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Conseil de la Vallée9 Mai 2017 - 18:13

La décision du TAR communiquée au Conseil: la position des représentants UV

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Lors des travaux de cet après-midi du Conseil de la Vallée, suite à l’annonce de l’ordonnance du TAR repoussant la requête de suspension, avancée par notre Chef de groupe Ego Perron, au nom également de l’EPAV, un débat s’est ouvert, avec différent conseillers ayant pris la parole.

Le chef de groupe Perron a tenu a réaffirmer que "aujourd’hui, le TAR a dit qu’il n’y aura pas de suspension. On ajoute seulement la date de la discussion dans le fond du recours déposé. Si l’on veut rouvrir la discussion sur la question, nous ne croyons pas qu’à l’occasion de la séance du 10 mars les procédures aient été suivie correctement, mais on ne veut pas y retourner. Nous avons demandé à un organisme indépendant par rapport au Conseil et il le fera le 12 septembre prochain, compte tenu qu’un délai de 60 jours était nécessaire et qu’entretemps on aura la pause estivale”.

Le conseiller Aurelio Marguerettaz a également alimenté la discussion en rappelant aux représentants de la majorité qui ont parlé de centralité du Conseil, "qu’aujourd’hui on a appris que, face à une requête d’informations avec réponse négative, sur un des thèmes ayant engendré le ‘ribaltone’, à savoir le soutien au Casino de la Vallée, une solution est bel et bien prête. Mais de quelle centralité parlez-vous? Aujourd’hui on parle d’une suspension n’ayant pas été accordée, face à une discussion dans le fond qui aura lieu lors de la première date utile. Toute une série d’exégèses par rapport à la décision du TAR me parait hors lieu”.

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ActualitésConseil de la Vallée

MERCREDI 24 mai 2017

18:56 Le «non» de l’Union Valdôtaine au Plan de réorganisation du Casinò Le «non» de l’Union Valdôtaine au Plan de réorganisation du Casinò Au débat sur le Plan de réorganisation du Casinò, duquel nous avons dit dans un autre article, avec une mise à jour constante, ont suivi - après l’examen, de la part du Conseil, de quatre ordres du jour - les déclarations de voix des différents Groupes de l’Assemblée. Pour l’Union Valdôtaine, le Chef de Groupe Ego Perron a annoncé le "non” de notre Mouvement, en affirmant que «le repliche del Governo non ci hanno convinto: clericale quella del Presidente Marquis, ridondante quella dell'Assessore Catrian che ripete sempre quello che si è detto prima. Il dibattito, che abbiamo affrontato con spirito costruttivo, non ha fugato le perplessità: i declamati consulenti e l'Amministratore unico non hanno fornito un prodotto convincente; non è chiaro ed è raffazzonato il percorso che si sta intraprendendo. È un Piano debole nelle politiche di rilancio, di marketing, del gioco e dell'hotel. Debole nella politica del rapporto con il territorio, debole nella gestione del personale e della sua riorganizzazione e degli eventuali benefici che ne potranno conseguire. Un Piano che non da sicurezze sul ritiro della procedura di licenziamento collettivo e che non affronta un tema per noi cruciale: il regolamento dei rapporti finanziari tra proprietà e società che ha fatto investimenti al posto della proprietà. Il quadro è per noi sconsolante, il lavoro fatto modesto e, soprattutto, il fatto che nella premessa vi sia scritto che non vi è alcuna assicurazione che i valori determinati siano raggiunti parzialmente o totalmente, ci convince sulla necessità di votare contro questo Piano». Le Groupe de l’Union Valdôtaine, lors de la votation du Plan, et du projet de loi s’y rattachant, s’est exprimé donc contrairement.

MARDI 23 mai 2017

19:09 Le plan du Casinò au Conseil de la Vallée: les perplexités de l’Union Valdôtaine Le plan du Casinò au Conseil de la Vallée: les perplexités de l’Union Valdôtaine Le Conseil de la Vallée a commencé, dans l’après-midi, l’examen du Plan proposé par la majorité à propos de relance du Casinò de Saint-Vincent. Suite aux allocution du rapporteur nommé par la Commission et de l’Assesseur aux Finances, le Chef de groupe de l’Union Valdôtaine, Ego Perron, a pris la parole pour articuler le jugement négatif que notre force porte vis-à-vis du Plan et des solutions qu’il propose. «L'Assessore Chatrian ha bruciato i tempi, - a-t-il dit - soprattutto per quei Consiglieri che, non facendo parte delle Commissioni, hanno avuto solo pochissimi giorni per studiare questo Piano, in cui rileviamo che non c'è stata la tanto annunciata discontinuità rispetto a quanto fatto prima per quanto attiene l'Amministratore unico, né tantomeno la valorizzazione dei professionisti valdostani nella scelta dei numerosi consulenti. Grave il fatto che questo pool non dia assicurazione del raggiungimento dei valori, anche solo parzialmente. La costante di questo documento è ripetere che qualunque risultato non potrà mai prescindere da una ristrutturazione dei costi del personale: questa spada di Damocle è ingiusta. Il cuore delle proposte consiste in ovvietà, come il rilancio dell'area giochi, e mancano ragionamenti sui mercati limitrofi e sul rilancio della clientela. La filosofia del Piano è che viene progressivamente abbandonato uno dei pilastri caratterizzanti la Casa da gioco di Saint-Vincent: l'area dei giochi lavorati. Il tema del finanziamento regionale è stato utilizzato come clivage politique; l'Assessore Chatrian ha gridato allo scandalo per anni, inculcando nella comunità un messaggio negativo nei confronti del Casinò e oggi dimostra la sua incoerenza politica. La parte saliente del Piano non fa che riprodurre pedissequamente il ragionamento che abbiamo condotto noi. Non siamo convinti delle modalità con cui è stato messo in piedi un intervento finanziario non risolutivo. Occorreva più coraggio, senza timore del consenso elettorale. È un Piano dall'impostazione debole, non pone sguardi al privato, non dà soluzione ai problemi». Le conseiller Augusto Rollandin a donc affirmé, à son tour: «se si vuole dare una lettura corretta della vicenda, la vera soluzione c'era già e l'avevamo proposta: il finanziamento della Casinò de la Vallée a titolo di rimborso dei crediti contratti dalla società nei confronti della Regione per le opere di ristrutturazione, la cui legittimità è stata confermata dal parere pro veritate richiesto a febbraio 2017 e inviato a maggio. Il Governo oggi fa finta di non riconoscere questi fondi che servirebbero per superare il problema dell'azienda: perché non si vogliono dare? Per una questione di principio? Di sicuro con l'operazione di finanziamento proposta dalla nuova Giunta è sicuro che non facciamo altro che continuare a indebitare la Casa da gioco, mentre potremmo restituire le risorse dovute. Noi chiediamo che si riconosca quanto detto nel parere, proprio per dare tranquillità al Casinò». En entrant dans le fonds du plan, le conseiller Rollandin a ensuite observé: «è difficile immaginare che con questo Piano si risolvano i problemi ben conosciuti del Casinò: le proposte contenute potranno magari aiutare, ma non aggiungono nulla a quanto già scritto in precedenti Piani industriali. Nessuno si aspettava dei miracoli, però la Giunta non può nemmeno venderci come qualcosa di innovativo un prodotto che di nuovo non ha niente. Altrimenti creiamo delle illusioni che saranno disattese e ci ritroveremo a breve a discutere delle stesse problematiche. La questione principale resta quella del personale: bisogna prendere in considerazione di togliere la procedura di licenziamento collettivo e prevedere una riorganizzazione graduale e funzionale della Casa da gioco».  Le débat a ensuite été alimenté par le conseiller Aurelio Marguerettaz, qui a remarqué: «ho avuto modo di constatare che più di un esponente della maggioranza è convinto di essere un superuomo, dati i termini altisonanti utilizzati. I bluff della Giunta Marquis sono numerosi: in primis la trasparenza, come nel caso della negata comunicazione sul compenso dei professionisti. Nella redazione del Piano, ogni consulente esperto ha svolto un compitino per la propria parte di competenza. Abbiamo diversi dubbi in merito, come quando si definisce punto di debolezza la cosiddetta lontananza da Milano e Torino o quando non si tiene in debito conto per la parte alberghiera del dualismo tra la clientela del Casinò e quella ordinaria; per non parlare della minaccia individuata dalla presenza in zona di una struttura termale. Capiamo la prudenza sulle previsioni di crescita, ma non sui costi, in cui i tagli per il personale superano abbondantemente i dieci milioni. Tutti concordiamo che il Casinò sia una risorsa, oggi però date otto milioni al buio, perché il Piano non entra nel merito di nulla. È un documento che ha la stessa funzione della foglia di fico, serve solo a lavarvi la coscienza. Oltre al taglio del personale, gli unici argomenti sono il gioco online e quello virtuale: un business rischioso in cui possiamo entrare come Cenerentola. C'è un futuro per la Casa da gioco, ma non con questi metodi di finanziamento e senza un'adeguata concertazione con i Sindacati». Après avoir terminé ses travaux dans la soirée de hier, le débat a repris aujourd'hui, mercredi 24 mai. Le conseiller Luca Bianchi a pris la parole, pour souligner qui le Casinò est «una società che deve essere salvata. E lo dimostra la legge regionale approvata a febbraio. Questo è il Piano dell'Assessore Chatrian, è un documento pieno soltanto di banalità. Il Presidente Marquis ha cercato di mettere una pezza chiamando tutti al senso della responsabilità. Non è così che si lavora, soprattutto in un'ottica di condivisione. L'Assessore ha fatto un quadro sconfortante dei dipendenti che, ben lungi dal ritenersi privilegiati, con un referendum hanno approvato dei tagli, a testimonianza del loro attaccamento all'azienda. Licenziando 264 impiegati, la Casa da gioco non potrebbe operare: si sta conducendo un'operazione davvero meschina. Prendiamo atto che l'incoerenza è il cavallo di battaglia dell'Assessore Chatrian, che oggi presenta una legge di tre articoli, con già cinque emendamenti, aggiungendo ben sette milioni di euro. Abbiamo perso solo del tempo. La minoranza non vuole che il Piano fallisca ed è proprio per questo motivo che il nostro voto è contrario. Questo non è un Piano, non dà nessun futuro e caricherà tutti i lavori di ristrutturazione sulle spalle dei dipendenti». Lors de la discussion, le conseiller Paolo Contoz a également participé, en soulignant l’existence de deux minorités, «la nostra, che non ha i numeri, e quella di governo, che sta attaccata con la colla. Il tema del Casinò è stato il pretesto per far cadere il Presidente Rollandin, ma il Piano che stiamo discutendo è molto simile a quello presentato dalla vecchia maggioranza. Un Piano che non risolve il problema, lo posticipa. Oggi ho un problema di coscienza: rischiamo di far stare a casa 260 persone con famiglie a carico senza parlare degli esodati che non percepiscono lo stipendio da quasi un anno. Mi sono posto il problema di come votare, ma vista la grave e delicata situazione ho deciso di ascoltare i consigli di chi è più esperto di me e di allinearmi al gruppo di cui faccio parte, sicuro che ha a cuore i problemi dei lavoratori. I continui battibecchi non fanno bene alla politica e alla Valle d'Aosta: un teatrino di cui i cittadini sono stufi. Per il bene della Valle d'Aosta, dopo l'operazione Casinò, bisognerà mettere mano alla legge elettorale per dare tranquillità di governo alle forze politiche che saranno elette e, soprattutto, andare a votare subito perché il popolo Valdostano lo vuole. In questa confusione politica non si può andare avanti».  Des conseillers ont donc effectué une deuxième intervention, surtout en guise de réplication aux déclarations des composants de la majorité. Parei ceux-ci, le conseiller Marguerettaz, qui a conseillé «grande prudenza. Se è vero ciò che dite, cioè che la Casinò dal 2019 avrà degli utili, le imposte anticipate le rimetterete. Nessuno tifa contro il Casinò, ma questo piano ci costa quasi 3000 euro a pagina, lo stipendio importante di una persona di livello per un mese. Qualcuno dice ‘c’è fretta’. Io vi chiedo, ‘chi ve lo ha fatto fare’? C’era un percorso, giusto o sbagliato che fosse, e voi vi siete presi la responsabilità di interromperlo, di fare un ribaltone. Io non accetto che oggi si dica che non c’è tempo. Siete voi che avete preso la responsabilità e ve la portate. Non chiedete, con un approccio doroteo, la responsabilità. Presidente Marquis, se la prenda lei. Rispetto a questo piano abbiamo il diritto, Di Matteo permettendo, di fare le nostre osservazioni. Dopodiché, faremo di tutto perché il Casinò funzioni». Deuxième intervention également pour le conseiller Ego Perron, afin de souligner que «l’atteggiamento che il nostro gruppo ha tentato di avere su questo dossier, nel breve tempo concessoci (ma i tempi li avete dettati voi, dopo aver scardinato un certo percorso), è serio, quello di chi studia un dossier, così da esprimere opinioni su una questione. Ci sia concesso dire che abbiamo un’opinione diversa. L’UV non auspica il fallimento né del piano, né dell’azienda. Nessuno tifa perché una proposta vada a finire male. Ci sono però delle visioni diverse. Rivendichiamo, in capo al nostro movimento, alla nostra maggioranza dell’epoca, la volontà di aver investito su quest’azienda. Di averlo fatto non per manie di grandezza, ma perché - dopo essere tornati in possesso dell’hotel, dopo aver rotto l’accerchiamento - ci sembrava opportuno investire su un bene regionale, sul quale non si investiva da tempo. Dopodiché, oggi si fanno le morali dopo che, per anni, alcuni, hanno condiviso tutti gli interventi a favore del Casinò. I 60 milioni non sono stati buttati, ma sono serviti a non chiudere la società. Ci assumiamo anche la responsabilità delle nostre azioni. Fare 13 il lunedì, peraltro, è molto facile. Questo piano non ha convinto. Avevamo una visione diversa: secondo noi occorreva un’impostazione diversa. Abbiamo il timore che, con questa impostazione, altri 15/20 milioni di euro andranno a gravare sui conti della società. Dal punto di vista del gioco ci aspettavamo qualcosa in più. Non è molto chiaro cosa succederà sull’hotel. Lei, assessore Chatrian, non ha le idee chiare su cosa fare, prova ne è che arriva in aula e ci cala un emendamento che vale 7,2 milioni di euro. Ci permetterete quindi di avere una posizione non favorevole e ci permetterete di dire ugualmente che l’UV è convinta di dover fare di più per un’azienda che, dal 1970 al 2015, ha versato nelle casse della Regione un miliardo e 870 milioni». Avant de la fermentare du débat, le conseiller Augusto Rollandin a également tenu sa deuxième allocution. «Non parliamo di tifo. - a-t-il dit - A me ha fatto un po’ specie sentire qui che qualcuno tifa per il successo, dopo che sono passati sei mesi in cui, sulla Casinò, non solo non c’era il tifo, ma c’era il boicottaggio. Il provvedimento che avevamo proposto, se andava avanti anziché essere boicottato, avrebbe potuto ricevere un minimo di attenzione. Era una vergogna. Ed oggi, anziché ai 43 milioni previsti, siamo a 42,7. Capite che qualche perplessità sorge. E mi limito alla parte finanziaria. Sul personale, la parte che non si capisce, è perché non si toglie la clausola posta dall’amministratore uscente, non avendo potuto avere, nella legge, il finanziamento specifico. Questo ha obbligato l’amministratore a fare il provvedimento di licenziamento collettivo e la riduzione di capitale. Su questo, credo bisognerebbe essere onesti e fare chiarezza. Se venivano dati questi soldi, metà della discussione di oggi era largamente superata. Non c’era bisogno di riduzioni di capitale e l’amministratore non avrebbe dovuto invocare la 223. E oggi non si vuole togliere questo capestro dalla trattativa. Io concordo sul fatto che bisognerà intervenire sull’organizzazione del lavoro, ma non possiamo dimenticare che il piano del 2010 già lo prevedeva, ma se non è stato attuato è per una serie di ragioni. Non si tratta di dire che il piano di oggi non vada bene. Si tratta del fatto che nulla di questo piano va nella direzione che voi pensate possa risolvere i problemi del Casinò. Si gioca tutto sulla riduzione del costo del personale. Altri ricavi non ci sono. Il triste di questo dibattito è che si è insistito a dire ‘la differenza è che con questo piano ci sarà il controllo’. Il controllo si faceva, ma nel tempo sono cambiati atteggiamenti anche legislativi, che hanno indebolito i piani che si facevano. Se l’obiettivo finale è quello di tornare ai soldi del 2015, la dice lunga. Potete capire che ci riesce difficile giustificare non solo che questo sia un piano, ma che sia un piano in grado di dare dei risultati. Questi arriverebbero se ci fossero novità, se ci fossero investimenti. Noi certamente tifiamo perché il casinò possa continuare, ma tifiamo perché si tolga quella volontà di condizionare l’accordo sindacale con i licenziamenti e si vada con un ragionamento che, siamo convinti, sia necessario. Aspettiamo sempre che si dia una risposta su come dare i soldi che erano già della Casinò». La discussion générale sur le plan s'est terminée. A présent, le débat continue avec les déclarations de voix, après que le Conseil a examiné quatre ordres du jour présentés par rapport au Plan. 11:48 Lorsque la majorité n’assure pas le numéro légal… Lorsque la majorité n’assure pas le numéro légal… Le Conseil de la Vallée a eu une heure de suspension, pendant la matinée. Lors de l’illustration d’une interpellation, l’opposition a réalisé que des conseillers de majorité étaient absents. La vérification du numéro légal a donc été demandée et les membres de notre groupe, avec EPAV et PD-SVdA, ont abandonné la salle en même temps. L’appel des présents a mis en évidence que dans la salle il n’y avait que 17 conseillers. En application du règlement du Conseil, les travaux ont donc été suspendus temporairement. Le jugement du Chef de groupe Ego Perron sur ce qui s’est passé est net: "voler governare significa essere dotati dei numeri per farlo. Ne deriva l’obbligo di essere in grado di assicurare il numero legale, in occasione dei lavori del Consiglio. Stamattina non solo abbiamo dimostrato che la maggioranza Marquis non lo è, ma se pensiamo al fatto che, al rientro in aula dopo la pausa disposta dal Presidente del Consiglio, la seduta è potuta riprendere grazie alla presenza dei consiglieri del PD-SVdA Guichardaz e Crétier, possiamo concludere anche che questo Governo e le forze che lo sostengono non sono in grado di capire la gravità dei loro comportamenti”. "Non essere in aula con la dovuta attenzione, non assicurare il numero legale durante una seduta in cui verranno posti in discussione atti riguardanti dossier sensibili, come il Casinò, - a conclu le conseiller Perron - non solo smentisce qualsiasi rivendicazione di nuovo metodo, ma costituisce anche un comportamento superficiale e irresponsabile, che i valdostani non meritano in un momento tanto delicato. Così come non meritano una Giunta del genere”. 09:30 Le Conseil ouvre ses travaux en commémorant l’anniversaire de l’attentat de Capaci Le Conseil ouvre ses travaux en commémorant l’anniversaire de l’attentat de Capaci Les travaux du Conseil de la Vallée se sont ouverts, ce matin, avec la commémoration du vingt-cinquième anniversaire de l’attentat de Capaci, dans lequel périrent le juge Giovanni Falcone, sa femme Francesca Morvillo et les agents Vito Schifani, Rocco Dicillo et Antonio Montinaro. A ce sujet, le Chef de groupe de l’Union Valdotaine, Ego Perron, a pris la parole, en soulignant que "a distanza di venticinque anni dai tragici fatti di Capaci, disponiamo di tutti gli elementi utili a dirlo: l’attentato rientrò in una strategia di guerra, dichiarata da ‘Cosa Nostra’ allo Stato”. "L’atto di guerra non era casuale, - a ajouté le conseiller Perron - perché serviva a mirare dritto al cuore dello Stato, a metterne in dubbio l’esistenza, colpendo coloro che erano in prima linea contro la mafia, come il giudice Falcone, o che si erano dedicati a far crescere nell’opinione pubblica gli anticorpi per estirparla dal contesto sociale”. "Una guerra che lo Stato non ha ancora vinto definitivamente, ma in cui ha segnato punti importanti. - a dit le Chef de groupe de l’UV - Il ‘capo dei capi’ è oggi in carcere e molti altri latitanti storici sono stati assicurati alla giustizia, anche ancora recentemente. Lo Stato, però, non può dire esaustiva la sua azione se agli arresti e alle inchieste non si affianca un’azione mirata a far sviluppare dalla popolazione il senso della legalità”. "Un risultato - a continue Perron - al quale le Amministrazioni regionali sono ugualmente chiamate a concorrere. In Valle d’Aosta, numerosi sono stati i passi mossi in questa direzione. Molti hanno riguardato le generazioni più giovani, affinché potessero ricevere, nello sviluppo della loro personalità, valori corretti ed esempi positivi. Penso quindi al "Memorial Day”, in onore di tutte le vittime del terrorismo, della mafia, del dovere e di ogni forma di criminalità, organizzato con il sostegno di quest’Amministrazione ed articolato in più iniziative”. "Penso inoltre - a dia le conseiller Ego Perron - alla norma di cui, grazie a questo Consiglio, la Regione Valle d’Aosta si è dotata nel 2010, che prevede anche dei contributi, ad enti ed associazioni operanti nella regione, per la promozione della legalità e della sicurezza”. "Ritengo che alle forze politiche spetti adoperarsi per rafforzare sempre più trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione - a conclu le Chef de groupe - e questo tipo di contributo non è mai mancato, da parte del gruppo che ho l’onore di rappresentare, e non verrà certo meno in futuro. La legalità, se si vuole davvero che pagine scure come quella dell’inizio anni novanta non abbiano a ripetersi, deve diventare patrimonio comune, il più condiviso possibile”. Le Conseil de la Vallée a donc exprimé son deuil, ainsi que sa condamnation, pour les faits ayant frappé Manchester, au Royaume Uni, dans la soirée de hier.

MERCREDI 17 mai 2017

17:03 Le prochain Conseil de la Vallée: nos initiatives Le prochain Conseil de la Vallée: nos initiatives Mardi 23 et mercredi 24 mai prochains, avec début à 9h chaque jour, le Conseil de la Vallée se réunira en séance ordonnaire. L’ordre du jour, se composant en ce moment de vingt objets, comprend différentes initiatives du Groupe de l’Union Valdôtaine. Parmi les interrogations, deux ont été présentées conjointement aux groupes PD-SinistraVdA et Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, afin de demander des renseignement sur les procédés concernant la cotation en bourse de la Compagnie Valdotaine des Eaux, ainsi que les financements et le chronoprogramme des travaux de batiment du nouveau pole scolaire de Tzamberlet et de réaménagement de l’ancien Lycée "Maria Adelaide” d’Aoste. Une autre interrogation a été déposée conjointement au groupe PD-SVdA et porte sur les temps du déplacement des bureaux de l’Assessorat des activités productives du lieu-dit Grand Chemin à Saint-Christophe, à place de la République, Aoste. Notre groupe a donc posé aussi une interrogation sur la gestion correcte des ordures à l’occasion des manifestations organisées par les Pro loco et d’autres associations. Deux interpellations, avec les collègues de l’Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, concernent: le partage de l’orientation politique de réalisation de l’école au lieu-dit Tzamberlet, dans la commune d’Aoste; les modalités d’application des indications formulées par les experts dans l’avis "pro veritate” sur le financement prévu pour la Maison de jeu de Saint-Vincent. Enfin, à l’attention du Conseil il y a une initiative conjointe avec PD-SVdA et EPAV sur les visites des spécialistes pour le renouveau du permis de conduire dans des temps brefs et certains. Les travaux de l’Assemblée seront diffusés en direct sur le site du Conseil de la Vallée (www.consiglio.vda.it), ou sur le compte YouTube du Conseil (www.youtube.it/user/consvda), ainsi que sur la chaine "TV Vallée” (numéro 15 du numérique terrestre).

MARDI 9 mai 2017

18:42 Abstention de l’UV sur le projet de loi sur les collectivités locales Abstention de l’UV sur le projet de loi sur les collectivités locales Lors de ses travaux de l’après-midi d’aujourd’hui, le Conseil de la Vallée s’est penché sur le projet de loi portant sur les collectivités locales, modifiant le système des Autonomies en Vallée d’Aoste, en l’alignant à la loi régionale disciplinant l’exercice associé de fonctions et services communaux, en supprimant les communautés de montagne. Au cours du débat, le conseiller Augusto Rollandin (UV) a affirmé: «le texte dont il est question reprend une proposition de loi déjà présentée à son temps et donc dans son ensemble partagée. Au contraire, je crois que l'amendement concernant la Commune de Roisan ne peut pas être reçu. En effet, le CPEL avait demandé de trouver une autre modalité de financement pour cette Commune, afin d'éviter de dépenser des fonds destinés au Collectivités locales. Mais l'amendement présenté va dans la direction contraire aux souhaits du CPEL, auquel est enlevée une partie d'argent destiné à son fonctionnement. Donc, je demande de retirer cet amendement et de revoir le texte de loi, afin de trouver une synthèse avec les Communes». Le projet de loi, qui se compose de 36 article, a donc vu l’abstention de notre groupe, en plus du reste de l’opposition (PD-SVdA, EPAV et M5S). 15:54 Quels critères pour le Chef du bureau de la Région à Bruxelles? Quels critères pour le Chef du bureau de la Région à Bruxelles? La récente attribution des fonctions de Chef du Bureau de représentation à Bruxelles a été au centre d’une interpellation illustrée au Conseil de la Vallée lors de la séance de ce matin, par le groupe de l’ Union Valdôtaine. "Sans discuter le caractère discrétionnaire de ce choix - a expliqué le conseiller David Follien - on remarque que le curriculum de la dirigeante choisie par le gouvernement Marquis ne met pas en évidence aucune compétence en matière de gestion des fonds européens et aucune expérience dans les rapports internationaux, au contraire du dirigeant précédent”. En soulignant que "au de là de leur dénomination, ces fonctions ne sont pas seulement liées à la représentativité, mais demandent des compétences spécifiques”, le conseiller Follien a demandé au Président de la Région "les appréciations à la base de ce choix”. Suite à la réponse, le conseiller Follien a observé: "on n’a pas eu des éléments de réponse, on ne nous a pas dit le pourquoi de ce choix absurde. On s’est dépourvus d’un collaborateur de très haut niveau, en le remplaçant avec une personne ne présentant pas des compétences spécifiques, en mettant à risque des fonds et des rapports qui ont produit des résultats objectifs”. "Pour cette nomination injustifiable - a ajouté le conseiller David Follien - j’hasarde deux hypothèses: la nécessité de résoudre des questions délicates à la Commune d’Aoste, ou bien un exemple de la tant vantée nouvelle méthode de cette majorité. La question nous laisse bien de chagrin, on va retourner sur ce thème. Le président Marquis a forcé, avec une aptitude d’homme tout seul au sommet, qui risque de le porter à être un Président seulement dans certains choix”. 13:27 Irrégularités lors d’une épreuve de français: pas plus de ce qu'on savait déjà Irrégularités lors d’une épreuve de français: pas plus de ce qu'on savait déjà "On a des articles parus dans la presse qui sont plus précis de la réponse qu’on a obtenu de la part du Président de la Région”. Ainsi, le conseiller Aurelio Marguerettaz a commenté le résultat de l’interpellation présentée par rapport aux éventuelles responsabilités pour les irrégularités remarquées pendant l’épreuve de langue française d’un concours de la fonction unique s’étant déroulé le 19 avril dernier. Le Président Marquis, à la question du groupe UV, visant a dépasser les indiscrétions de la presse et à obtenir des données transparentes sur ce qui s’est vraiment passé à cette occasion, a répété, dans les faits ce qu’on peut lire dans l’acte du dirigeant annulant l’épreuve et portant révocation des Commissions du concours. "On remarque - a souligné le conseiller Marguerettaz - que la réponse reçue est, tout compte fait, inutile”, car elle n’ajoute rien à ce qu’on peut lire dans les actes. "Lorsqu’il y a des problèmes - a conclu Marguerettaz - les nuages entourent les bancs du Gouvernement”, en soulignant une tendance remarquée maintes fois jusqu’à présent, après l’installation de la nouvelle Junte. 11:00 Le groupe UV à l’attaque sur le Casino Le groupe UV à l’attaque sur le Casino "Nous ne sommes pas satisfaits par la réponse de l’assesseur”. C’est le conseiller Ego Perron qui l’a affirme, ce matin, au Conseil de la Vallée, à l’égard d’une interpellation présentée par l’UV sur le mandat attribué à Finaosta pour la requête d’un avis "Pro-veritate” sur la procédure de financement de la Casino SpA. "L’assesseur est très bon - a commenté Perron - a rappeler tous les passages, mais pas à nous dire les choses. Cela, au contraire des exigences de centralisé du Conseil et des Commissions, qu’il prêchait très bien lorsqu’il était un conseiller d’opposition. Hier matin, lors d’une réunion, j’ai demandé s’il y avait des nouvelles quant au dossier Casino et la réponse a été négative. Ce matin, sur les journaux, on lit un parcours déjà codifié”. "On s’était posés de façon constructive - a ajouté le conseiller Perron - et la réponse avait été ‘on est en train d’y travailler’. Ce matin, sur la presse, on apprend tous les détails. Cela nous semble assez singulier que, face à une question de hier matin en Commission, aujourd’hui l’assesseur communique le dépôt de l’avis dont on n’avait plus rien su. La sensation est qu’on ne nous dise pas les choses et que la reconstruction effectuée ce matin ne voulait pas nous offrir une réponse précise. On y retournera sans doute”. Pour sa part, le conseiller Augusto Rollandin, qui avait illustré l’interpellation, a ajouté "les dates ont une signification et si l’on veut intervenir sur le Casino, il faut y mettre de l’argent. Maintenant, on imagine un emprunt, mais ce n’est pas que ces fonds soient un cadeau. Lorsqu’on avait allumé un emprunt, les cris d’un scandale s’étaient levés. Et aujourd’hui on pense à un emprunt. Il faudra y retourner”.
2 x mille

Vie de l'Union7 Juin 2021 - 15:41

MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine MMe Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine Samedi dernier le 5 juin la Conférence des Présidents de Section, qui représentaient les 1000 adhérents au Mouvement, et le Consei Fédéral ont élu Mme Cristina Machet, Président de l'Union Valdôtaine. Elle a désigné Vice-Président Monsieur Piero Prola et Trésorier M. Federico Marco PERRIN Ci-dessus son Programme: L’esprit de l’Union . L’esprit de l’Union Valdôtaine plonge ses racines dans les décombres de l’après-guerre, l’âme de notre Mouvement est son histoire, l’histoire de la Vallée d’Aoste, qui a vu, dans la pensée de ses ancêtres, l’axe de ses principes fondamentaux. L’Union valdôtaine est née comme mouvement s’opposant fortement au fascisme, elle est aujourd’hui un mouvement contre toute forme de fascisme, de néonationalisme, de racisme, de clôture. Peu de temps après la promulgation des décrets du lieutenant, le 13 septembre 1945, naquit l'Union Valdôtaine, ouverte, comme nos Statuts l'affirment, à tous ceux qui donnent assurance d'être fidèles et dévoués à la cause valdôtaine. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de répondre aujourd’hui au sens de la « cause valdôtaine ». Hélas, dans les années nous nous sommes perdus et l’esprit de l’Union parfois est sorti de chemin. Cela ne doit plus arriver. La rivalité personnelle n’est pas fidélité à la cause valdôtaine, l'égocentrisme et les attitudes personnalistes ne sont pas fidélité à la cause valdôtaine. Utiliser l’Union Valdôtaine comme tremplin pour des finalités électorales non plus. L’esprit de l’Union des fondateurs de notre Mouvement était celui de servir les intérêts culturels,politiques, sociaux et économiques de la Vallée d’Aoste. Au cours du temps ces principes ont été parfois oubliés et ceux qui croyaient en l’Union valdôtaine se sont refroidis. Toutefois, la flamme de notre flambeau c’est estompée, mais elle n’est pas éteinte… Aujourd’hui les unionistes sont là, qui nous observent dans l’espoir de pouvoir retourner à parler de politique, dans son sens plus propre, le plus élevé. La rue a été tracée dans la période préélectorale du 2020, après une période sombre pour notre Mouvement, on a réagi, et - petit à petit - on a recommencé à reconquérir la confiance des valdôtains. Ce n’est qu’un premier pas, parce que la confiance on la conquiert à petites gouttes et on la perd en litres. Notre travail sera serré, pour arriver à reconstruire ce que nous avons perdu. Nous avons perdu l’une des plus grandes forces de l’Union Valdôtaine : le dialogue avec les valdôtains, le dialogue qui passait à travers nos sections. Le fédéralisme que souvent nous citons dans nos programmes est bien enraciné dans l’organisation de l’Union Valdôtaine : un mouvement dans lequel chacun membre dispose d’une large autonomie en participant collectivement, et non individuellement, aux décisions. Cette participation collective doit repartir des sections, nous n’avons rien à inventer. Les sections existent déjà il y en a presque une par commune, dans certains pays plus d’une. Les initiatives futures que les organes dirigeants de notre Mouvement auront la nécessité d’analyser seront objet d’un parcours de partage le plus ample possible, parce que l’Union valdôtaine doit avoir portes et fenêtres ouvertes. Le nouvel élan de notre mouvement passera par un ample processus de confrontation. Les sections doivent représenter le vrai lien entre citoyens, mouvement et administrateurs. Pour que cela soit possible on pourrait créer une commission qui formule des propositions - bien sûr partagées avec un Congrès national thématique - pour garantir une effective participation aux adhérents. Participation qui, parfois, au début a du mal à démarrer. Nous avons, par exemple, dans nos petites communes des sympathisants qui ne s’inscrivent pas aux sections pour des raisons les plus disparates, et cela contribue à perdre le lien avec les citoyens. Pourquoi ne pas penser à des sections thématiques auxquelles s’inscrire pour faire face à des arguments spécifiques, tel que l’agriculture, la santé, le travail, etc. ? La technologie aujourd’hui nous aide à faciliter la communication, la confrontation avec les Présidents de section et les délègues au Conseil fédéral, qui sera le pivot de l’action politique du Mouvement, et encore, quand l’émergence sanitaire nous le permettra, on retournera à se rencontrer face à face. La centralisation de l’activité politique du Mouvement envers l’Administration Régionale sera fondamentale, les choix, les lignes politiques doivent être tracées par le Mouvement, et non pas le contraire. Parallèlement le Mouvement devra soutenir nos élus qui sont en première ligne et exposés à toute critique, le rôle du mouvement sera celui d’accompagner les élus dans leurs parcours en défendant et en adressant leur action. Le thème de la réunion est un argument central, on en parle, les opinions ne sont pas encore univoques. Rendre le terrain fertile pour un rapprochement de tous ceux qui partagent nos idées et nos idéaux est un pas important. Pour que cela soit possible, il est d’abord nécessaire procéder à la reconstitution d’une identité politique forte. Le fait qu’aujourd’hui coexistent différentes pensées politiques autonomistes est une donnée, et penser de désigner les personnes qui se sont éloignées de l’Union valdôtaine comme les « cousins méchants » serait une attitude myope, ainsi que probablement injuste. Toutefois, l’Union a vu, aux cours des années, l’éloignement de quelques-uns déçus par le Mouvement, tandis que pour d’autres, on a eu l’impression qu’il s’agissait d’un éloignement tendant à une stratégie électorale. Cela complique la solution. Parallèlement, il faut dire que le processus de réunion est en train de prendre vie de manière naturelle, ce sont les citoyens tout d’abord qui ont recommencé à avoir confiance en l’Union Valdôtaine. Pour que la reconstitution d’une identité politique forte soit réelle, il faudra abandonner de poursuivre des dynamiques purement électorales, l’UV devra recueillir des individus avec des idéaux communs, et non pas des « porteurs de votes », ou « autoproclamés porteurs de votes ». L’Union n’est pas un train sur lequel on monte et on descend selon la convenance. Voici la question : le processus portant à la réunion sera-t-il un débat entre personnes qui se reconnaissent dans les idéaux communs, ou une stratégie pour s’assurer une candidature d’ici à cinq années ? Nous ferons de notre mieux, pour veiller afin que cela ne se produise. Ce qui est incontestable c’est que toute décision sera remise aux adhérents du mouvement, à travers l’organe qui détient le pouvoir constituant du Mouvement : le Congrès national. Compte tenu que le symbole et la dénomination de l’Union Valdôtaine sont intouchables, le travail à faire – si le congrès considérera cette option- sera de trouver les points en communs entre le Mouvement et les autres pensées politiques autonomistes. Parce que, si c’est vrai que plusieurs de nous instinctivement pensent « qui veut adhérer à l’Union n’a qu’à s’inscrire à sa section », c’est aussi vrai que la fragmentation des autonomistes a ouvert les portes aux partis nationaux, et cela n’a pas aidé la cause valdôtaine. Le débat et la confrontation seront au centre de notre façon de travailler. Je souhaite de participer à des Conseils fédéraux où les délégués se disputeront pour prendre la parole, les rencontres caractérisées par les silences ne réfléchissent pas la démocratie ni le fédéralisme. L’Union Valdôtaine devra ainsi s’engager avec le gouvernent central pour faire démarrer l’institution d’une circonscription Vallée d’Aoste pour le Parlement européen. Une proposition de loi dans ce sens a déjà été entamée par le sénateur Lanièce. Une représentativité au sein de l’Europe pour la protection des peuples minoritaires est fondamentale et il serait aussi essentiel se reconnecter avec les mouvements autonomistes européens, pour poursuive le chemin d’une vrai Europe des peuples. L’action politique sera orientée à faire refleurir notre Vallée d’Aoste: la pandémie a augmenté les fractures sociales qui ont suscité l’envie, presque la haine, parmi les classes sociales, même dans une réalité petite comme la nôtre. La perte de places de travail et la crise économique doivent donc être au centre des attentions de l’action administrative. La revitalisation de l’agriculture ainsi que du tourisme nécessitent d’un travail important. L’attention aux catégories fragiles aussi : nos parents et nos grands-parents ont vécu une année terrible, tout comme les jeunes, ceux qui ont des activités économiques, les personnes qui ont des problèmes de santé. La gestion fédéraliste à tout niveau doit se concrétiser par la centralité des Communes qui avec leurs Syndics représentent un exemple de subsidiarité réelle que nous avons appauvri. Les Communes nécessitent aujourd’hui d’avoir des entrées financières sûres et appropriées pour construire un bilan sérieux, ainsi qu’un nombre adéquat d'employés pour mettre en œuvre les décisions de l’administration communale. Les petites communes de la Vallée, qui sont la force de notre territoire, sont parfois abandonnées à elles-mêmes : aux cours des années elles ont perdu des ressources financières ainsi que les personnes qui y travaillaient à cause des lois de secteurs qui empêchent les embauches, dans une période dans laquelle un poste de travail change la vie à une famille. Il est nécessaire un changement de cap. La dignité du travail doit repartir du territoire, une dignité qui doit être égale, tant bien dans les petites communes de montagne que dans la plaine. Nos communes, dans cette période de pandémie, ont représenté un point de repère fondamental pour les citoyens, et l’assemblée du CPEL/CELVA a été perçue par la population comme un organisme efficace et qui, avec ses syndics de différente appartenance politique, a réussi à trouver une synthèse pour résoudre les problèmes quotidiens des familles valdôtaine. Les familles doivent ainsi être au centre de l’action politique, les parents doivent pouvoir travailler, tous les deux, sans devoir se tracasser pour se prendre soin des enfants, les services des garde d’enfants doivent être le pivot d’une action visant à aider les familles, les adolescents doivent pouvoir étudier et s’engager dans le temps libre dans une région qui leur offre des occasions ainsi que l’égalité des chances. Les femmes valdôtaines ont toujours été indépendantes, on toujours travaillé, elles ont été les pilastres des familles pendant la guerre, elles ont été partisanes, créatrices de l’identité politique de notre Union. Et aujourd’hui aussi, les femmes valdôtaines émergent grâce à leur ténacité: dans les études, dans l’écriture, dans la médicine, dans les sports, dans la musique, dans toute sorte d’industrie; mais pas encore trop dans la politique. La pandémie mondiale a encore plus marqué l’écart entre hommes et femmes. Ces dernières souvent sont restées à la maison avec les enfants ou les personnes âgées, elles ont perdu leur travail. Alors aujourd’hui l’Union Valdôtaine doit avoir le courage de se remettre au centre de l’action politique en donnant l’exemple. Ce n’est pas un discours de genre, mais de capacité, et si on parle de capacité, alors, c’est évident que nos sections, nos listes aux élections, nos représentants tous, doivent inclure plus de femmes, qui maintenant, se sont éloignées de la politique, parce qu’ elles savent et sentent que ce serait trop difficile, pour elles, d’émerger. Tous nos représentants dans les sections doivent chercher les femmes, les hommes et les jeunes les plus méritoires, pour les inviter à l’action politique. Les jeunes représentent l’autre grande catégorie oubliée au cours de la pandémie, mais surtout ils représentent la plus grande richesse que l’union valdôtaine avait autrefois et qui, maintenant, est en train de s’éloigner. Heureusement nous avons encore La Jeunesse Valdôtaine qui est un fleuron de notre mouvement, mais nous constatons de plus en plus que les jeunes d’aujourd’hui considèrent la politique comme quelque chose de lointain ou, pire encore, comme quelque chose de sale avec qui ils ne veulent pas se mêler. Malheureusement, des partis nationaux ont su comprendre ce malaise et ils ont réussi à conquérir une partie de jeunes. C’est à nous de prévoir des actions visant à intercepter les souhaits et les problèmes légitimes des jeunes et à les rapprocher à la politique. Et cela ne peut se faire qu’en présentant une Union Valdôtaine ouverte, accueillante, compréhensive, proche aux jeunes citoyens. Nous devons travailler à une campagne d’adhésion importante, non pas pour augmenter le nombre des cartes des membres, mais pour avoir une vision du monde futur inclusive et à l’avant-garde. Nos élus doivent être très proches des sections, et nos sections doivent de plus en plus impliquer la population, partager les propositions et les idéaux pour rendre l’Union Valdôtaine un mouvement inclusif, identitaire et autonomiste. Soyons alors dignes de l’espoir des unionistes, soyons dignes de l’esprit de l’Union valdôtaine ! Torgnon, le 21 mai 2021 Cristina Machet

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Conseil de la Vallée9 Mai 2017 - 18:13

La décision du TAR communiquée au Conseil: la position des représentants UV

Lors des travaux de cet après-midi du Conseil de la Vallée, suite à l’annonce de l’ordonnance du TAR repoussant la requête de suspension, avancée par notre Chef de groupe Ego Perron, au nom également de l’EPAV, un débat s’est ouvert, avec différent conseillers ayant pris la parole.

Le chef de groupe Perron a tenu a réaffirmer que "aujourd’hui, le TAR a dit qu’il n’y aura pas de suspension. On ajoute seulement la date de la discussion dans le fond du recours déposé. Si l’on veut rouvrir la discussion sur la question, nous ne croyons pas qu’à l’occasion de la séance du 10 mars les procédures aient été suivie correctement, mais on ne veut pas y retourner. Nous avons demandé à un organisme indépendant par rapport au Conseil et il le fera le 12 septembre prochain, compte tenu qu’un délai de 60 jours était nécessaire et qu’entretemps on aura la pause estivale”.

Le conseiller Aurelio Marguerettaz a également alimenté la discussion en rappelant aux représentants de la majorité qui ont parlé de centralité du Conseil, "qu’aujourd’hui on a appris que, face à une requête d’informations avec réponse négative, sur un des thèmes ayant engendré le ‘ribaltone’, à savoir le soutien au Casino de la Vallée, une solution est bel et bien prête. Mais de quelle centralité parlez-vous? Aujourd’hui on parle d’une suspension n’ayant pas été accordée, face à une discussion dans le fond qui aura lieu lors de la première date utile. Toute une série d’exégèses par rapport à la décision du TAR me parait hors lieu”.