faire un bilan de cette première moitié de législature et on peut commencer à présenter des perspectives pour le futur. Ces dernières années ont été assez difficiles, avec des difficultés budgétaires accrues, qui ont vu une réduction progressive des ressources. Cela demandait d’œuvrer pour réorganiser notre système qui a été généré dans des périodes de bien-être important. Pour ce faire il fallait assurer des décisions et des choix importants. Malheureusement les perturbations politiques dues à une majorité très restreinte (18 à 17), ont rendu ce chemin très difficile. Parfois presque infranchissable. Mais le courage, l’obstination et la volonté de ne pas se rendre et de ne pas accepter de se soumettre à la politique des annonces, des provocations, des offenses personnelles mêmes, a permis de résister et de commencer lentement à bâtir, malgré les difficultés. Aujourd’hui la Vallée d’Aoste est en train de se remettre sur les rails. Ce ne sera pas ni simple, ni rapide, ni facile. Mais ce sera ainsi. Voilà pourquoi nous sommes contents de ces moments de rencontres avec les gens pour pouvoir raconter et présenter les résultats de notre action politique.

MARDI 16 février 2016

15:53 Première rencontre des élus à Verrès Première rencontre des élus à Verrès Lundi 15 février plus de 150 personnes ont animé la rencontre avec les élus de l’Union Valdôtaine à Verrès. Les unionistes du Gouvernement Valdôtain étaient tous présents avec les collègues Restano, Péaquin, Farcoz et le vice-Président du Conseil de la Vallée, Follien. Une participation importante aussi des administrateurs des collectivités locales, car de nombreux conseillers municipaux, assesseurs et syndics étaient présents dans la salle. L’Assesseur aux Finances Ego Perron a débuté en présentant un aperçu sur le budget de la Région 2016 rappelant l’actuelle disponibilité de ressources, mettant en évidence l’effort de la majorité pour soutenir les investissements et maintenir la qualité des services malgré les énormes réductions du budget dans les dernières années. Madame l’Assesseur Emily Rini a fait l’état des choses dans le domaine de l’éducation et de la culture. Elle a introduit des éléments concernant la reforme scolaire et a présenté les perspectives de la réorganisation des écoles dans les zones de Verrès et de Pont-Saint-Martin. Antonio Fosson, Assesseur à la santé, a rappelé les conditions générales de l’organisation sanitaire en Italie et a fait un parallèle avec la situation du Val d’Aoste. L’Assesseur a rappelé comme les services dans le domaine de la santé soient pleinement assurés, en 2016 comme en 2015, avec la même disponibilité de ressources. Luca Bianchi, Assesseur à l’environnement a brièvement présenté le plan d’aménagement des déchets et a fait l’état de la situation des Unité des Communes de la basse Vallée. L’Assesseur Renzo Testolin à présenté la situation du secteur agricole en rappelant que les ressources disponibles pour le secteur agricole sont primairement assurées par des fonds européens et il en a illustré les destinations et les secteurs d’intérêt. L’Assesseur Marguerettaz est revenu, encore une fois sur le thème des transports et tout en particulier sur la situation du chemin de fer en rappelant que la société qui gère les trains agit dans un système de monopole. Trenitalia est le seul sujet qui exerce cette activité sur le réseau des lignes régionales et par conséquent, malgré toutes les insuffisances dont elles est porteuse, on doit en subir le manque de fiabilité. Marguerettaz a annoncé que les nouveaux trains (bimodali) fournis par STADLER devraient être en fonction avant que prévu, contribuant ainsi à soulager le système. Après avoir parlé des difficultés de modernisation de la ligne de chemin de fer et ayant rappelé la situation de l’aéroport, il a fait un rapport sur l’actuelle querelle concernant les manifestations d’ultra – trail en Vallée d’Aoste. En ce qui concerne le TOR des Géants, l’Assesseur a rappelé les différentes sollicitations que l’Administration Régionale avait adressées, déjà dans l’automne 2015, au partenaire de la manifestation pour assurer l’introduction et le respect de tous les paramètres, nécessaires et obligatoires, pour assurer le meilleur déroulement de la compétition. L’absence de réponses ainsi que nombreux d’autres facteurs, qui ont été illustrés par Marguerettaz, ont mis la Région dans la condition de ne pas avoir autre choix que celui qui a été annoncé. Le Président de la Région, Rollandin a ensuite pris la parole en rappelant les difficultés concernant l’emploi et le travail en général et tout en particulier dans la zone de la basse Vallée, surtout après la fermeture de Lavazza. Il a fait l’état de la situation en rappelant que des perspectives positives paraissent avancer, surtout avec le renforcement et l’élargissement des entreprises plus performantes de la zone. Le Président de la Région a rappelé comme la situation politique a évolué du commencement de la législature. Il a évoqué positivement le récent élargissement de la majorité au PD. Il a évalué positivement l’aptitude critique mais collaborative d’une partie de l’opposition à l’occasion du débat sur le budget 2016. Il rappelé que le rôle de l’Union Valdôtaine est et reste celui de défendre l’Autonomie de la Vallée d’Aoste et que dans ce sens il n’y a pas de préjudicielles par rapport à tous ceux qui partagent et soutiennent cette mission. Le Président a aussi rappelé que notre autonomie n’est pas une étiquette vide et qu’elle se base sur notre spécificité. Dans ce sens il a manifesté toute sa surprise, son étonnement et son amertume par rapport à certaines récentes positions syndicales qui ont classé le français, vrai base culturelle de l’Autonomie Valdôtaine, comme langue étrangère transmettant ainsi un message largement négatif, contradictoire et en contraste avec les dispositions Statutaires qui sont à la base de notre Autonomie. Le Président de l’Union Valdôtaine, qui a été le modérateur de la soirée, avant de laisser la parole au public pour ses interventions à introduit quelques considérations sur la situation politique. Ennio Pastoret a précisé, qu’à ce moment il n’y a aucun accord politique. Cependant il a rappelé que, déjà à partir de septembre 2014, le Conseil Fédéral de l’Union Valdôtaine avait mandaté le Mouvement à chercher des ententes, avec les autres forces politiques, pour assurer la gouvernabilité et la stabilité politique indispensables pour défendre les principes autonomistes de la VDA. Pastoret a rappelé encore que le Congrès de 2014 avait donné les mêmes indications ainsi que celui des 3 – 4 octobre 2015 en manifestant ainsi, de la part de l’UV, la continuité d’une cohérence politique de base et l’absence de préjudicielles envers les forces politiques disponibles à collaborer pour se mettre au service du Val d’Aoste et pour en défendre les prérogatives. Selon Pastoret c’est un devoir de la politique de chercher des ententes à condition qu’elles soient claires et se fassent sur des bases programmatiques et des contenus partagés.

MERCREDI 23 décembre 2015

20:16 Communiqué de presse Communiqué de presse Mercredi 23 décembre les commissions politiques de l’Union Valdôtaine et de Creare VDA (jadis Fédération Autonomiste et les jeunes du Foyer Valdôtain) se sont rencontrées à Aoste. Au cours de la réunion les responsables des deux Mouvements ont exprimé leurs soucis et leurs préoccupations par rapport à la situation politique générale. La mise en discussion des Autonomies, la tentative de homologuer toutes les sensibilités et les cultures, au sein d’une Europe qui néglige, de plus en plus, les spécificités, ainsi que les dérives centralistes de la part de plusieurs forces politiques en Italie font l’objet de soucis importants. Face à ce grave état de choses il y a des moments, dans la vie d’une Communauté, comme en est le cas pour celle du Val d’Aoste, où il est plus que jamais indispensable de rechercher des facteurs d’unité et de collaboration. Les responsables de Creare VDA ont réaffirmé leur volonté de partager l’action politique menée par l’Union Valdôtaine, dans la tentative de ressembler l’ensemble des forces autonomistes, pour renforcer le front des Valdôtaines et des Valdôtains qui défendent, concrètement, leurs droits et les prérogatives autonomes de la Vallée d’Aoste. Avec cette finalité, Creare VDA, partageant et approuvant les appels à l’unité des autonomistes, lancés par l’Union Valdôtaine, à plusieurs reprises, et tout particulièrement lors du Congrès des 3 et 4 octobre derniers, à Saint Vincent, a  décidé d’achever son expérience pour affirmer son engament politique avec l’Union Valdôtaine. Creare VDA, afin de ne pas disperser un important patrimoine d’idées, de personnes et d’expériences politiques, a manifesté la disponibilité et la volonté, de ses militants, ses adhérents, ses sympathisants et ses administrateurs locaux d’adhérer à l’Union Valdôtaine, dans les différentes sections présentes sur le territoire selon les règles participatives fixées par les Statuts du Mouvement. La Commission politique de Creare VDA a précisé que cette décision ne représente pas une requête de fusion entre forces politiques, mais une adhésion volontaire des femmes et des hommes qui ont suivi ce parcours en croyant aux valeurs autonomistes qui ont toujours caractérisé l’action de l’Union Valdôtaine. C’est donc un parcours de cohérence qui renforce l’action entreprise, dans les récentes élections municipales à Aoste, où Creare VDA a contribué, avec un bon score, au succès de la coalition autonomiste–progressiste. La Commission politique de l’Union Valdôtaine, ayant pris acte favorablement de cette décision de la part de Creare VDA (jadis Fédération Autonomiste et les jeunes du Foyer Valdôtain), s’est engagée à la partager, dans des brefs délais, avec les organes compétents du Mouvement. Le Président de l’Union Valdôtaine Ennio PASTORET Le Coordinateur de Creare VDA Patrizia CARRADORE
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Vie de l'Union7 Juin 2021 - 15:41

MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine Samedi dernier le 5 juin la Conférence des Présidents de Section, qui représentaient les 1000 adhérents au Mouvement, et le Consei Fédéral ont élu Mme Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine. Elle a désigné Vice-Président Monsieur Piero Prola et Trésorier M. Federico Marco PERRIN Ci-dessus son Programme: L’esprit de l’Union . L’esprit de l’Union Valdôtaine plonge ses racines dans les décombres de l’après-guerre, l’âme de notre Mouvement est son histoire, l’histoire de la Vallée d’Aoste, qui a vu, dans la pensée de ses ancêtres, l’axe de ses principes fondamentaux. L’Union valdôtaine est née comme mouvement s’opposant fortement au fascisme, elle est aujourd’hui un mouvement contre toute forme de fascisme, de néonationalisme, de racisme, de clôture. Peu de temps après la promulgation des décrets du lieutenant, le 13 septembre 1945, naquit l'Union Valdôtaine, ouverte, comme nos Statuts l'affirment, à tous ceux qui donnent assurance d'être fidèles et dévoués à la cause valdôtaine. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de répondre aujourd’hui au sens de la « cause valdôtaine ». Hélas, dans les années nous nous sommes perdus et l’esprit de l’Union parfois est sorti de chemin. Cela ne doit plus arriver. La rivalité personnelle n’est pas fidélité à la cause valdôtaine, l'égocentrisme et les attitudes personnalistes ne sont pas fidélité à la cause valdôtaine. Utiliser l’Union Valdôtaine comme tremplin pour des finalités électorales non plus. L’esprit de l’Union des fondateurs de notre Mouvement était celui de servir les intérêts culturels,politiques, sociaux et économiques de la Vallée d’Aoste. Au cours du temps ces principes ont été parfois oubliés et ceux qui croyaient en l’Union valdôtaine se sont refroidis. Toutefois, la flamme de notre flambeau c’est estompée, mais elle n’est pas éteinte… Aujourd’hui les unionistes sont là, qui nous observent dans l’espoir de pouvoir retourner à parler de politique, dans son sens plus propre, le plus élevé. La rue a été tracée dans la période préélectorale du 2020, après une période sombre pour notre Mouvement, on a réagi, et - petit à petit - on a recommencé à reconquérir la confiance des valdôtains. Ce n’est qu’un premier pas, parce que la confiance on la conquiert à petites gouttes et on la perd en litres. Notre travail sera serré, pour arriver à reconstruire ce que nous avons perdu. Nous avons perdu l’une des plus grandes forces de l’Union Valdôtaine : le dialogue avec les valdôtains, le dialogue qui passait à travers nos sections. Le fédéralisme que souvent nous citons dans nos programmes est bien enraciné dans l’organisation de l’Union Valdôtaine : un mouvement dans lequel chacun membre dispose d’une large autonomie en participant collectivement, et non individuellement, aux décisions. Cette participation collective doit repartir des sections, nous n’avons rien à inventer. Les sections existent déjà il y en a presque une par commune, dans certains pays plus d’une. Les initiatives futures que les organes dirigeants de notre Mouvement auront la nécessité d’analyser seront objet d’un parcours de partage le plus ample possible, parce que l’Union valdôtaine doit avoir portes et fenêtres ouvertes. Le nouvel élan de notre mouvement passera par un ample processus de confrontation. Les sections doivent représenter le vrai lien entre citoyens, mouvement et administrateurs. Pour que cela soit possible on pourrait créer une commission qui formule des propositions - bien sûr partagées avec un Congrès national thématique - pour garantir une effective participation aux adhérents. Participation qui, parfois, au début a du mal à démarrer. Nous avons, par exemple, dans nos petites communes des sympathisants qui ne s’inscrivent pas aux sections pour des raisons les plus disparates, et cela contribue à perdre le lien avec les citoyens. Pourquoi ne pas penser à des sections thématiques auxquelles s’inscrire pour faire face à des arguments spécifiques, tel que l’agriculture, la santé, le travail, etc. ? La technologie aujourd’hui nous aide à faciliter la communication, la confrontation avec les Présidents de section et les délègues au Conseil fédéral, qui sera le pivot de l’action politique du Mouvement, et encore, quand l’émergence sanitaire nous le permettra, on retournera à se rencontrer face à face. La centralisation de l’activité politique du Mouvement envers l’Administration Régionale sera fondamentale, les choix, les lignes politiques doivent être tracées par le Mouvement, et non pas le contraire. Parallèlement le Mouvement devra soutenir nos élus qui sont en première ligne et exposés à toute critique, le rôle du mouvement sera celui d’accompagner les élus dans leurs parcours en défendant et en adressant leur action. Le thème de la réunion est un argument central, on en parle, les opinions ne sont pas encore univoques. Rendre le terrain fertile pour un rapprochement de tous ceux qui partagent nos idées et nos idéaux est un pas important. Pour que cela soit possible, il est d’abord nécessaire procéder à la reconstitution d’une identité politique forte. Le fait qu’aujourd’hui coexistent différentes pensées politiques autonomistes est une donnée, et penser de désigner les personnes qui se sont éloignées de l’Union valdôtaine comme les « cousins méchants » serait une attitude myope, ainsi que probablement injuste. Toutefois, l’Union a vu, aux cours des années, l’éloignement de quelques-uns déçus par le Mouvement, tandis que pour d’autres, on a eu l’impression qu’il s’agissait d’un éloignement tendant à une stratégie électorale. Cela complique la solution. Parallèlement, il faut dire que le processus de réunion est en train de prendre vie de manière naturelle, ce sont les citoyens tout d’abord qui ont recommencé à avoir confiance en l’Union Valdôtaine. Pour que la reconstitution d’une identité politique forte soit réelle, il faudra abandonner de poursuivre des dynamiques purement électorales, l’UV devra recueillir des individus avec des idéaux communs, et non pas des « porteurs de votes », ou « autoproclamés porteurs de votes ». L’Union n’est pas un train sur lequel on monte et on descend selon la convenance. Voici la question : le processus portant à la réunion sera-t-il un débat entre personnes qui se reconnaissent dans les idéaux communs, ou une stratégie pour s’assurer une candidature d’ici à cinq années ? Nous ferons de notre mieux, pour veiller afin que cela ne se produise. Ce qui est incontestable c’est que toute décision sera remise aux adhérents du mouvement, à travers l’organe qui détient le pouvoir constituant du Mouvement : le Congrès national. Compte tenu que le symbole et la dénomination de l’Union Valdôtaine sont intouchables, le travail à faire – si le congrès considérera cette option- sera de trouver les points en communs entre le Mouvement et les autres pensées politiques autonomistes. Parce que, si c’est vrai que plusieurs de nous instinctivement pensent « qui veut adhérer à l’Union n’a qu’à s’inscrire à sa section », c’est aussi vrai que la fragmentation des autonomistes a ouvert les portes aux partis nationaux, et cela n’a pas aidé la cause valdôtaine. Le débat et la confrontation seront au centre de notre façon de travailler. Je souhaite de participer à des Conseils fédéraux où les délégués se disputeront pour prendre la parole, les rencontres caractérisées par les silences ne réfléchissent pas la démocratie ni le fédéralisme. L’Union Valdôtaine devra ainsi s’engager avec le gouvernent central pour faire démarrer l’institution d’une circonscription Vallée d’Aoste pour le Parlement européen. Une proposition de loi dans ce sens a déjà été entamée par le sénateur Lanièce. Une représentativité au sein de l’Europe pour la protection des peuples minoritaires est fondamentale et il serait aussi essentiel se reconnecter avec les mouvements autonomistes européens, pour poursuive le chemin d’une vrai Europe des peuples. L’action politique sera orientée à faire refleurir notre Vallée d’Aoste: la pandémie a augmenté les fractures sociales qui ont suscité l’envie, presque la haine, parmi les classes sociales, même dans une réalité petite comme la nôtre. La perte de places de travail et la crise économique doivent donc être au centre des attentions de l’action administrative. La revitalisation de l’agriculture ainsi que du tourisme nécessitent d’un travail important. L’attention aux catégories fragiles aussi : nos parents et nos grands-parents ont vécu une année terrible, tout comme les jeunes, ceux qui ont des activités économiques, les personnes qui ont des problèmes de santé. La gestion fédéraliste à tout niveau doit se concrétiser par la centralité des Communes qui avec leurs Syndics représentent un exemple de subsidiarité réelle que nous avons appauvri. Les Communes nécessitent aujourd’hui d’avoir des entrées financières sûres et appropriées pour construire un bilan sérieux, ainsi qu’un nombre adéquat d'employés pour mettre en œuvre les décisions de l’administration communale. Les petites communes de la Vallée, qui sont la force de notre territoire, sont parfois abandonnées à elles-mêmes : aux cours des années elles ont perdu des ressources financières ainsi que les personnes qui y travaillaient à cause des lois de secteurs qui empêchent les embauches, dans une période dans laquelle un poste de travail change la vie à une famille. Il est nécessaire un changement de cap. La dignité du travail doit repartir du territoire, une dignité qui doit être égale, tant bien dans les petites communes de montagne que dans la plaine. Nos communes, dans cette période de pandémie, ont représenté un point de repère fondamental pour les citoyens, et l’assemblée du CPEL/CELVA a été perçue par la population comme un organisme efficace et qui, avec ses syndics de différente appartenance politique, a réussi à trouver une synthèse pour résoudre les problèmes quotidiens des familles valdôtaine. Les familles doivent ainsi être au centre de l’action politique, les parents doivent pouvoir travailler, tous les deux, sans devoir se tracasser pour se prendre soin des enfants, les services des garde d’enfants doivent être le pivot d’une action visant à aider les familles, les adolescents doivent pouvoir étudier et s’engager dans le temps libre dans une région qui leur offre des occasions ainsi que l’égalité des chances. Les femmes valdôtaines ont toujours été indépendantes, on toujours travaillé, elles ont été les pilastres des familles pendant la guerre, elles ont été partisanes, créatrices de l’identité politique de notre Union. Et aujourd’hui aussi, les femmes valdôtaines émergent grâce à leur ténacité: dans les études, dans l’écriture, dans la médicine, dans les sports, dans la musique, dans toute sorte d’industrie; mais pas encore trop dans la politique. La pandémie mondiale a encore plus marqué l’écart entre hommes et femmes. Ces dernières souvent sont restées à la maison avec les enfants ou les personnes âgées, elles ont perdu leur travail. Alors aujourd’hui l’Union Valdôtaine doit avoir le courage de se remettre au centre de l’action politique en donnant l’exemple. Ce n’est pas un discours de genre, mais de capacité, et si on parle de capacité, alors, c’est évident que nos sections, nos listes aux élections, nos représentants tous, doivent inclure plus de femmes, qui maintenant, se sont éloignées de la politique, parce qu’ elles savent et sentent que ce serait trop difficile, pour elles, d’émerger. Tous nos représentants dans les sections doivent chercher les femmes, les hommes et les jeunes les plus méritoires, pour les inviter à l’action politique. Les jeunes représentent l’autre grande catégorie oubliée au cours de la pandémie, mais surtout ils représentent la plus grande richesse que l’union valdôtaine avait autrefois et qui, maintenant, est en train de s’éloigner. Heureusement nous avons encore La Jeunesse Valdôtaine qui est un fleuron de notre mouvement, mais nous constatons de plus en plus que les jeunes d’aujourd’hui considèrent la politique comme quelque chose de lointain ou, pire encore, comme quelque chose de sale avec qui ils ne veulent pas se mêler. Malheureusement, des partis nationaux ont su comprendre ce malaise et ils ont réussi à conquérir une partie de jeunes. C’est à nous de prévoir des actions visant à intercepter les souhaits et les problèmes légitimes des jeunes et à les rapprocher à la politique. Et cela ne peut se faire qu’en présentant une Union Valdôtaine ouverte, accueillante, compréhensive, proche aux jeunes citoyens. Nous devons travailler à une campagne d’adhésion importante, non pas pour augmenter le nombre des cartes des membres, mais pour avoir une vision du monde futur inclusive et à l’avant-garde. Nos élus doivent être très proches des sections, et nos sections doivent de plus en plus impliquer la population, partager les propositions et les idéaux pour rendre l’Union Valdôtaine un mouvement inclusif, identitaire et autonomiste. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de l’esprit de l’Union valdôtaine ! Torgnon, le 21 mai 2021 Cristina Machet

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2016 Rencontres sul le territoire

2015 Congrès des 3 et 4 octobre

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