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Union Valdôtaine, le mouvement en ligne

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Communes19 Décembre 2017 - 10:13

Les contenus ou les méthodes?

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Il arrive souvent qu’au Conseil municipal d’Aoste, qui aurait pas mal de chose desquelles s’occuper, tombent sur la table des initiatives de tout genre. Le cas échéant est celui de la résolution présentée par le groupe « l’altra VDA » Sur l’antifascisme.

Une initiative, qui, dans les intentions du proposant, aurait dû avoir un consensus unanime. Mais la motion n’a pas reçu les votes indispensables pour être approuvée. Et ce avec regret de la part de l’Union Valdôtaine, Mouvement issu de la lutte antifasciste et de la Résistance.

Un tel fait demande de s’interroger. Pourquoi la grande partie du Conseil, toutes forces politiques confondues, n’a pas voté cette motion ? Est-ce-que il y a, dans l’Assemblée municipale des extrémistes de droite ou des nostalgiques du « ventennio » qui se cachent?

Certes que non !

La question est une autre et elle ne concerne pas les contenus, mais les méthodes. Ça ne suffit pas de remplir de bonnes intentions une motion, de la présenter et de demander de la voter. Il faudrait avoir le bon ton d’essayer d’en partager les passages plus délicats, sans prétendre que tout le monde accepte tout ce qui est proposé les yeux fermés.

Se confronter avec les autres, étant disponibles à apporter des amendements au texte, aurait certainement permis de avoir un consensus beaucoup plus ample, probablement unanime.

Mais celui qui a proposé la motion considérait plus important d’avoir la primogéniture de sa présentation plutôt que son approbation en accueillant quelques propositions de modification.

Car nous sommes convaincus, en effet, que le véritable but n’était pas d’arriver à approuver la motion, mais celui de la faire repousser pouvant ainsi capitaliser les effets de ce refus.

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VENDREDI 9 juin 2017

14:36 Table des Syndics: anche sul turismo, continua la politica degli annunci Table des Syndics: anche sul turismo, continua la politica degli annunci I Sindaci della "Table des Syndics” prendono atto dell’annuncio, effettuato "in anteprima” ieri al convegno Adava di Bard, da parte dell’assessore regionale al Turismo Restano, di un disegno di legge in materia di locazione per finalità turistiche di camere, appartamenti e case arredati. A quanto emerge da alcune dichiarazioni dell’Assessore, riportate dagli organi di informazione, il testo prevederebbe che l’attività di locazione ai fini turistici possa essere effettuata in forma non imprenditoriale solo se occasionale e non abitualmente. L’uso del condizionale è d’obbligo, da parte nostra, anche perché rileviamo, una volta di più, come la Giunta, e segnatamente l’Assessore, non abbiano effettuato alcuna condivisione preliminare della proposta, eccezion fatta una trasmissione a carattere informale dell'articolato al CPEL/CELVA, che sembra però essere stata effettuata dagli uffici dell'Amministrazione e non dall'Assessore. La cosa è tanto più grave non solo perché contraria a qualsiasi "abc” dell’Amministrazione, ma anche alla luce del fatto che, a quanto trapela, i contenuti della bozza di testo affiderebbero agli Enti locali un ruolo di vigilanza sulle prescrizione, coinvolgendo anche organi come le Polizie locali, oltretutto già gravate di numerose attribuzioni. La questione è di estrema attualità, in una regione la cui economia è legata per buona parte al turismo, e presenta ricadute importanti sui territori. Questo basterebbe a imporre un approccio serio e partecipato, ma la politica dell’annuncio continua a vincere nei costumi della nuova maggioranza regionale. Gli esempi sono ormai continui e, rimanendo all’assessore Restano, sottolineiamo in particolare il campo dei Trasporti, con una preoccupazione che sembra ormai più dire quasi quotidianamente qualcosa su ferrovia e affini, anziché mettersi attorno ad un tavolo e ragionare sul da farsi. Alla luce di queste considerazioni, i Sindaci della Table si riservano una valutazione approfondita ed autonoma sul progetto di legge annunciato dall’Assessore e, più in generale, su una tematica che - come peraltro tutte quelle derivanti dall’applicazione di strumenti informatici che non poggiano su un retroterra normativo ed introducono nuove dinamiche, anche professionali - merita un esame frutto di una valutazione collettiva della realtà locale (compresa la situazione degli Enti che rappresentiamo) e adeguato all’evoluzione continua dell’epoca in cui viviamo.

JEUDI 1 juin 2017

12:14 Welfare, per i Sindaci della “Table” non è più tempo di tergiversare Welfare, per i Sindaci della “Table” non è più tempo di tergiversare A seguito delle audizioni tenute ieri, mercoledì 31 maggio, dalla V Commissione del Consiglio regionale in materia di welfare - che hanno riguardato tra l’altro il Presidente del Consiglio permanente degli Enti locali, il Presidente della Conférence des Présidents des Unités ed i Presidenti delle Unités des communes valdôtaines - i sindaci della "Table” tengono rinnovare la loro posizione rispetto ad una tematica che è al centro del dibattito, senza che dei progressi reali sembrino registrarsi su questo versante, stante l’assenza di risposte precise da parte della maggioranza regionale. Anzitutto, la "Table” intende rivolgere un sentito apprezzamento ai Presidenti delle Unités, che hanno sottolineato, durante la riunione, il momento di criticità che gli amministratori degli Enti locali stanno attraversando, vista la gestione approssimativa del dossier da parte dei rappresentanti della maggioranza, come sottolineato anche dai componenti del gruppo dell’Union Valdôtaine in seno alla Commissione, cui va il nostro ringraziamento per il sostegno. Il presidente della Commissione Fosson ha tacciato gli amministratori di essere polemici, per il loro approccio. La verità - pur desiderando ringraziarlo per il generico impegno di sollecitare la maggioranza al reperimento di risorse da destinare al welfare - è che Sindaci e Presidenti non vogliono sollevare nessuna polemica: si è semplicemente cercato di supplire ad un silenzio assordante, da parte della Regione. Dopodiché, che piaccia o no, la legge affida ai rappresentanti degli Enti locali delle competenze, alle quali non si intende rinunciare. E’ per questo che, sin d’ora, i Sindaci della "Table” annunciano la massima vigilanza. Sia dal punto di vista dei servizi e del personale in essi coinvolto, sia da quello delle rette che la popolazione dovrà pagare per la fruizione, l’attenzione sarà elevatissima, anche perché la missione degli amministratori locali è dare risposte alla comunità. Ora più che mai è necessario che la Regione risponda ad una semplice domanda: "il welfare è una priorità?”. Se la risposta è affermativa, si smetta di tergiversare e si dica chiaramente come verranno garantite le risorse economiche per il funzionamento del settore, perché quelle attuali non sono sufficienti e chi siede in piazza Deffeyes lo sa. Una risposta che, prima che ai Sindaci, andrebbe data ai valdostani.

MERCREDI 10 mai 2017

17:38 Enti locali, i Sindaci della Table: no alla vecchia politica nei nostri confronti Enti locali, i Sindaci della Table: no alla vecchia politica nei nostri confronti Riguardo al disegno di legge approvato ieri dal Consiglio regionale, per la modifica del Sistema delle Autonomie locali, i Sindaci della "Table des Syndics” sottolineano come la soluzione rappresentata dall’emendamento presentato dal Presidente della Regione Marquis, per far fronte alle difficoltà di bilancio del Comune di Roisan, presenti sospettosamente il retrogusto stantio della vecchia politica. Prelevare fondi dalle risorse destinate al funzionamento del CELVA (che per gli Enti locali valdostani costituisce il principale supporto operativo, anche in forma associata), con l’idea di assegnarli ad un Comune, è infatti un’ottima manovra per attuare quel "divide et impera” che, seminando zizzania tra gli eletti locali con il livello amministrativo superiore a trarne beneficio, ha segnato indelebilmente alcune stagioni della politica nazionale. Se a ciò si aggiunge che tra gli ispiratori della manovra vi è un ex presidente del CPEL/CELVA, oggi consigliere regionale, non è difficile capire cos’abbia in serbo per i Comuni l’attuale maggioranza regionale. Fortunatamente, i Sindaci della Table sono in grado di guardare avanti, di riconoscere tentativi maldestri del genere e di pretendere soluzioni diverse e migliori, nell’interesse esclusivo delle comunità cui rispettivamente rispondiamo. Senza tuttavia tacere la nostra preoccupazione per una politica fatta, anche nel settore che ci riguarda, di annunci continui, salvo poi dover scoprire che, per reperire 140mila Euro, il Governo regionale deve ricorrere ad acrobazie come quella cui abbiamo assistito. Grazie all’operato della Giunta in carica al momento della definizione del bilancio, siamo riusciti a veder confermate le risorse destinate agli Enti locali (malgrado il gettito IRPEF, cioè il principale parametro che concorre alla loro definizione, fosse minore rispetto all’esercizio precedente), in una logica di sinergia tra la Regione e i Comuni. Sinergia per cui vogliamo ringraziare il responsabile del CPEL/CELVA, il collega Franco Manes, che è prezioso punto di riferimento per chi, ogni giorno, risponde alle aspettative della propria comunità. Però, se questi sono i presupposti della nuova maggioranza (peraltro preoccupanti perché la manovra imbastita sembra anche paventare aiuto ai Comuni in difficoltà solo per gli enti pronti ad "allinearsi” al nuovo corso regionale), abbiamo capito che – come scritto nel programma del nuovo Governo – effettivamente la revisione della legge 48 sulla finanza locale avverrà, ma al ribasso.

VENDREDI 28 avril 2017

16:44 Una delegazione del CPEL a Bolzano per un confronto sul Welfare Una delegazione del CPEL a Bolzano per un confronto sul Welfare Una delegazione del CPEL composta dai Presidenti delle Unités Grand-Combin e Mont-Émilius rispettivamente Sindaci dei Comuni di Ollomont e di Quart, e dal responsabile politico del dipartimento n. 4 "Famiglia e integrazione socio-sanitaria”, Sindaco del Comune di Introd, ha incontrato oggi l'Assessore alla Salute, sport, politiche sociali e lavoro della Provincia autonoma di Bolzano, Martha Stocker. L'incontro ha rappresentato l'occasione per un confronto sul modello di welfare della Provincia, con particolare riferimento ai servizi per gli anziani, per la prima infanzia e per i cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. In questo momento il CPEL è impegnato in un importante lavoro di ripensamento del modello di welfare regionale. È importante che i Comuni e le Unités, in qualità di enti più vicini ai cittadini e di enti gestori dei servizi, diano il loro contributo alla riflessione. Il modello sudtirolese è tra i migliori del Nord-Italia e presenta numerosi aspetti di interesse perché espressione di un territorio molto simile a quello valdostano. La trasferta è stata anche l'occasione per un confronto sul tema della gestione dei rifiuti con un gruppo privato che si occupa di educazione ambientale e di trasformazione dei rifiuti in energia. Le Unités stanno, infatti, lavorando insieme per omogeneizzare la gestione dei rifiuti a livello regionale, cercando di migliorare e semplificare il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, ridurre i costi, responsabilizzare il cittadino e renderlo partecipe di un grande progetto di comunità per la cura dell'ambiente. Oggi sono stati valutati alcuni strumenti specifici per la tariffazione puntuale dei servizi, tra cui il sacco prepagato.

MERCREDI 26 avril 2017

18:10 Finanza locale e Welfare: i Sindaci della Table chiedono risposte Finanza locale e Welfare: i Sindaci della "Table" chiedono risposte Nella riunione di oggi, mercoledì 26 aprile, della "Table des Syndics", i Sindaci componenti del Consiglio d’Amministrazione del CPEL hanno relazionato agli altri colleghi dell’Union Valdôtaine in merito agli incontri avuti, negli scorsi giorni, con la Giunta regionale e con l’assessore Luigi Bertschy. Il primo incontro, con l’Esecutivo, riguardava la finanza locale, con particolare riferimento alla vicenda del finanziamento a favore del comune di Roisan e della legge regionale 48 nel suo insieme. Rispetto a quest’ultima è stato auspicato, dai Sindaci presenti, un aumento delle risorse per la finanza locale, senza il quale diventa difficile parlare di nuovi criteri di ripartizione delle stesse. Al di là della scarsa esaustività delle risposte in merito, fatto già sufficientemente preoccupante, dal Presidente della Regione è stata oltretutto comunicata, in fatto di rapporti finanziari con lo Stato, una complessità legata all’attuazione degli accordi sul "federalismo fiscale", che si ripercuoterebbe in un minor trasferimento alla nostra regione. La circostanza, ovviamente, è stata appresa con apprensione dai Sindaci della "Table", che vedono così a rischio la programmazione contabile-finanziaria dei prossimi esercizi. Quanto alla seconda riunione, riguardante il welfare, gli amministratori unionisti prendono atto non senza perplessità delle comunicazioni ricevute dall’assessore Bertschy sul finanziamento futuro degli asili nido, dei servizi per la terza età, nonché sulle regole che disciplinano parte del settore (e sulle loro possibili modificazioni). Si ritiene che un’analisi "parcellizzata" del settore non sia proficua e che serva una risposta fondamentale, d’insieme: il sistema del welfare, che nella visione dei rappresentanti degli Enti locali è una priorità e rappresenta lo strumento per offrire uguali chances di assistenza dalla culla alla terza età, è destinato ad essere riformato, o meno? Se sì, con quali risorse e secondo quali modelli? Le valutazioni e il parere dei Sindaci sono stati chiesti, negli ultimi tempi, a più riprese, ma è giunta l’ora delle risposte, perché a non prendere decisioni immediate il rischio è che l’intero sistema vada in crisi. Per parte loro, gli Enti locali hanno già assicurato sufficienti risorse, impegno e attenzione a sostegno di questo cruciale settore nell’assistenza alla comunità. A questo punto, il legislatore regionale non può continuare a rinviare alcune questioni, che se non affrontate, come già annunciato nel precedente comunicato della "Table" su questo stesso tema, rischiano di mettere in discussione il welfare per come i valdostani lo hanno conosciuto sino ad oggi e le relative prospettive occupazionali degli addetti del settore.

JEUDI 13 avril 2017

16:57 Elections communales du 7 mai 2017: Commune de Issime Elections communales du 7 mai 2017: Commune de Issime DOCUMENTO PROGRAMMATICO Premessa Negli ultimi cinque anni, a causa della congiuntura economica sfavorevole, i fondi a disposizione degli Enti pubblici sono stati progressivamente decurtati di varie centinaia di migliaia di Euro. Inoltre si sono aggiunti ulteriori settori di responsabilità a carico dei Comuni, con la stretta sulle assunzioni e sui ricambi generazionali. I Comuni dovranno pertanto ridurre ogni tipo di intervento non indispensabile anche in funzione del fatto che il meccanismo del rispetto del "pareggio di bilancio ” pone ulteriori limitazioni alla spesa degli stessi fondi ancora a disposizione. Mai come in questo periodo storico diventerà essenziale il reperimento di fondi da altre fonti, in primis dalle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea attraverso vari programmi di sviluppo e di cooperazione territoriale. Lavori pubblici Per i motivi citati in premessa, si intende suddividere prudenzialmente la gestione dei lavori pubblici in due aree di intervento: 1.garantire la continuità dei lavori già avviati e dei progetti in fase di predisposizione e di acquisizione dei pareri di Legge; 2.assicurare gli interventi di manutenzione del territorio e delle infrastrutture esistenti. 1 – CONTINUITA’ DEGLI INTERVENTI GIA’ AVVIATI Prioritario e doveroso è garantire la continuità degli interventi avviati in sinergia con il consorzio fondiario per non depauperare gli ingenti investimenti degli anni scorsi legati alla messa in sicurezza del versante franoso di Bouschtschucke e al mantenimento della fruibilità del vallone di San Grato. Verrà consegnato nel mese di Maggio il lavoro di costruzione di una vasca di accumulo per migliorare la captazione sulla sorgente di Vluechji. Il passaggio successivo sarà quello di reperire i fondi per rinnovare l'intera tratta ormai datata che scende a valle e creare un secondo anello a servizio del basso vallone per gli alpeggi e per le case ristrutturate e non. Dal 2013 l’acquedotto e la fognatura sono gestite dal Servizio Idrico Integrato, il cui sub ambito ottimale è stato identificato nei territori delle Comunità Montane Walser e Monte Rosa, ora Unités des Communes Valdôtaines, con sede presso quest’ultima. Tale situazione è scaturita per effetto di una normativa obbligatoria sovra comunale tesa a favorire risparmi da economie di scala.Si è cercato di mantenere comunque una relativa autonomia negli interventi manutentivi con apposite convenzioni che non privino il Comune di ogni margine di manovra. Si proseguirà la collaborazione con l’Unité des Communes Valdôtaines Walser per migliorare e ottimizzare il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti con incentivazione del riciclo e del compostaggio. Si intende valorizzare la piazza comunale Zar Weschi, ora sede estiva del capannone della Pro loco, per permettere il recupero di questo angolo del Duarf, migliorando nel contempo la sicurezza e facilitando le modalità di gestione delle strutture da parte dell’associazione stessa. 2 – MANUTENZIONE DELLE INFRASTRUTTURE PUBBLICHE ESISTENTI La rete comunale della pubblica illuminazione è stata acquisita totalmente dal Comune, anche per le parti che erano ancora di proprietà della Deval. Si è proceduto quindi con l’adeguamento dei quadri elettrici di comando, con il posizionamento dei contatori su ogni linea i cui consumi prima erano contabilizzati a "forfait”. Tale variazione di contabilizzazione permetterà di adottare soluzioni moderne che garantiscano risparmi sui consumi. La numerazione di tutti i pali eseguita negli anni scorsi ha facilitato la segnalazione dei malfunzionamenti e la loro risoluzione. Il prossimo intervento finalizzato all’ammodernamento della rete consisterà nella messa in opera di lampade con moderne tecnologie a LED che garantiscono bassi consumi con ottime prestazioni illuminanti e una durata enormemente maggiore rispetto alle vecchie ed inquinanti lampade ai vapori di sodio o di mercurio. In materia di protezione civile sii ritiene necessario procedere alla creazione di opere di presa "ad hoc” su ognuno dei tre torrenti posti in posizioni strategiche sul territorio comunale, Türrudschunbach, Walkhunbach e Stolunbach, per garantire prese d’acqua accessibili ai mezzi d’emergenza e per uso agricolo con sufficiente continuità di pressione e portata. Si avrà anche il duplice effetto di migliorare la sicurezza degli abitati, evitando commistioni con la rete dell’acquedotto che, in caso di utilizzo per altre necessità, ha manifestato casi di interruzione di erogazione, di abbassamenti di pressione o fenomeni di temporanea torbidità. Si intende inoltre recuperare e valorizzare l’area golenale in sponda sinistra lungo il torrente Lys in loc. Zinnisili, destinandola ad area di sosta attrezzata per i camper, dato il crescente numero di clientela legata a tale tipologia di domanda turistica. Si dovrà dare continuità all’attività di ripristino delle aree private e comunali site in località Proasch, utilizzate in occasione dell’alluvione del 2000 per stoccare il materiale di risulta dei disalvei del torrente Lys. Tale attività è già stata avviata con l’acquisizione della progettazione esecutiva e in seguito con la richiesta di finanziamento all'assessorato regionale dei lavori pubblici, per ora non andata a buon fine. Tale intervento è urgente e doveroso al fine di restituire quanto prima le aree private occupate in emergenza ai rispettivi proprietari. Si è redatto un progetto di realizzazione di marciapiedi a servizio della località Champriond, lungo la S.R.44 in accordo con i tecnici regionale e si è in attesa di sapere se l’intervento sarà inserito tra i lavori da eseguirsi direttamente da parte della Regione nel piano lavori 2017. Agricoltura L’agricoltura e l’allevamento ad Issime sono ancora attività fiorenti, anche grazie a numerosi giovani che, con passione e dedizione, proseguono l’attività tradizionale della propria famiglia con sistemi e procedure imprenditoriali. Occorre però trovare strategie per diversificare e riqualificare l’agricoltura, incrementare la nascita di attività complementari, intese come nuove fonti di occupazione e reddito, diffondere la cultura e la conoscenza del territorio rurale e delle sue specificità anche in chiave turistica. I prodotti locali, anche grazie al loro forte radicamento con il territorio e le tradizioni, costituiscono una forte attrattiva per il turista a condizione che vengano sufficientemente valorizzati e portati a conoscenza del consumatore. Il patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e architettonico, gli antichi "savoir-faire” costituiscono dei punti di forza per avviare azioni di promozione turistico-rurali. Sarà quindi importante promuovere l’attivazione di sinergie tra pubblico e privato creando sul territorio modalità di incontro tra il mondo rurale produttivo ed il turista. Molti villaggi di montagna sono stati abbandonati ed il degrado è palpabile e progressivo. L’amministrazione pertanto auspica che la popolazione intera contribuisca al mantenimento del territorio, seguendo l’esempio di un tempo quando gli abitanti dei villaggi erano molto uniti e si sostenevano in caso di necessità. Il ripetere ai giorni nostri semplici pratiche quotidiane da parte di tutti può garantire effetti positivi anche dal punto di vista paesaggistico, ambientale e turistico. Turismo Il turismo che caratterizza il territorio di Issime si è evoluto sempre più verso una clientela formata maggiormente da anziani e bambini grazie al clima piacevolmente temperato nei mesi estivi ed ai servizi offerti. La stagione invernale invece vede una minore presenza turistica anche per la carenza di strutture ricettive e di un adeguato collegamento con il comprensorio del Monterosaski. Tuttavia, ci sono margini di crescita se si tiene conto che la tendenza turistica invernale degli ultimi tempi non è più solo verso una fruizione intensiva dei comprensori sciistici, bensì volge sempre più verso nuove forme di turismo sostenibile, legate a pratiche meno invasive come le passeggiate con racchette da neve, le escursioni con le biciclette da neve o il winter nordic walking, tutte attività che anche il nostro territorio può offrire. E’ necessario quindi investire su un turismo alternativo programmando l’afflusso dei turisti lungo tutto l’arco dell’anno, valorizzando le risorse naturalistiche e culturali del nostro territorio nel rispetto della natura e delle tradizioni locali. La destagionalizzazione turistica è ormai la parola d’ordine sancita anche a livello europeo ed è in questa direzione che vanno anche i finanziamenti europei, risorse sempre più importanti che sarà importante riuscire a reperire. La creazione di un itinerario turistico religioso che, partendo dalla Chiesa parrocchiale, passi attraverso la visita delle numerose cappelle sparse sul nostro territorio fino a raggiungere la cappella di Mühni è in fase di studio da parte di un gruppo di lavoro dell’ecomuseo walser. In tale sede si è avviato inoltre un progetto per il recupero di alcuni locali dell’antico stabile retrostante la Casa Parrocchiale con il fine di creare un museo sulla religiosità. Si tratta ora di reperire le necessarie autorizzazioni, trattandosi di un edificio storico, tutelato da norme stringenti. Oggetto di studio di un progetto finanziato con fondi europei è la possibilità di realizzare un ostello diffuso o un Bed and Breakfast walser, ubicato in una o più abitazioni e destinato ad accogliere coloro che amano l’escursionismo. Interessante sotto questo punto di vista è la volontà dell'amministrazione di ristrutturare la casa lascito "Linty”, di fianco al Walserstadium, in modo da poter ospitare anche ritiri di squadre di giovani calciatori che possano usufruire del campo sportivo e nel contempo scoprire il nostro territorio. La ristrutturazione del fabbricato dovrebbe avvenire valorizzandone le caratteristiche peculiari e uniche, erigendo verso nord una nuova costruzione, già concordata con gli uffici Regionali della Soprintendenza ai Beni Culturali, in grado di poter ospitare venticinque persone. Tale struttura verrà poi data in gestione a privati, cercando così di creare un volano per la valorizzazione dell’area sportiva e sviluppando occupazione nell’ambito ricettivo. Al fine di coinvolgere maggiormente tutti i portatori di interesse del territorio in ambito turistico, agricolo e culturale, è intenzione del comune organizzare alcune giornate formative ed informative, coordinate da specialisti del settore, destinate all’individuazione di strategie comuni di sviluppo. Associazioni culturali e istituzioni locali Una buona collaborazione tra il Comune e l’associazionismo locale come l’Augusta, il Walser Kulturzentrum, la Banda musicale, la Pro Loco, la Biblioteca, sono fondamentali per l’immagine del nostro Paese, ma più ancora per noi Issimesi. Alle varie associazioni culturali, oltre che a quelle sportive e di volontariato presenti sul territorio comunale, verrà prestata particolare attenzione, coinvolgendole in attività di interesse comune e fornendo anche il necessario sostegno laddove si possono portare avanti iniziative. Si cercherà per quanto possibile di mantenere i contributi economici al livello attuale, nonostante i cospicui tagli dei trasferimenti statali e regionali subiti dal Comune in questi anni. A ciò si sono aggiunte le riduzioni imposte dalle nuove limitazioni normative derivanti dalla politica di rigore in campo economico nazionale ed europeo e dal fatto di dover trasferire una gran parte del gettito delle entrate dell’IMU allo Stato. I CANDIDATI Consol Franco Consol Marco Consol Silvano Girod Gael Landi Elena Linty Chiara Linty Christian Paganone Egon Praz Aldo RoncLuisella

MERCREDI 12 avril 2017

11:55 Elections communales Arnad - La Liste et le programme Elections communales Arnad - La Liste et le programme Les candidats de la  Liste Autonomie Communale  1.  BONEL Pierre candidat syndic, 46 ans, géomètre et syndic sortant  2.  ROLLAND Celeste Maria candidate syndic adjoint, 62 ans, retraitée  3.  AMERIO Maycol, 29 ans, employé, ingénieur mécatronique et conseiller sortant  4.  BERTOLIN Alexandre, 22 ans, étudiant universitaire et animateur de la Jeunesse Valdôtaine  5.  BONIN Ethel, 34 ans, employée  6.  BORDET Daniela, 47 ans, maîtresse d’école  7.  BOSINI Denise, 25 ans, étudiante universitaire, employée et conseiller sortant  8.  CRÉTIER Renzo, 59 ans, boucher  9.  JANIN Enrica, 46 ans, employée 10.  JANIN René, 45 ans, ouvrier et conseiller sortant 11.  JANIN Thérèse, 40 ans, employée 12.  JOLY Corinna, 46 ans, pharmacienne et conseiller sortant 13.  JOLY Ivo, 44 ans, géomètre, président de la cave coopérative "La Kiuva”, assesseur sortant 14.  JOLY Yannick, 34 ans, employé et conseiller sortant 15.  VUILLERMOZ Silvio, 41 ans, professeur de musique, titulaire d’un diplôme au conservatoire ******** Gli indirizzi generali di governo della lista "Autonomie Communale – Arnad Gli indirizzi generali di governo, alla base del programma della lista "Autonomie Communale”, tenuto conto del peculiare periodo economica e di condizione sociale, promuovono in primo luogo una politica di contenimento dei costi, mantenendo al tempo stesso inalterati i servizi di base di cui la cittadinanza ha goduto negli ultimi anni, attraverso l'uso consapevole e senza sprechi delle risorse di comunità; una responsabilità che la lista intende prendere su di sé per favorire la massima ottimizzazione delle potenzialità del territorio e la crescita di tutti i settori cardine del Paese (agricoltura, lavori pubblici, urbanistica, turismo e sport, cultura e welfare). "Autonomie Communale” declina questo impegno con una prospettiva di governo incentrata sia sull'incentivazione della fruizione dei servizi del territorio, sia sulla condivisione degli obiettivi con gli enti locali e l'amministrazione regionale. Risulta cruciale, nell’ambito dei rispettivi ruoli e competenze, la collaborazione con la Région autonome Vallée d'Aoste, l'Unité des Communes Evançon e soprattutto con il Comune di Issogne, realtà limitrofa con la quale è condivisa la gestione associata di serie di funzioni e servizi cruciali, in ottemperanza alla necessità del contenimento dei costi amministrativi, senza gravare ulteriormente sui cittadini. Al tempo stesso, il metodo di lavoro che la lista "Autonomie Communale” si propone di adottare intende garantire ad ogni cittadino la massima disponibilità di ogni componente dell'Amministrazione, sottolineando l'importanza di una pubblica amministrazione trasparente e ligia ai suoi impegni nei confronti della cittadinanza. La squadra che intende governare Arnad nei prossimi 5 anni s'impegna a garantire il sostegno e l'ascolto delle fasce più deboli della popolazione, attraverso la collaborazione interna ed esterna agli uffici comunali; a sviluppare una rinnovata cultura turistica, coscienti delle straordinarie potenzialità del nostro territorio, quali l'enogastronomia, il particolarismo rurale locale e l'attrattività del vicino Forte di Bard; ad aumentare le sinergie con le Forze dell'Ordine, perché il diritto alla sicurezza dei cittadini sia garantito anche attraverso un potenziamento dei mezzi e delle strutture a disposizione del territorio di Arnad. Il programma completo di governo della lista "Autonomie communale” sarà reso noto nel corso dell’incontro con la popolazione, previsto per venerdì 5 maggio 2017, alle ore 20:30 presso il salone comunale. Tutte le famiglie ne riceveranno una copia nei prossimi giorni.

MARDI 11 avril 2017

11:51 Table des Syndics: no all'ambientalismo retrogrado sui Parchi Table des Syndics: no all'ambientalismo retrogrado sui Parchi Le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti ambientalisti sulla sensibilità ambientale degli amministratori locali, lasciano sbigottiti e, in un sol colpo, cancellano anni di lavoro e collaborazione tra Enti, per giungere ad una sempre maggiore tutela dei nostri territori. Le dichiarazioni che abbiamo sentito si rifanno ad una concezione di Parco, totalmente incentrata su un protezionismo ortodosso e retrogrado, con nessuna partecipazione alla gestione dell'ambiente delle popolazioni locali. Le comunità dei luoghi, peraltro, hanno le capacità per gestire queste nuove sfide. Rifiutiamo quindi questa concezione di Parco, e rivendichiamo il diritto-dovere delle popolazioni locali ad una partecipazione concertata sulla gestione del territorio e delle sue risorse. Nel manifestare preoccupazione per il silenzio in merito del Presidente della Regione e dell'Assessore competente, riteniamo che una gestione moderna delle risorse ambientali possa rappresentare un futuro anche economico per le popolazioni residenti nei Parchi, garantendo a questi cittadini quell'egalité de chanches e di democrazia che devono essere la caratteristica distintiva di una comunità civile.

MARDI 4 avril 2017

16:13 Communiqué de Presse Communiqué de Presse La table des syndics de l’Union Valdotaine réunie aujourd’hui, mardi 4 avril, au Siège central d’Aoste a abordé deux sujets à la une pour les municipalités de notre région : la réforme du Welfare et la question des migrants. Pour ce qui est du nouveau modèle du Welfare régional, thème central du programme de la Junte Marquis, la table des syndics remarque qu’il doive faire l’objet d’un profond partage avec les communes valdôtaines et tous les acteurs du système social de la Vallée d’Aoste. Aujourd’hui nous constatons qu’a défaut des annonces, le groupe de travail constitué a cet effet par l’ancien assesseur à la Santé n’a pas encore été convoqué. A ce moment nous soulignons que les Communes et les Unités n’ont pas de réponses pour ce qui concerne le nouveau modèle d’organisation et de gestion des services aux personnes âgées, la disponibilité des ressources financière certes et la politique de gestion du personnel des maisons de retraités, des sujets qui se révèlent urgent pour éviter la crise de cet important service social. Pour ce qui est des financements des crèches pour 2016, on n’a pas encore reçu des réponses certaines sur la disponibilité des fonds et sur la date de leur érogation à son temps garantie par l’Assessorat à la santé et aide sociale. Avec confiance, on attend que le nouvel assesseur, auquel nous adressons nos meilleurs vœux de bon travail, reçoive de l’ancien assesseur les consignes et les conseils pour commencer à aborder cet important dossier. En tant que Syndics unionistes, nous confirmons comme toujours la disponibilité à travailler pour trouver la solutions de ces problèmes.Pour ce qui concerne la politique d’accueil des migrants, jusqu'à aujourd’hui gérée de façon ponctuelle de la part des Services de Préfecture de la Région et des Communes, la table des Syndics exprime sa contrariété au système SPRAR – Piano Anci, comme proposé par quelque administrateur de l’UVP. Les syndics de l’Union Valdôtaine considèrent que la méthode CAS, opportunément adaptée à la réalité valdôtaine puisse être considérée suffisante pour la gestion de l’accueil des migrants. A ce sujet, on croit nécessaire d’introduire une méthode de partage et d’entente dans la prédisposition des appels d’offre CAS avec les communes valdôtaines, afin de créer une réelle solidarité entre les communautés.
2 x mille

Vie de l'Union7 Juin 2021 - 15:41

MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine Samedi dernier le 5 juin la Conférence des Présidents de Section, qui représentaient les 1000 adhérents au Mouvement, et le Consei Fédéral ont élu Mme Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine. Elle a désigné Vice-Président Monsieur Piero Prola et Trésorier M. Federico Marco PERRIN Ci-dessus son Programme: L’esprit de l’Union . L’esprit de l’Union Valdôtaine plonge ses racines dans les décombres de l’après-guerre, l’âme de notre Mouvement est son histoire, l’histoire de la Vallée d’Aoste, qui a vu, dans la pensée de ses ancêtres, l’axe de ses principes fondamentaux. L’Union valdôtaine est née comme mouvement s’opposant fortement au fascisme, elle est aujourd’hui un mouvement contre toute forme de fascisme, de néonationalisme, de racisme, de clôture. Peu de temps après la promulgation des décrets du lieutenant, le 13 septembre 1945, naquit l'Union Valdôtaine, ouverte, comme nos Statuts l'affirment, à tous ceux qui donnent assurance d'être fidèles et dévoués à la cause valdôtaine. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de répondre aujourd’hui au sens de la « cause valdôtaine ». Hélas, dans les années nous nous sommes perdus et l’esprit de l’Union parfois est sorti de chemin. Cela ne doit plus arriver. La rivalité personnelle n’est pas fidélité à la cause valdôtaine, l'égocentrisme et les attitudes personnalistes ne sont pas fidélité à la cause valdôtaine. Utiliser l’Union Valdôtaine comme tremplin pour des finalités électorales non plus. L’esprit de l’Union des fondateurs de notre Mouvement était celui de servir les intérêts culturels,politiques, sociaux et économiques de la Vallée d’Aoste. Au cours du temps ces principes ont été parfois oubliés et ceux qui croyaient en l’Union valdôtaine se sont refroidis. Toutefois, la flamme de notre flambeau c’est estompée, mais elle n’est pas éteinte… Aujourd’hui les unionistes sont là, qui nous observent dans l’espoir de pouvoir retourner à parler de politique, dans son sens plus propre, le plus élevé. La rue a été tracée dans la période préélectorale du 2020, après une période sombre pour notre Mouvement, on a réagi, et - petit à petit - on a recommencé à reconquérir la confiance des valdôtains. Ce n’est qu’un premier pas, parce que la confiance on la conquiert à petites gouttes et on la perd en litres. Notre travail sera serré, pour arriver à reconstruire ce que nous avons perdu. Nous avons perdu l’une des plus grandes forces de l’Union Valdôtaine : le dialogue avec les valdôtains, le dialogue qui passait à travers nos sections. Le fédéralisme que souvent nous citons dans nos programmes est bien enraciné dans l’organisation de l’Union Valdôtaine : un mouvement dans lequel chacun membre dispose d’une large autonomie en participant collectivement, et non individuellement, aux décisions. Cette participation collective doit repartir des sections, nous n’avons rien à inventer. Les sections existent déjà il y en a presque une par commune, dans certains pays plus d’une. Les initiatives futures que les organes dirigeants de notre Mouvement auront la nécessité d’analyser seront objet d’un parcours de partage le plus ample possible, parce que l’Union valdôtaine doit avoir portes et fenêtres ouvertes. Le nouvel élan de notre mouvement passera par un ample processus de confrontation. Les sections doivent représenter le vrai lien entre citoyens, mouvement et administrateurs. Pour que cela soit possible on pourrait créer une commission qui formule des propositions - bien sûr partagées avec un Congrès national thématique - pour garantir une effective participation aux adhérents. Participation qui, parfois, au début a du mal à démarrer. Nous avons, par exemple, dans nos petites communes des sympathisants qui ne s’inscrivent pas aux sections pour des raisons les plus disparates, et cela contribue à perdre le lien avec les citoyens. Pourquoi ne pas penser à des sections thématiques auxquelles s’inscrire pour faire face à des arguments spécifiques, tel que l’agriculture, la santé, le travail, etc. ? La technologie aujourd’hui nous aide à faciliter la communication, la confrontation avec les Présidents de section et les délègues au Conseil fédéral, qui sera le pivot de l’action politique du Mouvement, et encore, quand l’émergence sanitaire nous le permettra, on retournera à se rencontrer face à face. La centralisation de l’activité politique du Mouvement envers l’Administration Régionale sera fondamentale, les choix, les lignes politiques doivent être tracées par le Mouvement, et non pas le contraire. Parallèlement le Mouvement devra soutenir nos élus qui sont en première ligne et exposés à toute critique, le rôle du mouvement sera celui d’accompagner les élus dans leurs parcours en défendant et en adressant leur action. Le thème de la réunion est un argument central, on en parle, les opinions ne sont pas encore univoques. Rendre le terrain fertile pour un rapprochement de tous ceux qui partagent nos idées et nos idéaux est un pas important. Pour que cela soit possible, il est d’abord nécessaire procéder à la reconstitution d’une identité politique forte. Le fait qu’aujourd’hui coexistent différentes pensées politiques autonomistes est une donnée, et penser de désigner les personnes qui se sont éloignées de l’Union valdôtaine comme les « cousins méchants » serait une attitude myope, ainsi que probablement injuste. Toutefois, l’Union a vu, aux cours des années, l’éloignement de quelques-uns déçus par le Mouvement, tandis que pour d’autres, on a eu l’impression qu’il s’agissait d’un éloignement tendant à une stratégie électorale. Cela complique la solution. Parallèlement, il faut dire que le processus de réunion est en train de prendre vie de manière naturelle, ce sont les citoyens tout d’abord qui ont recommencé à avoir confiance en l’Union Valdôtaine. Pour que la reconstitution d’une identité politique forte soit réelle, il faudra abandonner de poursuivre des dynamiques purement électorales, l’UV devra recueillir des individus avec des idéaux communs, et non pas des « porteurs de votes », ou « autoproclamés porteurs de votes ». L’Union n’est pas un train sur lequel on monte et on descend selon la convenance. Voici la question : le processus portant à la réunion sera-t-il un débat entre personnes qui se reconnaissent dans les idéaux communs, ou une stratégie pour s’assurer une candidature d’ici à cinq années ? Nous ferons de notre mieux, pour veiller afin que cela ne se produise. Ce qui est incontestable c’est que toute décision sera remise aux adhérents du mouvement, à travers l’organe qui détient le pouvoir constituant du Mouvement : le Congrès national. Compte tenu que le symbole et la dénomination de l’Union Valdôtaine sont intouchables, le travail à faire – si le congrès considérera cette option- sera de trouver les points en communs entre le Mouvement et les autres pensées politiques autonomistes. Parce que, si c’est vrai que plusieurs de nous instinctivement pensent « qui veut adhérer à l’Union n’a qu’à s’inscrire à sa section », c’est aussi vrai que la fragmentation des autonomistes a ouvert les portes aux partis nationaux, et cela n’a pas aidé la cause valdôtaine. Le débat et la confrontation seront au centre de notre façon de travailler. Je souhaite de participer à des Conseils fédéraux où les délégués se disputeront pour prendre la parole, les rencontres caractérisées par les silences ne réfléchissent pas la démocratie ni le fédéralisme. L’Union Valdôtaine devra ainsi s’engager avec le gouvernent central pour faire démarrer l’institution d’une circonscription Vallée d’Aoste pour le Parlement européen. Une proposition de loi dans ce sens a déjà été entamée par le sénateur Lanièce. Une représentativité au sein de l’Europe pour la protection des peuples minoritaires est fondamentale et il serait aussi essentiel se reconnecter avec les mouvements autonomistes européens, pour poursuive le chemin d’une vrai Europe des peuples. L’action politique sera orientée à faire refleurir notre Vallée d’Aoste: la pandémie a augmenté les fractures sociales qui ont suscité l’envie, presque la haine, parmi les classes sociales, même dans une réalité petite comme la nôtre. La perte de places de travail et la crise économique doivent donc être au centre des attentions de l’action administrative. La revitalisation de l’agriculture ainsi que du tourisme nécessitent d’un travail important. L’attention aux catégories fragiles aussi : nos parents et nos grands-parents ont vécu une année terrible, tout comme les jeunes, ceux qui ont des activités économiques, les personnes qui ont des problèmes de santé. La gestion fédéraliste à tout niveau doit se concrétiser par la centralité des Communes qui avec leurs Syndics représentent un exemple de subsidiarité réelle que nous avons appauvri. Les Communes nécessitent aujourd’hui d’avoir des entrées financières sûres et appropriées pour construire un bilan sérieux, ainsi qu’un nombre adéquat d'employés pour mettre en œuvre les décisions de l’administration communale. Les petites communes de la Vallée, qui sont la force de notre territoire, sont parfois abandonnées à elles-mêmes : aux cours des années elles ont perdu des ressources financières ainsi que les personnes qui y travaillaient à cause des lois de secteurs qui empêchent les embauches, dans une période dans laquelle un poste de travail change la vie à une famille. Il est nécessaire un changement de cap. La dignité du travail doit repartir du territoire, une dignité qui doit être égale, tant bien dans les petites communes de montagne que dans la plaine. Nos communes, dans cette période de pandémie, ont représenté un point de repère fondamental pour les citoyens, et l’assemblée du CPEL/CELVA a été perçue par la population comme un organisme efficace et qui, avec ses syndics de différente appartenance politique, a réussi à trouver une synthèse pour résoudre les problèmes quotidiens des familles valdôtaine. Les familles doivent ainsi être au centre de l’action politique, les parents doivent pouvoir travailler, tous les deux, sans devoir se tracasser pour se prendre soin des enfants, les services des garde d’enfants doivent être le pivot d’une action visant à aider les familles, les adolescents doivent pouvoir étudier et s’engager dans le temps libre dans une région qui leur offre des occasions ainsi que l’égalité des chances. Les femmes valdôtaines ont toujours été indépendantes, on toujours travaillé, elles ont été les pilastres des familles pendant la guerre, elles ont été partisanes, créatrices de l’identité politique de notre Union. Et aujourd’hui aussi, les femmes valdôtaines émergent grâce à leur ténacité: dans les études, dans l’écriture, dans la médicine, dans les sports, dans la musique, dans toute sorte d’industrie; mais pas encore trop dans la politique. La pandémie mondiale a encore plus marqué l’écart entre hommes et femmes. Ces dernières souvent sont restées à la maison avec les enfants ou les personnes âgées, elles ont perdu leur travail. Alors aujourd’hui l’Union Valdôtaine doit avoir le courage de se remettre au centre de l’action politique en donnant l’exemple. Ce n’est pas un discours de genre, mais de capacité, et si on parle de capacité, alors, c’est évident que nos sections, nos listes aux élections, nos représentants tous, doivent inclure plus de femmes, qui maintenant, se sont éloignées de la politique, parce qu’ elles savent et sentent que ce serait trop difficile, pour elles, d’émerger. Tous nos représentants dans les sections doivent chercher les femmes, les hommes et les jeunes les plus méritoires, pour les inviter à l’action politique. Les jeunes représentent l’autre grande catégorie oubliée au cours de la pandémie, mais surtout ils représentent la plus grande richesse que l’union valdôtaine avait autrefois et qui, maintenant, est en train de s’éloigner. Heureusement nous avons encore La Jeunesse Valdôtaine qui est un fleuron de notre mouvement, mais nous constatons de plus en plus que les jeunes d’aujourd’hui considèrent la politique comme quelque chose de lointain ou, pire encore, comme quelque chose de sale avec qui ils ne veulent pas se mêler. Malheureusement, des partis nationaux ont su comprendre ce malaise et ils ont réussi à conquérir une partie de jeunes. C’est à nous de prévoir des actions visant à intercepter les souhaits et les problèmes légitimes des jeunes et à les rapprocher à la politique. Et cela ne peut se faire qu’en présentant une Union Valdôtaine ouverte, accueillante, compréhensive, proche aux jeunes citoyens. Nous devons travailler à une campagne d’adhésion importante, non pas pour augmenter le nombre des cartes des membres, mais pour avoir une vision du monde futur inclusive et à l’avant-garde. Nos élus doivent être très proches des sections, et nos sections doivent de plus en plus impliquer la population, partager les propositions et les idéaux pour rendre l’Union Valdôtaine un mouvement inclusif, identitaire et autonomiste. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de l’esprit de l’Union valdôtaine ! Torgnon, le 21 mai 2021 Cristina Machet

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Communes19 Décembre 2017 - 10:13

Les contenus ou les méthodes?

Il arrive souvent qu’au Conseil municipal d’Aoste, qui aurait pas mal de chose desquelles s’occuper, tombent sur la table des initiatives de tout genre. Le cas échéant est celui de la résolution présentée par le groupe « l’altra VDA » Sur l’antifascisme.

Une initiative, qui, dans les intentions du proposant, aurait dû avoir un consensus unanime. Mais la motion n’a pas reçu les votes indispensables pour être approuvée. Et ce avec regret de la part de l’Union Valdôtaine, Mouvement issu de la lutte antifasciste et de la Résistance.

Un tel fait demande de s’interroger. Pourquoi la grande partie du Conseil, toutes forces politiques confondues, n’a pas voté cette motion ? Est-ce-que il y a, dans l’Assemblée municipale des extrémistes de droite ou des nostalgiques du « ventennio » qui se cachent?

Certes que non !

La question est une autre et elle ne concerne pas les contenus, mais les méthodes. Ça ne suffit pas de remplir de bonnes intentions une motion, de la présenter et de demander de la voter. Il faudrait avoir le bon ton d’essayer d’en partager les passages plus délicats, sans prétendre que tout le monde accepte tout ce qui est proposé les yeux fermés.

Se confronter avec les autres, étant disponibles à apporter des amendements au texte, aurait certainement permis de avoir un consensus beaucoup plus ample, probablement unanime.

Mais celui qui a proposé la motion considérait plus important d’avoir la primogéniture de sa présentation plutôt que son approbation en accueillant quelques propositions de modification.

Car nous sommes convaincus, en effet, que le véritable but n’était pas d’arriver à approuver la motion, mais celui de la faire repousser pouvant ainsi capitaliser les effets de ce refus.